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31.08.06

Vinicio Capossela, a un passo da te.

vinicio.jpg

Ah ! Che bello quando capita, così di punto in bianco : la colossale figura 'emmierd è sempre in agguato. Non so quanti di voi conoscano Vinicio Capossela, non dico di persona ma se non altro per la sua musica, così eclettica e così colta, così jazz e così mediterranea. C'è chi lo ama e chi lo detesta. Io faccio parte del primo gruppo, un amore verso la musica certo ma anche verso il personaggio e lo stile di vita, libertino, sofferente e gaudente in cui mi riconosco non poco.

E' andata così.
Una sera, durante la pausa estiva, in quel di Patù, non distante da capo Leuca in Salento, seduto a cena nell'ottima locanda La Rua de li Travai, scorgo con la coda dell'occhio un personaggio che entra nel locale e passa veloce di fianco al mio tavolo, dirigendosi verso una seconda sala. Vinicio ! Esclamo verso i miei commensali. Tappati la bocca mi dicono, Vinicio ha 20 chili in più.

In realtà la bocca era già tappata per via delle melanzane - o melenzane, come si dice da quelle parti - di cui mi stavo ingozzando ma tant'è. Il tipo passa una seconda volta, giocherellando questa volta con la barba, poi quel cappello inconfondibile...Vinicio ! Esclamo sottovoce una seconda volta. Quasi devono trattenermi al tavolo con la forza. Stai tranquillo e finisci di cenare, non è Vinicio, magna e tasi, come dice tuo nonno veneto.

Termino la cena e mi sposto fuori del locale per consumare il vizio principe, quello della sigaretta dopo cena (l'unica del giorno per quanto mi riguarda, ma irrinunciabile). E' notte. Seduto sulla pietra calda in un angolino, carezzato da un vento, caldo anche lui, come i muri bianchi delle case che mi circondano, ascolto l'unica voce della piazza, che a due passi dal locale sembra trasformarsi in un cantiere. E' il patron, fuori anche lui per una boccata d'aria dopo la dura prova di questi giorni di medio agosto. Sento che parla del suo amico Vinicio Capossela e di come sia appena passato di lì a salutarlo.

Una musica che è nel cuore, necessitava una foto o un qualche minimo segno che comprovasse il contatto ed il vissuto di quel momento liturgico. Torno dentro, due parole ai compagni di viaggio increduli e via per il ristorante dove ho sentito essersi diretto il cantautore. Messo da parte ogni ritegno, probabilmente anche grazie alle due bottiglie dell'ottimo Cappello di Prete (Candido) che hanno accompagnato la cena, mi dirigo sicuro verso il locale e quindi verso il tavolo dove Vinicio Capossela stava cenando in compagnia di una ragazza dal bellissimo sorriso.

Ora, la scena, se il ristorante fosse stato pieno di gente, probabilmente sarebbe stata anche più eclatante ma vi assicuro che a ristorante semi-chiuso l'impatto sul sottoscritto è stato forse maggiore. Insomma, mi avvicino al tavolo dove Vinicio sta ultimando la cena, non faccio a tempo a rendermi conto che i due stanno forse discutendo, che la mia frase : "chiedo scusa, posso rubarle un solo istante ?", ha ormai preso la sua via. L'autore e con lui le sonorità che mi avevano accompagnato per altrettante sere d'estate e d'inverno - che' Vinicio non s'ascolta nella mezza stagione - rimane in perfetto silenzio. Il volto, coperto dalla folta barba e la chioma, coperta da un grande cappello che copre tutta la fronte e parte del viso, restano inclinati di 30 gradi verso il tavolo, immobili ma tesi, rigidi, fino all'esplodere in una lenta ma inesorabile scossa del capo in cenno negativo.

Prendo i miei stracci e, scusandomi, tolgo il disturbo.
Bello ogni tanto, tornare ragazzi.
Ciao Vinicio !

28.08.06

Si riparte

Giusto il tempo di fare due bracciate nelle acque cristalline dei mari di Puglia. A breve due chicche sul meglio bevuto e mangiato, il tempo di leggere la vagonata di posta arretrata e di rispondere...

14.08.06

Ciao !

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Sono in partenza.
La moto è carica, il serbatoio pieno...è il tempo che mi preoccupa ma alla peggio ci si bagna. Vi saluto con uno dei rossi più godibili assaggiati quest'estate.

E' il Val di Susa Doc Avanà 2004 (Vitigno autoctono della Val di Susa), vinificato in purezza dall'azienda Sibilla (Reg. Colfacero , 3 - Gravere Tel: 347 0858608 Fax: 0122 622744). Un vino dal colore rosso rubino fitto con riflessi violacei, di bella limpidezza e media consistenza. Il naso, di piccoli frutti rossi selvatici, regala anche una piacevole nota balsamica che ne impreziosisce il quadro. Al gusto è il classico vino rosso che cerchi - ma non trovi - d'estate. Un piccolo frutto rosso selvatico che torna, freschissimo e di buona intensità, croccante ed integro. Un sorso semplice quanto piacevole. In questi mesi estivi non guastano 10 minuti in frigo prima del servizio. Bel bere, ben sotto i 10 euro in enoteca.

Simplicissimus Blog Farm tranciata di netto !

L'ennesimo cavo Telecom "tranciato" durante lavori.
Qui il post dell'amico Antonio Tombolini.

13.08.06

Un vino per le giornate di sole, uno per quelle di pioggia

In questi giorni sembra davvero che l'estate sia finita. Dopo un luglio africano che immagino abbia fatto temere ai vignaioli un secondo 2003 (uve cotte, maturazione fenolica non completata), questa partenza bagnata d'agosto con una decina - come minimo - di gradi in meno, che ha fatto pensare a molti che l'estate stesse già volgendo al termine. Prima di partire - è deciso, per domani sera 14 luglio alle 20,30 circa - vi lascio alcune note su due vini che ho bevuto e ribevuto di recente, due vini estremamente diversi, uno bianco, l'altro rosso, uno trentino, l'altro siculo che, rispettivamente, ben si abbinano a giornate di caldo torrido o a serate di pioggia e vento che in questi ultimi giorni non sono di certo mancate.

Il primo vino, bevuto alcuni giorni fa - quando ancora sembrava "estate" è il Kuddia Bianco Sicilia Igt della piccola cantina Abraxas di Pantelleria (Sede legale : Via Enrico Albanese, 29 90139 Palermo tel.: +39 091 6116832 fax: +39 091 6121798 / Cantina : Contrada Kuddia-Randazzo 91017 Pantelleria (TP) tel./fax 0923 915157). Ottenuto da uve Zibibbo (moscato di Alessandria) per il 70% e da Viognier per la restante parte, nel calice si presenta di un bellissimo giallo paglierino carico con ampi riflessi dorati, limpido e di ottima consistenza. Il naso è fine e piacevole, su note di agrumi e frutta fresca gialla (pesca, albicocca in particolare). Un sorso lungo e intenso di grande corrispondenza gusto - olfattiva, che appaga pienamente e lascia buon ricordo di sé. Provato su una crudità di crostacei, si è comportato egregiamente anche grazie alla grande acidità che ne snellisce la copiosa morbidezza. Ottimo vino di cui, purtroppo, non ho preso nota del prezzo e dell'annata.

Ieri sera invece, sotto pioggia e fulmini, un piacevolissimo riassaggio ed una grande conferma. Il Teroldego "base" di Foradori (Via Damiano Chiesa, 1 38017 Mezzolombardo - Trento, tel +39 0461 601046 fax +39 0461 603447), nel suo millesimo 2002, un'annata certamente difficile per molti ma non per il Trentino e l'Alto Adige dove anzi, conferma di esser stata foriera di vini eleganti, fini e di discreta longevità. Ottimo davvero questo rosso dal colore rubino scuro ma limpido, di buona consistenza. Al naso sentori di piccoli frutti rossi di bosco, mora selvatica, ribes nero, lieve la speziatura a completare il quadro già molto piacevole. Un naso netto ed integro che trova buona replica al gustativo con un sorso fruttato di buona freschezza, estremamente fine - così come il suo tannino, già in parte precipitato - asciutto e schietto, di carattere. Un calice di grande piacevolezza ad uno straordinario rapporto qualità / prezzo.


Un saluto a tutti.
Se riesco - mia moglie mi tirerà per il costume - proverò a scrivervi qualcosa dalla Puglia, altrimenti a presto, intorno alla fine d'agosto.

12.08.06

Pazzie d'Agosto

L'idea per il 14, giorno della mia partenza, è di passare a prendere Elena - mia moglie - intorno alle 20.00, farla salire sulla moto e partire subito per la Puglia, almeno prima che abbia il tempo di rendersi conto. Poi al primo autogrill penserò a legarmela alla vita in modo da non perderla per strada se si dovesse addormentare. Certo, devo riuscire a dormire un po' durante il giorno se voglio arrivare vivo a destinazione (Ostuni) ma almeno viaggeremo col fresco e non è poco. Con noi una coppia di amici amanti del mare, del campeggio, della moto, del vino e della buona cucina. Come noi.

Da leggere per queste due settimane scarse, ne avete per così. La ciurma è stata bravissima e, nonostante la canicola estiva, è riuscita ad arrivare puntuale anche per il mese editorialmente più ostico, con il Focus Mensile di Agosto (a proposito, vi piace la nuova grafica della newsletter ?). Tra i molti aggiornamenti, vi segnalo una bella sfida tra grandi Satèn di Franciacorta, un'intervista - dopo quella di Carlo Macchi e per la "par condicio" - a Mario Busso della Guida Vini Buoni d'Italia, le trasferte d'agosto di Luigi Bellucci, le indicazioni di Slawka Scarso su come promuovere il marchio italiano del vino all'estero e la precisa analisi dell'accoglienza in cantina all'estero a cura del bravo Riccardo Modesti.

In realtà c'è molto altro.
Vi rimando alla home di TigullioVino.it.
A presto !

10.08.06

Opt-in e opt-out, il caso Globalwinespirits

L'altro giorno parlavo su skype con un amico, Maurizio Di Dio, anima commerciale di grandi marchi del vino italiani, esperto marketer, comunicatore, pr e quant'altro. Mi parlava di un'interessante iniziativa editorial - commerciale, volta a mettere in contatto la domanda con l'offerta del mondo del vino a livello internazionale e mi chiese se ne sapessi qualcosa. Mi fece il nome e lì per lì non ricordai. Poi stamane, alle prese con la solita pulizia giornaliera, tra mail da tenere e spazzatura varia, mi imbatto in una Newsletter targata "Global Wine & Spirits". Eccola ! Mi sono immediatamente ricordato : era quella di cui mi parlava Maurizio l'altro giorno.

La mail che ti mandano si apre così :

Cari imprenditori,

Global Wine & Spirits (GWS), n°1 mondiale in quanto riguarda il commercio elettronico per i professionisti del settore vinicolo & distillati, è lieto di presentarvi l'Insider News, il suo e-bollettino settimanale. Oltre 35 000 imprese mondiali, che operano nel settore industriale vini & distillati, ricevono l'Insider News, uno strumento specificamente creato per utilizzatori chiavi come voi! Viene pubblicato in inglese, Italiano, francese e spagnolo. Potete scegliere la lingua da voi preferita.


Numero 1 mondiale...35.000 imprese che ricevono l'Insider News (questo il nome d'arte della newsletter), un gran bel giro di contatti mi son detto, Maurizio aveva ragione, interessante iniziativa. Subito dopo tuttavia, ho fatto mente locale : non mi ero mai iscritto a questa newsletter e non avevo mai manifestato - fino ad oggi - l'interesse di riceverla. Eppure, ogni volta che spediscono ne ricevo 4 copie - non una - su indirizzi email diversi. Mi è venuto un dubbio e per verificarlo sono immediatamente andato a registrarmi - per la prima volta di mia iniziativa - all'insider news. Come pensavo, la registrazione è automatica, senza alcuna richiesta di conferma successiva. Bene, ho pensato, adesso invece di 4 copie ne riceverò 5 :-(

Dai ricordi - ormai vaghi - della tesi sugli aspetti legali della pubblicità online nella Comunità Europea fatta qualche annetto fa, rammento abbastanza bene la regola dell'opt-in e dell'opt-out per l'acquisizione di indirizzi email online attraverso mailing list e newsletter. La regola dell'opt-in - vigente in Italia - prevede che per poter inviare una newsletter a qualcuno, colui che "raccoglie" l'indirizzo email, debba richiedere una doppia conferma a chi manifesta la volontà di iscriversi : non solo inserire la propria email e premere un tasto che proceda all'iscrizione ma completare l'operazione dando una seconda conferma attraverso particolari espedienti tecnici. Questa la burocratica soluzione adottata in Italia.

In ambito europeo - non so bene nel resto del mondo - vige invece molto spesso la regola dell'opt-out, che è tutto il contrario : io ti iscrivo alla newsletter senza dirtelo poi, se non ti sta bene, potrai cancellarti con un clic di uscita dal servizio non richiesto (opt-out). La differenza qual'è ? Per l'utente mi sembra chiara : nel primo caso è maggiormente tutelato da abusi e da spam, nel secondo molto meno. Ma per chi raccoglie l'indirizzo ? Cosa cambia ?

Cambia tutto, la differenza è radicale. Nel primo caso (opt-in) ogni indirizzo che entra a far parte della lista appartiene effettivamente a chi compie la registrazione poiché, per entrare veramente, deve confermare la registrazione cliccando su un link contenuto in un'apposita mail che gli viene spedita all'indirizzo indicato in fase di registrazione. L'opt-out è tutto il contrario, l'amministratore del sistema, con questa modalità, può buttare in archivio decine, centinaia o milioni di indirizzi email (ci sono numerosi software che consentono di reperirne sulla rete - siti, blog, forum, newsgroup, chat, ecc. - in modo semplice e veloce scartando addirituttra quelli fasulli), senza preoccuparsi di ottenere alcuna autorizzazione preventiva. Il risultato è che potrà cominciare a spedire contenuti (interessanti o spazzatura, non importa) a queste liste senza il benché minimo sforzo. Per restare nel pieno della legalità, gli basterà inserire in fondo alla mail, un link per la cancellazione dalla lista (opt-out).

Ora, non voglio a tutti i costi criticare il metodo dell'opt-out che, se ben effettuato - per esempio nel caso in cui vengano inseriti solo indirizzi email di operatori del settore a cui ci si vorrà rivolgere - può anche far conoscere all'utente realtà per lui particolarmente degne di nota che altrimenti avrebbe conosciuto molto più difficilmente. Ma la realtà è un'altra : chi usa questi mezzi solitamente butta dentro di tutto, senza minimamente curarsi di chi e di cosa. Di più, raccattando mail su un sito per esempio, siccederà - come nel mio caso - che il malcapitato (io) riceva due, tre, quattro, dieci, cento copie della stessa mail, in base a quante mail il programma avrà setacciato sul sito.

Emerge chiaramente un dato. E' infatti chiara la doppia velocità a cui sono sottoposti i sistemi di acquisizione email di paesi che viaggiano in un modo piuttosto che nell'altro : lenta crescita dei contatti per chi opera in paesi che hanno scelto la regola dell'opt-in email, alta velocità per coloro che operano in paesi dove viga invece l'opposta regola dell'opt-out.
Non è poi semplice definire quale regola vada applicata nel caso in cui - come per Globalwinespirits - vengano inseriti indirizzi email di utenti appartenenti a diversi stati. Si applica la regola vigente nello stato in cui opera chi acquisice l'indirizzo oppure la regola vigente - stato per stato - nel luogo di residenza dell'utente ? In questo caso i miei ricordi di diritto internazionale si fanno troppo lontani e vaghi per fornirvi una risposta precisa, ma magari qualcuno di voi lo sa ?

Una - magra - consolazione, per coloro che come noi, non solo sono soggetti al regolamento opt-in ma hanno perfino la bontà di rispettarlo, è costituita dalla miglior qualità delle liste opt-in rispetto a quelle opt-out. Se nelle ultime finisce dentro di tutto infatti, nelle liste opt-in finiscono solo indirizzi di utenti che hanno dovuto confermare un loro interesse per ben due volte (al momento dell'iscrizione e al momento della conferma dell'iscrizione stessa), lasciando pensare ad una miglior efficacia di queste nei confronti di quelle. Miglior efficacia confermata da più alti tassi di "open rate" (quantità di mail aperte rispetto al numero di mail inviate.

08.08.06

TigullioVino.it in Pillole si fonde con Tgv Italia

Non so quanti di voi ricordino o abbiano letto un mio post di ottobre - il blog era davvero appena nato - relativo a come e quando spedire una newsletter. In quell'articolo sottolineavo l'importanza della regolarità nella spedizione , del tipo di giorno scelto per farla e delle numerose eccezioni in base al tipo di audience a cui ci si rivolge. Ebbene, dopo 7 anni di costanza, con grande riflessione, abbiamo pensato di modificare radicalmente l'impostazione di alcune newsletter perché pensiamo sia più produttivo per tutti.

Non so chi segue TigullioVino.it da così tanto tempo - sarebbe curioso averne una testimonianza oggi - ma circa sette anni fa, la prima newsletter che lanciammo (allora era anche l'unica), si chiamava "TigullioVino.it in Pillole". Inizialmente era una sorta di contenitore generico dove andavamo ad inserire un po' quel che capitava, senza un ordine preciso, poi fu affiancata da altre newsletter ma, nel corso degli anni, ha sempre mantenuto il suo carattere dinamico tanto da divenire la newsletter di riferimento per gli uffici stampa e chi desiderava essere sempre informato su eventi enogastronomici, news e, da ultimo, articoli dei blog.

Si era tuttavia verificata un'anomalia che, col tempo, rischiava di divenire controproducente. In sostanza, il giorno dedicato a TigullioVino.it in Pillole era il lunedì ed il giorno di TigullioVino.it Informa Italia (o Tgv Italia), la nostra newsletter istituzionale, il venerdì. Si era creata una certa ripetizione di contenuti, in particolare quelli relativi alle iniziative enogastronomiche. Non solo, la domenica notte è il momento dedicato alla pubblicazione di tutti i contenuti legati all'informazione enogastronomica (news ed eventi maggiori) che il lunedì venivano però distribuiti su una newsletter per così dire "minore" (con minor numero di iscritti, rispetto a quella istituzionale). Tanto è bastato a farci procedere ad una radicale modifica che era in cantiere da tempo ma che per un motivo o per l'altro abbiamo sempre rimandato.

TigullioVino.it in Pillole confluisce quindi nella nostra newsletter istituzionale, Tgv Italia che, dalle prossime settimane - non so se riesco a mandarvi quella del 14 che coincide con il giorno della mia partenza, ma ci provo... - non solo di arricchirà dei contenuti precedentemente divulgati attraverso TigullioVino.it in Pillole (news, comunicati stampa, post dai blog del gruppo), ma - cambiamento ancora più radicale - cambierà giorno, anziché arrivarvi il venerdì, arriverà - fresca fresca - tutti i lunedì mattina.

Facendo ciò, abbiamo infranto una delle basilari regole del mailing : "se hai una newsletter, spediscila sempre lo stesso giorno, non cambiare mai". A tale fondamentale regola, per precisione, va però aggiunta una postilla : "fino a che non ti accorgi che stai sbagliando". Errare umanum est, perseverare autem diabolicum, et tertia non datur dice il proverbio latino. Mi farebbe davvero piacere sentire cosa pensate di questo cambiamento e, una volta letta la prima uscita della nuova Tgv Italia, sapere se la scelta è stata a vostro giudizio azzeccata o meno.

Dimentivavo, se non foste iscritti, qui trovate la lista delle nostre newsletter.

05.08.06

Abbandonate ogni speranza, voi ch'entrate (nel mondo del vino)

Su Vino al Vino, Franco Ziliani (inserisco il link nonostante il soggetto elimini sistematicamente i commenti ed i trackback del sottoscritto che, notoriamente, non ama) ha scritto :

Sull’ultimo numero, agosto – settembre, della splendida rivista (Neretto mio, ndr)Bibenda Franco M. Ricci ha dedicato il suo editoriale ad un tema quanto mai attuale, l’assurda proliferazione di “eventi” (o piuttosto aspiranti o presunti tali) sul vino, kermesse, degustazioni, banchi d’assaggio, presentazioni, feste, sagre, fiere, ecc sul tema vino che si ripetono, anche d’estate, in ogni angolo d’Italia.

(Parentesi giocosa)

Kermesse, degustazioni, banchi d'assaggio, feste, sagre, fiere. Basta fattori col forcone in mano, basta con questa proliferazione incontrollata di eventucoli di paese che rischia di compromettere irrimediabilmente la credibilità del sistema vino e, ancor peggio, la salute mentale delle aziende che, tempestate di proposte, non sanno più scegliere tra Vinitaly, Merano o la festa del ratto 'briaco. Ricci ha proprio ragione : "La trasmissione della storia senza eguali che il vino possiede ha bisogno di cuore e di amore", ci vuole cuore e ci vuole serietà signori, ci vuole con-cen-tra-zio-ne. Vorrete mica divertirvi col vino ? Il vino è cosa seria e, come tale, va trattata da persone serie (propongo il patentino).

Non parliamo delle feste patronali, che con la scusa della redenzione delle anime coinvolgono i fedeli in buffe manifestazioni dove spesso la preghiera viene assurdamente accompagnata da canti balli, cibo e vino, millantando agli astanti tradizioni e storie secolari. Ritrovarsi alla sagra ? Pfui ! Fuoco alle sagre, ecco cosa bisognerebbe fare. Frittelle, focaccia al formaggio, asado, bianchetti, cinghiale, testaieu, porceddu, panigacci, fragole, ciliege, frattaglie, gnocco fritto...robetta da quartiere. Banchi d'assaggio ? Dove ? Fuori Roma ? Non scherziamo, non è sufficientemente fashion, lasciate perdere.

Gente che d'estate si accalca nei luoghi più improbabili della penisola per assaggiare vino ? Uno spettacolo indecente. Se solo poteste guardarvi dall'alto anime peccatrici, grassoni impenitenti, approfittatori del mosto altrui, azzeccagarbugli del tino, miscredenti. Avete insozzato il globo con le vostre festicciole di provincia. Un guazzabuglio di inutili eventi e festività. Un'intollerabile appropriazione d'affari altrui. Un'invasione indebita in quel del vino e del cibo a cui occorre mettere al più presto un sacrosanto freno. Basta, davvero. Lo capisco Ricci io. Ah come lo capisco che, una settimana si ed una no, ho a che fare col rosso genuino di mio suocero. E capisco Ziliani che si accoda al suo pensiero, ah come li capisco.


Di un tratto una luce squarciò il cielo di un pomeriggio plumbeo, un riflesso accecante che per un attimo tolse la vista agli increduli presenti. Era Lui, il Cavaliere del Tino. Parlaci o Cavaliere, indicaci la via ! Dacci una prova, un esempio da seguire e noi ti obbidiremo.

Lei, miscredente ! Si alzi ! Chi ? Io ?
Si, lei, lì vicino a quel cataplasma di gnu, di fianco alla pressa a polmone. Prenda il gesso e scriva sul tino, su su, forza, veloce, poche storie :

01. Non avrò altra guida se non DuemilaTini
02. Non avrò altri amici se non sommelier
03. Non farò pubblicità su Il Mio Tino Professional
04. Smetterò di chiedermi quando riapre il forum ais
05. Prenderò un Master con Ais Roma / Bibenda
06. Porterò mia sorella al corso base e convincerò la sua amica
07. Mi laverò ginocchia, gomiti e sedere...
08. ...in smoking o tight mi dovrò presentare...
09. ...e agli Oscar del Tino, forse, potrò osar d'entrare

ma soprattutto, al Cavalier del Tino,

10. Non farò domande...da cretino

Adeguatevi o miscredenti !

(Fine parentesi giocosa).


Una domanda a Ziliani.
Ricordi ancora i tempi d'oro di Wine Report in cui facevi nomi e cognomi quando dovevi - a torto o a ragione - tirare le orecchie a qualcuno ? Ultimamente, sempre più di frequente, noto con rammarico che hai preso il brutto vizio di non farli più questi nomi, tutt'altro, spesso ti lanci in invettive private, senza lasciare al lettore la benché minima speranza di comprendere di chi o di cosa tu stia parlando. Starei anche più attento, se non altro per non dire quel che non è vero ai tuoi lettori - a scrivere falsità come "Né tantomeno di blog o di siti Internet assistiti, che vorrebbero campare con l'aiuto di "mamma" Provincia o "babbo" Regione... Ti invito a provare quello che dici o a ritrattarlo perché è falso. Il mio post sui contributi si riferiva ad una vicenda che aveva l'unico fine di mettere in luce come il sistema dei finanziamenti, oltre che farraginoso, non seguisse - purtroppo - un sistema meritocratico. Io non ho mai ricevuto alcun contributo o finanziamento pubblico in vita mia ed il rischio d'impresa so bene cosa sia visto che è tutto sulle mie spalle (o sulle mie tasche...).

Ti leggevo con più ammirazione un tempo, davvero.

03.08.06

Contributi pubblici all'impresa privata ? Nisba.

Perché un'impresa privata (con fini di lucro) non può beneficiare di contributi economici da parte di enti pubblici come regioni, province e comuni ? Perché la fiducia e i soldi, possono andare solo a soggetti privi di fini di lucro ? E ancora, un soggetto con fini di lucro è in qualche modo impossibilitato a creare ricchezza per il proprio territorio o per il paese ?

Per l'ultimo meeting organizzato da TigullioVino.it avevo provato a muovermi anche in tal senso ma le difficoltà burocrtiche incontrate sul percorso sono state tali che ho preferito desistere. O sei un'associazone, un soggetto senza fini di lucro o nisba. In linea di massima, la regola può anche avere un fondamento, peccato che poi non sia difficile aggirarlo creando associazioni o soggetti di comodo. Soprattutto mi chiedo : se un privato organizza un evento di rilievo nazionale che, per giunta, nella propria regione si configura come il più ampio ed interessante su uno specifico tema - nel nostro caso il vino - sarebbe così sbagliato sostenerlo anche dal punto di vista economico da parte di quegli enti, regioni, province e comuni che, per primi, dovrebbero avere a cuore lo sviluppo economico e turistico del territorio ?

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