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Come non si usa il blog

Come molti si saranno accorti - altri stanno ancora cercando di capire cosa voglia dire blog - abbiamo ampliato il blog ufficiale di TigullioVino.it con alcuni blog di categoria, riservati ai contributi diretti di produttori di vino, agenti, ristoratori, enotecari, giornalisti enogastronomici, insomma, di chi ci lavora. Alcuni, a tentoni, stanno provando seriamente a sfruttare il mezzo come si conviene, con interventi personali, meditati, critiche o magari con semplici spunti di riflessione o segnalazioni. Altri dimostrano di non volersi proprio applicare neppure un minimo e, bellamente fregandosene del mezzo che gratuitamente mettiamo loro a disposizione, lo usano nel modo più sbagliato, così, come fosse una vetrina pubblicitaria.

Ho atteso circa un mese prima di portare la cosa all'attenzione del pubblico, sul blog principale. Ho anche avvisato telefonicamente i responsabili della comunicazione dell'azienda San Marco di Frascati (e delle relative enoteche e ristoranti collegati) - per altro produttori di vini di tutto interesse e con ottimo rapporto qualità / prezzo (vedi per esempio il Meraco Bianco, il Solo Syrah, ecc.) - ma pare che non ci sia grande attenzione alla comunicazione online ed ai suggerimenti inviati loro.

Le mie indicazioni miravano a far comprendere all'azienda che il blog non è un mezzo per farsi pubblicità diretta ma che, attraverso un utilizzo saggio, personale, diretto, aperto al dialogo ed agli spunti di riflessione, è possibile che alla lunga si possano ottenere risultati e benefici anche maggiori rispetto ad una campagna pubblicitaria a pagamento. Perché ? Marketing relazionale ? Chiamalo come vuoi, robe del genere comunque.

Nulla da fare, telefonicamente mi è stato spiegato che l'azienda non ha certo tempo da perdere con queste cose - e io che ancora mi sbatto ad aiutarli gratis... - figuriamoci andare a modificare il contenuto di un post ritenuto dall'editore poco in linea con la filosofia dello strumento blog.

Pazienza, la prima occasione di presentarsi nel modo corretto è andata. Speriamo nella seconda e speriamo, soprattutto, che queste mie note possano essere intese in senso costruttivo, non solo dai diretti interessati ma, a maggior ragione, da tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo mondo pensando di farne la propria vetrina commerciale. None. Non funziona così. Sia chiaro, non verrà cancellato alcunché. Anzi, qui di seguito, con intento didattico, i link per capire come NON si dovrebbe utilizzare questo strumento.


Come non si scrive sul blog dei produttori 1
Come non si scrive sul blog dei produttori 2
Come non si scrive sul blog dei ristoratori

Commenti

Filippo, più che dei post, quelli da te giustamente segnalati, sembrano dei promo-redazionali, peraltro privi di qualunque efficacia comunicativa, culturale, commerciale.

Direi piuttosto che quei post rappresentano un buon modo per far capire ai navigatori come un'azienda possa danneggiarsi con le mani proprie. Quanto meno didattici. ;-)

Sai cosa penso anche Filippo? Che è lodevole il tuo impegno nel far comprendere alla tua audience l'importanza di comunicare in rete. Ma i su citati esempi mi sembra facciano ben capire che il web non è un luogo/strumento per tutti.

Talvolta è meglio rimanere nell'offline, onde evitare brutte figure, concordi?

Caro Jacopo, uno degli obiettivi di questo blog è proprio quello di "evangelizzare" l'audience. In particolare quella degli operatori ché gli appassionati sono già fin troppo bravi da soli. Il core business di TigullioVino.it è, oltre alla cultura del vino, la comunicazione online. Se vogliamo che la comunicazione online venga utilizzata dalle aziende, credo che il primo passo sia spiegare loro come funziona. E' quello che per esempio cerchiamo di fare da qualche tempo anche con il nostro mini - corso online (gratuito, ci mancherebbe...) sulla pubblicità online. Sono piccole cose che credo che alla lunga non potranno che fare del bene a tutti coloro che ci seguono anche per imparare qualcosa dei nuovi media. Un'impresa dura ma con un po' di buona volontà da parte nostra e loro, ce la si può fare.

Caro Filippo,

mi sembra di vedere un film già visto (o sarebbe meglio dire già letto).

Come da me scritto in precedenti commenti su questo blog, molte aziende italiane sono ancore legate ad un concetto arcaico di "promozione".

Tu hai parlato giustamente di un corso gratuito (lodevole!) di "pubblicità online". Ed alcune aziende, per fortuna poche dagli esempi riportati, cosa pensano:" Pubblicità online? bhè sarà come la classica pubblicità; e vai quindi con gli interventi del tipo "mezza pagina sul quotidiano": dove siamo, abbiamo prodotti buonissimi, in contesto meraviglioso, prezzi modici, aperti a pranzo.

BASTA!!! Questa non è pubblicità. O meglio è un tipo di promozione arcaica che usa codici e decodifiche comunicative che non funzionano più. Tantomeno su internet.

I blog in generale e quelli di settore (come Tigullio Vino) sono strumenti che servono a creare e sviluppare interesse intorno un dato argomento apportando, con i vari interventi, le diverse conoscenze e punti di vista.

In quest'ottica si riesce a creare una curiosità verso i propri prodotti (qualora si voglia) commentando in modo intelligente e sensato oppure inserendo articoli che suscitino curiosità e chi mi spingano a dire:" fammi andare a vedere chi è questo".

Le dinamiche alla base sono molto semplici; esempio: io, Andrea Signori, come vi sarete accorti, pubblico articoli sul presente blog di Tigullio Vino. Bene. Io ho anche un mio blog personale. Bene. Se le notizie che pubblico su Tigullio Vino suscitano interesse in un lettore, lo stesso lettore viene a visitare il mio blog per capire chi sono e per capire se veramente "gli interesso". Ho creato così un utente. Se fossi un'azienda, questo sarebbe un possibile cliente.

Questo, in modo molto semplificato, il percorso di conoscenza e "promozione" alla base dei blog. Il qui presente blog di Tigullio Vino, grazie all'intuizione ed alla pazienza di Filippo è un eccellente canale di promozione per le aziende del settore. Imparatelo ad utilizzare ed i benefici, a livello d'immagine, saranno incalcolabili; anche a fronte del costo richiesto: 0 €!!!

Per coloro i quali, invece, pensano che i blog sono una sorta di pagina di giornale gratuita e quindi a buon mercato dico che ognuno di noi deve fare il proprio lavoro: le pubbiclità lasciatele fare ai professionisti!

Caro Andrea, il motivo per cui ho deciso di coinvolgere te e Jacopo sul blog è proprio perché sapevo che avrei potuto contare su interventi di questa lucidità. E' quello che serve per aiutare le aziende a capire, a comprendere a conoscere. Credo che con una buone di passione e pazienza, potremo farcela. Avanti così e grazie per il tuo commento (didattico direi) che condivido al 100%.

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