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Del vino tradizionale all'estero

Solo qualche giorno fa, mi sono soffermato sull'eccellente serata dall'amico Giovanni Paganini dell'Osteria Paradiso, pretesto per far cenno ad un Montevertine Riserva del 1996 già strepitoso anche se ancora in evoluzione. Oggi, dopo le clamorose sparate di Suckling, ho appreso tramite Vino al Vino che c'è in America e specialmente nella Grande Mela, qualche giornalista che fortunatamente nota, apprezza e riferisce lo stacco che corre tra questi grandi vini tradizionali, fatti di storia, di stoffa e di personalità ed i sangiovesi palestrati, coperti sempre più spesso - almeno fino agli ultimi anni - da percentuali sempre maggiori di cabernet, merlot, syrah. I commenti, sul blog del - nientepopodimenoché - New York Times curato da Eric Asimov, sono numerosi, ne consiglio la lettura, sebbene in inglese, a tutti i produttori che ancora credono che il gusto "internazionale" rappresenti qualcosa di statico ed immutabile.

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