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29.11.06

La trinità del vino strizza l'occhio a Vespa

Oggi ho ricevuto questo comunicato dalla trinità del vino: Ais Roma, Bibenda, Duemilavini.

"Martedì 5 Dicembre 2006 alle ore 18,00 l’Associazione Italiana Sommelier Roma veste di paillettes sfavillanti la sua splendida sede del Parco dei Principi. Una straordinaria degustazione vedrà un’infilata di etichette da capogiro; saranno presenti i più illustri Produttori italiani e proporranno i loro vini migliori per accompagnare la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa, L’Italia Spezzata. In questa occasione di incontro tra culture, quella vinicola e quella letteraria, il grande giornalista e scrittore riceverà il titolo di Sommelier Onorario di Associazione Italiana Sommelier."

Chissà se Vespa - ho pensato tra me e me - dopo essere stato insignito dell'onorificenza dell'Associazione ricorderà ancora di essere un giornalista e farà due domande di quelle giuste al buon vecchio Ricci. Che stipido che sono, probabilmente Vespa, con tutto quel che ha da fare, non sa nulla di quanto accaduto negli ultimi mesi.

28.11.06

Latito ma son qui dietro le quinte

Su usenet si dice "lurkare", guardare e non toccare o giù di lì. Già, in questi giorni sto latitando ma sono qui dietro le quinte a godermi lo spettacolo.
Il fatto è che alle consuete attività di gestione del piccolo gigante buono alias TigullioVino.it (a propò, vi piacciono le micromodifiche alla homepage ?), sto dedicando parecchie energie ai contatti con gli inserzionisti per VinoClic ed all'imponente progetto di ristrutturazione di Vinix verso il "social networking" - poi vi spiego meglio cos'è - sulla base di quanto scritto qui e di quanto molti di voi hanno avuto la bontà di suggerirmi via e-mail. Tutte attività che richiedono in questo momento il mio massimo impegno. Nonostante questa cronica mancanza di spazi e di tempi per rilassarsi, qualche flash veloce volevo proporvelo.

Finalmente Ziliani trova pace - purtroppo non credo soddisfazione economica - nella querelle con Buffet: il recente fallimento della Europress Srl, casa editrice della naufragata rivista Buffet di Edoardo Raspelli, gli da il la per affondare la lama. Mi pare abbia le sue buone ragioni. Qualcun altro ha per caso detto la sua ?


Appena terminato il forum di IAB Italia, se dai lavori del convegno è emerso che la pubblicità online ha preso il volo quasi ovunque (manca solo l'Italia del Vino, svegliaaa !), ancora una volta e a gran voce, emerge il dato secondo cui sono moltissimi gli italiani che ormai usano la rete come primo mezzo per informarsi prima di acquistare. E' un dato ? Si, vecchio, ma ormai mi sono rassegnato a fare la parte di quello che riprende le notizie vecchie della comunicazione online e le rilancia come nuove - mio malgrado - nel mondo del vino. Si chiama "infocommerce" e rilancia l'importanza della presenza in rete per qualsiasi azienda (anche per questo sto dedicando molte energie al rinnovo completo di www.vinix.it).


I giornalisti che danno addosso ai blog sono passati di moda da un pezzo. Adesso è il momento del bullismo. Avete notato come la tv, non si ricordi mai che sul pianeta esista un altro medium che a breve la seppellirà ? Quelle rare volte che ne parla - a ondate - è per metterne in luce gli aspetti più inutili e oscuri. Istinto di sopravvivenza ?


Appena finito di vedere 10 minuti di Porta a Porta. Ormai il mio tasso di saturazione è ai minimi storici. Cosa diavolo ci faceva una famiglia con dozzine di figli al seguito - e bestiali teatrini di vespa e mannheimer che li prendevano in braccio a turno - di fronte a gente che scodella piatti che probabilmente non potranno mai permettersi ? Nota di colore ? Mah.


Trucioli.
No dai, scherzo.

23.11.06

I vini da inchino

Quando parliamo di vino, è sempre bene tener presenti due presupposti. Da un lato stiamo parlando di una cosa "leggera" e quindi che deve essere associata ad un momento di piacere o, se non altro, di relax se possibile. Dall'altro parliamo di una cosa estremamente soggettiva e quindi, quel che piace a me può ben far schifo a te e non ci piove. Saltuariamente - sempre più di rado purtroppo - mi capita tuttavia di imbattermi in una particolare categoria di vini che mi fanno ricordare come sia possibile andare oltre il buono oggettivo o soggettivo: sono vini che potremmo classificare come "vini da inchino".

Come riconoscere un vino da inchino ?
Di solito costano moltissimo ma con un po' d'occhio e un enotecario compiacente non è raro trovarne anche a prezzi molto abbordabili, diciamo sotto ai 10 euro. Sono quei vini che ti fanno sorridere quando li accosti al naso, che ti dano gioia di vivere quando li bevi (si, questi vini si bevono, non di degustano) e che ti strizzano l'occhio ad ogni sorso accompagnandoti anche in due soli, tu e lui, fino a che la bottiglia non giunge al termine. Sono quei vini, tra l'altro, che solitamente piacciono anche a tua moglie, perfino se tua moglie è astemia.

E' quello che mi è capitato ieri sera con una splendida bottiglia di un semplicissimo quanto perfetto Sudtiroler Doc St. Magdalener Classico di Stefan Ramoser millesimo 2005, un produttore Stefan che ho conosciuto tempo fa per il suo ottimo Lagrein Dunkel.

Non so se sono io che con gli anni sono diventato fastidiosamente riluttante nei confronti di una certa tipologia di vini o se effettivamente è diventato difficile trovare calici che regalino vera gioia. Mi rendo conto in ogni caso che mai nessuno scrisse frase migliore di questa "la vita è troppo breve per bere del vino cattivo (lessing)" è che, a mio modo, mi sto rapidamente adeguando.

Quando sono triste o giù di corda, vado in enoteca - bé, già andare in enoteca mette il sorriso - e compro una bottiglia di Pinot Nero altoatesino (Gottardi, Laimburg, Castel Juval, Tramin), se ho un po' più di soldi - rarissimo - di ottimo borgogna. Dopo qualche anno di degustazioni alle spalle, mi rendo conto che ci sono vitigni che, se interpretati da mano fine, incontrano decisamente il mio gusto in modo particolare ed hanno come uno strano potere persuasivo che mi costringe a terminare la bottiglia. Il Pinot Nero, senz'altro. Ma anche il Fumin, la Granaccia (o grenache o garnacha, a seconda...), la Schiava, il Casetta, il Groppello, il Rossese, il Teroldego. Poi è chiaro, ci sono Nebbiolo, Lagrein, Montepulciano, Sangiovese, Aglianico che emozionano in modo eccezionale ma l'amore ed il trasporto totale lo provo in particolare per questi vitigni che a mio avviso hanno un'anima, un che di originale.

Ecco, questo St. Magdalener, semplice se vuoi, ne è un esempio, con una freschezza ed un'integrità di frutto da mettere in ginocchio chiunque si trovi al suo cospetto. Autentica gioia di vivere.

21.11.06

Intervisteremo Franco Maria Ricci

Ho incaricato l'amico e collega Alessandro Maurilli di intervistare Franco Maria Ricci, un "compito a casa" per certi versi non semplice considerata la recente vicenda Duemilavini. Ho scelto Alessandro perché lo so capace di essere contemporaneamente fermo e pacato e perché saprà tradurre i molti spunti che gli ho inviato in qualcosa che assomigli più ad un'intervista che ad un interrogatorio. L'intento, nell'ottica di un confronto pacato tra chi solleva perplessità ma desidera nel contempo dare spazio al confronto civile, è di cercare di comprendere qualcosa di più attraverso colui che, a rigor di logica, dovrebbe essere la persona maggiormente informata. Se tutto va bene, dovremmo riuscire a proporvi l'intervista con il Focus Mensile di TigullioVino.it, i primi di dicembre. Come dicono quelli più cool, stay tuned.

17.11.06

Perché trucioli ?

Un lettore del blog, nonché caro amico, Mike Tommasi, ha così commentato di recente :

"Fil, perché tanto casino per i trucioli quando ci sono tanti altri modi di fare vino-frode? E le barrique supertostate, vabbe' costano di più, ma anche quelle denaturano il vino, mi pare, o almeno lo aromatizzano pesantemente."

Una domanda necessaria quella di Mike. Un quesito che mi da il la per approfondire la questione dal punto di vista di chi fa - o meglio, prova a fare - comunicazione del vino.

Sono perfettamente d'accordo, ci sono moltissimi altri modi di taroccare il vino (non parlerei di frode anche se nel momento in cui non lo si specifica in etichetta, di fatto un po' di frode c'è, se non altro morale, nei confronti del consumatore meno esperto) e l'utilizzo di trucioli non è altro che uno dei tanti, probabilmente nemmeno il peggiore.

Perché allora tutto questo parlare di trucioli ?
Io credo che le ragioni siano molteplici. Da un lato da qualcosa si doveva ben partire, dall'altro occorre che questo qualcosa, perché la questione - molto tecnica - possa essere avvicinata da chiunque, debba per forza rappresentare una pratica di facile comprensione per tutti. Se ci mettiamo a parlare di aggiunte di tannino, di acido tartarico, di gomma arabica o di altri più oscuri trattamenti avremmo comunque a che fare con aspetti talmente tecnici ed impalpabili che sarebbe molto più complesso poter creare una discussione ed un interesse nella massa dei lettori. Ricordiamoci che il blog, così come TigullioVino.it, si rivolgono a tutti, non solo agli esperti.

Il truciolo è una delle poche "pratiche enologiche" che permette a chiunque, anche al meno esperto, di poter avere immediatamente un'idea - se non altro visiva - del tipo di procedimento che in concreto comporta. Il vino nel legno o il legno nel vino ? Credo sia una domanda a cui anche un bambino potrebbe rispondere. Tutti sanno cosa sono i trucioli o, per lo meno, se ne possono prefigurare l'idea. E' quindi più semplice instaurare un dialogo sul più ampio argomento "pratiche enologiche", passando attraverso il truciolo.

C'è poi un altro aspetto. Molte delle sostanze utilizzate in enologia - perfettamente legali come i trucioli di vino, ci mancherebbe - sono utilizzate da tempo immemorabile, mi riferisco per esempio alla SO2 che tranne rari ed eccezionali casi, rappresenta un "momento" della fase del produzione del vino, più o meno consolidato ed accettato. Certo, sarebbe bello poter leggere in etichetta quanta ne viene usata dato che bere un vino sottoposto a 20 o 50 mg/l è un conto e berne uno a 150 - 200 un altro, non solo per il cerchio alla testa, ma resta pur sempre un tipo di trattamento verso il quale, a torto o a ragione, si è sviluppata una certa assuefazione e tolleranza.

Ma il punto è un altro. Perché nessun particolare clamore per l'aggiunta di gomma arabica, tannino, o di altre mille sostanze normalmente impiegate durante la produzione di vino ? Ci avete mai pensato ? Al di là del fatto che probabilmente né i trucioli, né molte altre sostanze utilizzate in enologia comportano alcuna conseguenza sulla salute, il truciolo è venuto alla ribalta per una ragione che lo distingue completamente da quelle che sottostanno ad altre pratiche enologiche : mi riferisco all'incidenza economica che una pratica di questo tipo può rappresentare per l'azienda, al risparmio che un produttore che la adotti può trarre sostituendolo completamente, in fase di produzione / affinamento, alla vecchia botte di legno. Soldi signori, soldi !

Ora, nulla di male che un produttore voglia risparmiare ma che non lo faccia nell'ombra ! Ho già avuto modo di dire la mia - per quel che vale - sull'idea che l'utilizzo dei trucioli possa consentire di competere sui mercati internazionali. Come detto, è una filosofia che può andar bene nel breve periodo ma che può andar meno bene nel lungo, anzi, penso che possa creare più danni che benefici. Se non altro all'immagine del vino italiano nel suo complesso.

Ma mentre su questo possiamo continuare a discutere all'infinito, una cosa sulla quale non possiamo continuare a discutere è che anche per il vino ci vorrebbe una bella etichetta trasparente. Da qui nasce il progetto Chips Free a cui noi aderiamo volentieri. Un punto di partenza e non di arrivo. Non si tratta di fare i moralisti quindi, ma solo di pretendere una trasparenza che è data per cosa normale ed acquisita per decine di migliaia di altri prodotti alimentari.

15.11.06

Trucioli, opposte visioni

Continua il ping - pong sulla questione Trucioli.

14.11.06

Vino dei blogger #1 : Montepulciano d'Abruzzo Doc Riparosso 2002

"Il Vino dei Blogger " mi imponeva oggi come data ultima per la pubblicazione di una degustazione di un vino acquistato alla GDO, monovitigno, e sotto ai 5 euro. Queste le condizioni della prima edizione di questa simpatica iniziativa in puro stile blogger che si è rapidamente diffusa anche in Italia. Sono sincero, non sono riuscito a trovare il tempo materiale per dedicarmi a questa cosa al meglio - l'ultima domenica l'ho trascorsa a montar video, scrivere degustazioni e articoli su Felluga, Saracco e la Sun Import - ma nel contempo non volevo tirarmi del tutto indietro e sono andato a riprendere una degustazione che avevo fatto qualche tempo fa. Lo so, non vale !

La degustazione che segue, tuttavia, è attualissima almeno per tre ragioni. E' un vino ancor oggi facilmente reperibile nella maggior parte dei supermercati, è un vino acquistabile ad un prezzo uguale o inferiore ai 5 euro ed è un vino che a distanza di due anni dalla degustazione che ne ho fatto, con lo stesso millesimo darebbe forse oggi il meglio di se.

Montepulciano d'Abruzzo Doc Riparosso 2002
Azienda Agricola Dino Illuminati
Contrada San Biagio 18 64010 Controguerra (TE)
Bottiglia: 75 cl - Alcol: 13% - Bottiglia da 0,75 l
Data degustazione : 09/2004

Vino di veste rosso rubina fitta, limpidissima e di buona consistenza. Al naso convince immediatamente grazie al suo frutto maturo ma freschissimo, reso più cupo e fitto dall'innesto di spezie fini. Avverti, oltre al rabarbaro e alla china, l'elegante apporto di chiodi di garofano ad impreziosirne la trama e la complessità olfattiva. Passi al gustativo e fortunatamente non tradisce le aspettative. Di buona avvolgenza, senza strafare, è vino schietto di buona tipicità ed equilibrio. Ti accoglie dapprima con un frutto denso eppur freschissimo per poi chiudere nuovamente su spezie fini ed un piacevolissimo varietale. Di buona struttura, questo Montepulciano vanta anche una discreta trama tannica che, unitamente al nerbo acido ne sospinge la beva. Davvero piacevole, tanto che la bottiglia termina in fretta. Detto ciò, precisare di averlo trovato al supermercato pare superfluo e ininfuluente. Ottimo il rapporto qualità / prezzo : sotto ai 5 euro la bottiglia nella GDO. Ce ne fossero...

Il prezzo, per inciso era di 4,50 euro la bottiglia.

13.11.06

Felluga, Saracco e Sun Import

Sono stati mesi assolutamente densi di attività che mi hanno costretto a lasciare un poco indietro alcuni articoli che dovevo terminare prima. Sono finalmente riuscito a pubblicare il resoconto (comprensivo di video e degustazioni) di due belle serate trasmesse in diretta video su TigullioVino.it :

Livio Felluga e Paolo Saracco, del 18/10/2006
Sun Import - Grappoli di Spagna, dell'8/11/2006

A proposito de...

...l'altra faccia della medaglia.

09.11.06

Intervista a Cipresso

Qui di seguito, alcune delle domande (e risposte) dell'intervista che questo mese Alessandro Maurilli ha destinato a Roberto Cipresso, winemaker con base a Montalcino. La sua carriera, cominciata nel 1986 a Montalcino, lo ha visto in giro per il mondo. Successi a Montalcino con alcuni grandi Brunello, ma anche negli States. Nel 1999 fonda Winemaking, la società con sede a Montalcino da dove si sono sprigionate le filosofie di Cipresso circa il modo di interpretare il territorio ed il vino. Vi ripropongo quindi i passaggi più interessanti.

D. Lei ama definirsi un winemaker nel senso di una persona che aiuta i produttori a realizzare dei grandi vini. Alla fine questi vini sono il prodotto che vuole lei, o è quello che pensavano i produttori per i quali lavora?
R. Il mio mestiere è quello di fare vino per dei clienti che devono diventare amici e complici per arrivare a dare espressione a un prodotto.

D. Quindi qual è la sua filosofia, se si può così dire, del fare vino?
R. In realtà io sono un po' come un architetto. Spesso i produttori mi chiamano perché cercano dei prodotti "alla moda" cioè molto vicini all'uomo, al consumatore. Io cerco normalmente di parlare con il mio interlocutore, di creare un rapporto di squadra e quindi, una volta comprese le sue esigenze, cerchiamo di capire come un vino possa assomigliare a chi lo richiede non snaturando la territorialità di questo prodotto.

D. Spesso però i suoi vini non rispecchiano puramente le caratteristiche di un dato territorio. O viceversa danno risalto alla varietà a scapito del territorio. Come spiega questo?
R. Io penso che il vino debba esprimere delle sensazioni. Io credo o nella varietà o nella territorialità. Terroir. Questa la parola. Se io prendo un merlot e lo porto in un territorio forte prevarrà il territorio sulla varietà. Al contrario se io porto una varietà dalle caratteristiche spiccate su un territorio debole avrò l'estremizzazione della varietà. Madame Leroy dice che il più grande Pinot nero è quello che non sa di Pinot nero, riferito alla Borgogna, dove cioè il territorio è fortissimo e "annulla" le caratteristiche di una varietà così forte come il Pinot nero.

D. Mi faccia capire. Lei quindi pensa che la territorialità non possa andare d'accordo con la varietà. Allora come spiega il fatto che i grandi vini italiani, per esempio, rivendichino la loro origine territoriale?
R. Le faccio un esempio. Pensi a un'opera teatrale. Se vado a vedere un'opera leggera l'attore e la sua bravura saranno i protagonisti. Ma se io vado a un'opera forte di concetti, il grande attore sarà colui capace di annullarsi di fronte all'imponenza dei testi. Per il vino è la stessa cosa. Cioè laddove la varietà si trova di fronte a un territorio di carattere si annulla a suo vantaggio e viceversa. L'uno rendendo complementare l'altro però.

D. E allora tutte le parole sull'autoctono in Italia? Crede quindi che sia inutile fare un discorso di ripristino dei vitigni nel loro territorio d'origine?
R. Io credo che sia un errore e un concetto banalizzato. L'autoctono in realtà, in questo momento, vuole essere una risposta al mercato. Cioè dopo l'internazionalizzazione torniamo all'autoctono perché siamo stufi dei soliti vini. Io credo non vada percepito così. Parliamo ancora di varietà. Gino Veronelli diceva sempre che l'autoctono come il cabernet vivono di un territorio. E' il vino che si vuole come risultato la risposta.

D. Lei ha fatto un vino per una famosa pornostar. Pubblicità o cosa altro?
R. In realtà le notizie date non hanno mai detto che la ormai ex pornostar è la moglie di uno dei più grandi collezionisti e commercianti di vino al mondo, Daniel Oliveros. Sua moglie, che allora faceva ancora la pornostar, qualche anno fa ha deciso di entrare in questo settore per crearsi un futuro e non era un settore a caso vista l'attività del marito e la sua grande conoscenza del vino. Così rivolgendosi a me le ho proposto di venire nel mio Circo per assaggiare alcune varianti. Da qui è nato il progetto dei sogni. Il Sogno 1 era sul Cesanese, il Sogno 2 sulla Falanghina, il terzo sarà una barbera. Lo scoop non mi riguarda. Non ho bisogno di pubblicità, o di questo tipo di pubblicità.


Clicca qui per leggere l'intera intervista a Roberto Cipresso

L'altra faccia della medaglia

Tutte le volte che scrivi su questo o quello, qualcosa che non piace, da fastidio, pesta i piedi, arriva sempre qualcuno che ti fa notare l'altra faccia della medaglia e a volte ci riesce pure. Ogni volta che scrivo qualcosa, cerco sempre di pensare...all'altra faccia della medaglia, di vederla con gli occhi dell'altro, di cercare di immedesimarmi in una posizione che non mi piace e spesso non mi appartiene. Ci sono volte però in cui la medaglia sembra avere una faccia soltanto e sono le situazioni peggiori.

Vinix sposa Skype

skype-vinix.gif

Ho provato a coinvolgervi e molti di voi, sia qui sul blog, sia via e-mail, mi hanno inviato suggerimenti assai utili per l'evoluzione del nuovo Vinix. L'intento, con il nostro know how e con i vostri suggerimenti, è di andare verso una struttura tecnica in grado di semplificare ed incentivare il contatto tra operatori e consumatori ed è quanto sta accadendo già da questi giorni.

La prima modifica che ho deciso di introdurre su Vinix, la più urgente a mio avviso, è collegata al notissimo software di telefonia pear to pear online noto con il nome di Skype. Molti di voi conosceranno ed utilizzeranno quotidianamente questo autentico portento della rete, per chi non lo utilizzasse ancora, spiego brevemente di cosa si tratta.

Skype è una piattaforma di telefonia online che consente a chi la abbia installata sul proprio computer di poter parlare al telefono con il resto del mondo : gratuitamente se entrambi gli interlocutori utilizzano skype, a costi convenientissimi se uno degli interlocutori ha skype e l'altro no (è infatti possibile da skype chiamare utenti di qualsiasi nazione sul proprio telefono fisso o mobile). Per chi non avesse skype, suggeriamo di scaricarlo gratis da qui e di installarlo subito.


In cosa consiste la fusione delle funzionalità di Skype con Vinix ?

E' molto semplice. Tutti coloro che si registrano su Vinix, sia in modalità "free" che a pagamento, hanno da oggi a disposizione un nuovo campo denominato "skype". Se compilato correttamente con il nome utente skype, questo campo vi consente di rendere disponibili due bottoni sottostanti al profilo aziendale. Il primo bottone consente di aprire il vostro profilo skype, vedere i vostri dati, il vostro sito, chiamarvi al telefono, chattare, inviarvi un file, l'altro di aggiungervi alla lista contatti skype di un altro utente. Questo consente di rendere immediato il contatto diretto tra i vari interlocutori e accresce notevolmente la possibilità di essere contattati da persone interessate.

Chi è già su Vinix e desiderasse implementare questa nuova funzionalità, dovrà semplicemente accedere al pannello di controllo dall'area modifica dati attraverso la sua e-mail e la sua password. A tutti gli altri suggerisco vivamente di registrarsi, almeno al piano "free" di vinix e, se non lo hanno ancora fatto, di scaricare skype.

Nelle prossime settimane l'aggiornamento più imponente, con l'introduzione di una vera e propria area "Social" dove sarà possibile fare molte cose, compresa la possibilità di registrarsi ed interagire anche per gli appassionati / consumatori.

07.11.06

Duemilavini, colpito e affondato !

Molti di voi avranno letto quanto da me scritto a proposito della vicenda AIS Roma / Bibenda e, in particolare, di quanto scritto dal Consiglio Direttivo di Ais Roma - velata minaccia di espulsione dalla guida - a quelle aziende che avessero osato investire in pubblicità su riviste non ricondotte a "degna professionalità" dall'Associazione stessa. Nella missiva - come sottolineato nell'editoriale di ottobre 2006 de "Il Mio Vino Professional" - non si fanno nomi precisi ma visto che la rivista appena citata è al momento soggetta ad una querela milionaria (di euro) per vicende relative ad ais Roma / Bibenda - non sembra possa esserci granché spazio per gli equivoci...

Ora, un conto è dire o minacciare una sciocchezza, un'altra è metterla in pratica, siamo d'accordo su questo? In questi giorni un lettore di TigullioVino.it ha inserito un commento secondo cui sarebbero effettivamente scomparse dalla guida alcune aziende. Parliamo di aziende di una certa dimensione e che negli anni precedenti avevano sempre avuto ottimi punteggi sulla Duemilavini (alcuni vini avevano preso addirittura i 5 grappoli). Non avendo ancora la nuova Duemilavini sottomano, ho chiesto allora ad alcuni giornalisti che ne erano in possesso di aiutarmi a verificare la notizia per poi poterla riportare.

Incredibile a dirsi ma aziende come Firriato, La Vis, Bisol, Pellegrino ed altre sono effettivamente scomparse dall'edizione 2007 della nota guida di Ais / Bibenda. Restava da verificare se effettivamente tali aziende fossero inserzionisti de "Il Mio Vino". Ho quindi telefonato a Flavio Grassi (Redazione Il Mio Vino) che mi ha confermato la qualità di inserzionisti di rilievo sulla loro rivista dei marchi citati. Più che una strana coincidenza quindi, quella compiuta da Ais Roma (Bibenda ?), sembra una silurata studiata con millimetrica precisione. Un colpo basso, un atteggiamento difficile da comprendere, soprattutto pensando a tutti coloro - immagino siano molti - che lavorano duramente e in buona fede per la realizzazione della guida stessa.

Quale credibilità può conservare, mi chiedo, chi sostituisca come metro di giudizio d'ingresso in guida, la qualità dei vini degustati con il tipo o il nome delle riviste su cui le aziende decidono di investire in comunicazione ? Non sono forse, queste, scelte aziendali private e del tutto estranee alla logica di una guida ? Perché i vertici dell'Associazione Italiana Sommelier - sede di Milano - hanno consentito che da Roma partisse una lettera di questo tenore ? A chi si possono chiedere chiarimenti ? Il Forum Ais - per problemi tecnici.. - è stato chiuso e tale resta ormai da mesi ma i bravi ragazzi del forum si sono presto riorganizzati qui. Provate a chiedere a loro, magari hanno risposte.

03.11.06

Rebuilding Vinix

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Molti di voi si saranno già accorti della nascita del nuovo Vinix, il motore di ricerca per l'operatore Wine & Food, un database che comprende tutte le maggiori figure professionali del mondo del vino e del cibo (aziende vinicole, ristoranti, enoteche, agenti, import-export, giornalisti enogastronomici, wine & food blogger). E' nuovissimo ma vorrei immediatamente ampliare, con il vostro aiuto, il progetto iniziale. Come ?

Vorrei creare una specie di "Social Network" - il Gambero mi passi l'usurpazione del termine - del vino e del cibo in cui tutti i professionisti, ma anche i non professionisti, possano interagire ed avere a disposizione servizi realmente utili alle specifiche esigenze, tutto più o meno gratis. E' così che, per ogni categoria, vorrei andare ad integrare specifici strumenti per aumentare l'utilità e la produttività di quello spazio. Al momento ho in testa tre idee principali sulle quali sono disposto ad investire economicamente ma vorrei da voi altri suggerimenti, magari specifici per ogni categoria.

L'evoluzione che avrei in mente, nel medio periodo prevede almeno 3 tipi di interventi :

1) rendere disponibile una nuova sezione dedicata alle offerte di acquisto ed alle offerte di vendita italiane ed internazionali, soprattutto rivolta alle aziende vinicole ma anche all'area dedicata ad agenti, distributori e importatori. Questa nuova funzionalità potremmo anche pensarla per tutte le categorie, aspetto i vostri suggerimenti.

2) rendere disponibile il sito in almeno un'altra lingua (inglese) per aprire ai mercati esteri. Ho pensato anche ad implementare più di due lingue ma non so, forse potrebbe complicare anziché snellire la fruibilità del servizio ?

3) Aggiungere un campo obbligatorio per tutti gli utenti che si registrano a Vinix, che preveda l'indicazione del nome utente skype e la possibilità di aggiungere o chiamare il contatto (qualsiasi contatto che abbia fornito il dato), direttamente dalla piattaforma vinix.


Sarebbero estremamente utili idee ulteriori, suggerimenti, consigli per migliorare questa piattaforma che vorrei davvero costruire insieme a tutti voi per renderla specchio fedele delle concrete esigenze manifestate da chi poi si troverà ad utilizzarla per lavoro e non l'ennesima trovata fine a sé stessa. I suggerimenti possono essere inseriti direttamente qui come commento o inviati per email a : vinix@vinix.it


Grazie a tutti coloro che vorranno collaborare.

02.11.06

Nord Italia a piedi

Da due giorni e mezzo circa, l'Italia del nord è semi paralizzata.
Un grosso problema su un server telecom nella zona di Milano impedisce a moltissimi utenti di collegarsi a numerosi siti fra cui Google e tutti i siti che utilizzano AdSense all'interno del proprio sito o blog. Inutile chiamare il servizio clienti Alice di Telecom Italia perché la risposta sarebbe quanto mai inutile e sconfortante : "provi a spegnere e riaccendere il piccì". Non resta che attendere con pazienza la risuluzione del problema e prendere atto che il primo provider italiano non manda - almeno per ora - neppure una mail ai propri utenti (clienti) per tenerli informati dell'evolversi della situazione. Scandaloso. Per chi avesse questo tipo di problema e dovesse avere necessità di usare Google, suggerisco questo link.

TigullioVino.it - Cultura del Vino & Comunicazione
Web : www.tigulliovino.it
E-mail : info@tigulliovino.it