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Cose più grandi dei blogger

Qualche giorno fa, Antonio Tombolini, in una delle prime puntate della sua nuova trasmissione radiofonica in "podcast" su Radio Simplicissimus, si chiedeva il perché della mancata cronaca da parte dei vari blog di settore, relativa a Vinitaly, la maggiore kermesse nazionale (ed internazionale) sul vino. La risposta a mio avviso è molto semplice. Vinitaly non è un'esperienza a misura di blogger e neppure a misura di uomo, che poi è lo stesso. Non la puoi assorbire totalmente, dominare, fare tua. Ne scaturisce un'esperienza troppo di superficie per poter accendere il fuoco del blogger e, se proprio ne parli, è per accennare a questo o a quell'aspetto o chiederti, come fa Antonio, perché gli altri non ne parlano. L'importante è esserci ed ogni anno torni a casa rafforzando questa tua convinzione. Tutto qui.

Commenti

Io non ho fatto alcuna cronaca perchè a Verona non ci sono andato causa lavori in corso nella mia attività principale (libri e giornali), e poi sono d'accordo sul fatto che il salone sia poco a misura di uomo...meglio andare a manifestazioni più piccole tipo Villa Martorana e similari.

Mi dispiace, ma non sono d'accordo. Se uno è giornalista, deve essere in grado di raccontare qualunque cosa. Non si è mai visto che un professionista dell'informazione si tiri indietro davanti ad un servizio o ad un articolo che gli viene chiesto solo perchè "è troppo difficile" , o troppo complicato, o troppo lungo...Di spunti per raccontare il Vinitaly anche quest'anno ce n'erano a bizzeffe. Il fatto che i vari blogger non siano stati capaci di parlarne mi rafforza nel sospetto che la maggior parte di loro non sono giornalisti...e che quindi in condizioni di lavoro più complicate o solo più impegnative facciano fatica a muoversi.
E questa, sia chiaro, è solo una costatazione, non una critica.
Lizzy

In effetti blogger e giornalisti appartengono a due categorie diverse...il blogger racconta ciò che lo attrae, che gli fa piacere descrivere...nn ha il dovere di cronaca e, soprattutto, legge i fatti e gli eventi da un punto di vista personalissimo!

Cara Elisabetta, in effetti la tua premessa "Se uno è giornalista, deve essere in grado di raccontare qualunque cosa", non è del tutto pertinente. Per diverse ragioni. Un blogger può benissimo non essere giornalista. Nel caso in cui lo fosse, l'approccio allo strumento blog è proprio diverso da quello tradizionale con l'informazione e quindi, utilizzarlo "da giornalista" non sarebbe a mio avviso la via corretta. Inoltre, il modo di scrivere sul blog è personale, diretto, non mediato. Sono d'accordo con "observer" che il blogger racconta ciò che lo attrae, ciò che gli fa piacere descrivere, da un punto di vista personalissimo. Intendiamoci, un blogger può ben parlare di Vinitaly. Il mio rilievo era proprio lì a far percepire la differenza di approccio tra il blogger e il giornalista professionista. Il primo cerca l'aspetto, la cosa, la curiosità, l'evento, l'accadimento curioso da raccontare e che, comunque, lo ha colpito. Il giornalista guarda con occhio professionale e "d'insieme", analizza e infine propone al lettore. La differenza non è neppure troppo sottile. Poi, ci sono e ci saranno pur sempre blogger che usano il mezzo da giornalisti : secondo me non c'è nulla di male, anzi, a volte - pur senza esserlo - mi capita di farlo però credo non sia del tutto in linea con l'attività di blogger in senso stretto.
Su una cosa che hai detto sono d'accordo : "la maggior parte di loro non sono giornalisti...e che quindi in condizioni di lavoro più complicate o solo più impegnative facciano fatica a muoversi", ma è una parte della motivazione, non LA motivazione.

Beh, io qualcosina ho scritto :-)
Comunque sono d'accordo sia con Filippo (Vinitaly è troppo mastotondico e se non sei un operatore o un giornalista difficilmente puoi permettere di starci 5 giorni), ma anche con Lizzy, ovvero che ci sono giornalisti e dilettanti che del Vinitaly raccontano le stesse cose oppure nulla. E quelli che raccontano qualcosa di diverso cercano la stravaganza a tutti i costi (jeans con le vinacce in primis...)

Ciao Max. Secondo me è proprio l'approccio che è diverso. Quello del blogger e quello del giornalista. Utili e necessari entrambi.

D'accordo, l'approccio è diverso. Ma se un giornalista trova sempre qualcosa di curioso da raccontare, come mai non ci riesce il blogger, che per definizione dovrebbe essere persino più curioso e creativo? O forse ha ragione Max, è anche una questione di tempo...Io aggiungo però che è anche questione di organizzazione e impostazione mentale. Faccio un esempio. In passato, per dieci anni ho frequentato la Fiera del Libro di Bologna, da semplice visitatore, perchè sono nata e cresciuta nel mondo dell'editoria per ragazzi. Potendo dedicarci solo un giorno, le prime due edizioni uscivo col mal di testa, troppe le cose da vedere, provare, migliaia gli stand da visitare...poi ho imparato a organizzarmi e ogni anno andavo a caccia di quel che mi interessava di più, dedicando al resto solo un'occhiata veloce...Niente più mal di testa e ottimi risultati finali. Credo che per ogni grande fiera si possa fare altrettanto...
Se poi non si trova proprio niente che stimoli la voglia di scrivere - e, ripeto, a me sembra molto strano - e va be', non è colpa dei blogger, ma neanche di Vinitaly... ;-))
Lizzy

Nel caso specifico Lizzy, credo che scrivere di Vinitaly sia difficile per almeno due ragioni. Da un lato è frustrante, di anno in anno, tornare sulle medesime questioni, evoluzione si, evoluzione no, calca si, calca no, novità, gossip. Ogni anno la fiera ci propone senz'altro numerosi spunti ma il succo è che si tratta di una grossa (se non la più grossa) fiera commerciale e, al di là dei numeri, della crescita o della diminuzione di visitatori e scambi, non c'è poi molto di nuovo da dire. E' una fiera importante, che merita grande rispetto per la storia che ha e, soprattutto, per la quantità di incontri - opportunità - scambi che è in grado di generare. Poi c'è il mondo dei convegni, mondo sul quale credo lavorino più o meno bene i vari uffici stampa dacché ritengo sia impossibile, anche per un professionista, prendere parte a tutto. Quest'anno c'era la novità della tavola rotonda sui blog, sicuramente il convegno più interessante per quanto mi riguarda. A ciascuno il suo. La seconda ragione che rende complicato scrivere di Vinitaly è la sovrabbondanza mediatica che ruota attorno alla fiera prima, durante e dopo. Per farti un esempio, è quasi incontrollabile il numero di iniziative ed eventi interni alla fiera stessa ai quali si viene puntualmente invitati a partecipare. Tutti interessanti, ci mancherebbe, ma come si fa ? Da qui il senso di "sopraffazione".

Ognuno ha l'approccio che "gli serve". Io per esempio quest'anno ero in fiera per promuovere l'evento di giugno. Ma ti fai un programma, visiti quelle 70 - 100 aziende, incontri quel tot di persone e poi torni. Non avrai mai un senso globale della manifestazione. E' come dire che uno che è stato in tre città europee ha visto l'europa o, peggio, ha viaggiato. Da qui, gli innumerevoli articoli più o meno interessanti che, per forza di cose si rifanno ai dati più o meno ufficiali della fiera. Il blogger è poco interessato a questo genere di lavoro. In parte, certo, anche perché più noioso e complicato.

Due cose da dire su Vinitaly ? Si è venduto forse di più all'estero rispetto agli anni precedenti segno che qualcosa si smuove. Vinitaly conferma la "ripresina" sul mercato americano e su altri mercati esteri. L'altra ? I bagni estremamente puliti, la sempre più puntuale ed efficiente organizzazione dei trasporti (con le pur inevitabili calche nei momenti di punta), il restyling grafico di alcuni padiglioni, l'apertura a convegni che trattano temi di nicchia, la tristezza dei jeans all'Amarone (e di chi ne parla), le serate tra una giornata e l'altra della fiera..hai ragione, da dire che ne sarebbe molto...ma ne hanno già parlato talmente tanto prima e durante...

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