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TigullioVino?!?

Lasciate perdere il che ci fa lui qui: Filippo mi ha invitato, e io approfitto.

Andiamo al sodo, il problema è questo: tutti lo pensano, molti lo mormorano dandosi di gomito, ma nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente. E allora lo faccio io: Filippo è in gamba, il suo sito è ricco, interessante, ben fatto, ma... IL NOME! Il nome fa schifo! TigullioVino cosa?!?
Dai Filì, pensiamone un altro, coraggio, non facciamone un dramma.

Commenti

Caro Antonio, perché negarlo, tocchi una ferita aperta. Una scelta fatta anni fa (6), quando mai avrei pensato dove saremmo arrivati. Il problema di un eventuale cambio nome, a mio avviso è duplice. Da un lato è tecnico e comporterebbe la perdita, se non integrale, almeno parziale del lavoro di indicizzazione di anni. Dall'altro è tattico. Io sono convinto che per quanto "schifo" faccia questo nome, oggi sia di fatto conosciuto sia tra gli appassionati che tra gli operatori. Il mio timore è che cambiandolo si rischi di perdere la notorietà - almeno in rete - del marchio. Ti ringrazio, comunque, per aver avuto il coraggio di sollevare un argomento di questa portata e così scomodo. Sono proprio curioso di vedere come la pensano i lettori. Se gli sta bene così o se anche loro credono che debba essere cambiato.

A me piace, ma sono un po' di parte!!
Non so se mi farebbe lo stesso effetto se si chiamasse CanecattìVino.it
(senza offesa per gli abitanti di Canecattì)
Luk

Se hai l'intenzione di ampliare il campo d'azione, internazionale compreso, concordo che il nome dovrebb'essere cambiato.

Forse "RivieraVino" sarebbe piu' comprensibile sia all'estero che nell'Italia? Nel mondo di lingua inglese, come saprai, Riviera significa glamour, lusso, bellezza, piacere e qualita'.

mah, effettivamente mi ci é voluto un po´di tempo per realizzare che cosa vendeva tigullio, se era un distributore locale con ambizioni o un produttore di pesto, ma cosa fatta capo ha, ed allora meglio tenersi il nome e lasciare che lo imparino quelli che valga la pena lo imparino: il resto lo impareranno......il mondo del commercio é pieno di ditte che hanno fatto successo nonostante il nome piuttosto che grazie al nome... auguri!!

Caro Carlo, grazie per il tuo commento (l'ho spostato io da "Lo sei o non lo sei" dove lo avevi inserito forse erroneamente al post soprastante) e grazie per gli auguri. In effetti, non vendiamo proprio nulla. Siamo, o meglio, cerchiamo di essere una "testata" online su vino e turismo enogastronomico facendo del nostro meglio per non essere banali.

Una delle prime regole della comunicazione è: scegliere un identificativo (dell'azienda, del prodotto, etc) e non cambiarlo. MAI.

Un soggetto, quale che sia, che cambia nome suona sempre, per l'utente, di sconfitta: "Perchè cambia nome? Dove è andato? Quali le cause? Ci sono problemi?"

Inoltre il cambiamento crea confusione nella stessa testa dell'utente fidelizzato che non si riconosce più in un prodotto.

Ogni brand ha una storia, breve o lunga che sia, ed ogni brand è portatore di valori; modificarlo vuol dire perdere entrambi, nonchè quote di mercato, visitatori (come nel caso di Tigullio Vino), etc.

Non entro nel merito della bontà del nome perchè ovviamente non mi compete, è ovvio però che quando è stato scelto, chi lo ha scelto, ha sviluppato dei ragionamenti e delle considerazioni che lo hanno portato a scegliere questo "identificativo" e siccome ho stima di questo "personaggio" (Filippo ed i suoi collaboratori) continuo a credere in Tigullio Vino!

Come è giusto che facciano tutti colori che ne fanno parte o che lo leggono.

> Una delle prime regole della comunicazione è: scegliere un identificativo (dell'azienda, del prodotto, etc) e non cambiarlo. MAI.

Questa, senza offesa, del "non cambiare MAI" è davvero da ridere :-)
Sarà pure "una delle prime regole", come dici tu. Di sicuro però ha una cosa, un dettaglio se vuoi: che è *sbagliata*! :-D

Gent.le Sig. Tombolini,

come Lei avrà sicuramente notato mi riferivo alla "comunicazione" intesa come Corporate; comunicazione d'azienda per dirla in altri termini.

I loghi o i nomi delle multinazionali storici non cambiano mai, subiscono variazioni da un punto di vista visivo (si adattano al gusto estetico dei tempi) ma non cambiano. E non lo dico io è palese a tutti, anche a chi non lavora nella comunicazione/pubblicità/marketing.

Nei giorni scorsi ho pubblicato una notizia riguardante la politica di re-branding di Vodafone ovvero il logo di Vodafone non è stato cambiato ma gli è stato aggiunto l'effetto 3D e ne sono state smussate le forme per adeguarsi ai moderni canonici estetici e di design.

Vengono smussate la vision o la mission di un'azienda o di un brand ma mai gli "identificativi". Ed anche questa non è una mia opinione ma lo dicono le case history internazionali.

Che sia una multinazionale o che sia il negozietto sotto casa, il cambio di nome, con tutti gli "sfasamenti" logici che comporta negli utenti/fruitori è aberrante e da evitare. E' uno dei "NON" di chi fa consulenza di corporate communication. Ed anche questo non sono io a dirlo.

Se invece avesse frainteso il significato della parola "NON CAMBIARE MAI" da me usato nell'articolo, Le vengo in aiuto: era ovvio che non mi stessi riferendo alle idee individuali. Mi sembra alla base del viver civile avere la possibilità, la facoltà, e l'intelligenza di poter cambiare idea. Il mio NON CAMBIARE era riferito all'aspetto comunicativo di un brand commerciale, quindi aveva solo implicazioni, diaciamo, di marketing.

E come Lei mi insegna il marketing è un'aspetto del commercio che completa il vivere nella "società parallela degli affari"; parallela rispetto alla "società degli umani" governata, giustamente, da altre regole.

Gentile signor Signori,

Mi dice:

> E come Lei mi insegna il marketing è un'aspetto del commercio che completa il vivere nella "società parallela degli affari"; parallela rispetto alla "società degli umani" governata, giustamente, da altre regole.

Sa che potrei querelarla per questo? Come si permette di affermare che io vada insegnando in giro simili idiozie?

La "società degli umani" e la "parallela società degli affari"... ma mi faccia il piacere, si informi!

Per esempio qui:
http://www.antoniotombolini.com/cambiait.html

Gent.le Sig. Tombolini,

il "come Lei mi insegna" è notorio, per me, stare ad intendere una perifrasi: una frase fatta e se vogliamo senza senso. Io almeno l'ho usata in quel senso e mi dispiace se mi ha frainteso.

Infatti tutti e due sappiamo che ne io ne Lei siamo stati il maestro/allievo dell'altro.

Mi dispiace che alza i toni della discussione del tipo: "La potrei querelare" oppure il "mi faccia il piacere si informi" anche perchè da parte mia non c'era polemica alcuna e avevo commentato portando la mia esperienza nella discussione di cui sopra.

Se a Lei non piace quello che dico ne prendo atto e continuiamo a conversare su altri temi dove magari saremo più d'accordo. Anche perchè per il blog che ci opsita non sia positivo.

I blog sono il luogo dove ognuno esprime le proprie idee senza ledere quelle altrui e mi sembra che sia il modo migliore di intendere il mezzo. Io non voglio assolutamente convincerla di quello che dico esprimo solo la mia idea. Lei però alza i toni e francamente non me lo spiego.

Le ripeto,per quanto mi riguarda, che non c'era polemica nei concetti espressi. Mi dispiace solo che Lei mi assalga.

Comunque sia, alzo la bandiera della Pace e le stringo, anche se telematicamente, la mano; spero che faccia anche Lei lo stesso.

Gentile signor Tombolini,

E' notorio che "come Lei mi insegna" sia un intercalare della lingua italiana. Che Lei (e noti la lettere maiuscola) se la prenda per un intercalare è totalmente privo di senso e a mio avviso anche un po' pretestuoso.

Questo esattamente il mio punto di vista: Andrea, e posso affermarlo con estrema certezza, è una persona molto in gamba nonchè profondamente preparata e non ho dubbi che Lei lo sia altrettanto (ricordo e ho apprezzato la Sua iniziativa, peraltro da me riportata nel mio blog, inerente il pesto per i blogger)

E' normale, viva Dio, che le persone abbiano punti di vista diversi che eventualmente possono anche cozzare civilmente tra loro, ma questo non toglie che:

1) Viviamo per fortuna in una democrazia in cui tutti sono liberi di esprimere le loro opinioni, senza chiaramente ledere gli altrui diritti (e non mi pare proprio che questo sia avvenuto)

2)Questo è un blog in cui si conversa e magari ci si appassiona e confronta anche, e non perchè si hanno idee diverse questo solo può indurre a pensare che ci sia stata una mancanza di rispetto.

Mi permetto di invitarLa a prendere in modo meno personale talune affermazioni che contro di Lei non volevano davvero avere nulla, anzi e a riportare su un piano più sereno l'intera conversazione.

Cordialmente,
Jacopo Gonzales


Concordo con Filippo ed Andrea sul fatto che il nome Tigulliovino non vada cambiato.

Sicuramente per quanto riguarda il web, dei problemi da risolvere di natura squisitamente tecnica si presenterebbero, seppure a tutto vi è una soluzione.

Credo che ormai ci sia una forte identificazione in questo brand e che il cambiamento contestualizzato nella comunicazione aziendale non venga "sic et simpliciter" interpretato e colto come positivo, a meno che il giustificativo non sia di immediata/facile comprensione ai più, e certo dire che è brutto è un po' pochino.

Hey hey, Filippo, ma in che diavolo di posto mi hai portato?!?

"Gent.le", "Lei" con la maiuscola, "invitarLa"?!? Ma da dove scappano fuori questi?

Mamma mia, alla larga, non fa per me, quindi:

Gent.li Sigg.i,

Mi pregio volerVi notificare le mie profondissime scuse per aver stupidamente pensato che qui si potesse liberamente discorrere senza il parruccone da Grande Professionista addosso.

Così non essendo, prego le SS. LL. di non averSene (o averseNe? oddio, ho un dubbio...) a male (maLe? ...azz... non ci capisco più niente...): faccio autocritica immantinente e tolgo il disturbo, al grido di

W IL VERO MARKETING!
W LA CORPORATE COMMUNICATION!
W IL DIRECT MARKETING!
W W W LE SACRE E IMMUTABILI LEGGI DELLA COMUNICAZIONE AZIENDALE!

Umilmente Vs.,

Antonio Tombolini

PS Una sola noterella prima di andarmene: il Sig. Jacopo mi rimprovera qui sopra dicendo che "certo dire che è brutto è un po' pochino".

Mi consenta, Sig. Jacopo, veramente io non ho detto "che è brutto", ho detto che... "fa schifo!". Troppo poco anche questo? Se vuole esagero, Le basterà chiedere :-D

@ Jacopo
Io non ho detto che il nome non va cambiato. Ho espresso le mie peplessità sulla base di due motivazioni specifiche. Poi, da lì a dire che non si deve fare ce ne passa. Altrimenti non avrei neppure fatto aprire il dibattito da Antonio.

@Andrea e Jacopo
Antonio è così. Prendere o lasciare. Su una cosa può aver ragione, sul blog siamo tutti allo stesso livello. Non si usano "Lei" o "Voi", è una comunicazione che in rete non ha ragione di esistere, tanto meno sul blog. Tombolini è dell'avanguardia del marketing oltranzista rivoluzionario nichilistico. Quindi, c'è poco da fare. :-)

Non fare il permaloso Antonio e tantomeno devi prendertela. :-)

Ti do del tu così i toni sono anche più amichevoli e ritorniamo anche tutti sullo stesso livello...non che io comunque mi sia mai voluto elevare.

Non ti rimprovero nulla ci mancherebbe...E poi mi fa piacere che tu continui a dire la tua.

A me gli "scontri" di opinione piacciono molto così come chi ama andare controcorrente (sono il primo a farlo) e te lo dico con simpatia e apprezzamento.

Tornando a bomba sul nocciolo della questione, Filippo spiegaci please il perchè hai scelto proprio questo nome per il portale...

Perché all'inizio le ambizioni erano molto più limitate.

Guarda Filippo,

in merito alla tua domanda: prendere o lasciare, io sicuramente prendo!

Ho 28 anni e penso di dover sempre imparare da che ha più esperienza di me (è una frase fatta ma è quello che voglio dire).

Ho letto il CV di Antonio e anche se proveniamo da formazioni e percorsi culturali profondamente diversi penso che potremmo essere complementari nei diversi ambiti di competenza.

Ripeto solo che mi è sembrato pesante essere attaccato per un'opinione espressa; comunque sia, invito Antonio al prossimo scambio di vedute, magari più tranquillo, sul blog di Tigullio vino.

Per usare un Tombolinismo :) :) (metto qualche faccina, non si sa mai), il nome fa schifo ma cambiarlo è una cazzata!
Antonio, non so tu, ma io google a parte, digito manualmente veramente pochissimi url.

Fabrizio, scusa, ma la "digitazione manuale" della url...che c'azzecca?!? Il nome fa schifo, e cambiarlo con uno più bello non può che essere salutare, tutto qui. Tutto il resto sono pippe.

Per una nuova indicizzazione i motori di ricerca impiegano circa due settimane, poi tutto è di nuovo come prima.

Vedo che Andrea Signori, a supporto delle sue tesi, cita il marchio di Vodafone.
Sì, Vodafone, proprio quell'azienda che prima si chiamava Omnitel.

Ciao Gianluca,

io nei miei interventi parlavo dell'aspetto "sfasamento" negli utenti creato da un brand che ha cambiato nome. L'effetto può essere a breve o lungo termine ma comunque esiste.

Per quanto riguarda l'aspetto tecnico (indicizzazione) concordo con te che rappresenta sicuramente il problema minore, io però mi riferivo alle implicazioni (psicologiche?) portate dal cambiamento negli utenti.

Riguardo la questione Omnitel/Vodafone; diciamo che il passaggio di nome è stato indolore per il fatto che Vodafone, multinazionale già presente in Europa, ha acquisito il pacchetto per qualcosa come 170 milioni di euro (per la sola acquisizione) più i circa 50 milioni di euro spesi annualmente per la promozione.

Ti posso però assicurare, conoscendo persone che lavorano nel marketing di Vodafone, che fino a circa 1 1/2 fa c'erano ancora persone che chiamavano dicendo: "Ma Omnitel siete voi?"

Con tutto il rispetto per Filippo e per Tigullio non so se hanno intenzione di spendere queste cifre.


Antonio, vorresti cambiare l'url di un sito, comunque conosciuto, solo perchè non ti piace?
Mi vuoi dire che su internet l'url può avere un valore autonomo rispetto ai contenuti?

@Gianluca
Mi permetto di dissentire in quanto si può dire che il SEO sia un po'il mio pane quotidiano.

Dunque il fatto che ci vogliano 2 settimane non è esatto. La tempistica dipende da diversi fattori. ;-)

Per indicizzare un sito io ho impiegato un quarto del tempo. Ripeto dipende. Da chi la fa e da come la fa. Se per indicizzare fai l'add url sui motori quella tempistica da te segnalata puo' anche salire notevolmente.

Caspita, pure Gianluca Neri da 'ste parti.

Per Andrea:

Vodafone è un dinosauro con addosso un sacco di zecche (leggasi consulenti) come tutti i dinosauri. Le zecche sanno che il dinosauro va fatto morire lentamente, se no il sangue da succhiare non è più buono. Dovendo abbandonare Omnitel per Vodafone le zecche hanno detto al dinosauro che "eh, ma mica è una cosa che si puo' fare così, dall'oggi al domani! Ci vuole tempo, gradualità, e un sacco di bei soldoni per tanto tempo nelle nostre saccocce!". Ecco qua. Avesse cambiato tutto in una notte, avrebbe fatto meglio, e avrebbe risparmiato un sacco di soldi.

Per Jacopo:
Ti consiglio di cercarti un altro lavoro. Fare il SEO va bene finché i potenziali clienti sono ignoranti e non capiscono un tubo della rete, cioè ancora per uno due anni al massimo. Io non indicizzo mai niente di niente. Da sempre faccio siti, e se sono interessanti Google si accorge di me, sempre, velocemente e bene. Senza pagare nessun SEO specialist, ci mancherebbe altro.

Per Fabrizio:
dillo che lo fai apposta! Stiamo forse parlando di "cambiare URL"? Ma come parli, anche tu? Stiamo parlando di *cambiare nome*. Che poi questo debba essere esposto (oggi) anche in una URL è ovvio. Mettiamola così. Se io invece di chiamarmi Antonio Tombolini mi chiamassi Antonio Stronzettini magari mi porrei il problema di cambiare nome, no? No, non in *Mario* Stronzettini, chiaro ;-)
Facendolo dovrei cambiare anche la url del mio sito personale, embe'?

Ma qui il punto è che il NOME "TigullioVino" FA SCHIFO! Inutile cincischiarci sopra tanto, la questione è molto più semplice. E' un brutto nome, stop. E un bel nome è sempre meglio di un brutto nome. Troppo banale per gli adepti del Marketing (Sempre) Più Avanzato? Non so che farci.

Ah, Filippo, a Gianluca Neri non farci caso... sono anni che mi rincorre, senza raggiungermi... :-P

La verità è che davvero ci rincorriamo da anni, e non ci siamo mai raggiunti. Chissà...

L'unico serio motivo per cambiare nome, da me verificato fino ad oggi, è che si potrebbero attirare maggiori sponsor (in potenza). In concreto, oggi gli sponsor arrivano da soli per la notorietà del sito e per il passaparola. Insomma, un bel garbuglio. Resta il fatto che vi sono cose in corso d'opera (il meeting annuale per esempio) che ha puntato molto sulla comunicazione. Non posso certo fare il cambio ora. Comunque, tutti i vostri spunti mi servono per poterlo eventualmente fare in futuro.

Ciao Antonio,

fai bene a curare il contenuto dei tuoi siti. Solo che è profondamente sbagliato e un po' riduttivo considerare un SEO come la compensazione dell'altrui ignoranza.

E' giusto un po' più complicato di come la descrivi tu. Poi una cosa è indicizzare, altre sono ottimizzare e posizionare per keyword o keyphrase competitive.

Inoltre gli algo cambiano spesso, e stargli dietro ti assicuro che è un qualcosa di meno ovvio di quello che pensi. ;-)

Per quanto riguarda il nome Tigullivino il nome farà pure schifo e non entro nel merito del personale gusto di altri, per carità, ma secondo me si ha l'errata percezione che un nome decreti il successo di un qualcosa, mentre questo secondo me non è del tutto corretto.

La rete è piena di esempi di aziende che non avendo nomi particolarmente accattivanti (o di facile comprensione/intuizione per le masse) hanno comunque sfondato letteralmente e oggi sono conosciuti, in alcuni casi, su scala planetaria.

Io Filippo il nome lo cambierei proprio al meeting. Quando si cambia nome si fa festa, e si fa sapere a tutti, mica si fa di nascosto e alla chetichella: quale migliore occasione?

Jacopo, guarda, lasciamo perdere, non ci capiremo mai. Tu ti affanni a correre dietro agli algoritmi di Google per ottimizzare chissà che, mentre la realtà vera è che sono gli algoritmi di Google a cambiare per correre dietro ai contenuti della rete. Ecco perché io degli algoritmi di Google non so niente, e me ne vanto!

Antonio guarda che io ti capisco e come...e sono certo che tu comprendi quello che ti dico. ;-)

Ti ho anche detto che fai bene a curare il content.

Semplicemente non basta per avere visibilità a certi livelli. Tutto qui.

Non ti mollo, Jacopo, perché hai torto marcio!
Curare i contenuti basta e avanza, è il *tutto* della rete. E basta e avanza anche "per avere visibilità a certi livelli", come dici tu. Se vuoi, fammi un esempio di quel che intendi tu per "visibilità a certi livelli", e ti dimostrerò sul campo la mia tesi.

scusate, ma che minchia dite, qualcuno può parlare più semplice, cosa vuol dire -brand-? io penso se mi danno in pochissimo tempo un riferimento ai contenuti di Tigulliovino non lo dimentico e lo ritrovo subito. Filippo mentre ci sei dammi una mano a cambiare Arietevini-gratis naturalmente. oppure mi puoi presentare Antonio, ma sembra chedal linguaggio non dia consigli gratis. io ho scelto per il dominio EU Vinitipiciitaliani, ho fatto una cappella? anzitutto ragazzi auguri a tutti di Buona Pasqua
ciao ciao e non vi -incazzate ci basto io

Ho capito che alla mia età - da quello che ho fatto me ne sento 200 di anni- il 18 Aprile invece ne compio appena 58- a tutti i costi mi dovete far studiare l'inglese. pazienza andrò a scuola d'Inglese.

Antonio ti ripeto che ti sbagli, o meglio il tuo punto di vista è incompleto, perchè non leghi la visibilità ai motori di ricerca.

Ti faccio un esempio puramente ipotetico, ma che magari rende l'idea.

Immaginiamo che ci siano in italia 10.000 siti che parlano di vino e che tutti e 10.000 siano in tutto o in parte contenuti nell'indice di un motore di ricerca.

Immaginiamo inoltre che ci siano 3.000 query al giorno su un dato motore per la keyword "vino".

Se io, che ho uno dei su citati 10.000 siti, voglio prendermi di fatto tutte quelle query e quindi per essere il primo listing, sei davvero così ingenuo da pensare che basta che tu abbia un sito/blog/portale che tratti di vino per prendertele tutte?

Perchè se la pensi così, ti assicuro che del funzionamento dei motori di ricerca non hai capito un c****.

Poi ti ripeto, è chiaro che io posso far arrivare le persone sul mio sito in mille altri modi, ma il mio discorso di prima era limitato ai motori di ricerca.

Si accettano suggerimenti per il nuovo nome del dominio? Io ne avrei uno.

Bè, sputa il rospo (magari in privato, si meglio, che è un mondo di avvoltoi. :-)

E sì, Fiorenzo, mi raccomando, a Filippo il suggerimento daglielo in privato, se no "in questo mondo di avvoltoi" qualcuno glielo ruba, e lui con tutti i soldi che sta investendo su questa storia (la mia parcella in primis!) come potrebbe tutelare il suo ingentissimo investimeno?

Filippo, ma lo vedi come sei vecchio pure tu? Prima pretendi di usare la rete per come va usata, avviando una conversazione libera e appassionata, come qui, da cui possono scaturirne anche frutti utili per te; poi, quando si arriva al dunque, niente da fare: i suggerimenti "in privato"... ma per favore... La regola è: suggerimenti gratuiti = open source = messi in pubblico qui, a disposizione di tutti. E se ne esce un bel nome mentre tu sei lì a fare le tue valutazioni sull'effetto Halo con Andrea e Jacopo, e arriva un altro che te lo soffia, ben ti sta, peggio per te.

Se invece vuoi fare "business as usual", allora comincia con me: ora vado a cancellare tutto questo bel popo di conversazione, e poi ti mando una bellissima fattura, seguita da succosissima consulenza "in privato".

:-P

Ok. 1 a zero, palla al centro. :-)

@Filippo: secondo me, il nome va cambiato, e non ti creerá alcun problema farlo. Un bel redirect 301 dal vecchio al nuovo dominio e tutti (utenti e motori di ricerca) scopriranno in fretta la piacevole novitá.
mi spiace solo non saperti suggerire un nome :)

@Antonio: credo che "content is the king". ma credo anche che se ho a disposizione un metodo in piú per far trovare quel contenuto, é meglio. ;)

@Gianluca: sui tempi necessari ai motori di ricerca per indicizzare i nuovi url, ci sono troppe variabili in ballo. anche se, nel caso di tigulliovino, credo che la tua previsione di 2 settimane sia azzeccata, per quanto riguarda google. :P

Caro Stefano, nessun problema per il redirect, anche se è da vedere se la "prima / seconda" posizione su Google con la parola "vino" (a seconda degli umori di google) verrà preservata. Quello che mi preoccupa di più, è la notorietà del nome presso gli addetti ai lavori. Quella - comunicata in 6 anni di attività - non la si cambia con uno schiocco di dita. Penso ne converrai.

per quanto riguarda la posizione su Google, sono pronto a scommettere che non ci sarebbe alcuna penalizzazione/perdita della tua bella posizione (casomai, il nuovo nome potrebbe limitarti nel miglioramento di quella posizione - miglioramento che é anche un semplice mantenimento, visto che anche gli altri, suppongo, non se ne stanno con le mani in mano ;)).

per quanto riguarda il nome, ne convengo, ci mancherebbe altro. ma il redirect automatico e trasparente al nuovo dominio avviene anche per gli utenti reali, non solo per gli spider. una persona puó continuare a digitare www.tigulliovino.it per anni e anni, non c'é problema.

e se il problema fosse il dover dire in giro (per fiere o altro, non so) "noi siamo quelli di ..., prima noto come tigulliovino", penso sia un problema velocemente superabile.

a patto che il nuovo nome sia migliore :D

p.s. ovviamente, dovresti tenere, a cambio nome effettuato, un bel box visibile con link ad una pagina che spiega il cambiamento del nome etc. almeno, un utente non si trova disorientato e colto da domande tipo "ma dove sta tigulliovino? e chi sono questi?" :)

Anni che non si leggevano robe come queste. WOW
Per fortuna che c'è Antonio che smuove sempre la nevro a qualcuno!!!

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