Facciamo a meno dei giornalisti ? Si, ma anche della pubblicità !
Qualche tempo fa ho avuto modo di confrontarmi con uno "storico" del web quale può essere considerato il mitico - in questo settore lo è davvero - Antonio Tombolini, precursore delle potenzialità comunicative della rete, nonché fondatore, tra le molte altre cose, dell'ormai vecchio e cambiato progetto Esperya (link omesso di proposito).
Si è trattato di uno scambio epistolare - elettronico, ci mancherebbe ! - su diversi aspetti tra i quali, l'efficacia della pubblicità tradizionale sul media internet. Facendola breve, lui lo sosteneva più o meno superato, io non proprio, almeno ove vi siano idee interessanti. Oggi, nella mia sempre più tarda ronda notturna attraverso la blogosfera (è l'una e dovrei essere a letto da un pezzo visto ciò che mi aspetta domani), indugio qualche istante in più su un post di Antonio che reclama adesioni per un encomiabile progetto relativo ad un orto - reale, non virtuale ! - "a domicilio" che per partire necessità però di almeno 50 iscrizioni, ancora non raggiunte.
Ora, il metodo di promozione e divulgazione utilizzato è splendido ed autosufficiente : il blog, la cerchia di amici, gli innumerevoli contatti personali...ma di questi 50 abbonamenti minimi da raggiungere mi pare che ad oggi ne siano saltati fuori solo una dozzina. Penso agli effetti che in questo caso avrebbe avuto un'uscita mirata su una newsletter di settore neppure tanto grande, che ne so, 2000, 3000 contatti ? Si sarebbero picchiati - ne sono convinto - per un fazzoletto di terra (e relativi ortaggi) del parco dei buoi ma per la pubblicità non si spende. Perché ? Perché la pubblicità non serve.
Nel mio piccolo, con questo post, in fondo in fondo spero di smentirmi perché la strada battuta da Antonio è maledettamente valida : il giro, la cerchia, gli amici.
Commenti
E adesso non è che per dimostrare la tua tesi fai mancare a Francesco il tuo abbonamento! Coraggio, abbonati! :-)
http://www.parcodeibuoi.com/2006/01/siamo_a_10.html
Postato da : Antonio Tombolini | 25.01.06 08:51
Io non sarei così drastico, a dire il vero. Può anche darsi che, in questo caso particolare, la pubblicità non si la strategia di marketing migliore, ma bisogna considerare l'eccezionalità della situazione. E' certo che l'approccio "personale" paga molto bene in alcuni casi, ma implica una cerchia di contatti di tutto rispetto e un'autorevolezza notevole che non tutti si possono permettere.
La seconda considerazione che vorrei fare è che la pubblicità "tradizionale" è spesso considerata (e utilizzata) in modo sbagliato da molti inserzionisti. Non si può pretendere dalla pubblicità risultati immediati o comunque a breve termine (anche se non è escluso che arrivino): la pubblicità è un investimento a lungo termine per definizione. Esistono altri mezzi per le azioni "veloci", e rientrano quasi tutti nella sfera delle Pubbliche Relazioni.
Postato da : Daniele | 25.01.06 18:23
Caro Daniele, sottoscrivo in pieno il tuo intervento che mostra come tu abbia a che fare in modo professionale con il settore pubblicitario.
Postato da : Filippo Ronco | 25.01.06 18:27
concordo pienamente con Daniele. Inoltre il "passaparola" tra gli amici funziona molto bene e ne ho avuto riscontro durante il 2005 con varie iniziative. La pubblicità è una cosa diversa. Un conto è cercare di fare conoscere un marchio un'altra è vendere i prodotti dove serve anche un'organizzazione, non ci si inventa azienda di successo in un giorno.
Postato da : sergio ronchi | 26.01.06 20:01