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27.07.06

Quando il Corporate Blog ti "oscura" il sito !

L'altro giorno ero al telefono con Francesco de Francesco, amico conosciuto durante il nostro meeting del 19 giugno scorso. E' un ragazzo in gamba, oltre a lavorare per un'importante azienda di posizionamento sui motori, scrive sul blog di HTML.it - un mito per chi è o è stato webmaster - e su altri progetti legati al mondo del vino e del cibo.

Eravamo al telefono, dicevo, e sono rimasto stupito quando mi ha confidato di seguire il blog di TigullioVino.it ogni giorno ma di non sapere "neppure di che colore fosse" il sito istituzionale. Va bene che è "nuovo" da queste parti, va bene anche che non ci conoscevamo prima ma, come non lo conosce lui - mi son detto - potrebbe non conoscerlo anche qualche altro lettore del blog. Il nostro sito ufficiale, il portale, il lavoro sul quale sudiamo da quasi 7 anni e dedichiamo ogni giorno più di 12 ore di cure e di cuore è : www.tigulliovino.it

Emerge comunque un dato assai interessante.
Da un lato è chiaro come il blog, sia pur emanazione di un progetto più ampio, sia pur "corporate", possa assumere una identità così forte da poter vivere anche autonomamente e disgiuntamente dal progetto principale da cui trae origine e linfa. Dall'altro lato, è chiara la forza aggregante che può avere un blog : non solo duplicare la visibilità aziendale procurata dal sito istituzionale ma, soprattutto, creare nuove opportunità di contatto ed allargare la sfera d'influenza anche alla categoria dei blogger o lettori di blog che talvolta è meno attenta ad altre forme di comunicazione come siti e portali.

E' un po' quello che accade anche per forum e gruppi di discussione.
Io le chiamo "sfere". Luoghi in cui il professionista e l'azienda dovrebbero riuscire a ritagliarsi uno spazio, tenendo presente che non sempre i fruitori di questa o quella sfera escono volentieri dai suoi confini ed anzi, tendono ad essere assidui frequentatori dell'habitat che conoscono meglio. Dannati abitudinari che non siete altro ;-)
Allo stesso modo le nuove generazioni di navigatori (non per forza costituite da giovani, anzi), sono più propoense a limitare la propria navigazione a forum e blog perché questa è la modalità di interazione che hanno conosciuto per prima e trovano, di conseguenza, più familiare e congeniale.

26.07.06

Piccola incursione politica

Inauguro con questo post "offtopic" (fuori tema) una nuova categoria : "acqua naturale". D'ora in poi qui finirà tutto ciò che col vino ha ben poco a che vedere.

Non so quanti di voi stiano seguendo l'iter che la legge sull'indulto sta seguendo alla Camera. Ne accadono cose scandalose, siamo l'italia di tangentopoli, di bankopoli, di finanziopoli, di calciopoli...tantovale trasferirsi a paperopoli che in un fumetto, almeno, alla fine della storia trovi "Fine". L'altra notte, intorno alle 2, insonne per via del caldo torrido, mi sono messo al pc a gironzolare in rete e quasi per caso ho scoperto che pure d'Alema "c'ha" il blog.

Irresistibile la voglia di fare clic sul suo indirizzo email, così semplice e in bella vista all'interno dell'area "contattaci". Ne è sortita la mail che segue :

Onorevole d'Alema,

mi presento, mi chiamo Filippo Ronco, trentenne, libero professionista chiavarese. Approfitto del mezzo, così semplice e democratico, per mettermi direttamente in contatto con lei, non aspettandomi, seppur sperando, una sua risposta.

Per anni, pur non essendomi mai appassionato concretamente alla politica, in casa ho sempre respirato profumo di sinistra, con due genitori piuttosto schierati ed uno - mio padre - capogruppo dei DS locali ormai da diverso tempo. Una famiglia di professionisti che ha preferito spostarsi da Milano per regalare, riuscendovi, un'infanzia migliore ai propri figli in questa bella cittadina bagnata dal mare.

Oggi, trentenne, mentre cerco di comprendere le ragioni di questa mia passività nei confronti della politica, mi rendo conto che il problema fondamentale, la disaffezione alla politica, il disinteresse totale per il sociale o, peggio, il disadattamento sociale che vedo sempre più radicato, specie nelle più giovani generazioni, non è altro che il frutto di una mancanza di valori e di esempi.

Il mio caso è particolarmente fortunato. Come le dicevo, una famiglia solida su cui poter contare, un padre ed una madre che sono riusciti a trasferire l'onestà ed il rispetto come valori primari e imprescindibili da credere e a cui tener fede. Ma, retoricamente mi chiedo, per tutti gli altri ? Perché anche a questo credo serva la politica. Da esempio.

Ho deciso di scrivere a lei, perché da sempre, attraverso i dibattiti politici, alla tv, nelle piazze ai telegiornali, attraverso il suo volutamente basso profilo, discreto, incisivo quando serve, ha sempre incarnato la politica come forse avrebbe dovuto o potuto essere. Un modello avverso all'imbarbarimento di valori proveniente da certa destra liberale della quale, non lo nego, apprezzo moltissime altre virtù.

Non so se dopo tutti questi anni di cultura di sinistra io sia comunque riuscito a farmi un'idea personale, a schierarmi. Anzi, le dirò, certezze ne ho davvero poche, figuriamoci in questo settore.
Quello che mi spaventa davvero, leggendo e condividendo in parte le critiche di recente mosse da Di Pietro all'interno della sua coalizione, relativamente all'estensione dell'indulto a questa o quella fattispecie di reato, è che questa idea di giusto e di migliore della "sinistra" inculcatami, sia pur indirettamente, negli anni dall'ambiente familiare, possa definitivamente venire meno e, con essa, la fiducia in qualsiasi politica. Se non altro da parte dei giovani che qualche speranza, sia pur reconditamente, forse ancora la nutrono.

Mi piacerebbe credere che esistono ancora politici - come mio padre - idealisti forse, ma onesti e retti, sempre e fino in fondo. Mi piacerebbe davvero, poter credere in una politica e in persone migliori di altre ma ho paura che segnali come questi, spaccature e divisioni su argomenti che in campagna elettorale facevano da collante tra i vari gruppi, mancata adozione di provvedimenti - uno per tutti il famoso conflitto di interessi - da sempre cavalli di battaglia della coalizione, rischino di restare pura "fuffa" - termine caro alla rete e in particolar modo al mondo dei blog per designare spazzatura o cose di poco conto - propagandistica.

Credo che riflettere sull'esempio che un partito - e a maggior ragione una coalizione di governo - sono in grado di dare o meno ad una generazione e ad un popolo, configuri più che una semplice priorità, una necessità radicale alla base della riforma morale - prima che strutturale - del modo e del senso di fare politica oggi.

Dal basso, posso dirle che :

- C'è grande bisogno di giustizia.
- C'è sete di moralità, necessità di esempi da seguire.
- C'è voglia di cambiamento che tale sia per davvero

Guai se un domani non troppo lontano dovessimo tutti renderci conto che "tanto, votare non serve a nulla perché una volta al potere sono tutti uguali". Anche lei mi insegna, tuttavia, che politica, dal greco è cosa che ha più a che fare con l'arte di governare che con la moralità ed i valori. Non sarebbe male, però, inaugurare un nuovo corso dove questa commistione potesse trovare respiro.


Filippo Ronco

Finita l'era del "Pizza e mandolino" ?

mandolino.jpg

Speriamo di si.
E' quanto emerge dal curiosissimo post dell'amico Terry Hughes che da New York ci informa dell'avanzata della nuova generazione di ristoratori italiani nella grande mela. Giovani, alti, magri, educati, magari biondi pare stiano per soppiantare, a poco a poco, quel mix di cucina da export mal riuscito che, salvo rare e pregevoli eccezioni, spesso ha imperversato indisturbato negli States ! Che sia la svolta al triste luogo comune, italiano pizza e mandolino ?


[Immagine di Marcus Uzilevsky tratta da art.com]

24.07.06

Precise indicazioni in etichetta, esigenza sentita anche al Senato

Anche il Senato comincia ad interessarsi della questione trucioli con un'apposita Mozione. Al di là della presa di coscienza - meglio tardi che mai - quello che mi preme sottolineare è la chiara esigenza di precise indicazioni in etichetta che dalla mozione emerge. Con essa, infatti, si vuole impegnare il Governo :

"ad adoperarsi in tutte le sedi comunitarie affinchè sia difeso il percorso qualitativo ed il lavoro dei produttori vinicoli europei, impedendo l'introduzione di pratiche enologiche estranee alla tradizione e tendenti all'omologazione verso il basso dei gusti e dei prodotti ed affinchè siano comunque adottate chiare modalità di etichettatura che consentano ai consumatori di scegliere consapevolmente".

Stiamo a vedere.

Anziché "ammazzare" le vigne, perché non produrre un po' meno ?

L'approvazione della nuova riforma del vino a cura del Commissario Europeo Mariann Fischer Boel, è ormai ai nastri di partenza. Oltre alla revisione delle regole relative agli aiuti - sulle quali si può essere fondamentalmente d'accordo nell'ottica di una logica meno assistenzialistica e più imprenditoriale e responsabile del settore - l'intervento prevede anche un massiccio estirpo dei vigneti (circa 400.000 Ha) che creano tutti gli anni un eccedenza del 4-5 % dell'intera produzione. Ora, mi chiedo : non sarebbe più sensato, anziché "ammazzare le vigne" farle semplicemente produrre un po' meno ? Ne gioverebbe il mercato e la qualità del prodotto.

19.07.06

Siamo pochi, autoreferenziali ed elitari

Inutile illudersi.
Continuiamo pure a cercare soluzioni all'invasione dei barbari nel mondo del vino ma a ben guardare non c'è poi molto da fare. Noi, quelli che perdono 5 minuti ad annusare un calice, quelli che vogliono sapere da dove viene questo vino e quanta solforosa, quelli che s'invaghiscono di un produttore, di una storia, di un territorio, quelli che credono che i trucioli son peggio della peste, quelli che la mente l'avrebbero anche aperta, quelli che non vanno avanti a preconcetti, quelli che hanno tempo e voglia da perdere intorno al mondo del vino che vale e quelli che coltivano - sempre più sommessamente - il desiderio di farlo conoscere, rappresentano purtroppo uno sparuto gruppo di eletti (o di sfigati ?) capaci di creare imbarazzi non appena si trovino fuori del loro ambiente, quelli che, al contempo, sono tenuti in gran considerazione, che vengono continuamente interpellati come se fossero dei guru ma poi stanno sui coglioni a mezzo mondo perché guardano - certo, forse troppo - a questo e a quello anziché adeguarsi alla massa.
La massa...proprio quella dovremmo cominciare a guardare più da vicino noi, parlando meno autoreferenzialmente, sapendo già chi ci legge, chi è d'accordo e chi no, cercando di immedesimarci e di capire che il mondo del vino, quello vero, dei grandi numeri, è là fuori e sta tra il vino in bric e il barricone a tutti i costi. Cominciando ad osservarlo con un poco più di attenzione forse riusciremo a fare un'informazione enogastronomica meno elitaria e più popolare. Ma lo so, è come violentarsi.

16.07.06

Soluzione posticcia ma meglio che niente

L'ultimo post relativo all'arretratezza tecnologica degli operatori del settore enogastronomico, pare aver riscosso particolare successo e, quel che più conta, ha registrato una quasi unanime ammissione di colpa da parte degli addetti ai lavori. Sono tuttavia emersi numerosi ostacoli sulla rimozione dei quali, in effetti, voi operatori non avete grandi possibilità di manovra. Quello di gran lunga più evidente, incredibile a dirsi, sembra ancora essere la connessione alla rete.

Moltissime aziende, è purtroppo un dato di fatto, non sono ancora raggiunte dalla banda larga e sono costrette a connettersi con l'ormai desueto modem analogico in modalità dial up, a 56 K (teorici, 5-6 K reali). Va da se che questa limitazione comporta almeno due tipi di problemi : 1) la lentezza della connessione (non solo la navigazione ma anche e soprattutto il download dei messaggi di posta che spesso contengono allegati "pesanti"; 2) la conseguente maggiore spesa / perdita di tempo, rispetto a coloro che dispongono invece di una linea veloce adsl e via dicendo.

Posto che il problema è difficilmente risolvibile poiché strutturale e subordinato ad un'attività da parte di Telecom Italia volta a portare una centralina adsl nelle vicinanze degli operatori scoperti, vediamo cosa è possibile fare, quali siano - se ci sono - le alternative, nell'attesa oltre ad una raccolta di firme da presentare al comune più vicino per sollecitare mamma telecom.


La linea ISDN
Al momento, la soluzione tecnologica migliore per coloro che dispongono di una linea telefonica normale, è il potenziamento della linea con la trasformazione in ISDN, per quanto ne so, quasi sempre possibile, su qualsiasi utenza. I vantaggi della linea ISDN sono molteplici : è più veloce della 56 K, consente di avere due linee per cui è possibile utilizzare il pc e navigare in rete a 64 K ed avere una linea telefonica libera. Nel contempo, permette di navigare a 128 K utilizzando contemporaneamente entrambe le linee, andando quindi molto più veloce.

Questa seconda soluzione ha tuttavia 2 controindicazioni : da un lato l'utilizzo di entrambe le linee per navigare comporta una maggiore spesa perché telecom considera questo tipo di connessione come una doppia telefonata, dall'altro non permette di lasciare una linea libera per il telefono che risulterà quindi occupato. Il mio suggerimento, nel caso intendiate adottare questa soluzione, è di navigare a 64 K e tenere la linea libera, non avete idea delle volte che mi è capitato di chiamare un'azienda e trovare il telefono occupato per ore salvo scoprire poi che stavano navigando in rete o scaricando la posta...

Dimenticavo, l'utilizzo della linea ISDN necessita di un modem. Altro dato importante : il passaggio da una linea normale ad una linea ISDN pare vi costi solo 30 euro una tantum, e non ci pensate più (almeno fino a che non arriverà l'adsl anche nella vostra zona).


La tariffa Flat per non stare in ansia davanti al pc
Credo che lo sviluppo esponenziale dell'utilizzo della rete sia stato fortemente incentivato dall'introduzione di tariffe di tipo Flat, tariffe che consentono, a fronte del pagamento di un canone mensile fisso (ormai molto contenuto), di navigare quando e quanto si vuole, senza limiti di tempo o di traffico. Peccato che non esista ancora sulla fonia mobile (leggi, cellulari) un piano del genere perché lo acquisterei domattina, anche se costasse molto, ma torniamo a voi.

Sono andato a fare una ricerca in rete e - sopresa ! - ho trovato quello che potrebbe fare al caso vostro : una tariffa flat che funziona sia su linee normali che su linee isdn. In pratica, pagate una cifra fissa mensile (10 euro al mese per una flat su lina normale, 20 euro al mese per una flat su linea isdn) e navigate quando e quanto volete, piano certo, ma almeno avete dato un taglio ai costi e potete lasciare il pc anche sempre connesso ad internet. In questo modo il problema del download di messaggi pesanti diventa relativo perché il pc lavora anche quando voi non ci siete.

I prezzi indicati si riferiscono ad utenze business, quindi ad utilizzo da parte di titolari di partita iva. Esistono comunque piani identici e corrispondenti (più o meno anche nei prezzi) per le utenze private. Ricordate solo che, il piano per operatori si chiama "Opzione Online Business" e le info le dovete chiedere al 191, mentre il piano per privati si chiama "Teleconomy Internet" e le info le dovete chiedere al 187.

Lo so, parlare di line dial up ed ISND nel 2006, non solo è anacronistico, è paradossale. Ma se la vostra innovazione deve partire da qui, che vi devo dire, così sia. Se avete bisogno di altri dettagli o spiagazioni, non esitate a scrivere.

10.07.06

Mondo del Vino e arretratezza tecnologica

Hai voglia a comunicare in rete quando, per dirne una, la maggioranza delle aziende vinicole e i molti operatori del settore enogastronomico ancora non hanno una mail o, se ce l'hanno, la consultano una volta al mese, se e quando si ricordano. Sarà che noi ci siamo troppo dentro a questo mondo che - paradossalmente - ancora viaggia e vive attraverso il semplice doppino telefonico, sarà che non abbiamo una visione obiettiva ed anzi professionalmente distorta ma, lo dico sinceramente, è disarmante constatare lo stato di arretratezza tecnologica che affligge anche il nostro amato settore e, ancor più deprimente, rendersi conto di come il muro di gomma non sia costituito da problemi tecnici, limiti fisici o economici - che, in quanto tali, potrebbero facilmente essere superati - bensì da un atteggiamento mentale passivo e rinunciatario che tende a relegare la rete a media di serie b e quindi a darle uno scarsissimo peso. Niente di più sbagliato.

Vi sono ostacoli di vario genere che si frappongono tra le aziende ed il loro utilizzo consapevole e fruttuoso della rete. Cercherò di esprimere qualche mia personalissima opinione, a ruota libera, e senza alcuna presunzione di completezza, con l'intento di spronare i più a cambiare atteggiamento verso questo straordinario mezzo che è anche un luogo. Un luogo dove è importante esserci.


Gli ostacoli intrinseci

Incredibile a dirsi. Talvolta eccesso di opportunità ed efficacia possono trasformarsi da qualità a difetti e creare problemi e confusione. Un po' come il computer che ha sostituito la carta. Sono sicuro che tanti di voi si saranno trovati molte volte a imprecare di fronte ad un documento non salvato sul quale avevano lavorato alcune ore. Di fronte alla vastità della rete e alle innumerevoli risorse che può metterti a disposizione, è quindi plausibile che un'azienda - non fa molta differenza se grande o piccola - abbia problemi di approccio, non sappia bene come muoversi o, per dirla popolarmente, non sappia proprio da che parte girarsi.

Se ho un giornale cartaceo non devo mettermi a spiegare ai miei lettori dove si compra, come si legge, come posso sfruttarlo per promuovere un marchio, un evento, un prodotto o un servizio. Normalmente tutti sanno leggere, tutti sanno cos'è un'edicola, come si compra la pubblicità e a cosa corrisponde. Se faccio tv lo stesso, più o meno tutti sanno utilizzare un telecomando e fare zapping. Di fronte alla rete ogni certezza sembra invece venire meno. Tante e tutte ugualmente interessanti sono le opportunità e le vie messe a disposizione, che l'azienda sembra perdersi di fronte ad esse.


Gli ostacoli lato client

Il client, in gergo, è quello che interroga o chiede alla rete di fare qualcosa per lui. Quando ti metti a navigare con internet explorer per esempio, o con un altro browser (si dice "bràuser" ed è quel coso che serve a vedere le pagine di internet), quando scarichi la posta, fai il client che chiede a determinati computer/contenitori sparsi sulla rete (i server) di "servirgli" qualcosa, in genere si tratta di contenuti (testi, immagini, filmati, musica, posta, file, ecc.).

Il problema è che ci sono ancora un mucchio di aziende (in questo caso piccole aziende) che si connettono in rete una volta alla settimana quando va bene, che guardano la posta un giorno si e tre no, che usano servizi mail gratuiti forniti da provider come libero, telecom, tiscali, ecc., che non hanno un sito, un dominio registrato, che si connettono con un modem 56k e non hanno idea di cosa sia la banda larga che hanno un approccio alla rete, in definitiva, assolutamente arretrato ed inutile se non per giocherellare quell'oretta alla fine del servizio al ristorante o dopo aver controllato un rimontaggio o fatto le potature di fine maggio / giugno. Per usarla così la rete, un consiglio, tornate al telgrafo.

E non è che le grandi aziende se la cavino poi tanto meglio.
Magari hanno l'adsl, magari si connettono tutti i giorni e consultano la posta elettronica ma poi non rispondono alle mail (o rispondono con troppo ritardo), magari non hanno registrato il loro dominio, oppure lo hanno fatto ma non hanno il sito, magari inveve il sito ce l'hanno ma statico e senza la benché minima idea di quanta gente ci vada sopra e da dove provenga (tanto ci sono "quelli del sito" che ci pensano). Ultimamente hanno sentito parlare di blog o di corporate blog. Fremono e non vedono l'ora di aprirne uno per "pubblicarci su" le brochure aziendali... non ci siamo proprio. Poi un giorno dici, dai non può essere veramente tutto così, chiami due o tre grandi aziende per consolarti e irrimediabilmente ti scontri con un mondo che ammette la propria completa ignoranza.

Il fatto, mi riferisco in particolare alle grandi aziende, è che probabilmente anche quelle che cercano di darsi da fare, non hanno la minima idea di come funzioni la rete, di quali siano le sue strade, i suoi volti e l'approccio sia conseguentemente inappropriato, fotocopia di quello che si utilizzarebbe per qualsiasi altro media, cosa che non è possibile. Internet è diversa (o è tutti i media, come preferite) e richiede conoscenze e approcci specifici. Insomma, c'è da fare, c'è ancora molto da fare.


Gli ostacoli all'esterno
Purtroppo, a far del male alle aziende e agli operatori del nostro settore, ci sono le cosiddette agenzie c.d. new media. Non voglio fare di ogni erba un fascio ma ci sono molti che speculano su questa "ignoranza" latina. Avrete senz'altro ricevuto nella vostra casella di posta elettronica questa o quella mail di questa o quell'agenzia che vi promette di arrivare primi sui motori di ricerca o di posizionarvi in prima pagina sui principali motori nazionali ed internazionali o, peggio, di fornirvi ogni suluzione per la vostra visibilità. Io vi do un semplice, singolo suggerimento. Prendete alcune parole chiave collegate a questo genere di aziende (per esempio, posizionamento sui motori, piuttosto che keyword marketing, pubblicità online e verificate voi stesso se chi promette cosa compare effettivamente primo su Google et similia). Penso che per un'azienda che vi promette di essere primi su Google il miglior biglietto da visita sia di essere lei stessa la prima su google come per un portale che vi parla di vino sia di comparire tra i primi risultati con quella parola...

Ma al di là di questo, c'è una considerazione più ampia che merita la vostra attenzione. Qualcuna di queste aziende vi ha seguito passo passo ? Ha cercato di istruirvi su come funziona quello che cercava di vendervi oppure si è limitata al preventivo pallido e asettico ? Cercate di vedere voi stessi, provate, sperimentate, verificate. Scegliete chi vi supporta. Internet ve lo consente. Vi piazzano il blog aziendale a 5000 euro e non vi spiegano come va gestito ? Non ci siamo. Pretendete sempre di capire quello che comprate. Vi parlano di word of mouth, buzz e voi ancora non sapete cos'è o come funziona un banner. Avete ragione, una cosa alla volta, ma approcciate tutto con un criterio, con la volontà di entrarci veramente in questo mondo.


Farsi del male

C'è un aspetto parecchio sadomaso che probabilmente è il frutto di un modo di fare che a "certi livelli" diviene normale. Pensavo fosse relegato alla politica ma l'esperienza mi ha dimostrato il contrario. Mi riferisco in particolare a coloro che, per esempio, acquistano uno spazio pubblicitario su un sito perché è "fico" o, peggio, perché sono amici di questo o quello e senza sapere in concreto quale sia il ritorno di quell'acquisto, senza avere statistiche (vi sarebbero dovute !), senza avere la benché minima idea di quanta gente abbia cliccato sul vostro banner o del perché stiate accordando quell'operazione. La colpa qui però è anche vostra (parlo con la categoria degli operatori enogastronomici in senso ampio). Accettare situazioni di questo tipo è un po' come dire a me piace sado.


Le opportunità e la comunicazione

Senza fare troppi ed inutili giri di parole, ve lo dico semplice semplice : la rete è comunicazione istantanea, non remate contro, per favore. Vorrei farvi alcuni esempi concreti in modo che possiate comprendere come l'intento di questo post sia propositivo e non distruttivo. Intanto, la mail è vostra amica. Vi costa pressoché zero, è immediata, arriva in pochi secondi da voi al resto del mondo. Dovete imparare ad utilizzarla con continuità e criterio. La rete non funziona come il mondo reale. Se vi scrivono una mail DOVETE rispondere, altrimenti è inutile rendersi disponibili per un contatto, vi autodanneggiate.

Poi, buttate via il telefono. Da domani - che dico ! Da oggi ! - scaricate skype oppure gtalk o un'altro messenger a vostra preferenza (sono tutti gratuiti) e cominciate a parlare gratis in rete con chi ha lo stesso programma installato (per esempio in una mattinata vi fate la linea telefonica gratis in azienda con 4,5 euro di mic per ogni operatore, qualcosina di più se ci tenete alla qualità hifi), oppure spendendo una miseria per chiamare in tutto il mondo (si, letto bene, TUTTO IL MONDO) anche con chi non ha il programmino. Fate vedere che la vostra azienda sa stare in rete standoci.

Cominciate a imparare cos'é usenet che, al contrario di quanti saltuariamente ne decretino la morte per vecchiaia, è quanto di più limpido e immediato per applicare le nuove teorie di marketing relazionale - certo, non solo per quello. Davvero un'ottima palestra : provate a fare i furbi e vedrete le mazzate che raccoglierete. Apritevi 'sto benedetto blog e cominciate a parlare con i vostri clienti che, ricordatelo, sono persone, non numeri. Cominciate pure con una piattaforma qualsiasi- meglio che nulla - poi quando avrete capito che vale la pena passate ad una piattaforma performante come movable type o come wordpress e magari fatevi assistere da qualcuno (non dal nipote del cugino della vostra segretaria se possibile...) per cominciare.

Promuovete il vostro brand (il marchio) online. Non abbiate paura di spostare parti di budget anche consistenti dalla comunicazione classica all'online, ma fatelo con consapevolezza. Pretendete di capire come funziona la pubblicità online, fatevi spiegare cos'è un'impression, un clic, un banner a tempo, la differenza tra una mailing list e una newsletter, tra una sponsorizzazione ed una dem, è l'abc ma è essenziale per capire il resto. E' anche importante sapere quando è meglio usare un mezzo e quando un altro se volete investire con criterio i vostri soldi. E poi scusate, lo sapete vero che la pubblicità in rete, a differenza della pubblicità sugli altri media :

- costa meno
- è interattiva
- misura statisticamente il rendimento
- permette di targetizzare meglio
- raggiunge il cliente o il potenziale cliente direttamente a casa sua
- ha un indice di affollamento di molto inferiore

(solo per citare alcuni macro-vantaggi)

Giocate con AdWords. Vetrete che bel giochino.
Se lo fate fare a uno / una in gamba, vi aprirete dei mercati.


Un modo nuovo di porsi

La rete ha rivoluzionato tutto.
L'immediatezza della comunicazione è realtà.
Tutti possono essere protagonisti del loro business in modo assolutamente autonomo ed innovativo. Tutti possono / dovrebbero crearsi un'identità ben precisa anche in rete che, ricordiamolo, va concepita come un vero e proprio luogo, non tanto come un mezzo asettico. Occorre quindi un poco di coraggio a fronte di enormi benefici e ridotti costi di gestione. Credeteci un minimo, provate a cambiare mentalità ed a vedere la rete come un partner importante della vostra comunicazione, come qualcosa su cui investire non come un dovere o un obbligo mal fatto che tanto non serve a nulla.


Capire per agire con consapevolezza.
Questo l'auspicio di TigullioVino.it per il mondo del vino.

08.07.06

Modifiche all'area servizi

Una notizia di casa nostra.
Come molti di voi sapranno, internamente a TigullioVino.it esiste un'area commerciale, distinta ma collegata al resto del portale, studiata appositamente per dare visibilità agli operatori del settore enogastronomico. Nel tempo, non abbiamo mai modificato i prezzi di una virgola anzi, le virgole le abbiamo aggiunte - per correttezza - al momento del passaggio dalla lira all'euro quando, calcolatrice alla mano, abbiamo semplicemente trasformato i prezzi, dividendo per 1936,27.

Oggi, a distanza di oltre sei anni dall'introduzione degli ormai noti piani Un Bicchiere, Due Bicchieri e Tre Bicchieri, abbiamo sentito l'esigenza di rivedere quei prezzi, da un lato tenendo in considerazione l'esponenziale crescita di visibilità che il nostro portale e, dall'altro, il rilevante peso economico che hanno comportato le numerose collaborazioni professionali che TigullioVino.it ha instaurato con giornalisti e collaboratori vari negli ultimi anni.

I prezzi, inutile dirlo, restano pur sempre molto abbordabili se un piano base parte da 100 euro annui oltre iva ed un Piano Due Bicchieri (quello che prevede una pagina aziendale con foto e testi) costa meno di un euro al giorno (300 euro + iva annui). Non solo. I nuovi piani di TigullioVino.it integrano tutti almeno tre grandi novità :

- un banner aziendale ruoterà online su tutto il network per tutta la durata del rapporto commerciale;

- tutti i piani Due Bicchieri prevedono la creazione di un dominio di terzo livello del tipo (vostronome.tigulliovino.it) che migliora l'indicizzazione su Google della vostra pagina aziendale;

- tutti i piani con pagina aziendale prevedono ora un modulo d'ordine / richiesta informazioni.


L'obiettivo è quello di mantenere TigullioVino.it completamente gratuito per la fruizione dei contenuti, consentendoci di proseguire nel nostro lavoro, se possibile, ampliandolo ulteriormente. A tal fine, stiamo anche lavorando per la costituzione di un network pubblicitario enogastronomico che lanceremo a breve. Chiunque desiderasse maggiori informazioni sulle ultime modifiche e novità, può consultare l'apposita area servizi online oppure scriverci a : info@tigulliovino.it

Francesi ai mondiali...

Pare che 'sti francesi le stiano studiando tutte per metterci a dura prova durante la partita della coppa. Certo, tutte, ma non credevo sarebbero arrivati a convocare il sosia di Zinedine Zidane per confondere le acque nei primi minuti della partita...'sti francesi !

francesi_ai_mondiali.jpg


[Grazie a Cavoletto per avermi recuperato la foto, Thanks to Pepe per la fantastica posa]

06.07.06

No comment

Italia - Germania : 2-0


[Immagine da www.bastardidentro.it]

04.07.06

Online il nuovo sito del Gambero

Dopo qualche mese di gestazione, è finalmente online il nuovo sito del Gambero. Qui di seguito una piccola preview della nuova homepage.

Gambero Rosso Homepage

Molto più lineare, pulito ed elegante il taglio grafico, ben organizzata la home anche se forse alcune aree potrebbero esse messe meglio in evidenza. Da rivedere senz'altro l'area media che al momento non permette di leggere i titoli dei video e non è così intuitiva, ma mi dicono che è provvisoria. Potreste aggiungere un televisore come immagine di sfondo a destra dei titoli finché non viene attivato il controllo flash che fa partire il video. Nel complesso comunque la nuova grafica mi piace molto ed è senz'altro più in linea con il layout del social space che era invece prima slegato dalla vecchia home arancio.

03.07.06

Due foto del meeting

Subito dopo il meeting non avevo veramente le energie neppure per scaricare quelle poche foto che abbiamo scattato durante la manifestazione. Ve le ripropongo adesso, giusto qualche scatto per ricordare quella bella giornata trascorsa insieme.


02.07.06

La ciurma, Francone alias Franco Solari

Franco Solari, TigullioVino.it

Di tanto in tanto vi presento (o si presenta, quando ha voglia di scrivere due righe) un personaggio della ciurma di TigullioVino.it. Degustatori, giornalisti, collaboratori, vorrei farvi conoscere tutti ad uno ad uno. Una lista - un poco più asettica, a dire il vero - dei nostri collaboratori, la trovate nell'area dedicata alla Redazione e in quella dedicata alla Commissione degustatrice.
Oggi è il turno di Franco Solari meglio noto su usenet come Francone per via delle sue forme, non propriamente esili.

Dice Franco :

Mi interesso di vino da circa 20 anni ma professionalmente dal '89 con l'apertura della mia trattoria a Ne (Ge) - fa il timido ma la trattoria si chiama Antica Trattoria dei Mosto e vale la pena una sosta, se non altro per vederlo indossare una delle sue infinite combinazioni hawaiiane ndb - sono socio Onav, Sommelier Ais e membro della Commissione di assaggio per la DOC. Faccio parte anche di altre commissioni.
Sono il "pezzo grosso" della commissione di Tigulliovino.it (circa 120 Kg a vuoto). Come hobby oltre alla cucina e tutti i liquidi alcolici , mi piace coricarmi sotto le palme di cocco in riva al mare e quindi, ogni volta che posso, faccio la valigia e giro per il mondo.

TigullioVino.it - Cultura del Vino & Comunicazione
Web : www.tigulliovino.it
E-mail : info@tigulliovino.it