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Responsabilità al blogger

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Responsabilità ai blogger ? Pare proprio di si.
Almeno stando alle recenti polemiche relative all'azione ex art. 700 c.p.c. (procedure d'urgenza) intrapresa dall'azienda Levi contro un articolo del Direttore Stefano Bonilli sul suo Blog Papero Giallo, che ha provocato l'immediata "autocensura" del pezzo direttamente dal suo autore.

Il problema - ricordo vagamente le ore perse sui tomi di diritto penale - è cercare di comprendere il limite in effetti molto labile - tra diritto di critica e di cronaca e reato di diffamazione a mezzo stampa. Il discrimine fondamentale, ciò che fa sconfinare il limite del diritto di critica nella lesione di un diritto altrui è rappresentato almeno da due fattori estremamente importanti :

- la veridicità o meno della notizia e, conseguentemente, il tempo ed il lavoro speso per approfondirla
- il modo in cui la notizia o la critica viene espressa (che deve sempre essere educato e privo di toni gratuitamente lesivi).


Il giudice farà giudicherà secondo legge e coscienza.
Siccome tuttavia ritengo che ognuno di noi abbia una testa per pensare anche da solo, vorrei riproporvi il pezzo incriminato affinché possiate farvi una vostra opinione :

" (...) le sue bottiglie (di Romano Levi ndr), con etichette disegnate a mano, sono diventate famose nel mondo. Ma qui non stiamo parlando di un pittore ma di un produttore di grappa e allora bisogna anche aggiungere che bere un sorso della grappa di Romano Levi vuol dire bere un sorso di alcol metilico, il che ha ben poco di ecologico. Bisogna dire che dal suo vecchio alambicco (forse è troppo vecchio?) a fuoco diretto esce una grappa che, con un eufemismo, definiremmo "pesantissima" e che le etichette saranno anche belle ma la grappa no, non è "bella". Provare per credere."


Ecco, a mio avviso l'errore di Bonilli è stato quello di scrivere "vuol dire..." anziché "è come se...". E' la differenza che passa tra un'affermazione ed una congettura che, per quanto fondata possa essere, lascia pur sempre spazio al dubbio e si presta molto più difficilmente ad essere attaccata da parte di un provvedimento d'urgenza come quello intrapreso dai legali di Romano Levi. Tra l'altro, la rilevanza del ruolo ricoperto da Bonilli nella stampa enogastronomica italiana non gioca certo a suo favore. Staremo comunque a vedere.

Mal comune mezzo gaudio, si dice. Da un pezzo odierno su La Stampa, infatti apprendo che :

La parità tra blogger e giornalisti sta arrivando anche dal punto di vista delle responsabilità legali. Ieri (28 marzo ndr) un cittadino austriaco di origine curda, Kamal Sayid Qadir, è stato condannato a un anno e mezzo di prigione per la pubblicazione di articoli giudicati «diffamatori» sul suo blog. È «Reportères sans Frontières», l’organizzazione internazionale che vigila sulla libertà di stampa, a dare l’informazione.


Verrebbe da dire : speriamo che tutto si risolva con una stretta di mano. Sarebbe banale anche solo pensarlo però, soprattutto considerando gli interessi in gioco. La libertà di stampa, espressione, cronaca e critica da un lato, ed il diritto - altrettanto legittimo - che una vita di lavoro non possa venire cancellata da un articolo. Almeno nel caso in questo non dovesse rivelarsi fondato.


Altre letture consigliate :

Su Simplicissimus di Antonio Tombolini
Su Vino al Vino di Franco Ziliani
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