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28.12.06

Wi-Max una speranza concreta per le zone agricole

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Pensavo di filare via liscio verso il 2007 lasciandovi il lungo post precedente sulla ricostruzione degli ultimi 8-10 anni di web del vino in Italia ma la notizia è troppo bella per non darvela all'istante. Leggo infatti su Repubblica.it, un articolo di Alessandro Longo, dal quale pare che il Wi-Max - la nuova tecnologia wi-fi basata su trasmissioni a onde radio - sarà presto disponibile anche in Italia. La diffusione di una tecnologia di questo tipo su scala nazionale, non solo consentirà a tutti coloro che si trovano in zone ancor oggi non raggiunte dalla banda larga - penso in particolare agli amici vignaioli - di poter finalmente abbattere il digital divide, ma concorrerà a realizzare, nel medio / lungo termine, un sogno nella testa di molti fruitori della rete : la portabilità totale.

Il ritardo dell'introduzione di questa tecnologia in Italia rispetto a molti altri paesi europei (come Germania e Francia dove per esempio sono già partite o stanno partendo le prime offerte commerciali) è da imputare alla necessità di accordare il dicastero della Difesa con quello delle Comunicazioni relativamente all'assegnazione di alcune frequenze di utilizzo per il servizio già in uso al dicastero della Difesa stesso. Entro febbraio, un tavolo tecnico istituito dai due ministeri dovrebbe stilare un calendario operativo per arrivare al lancio del servizio, si spera entro la fine del 2007. In un'Italia web rassegnata al monopolio dei fili di rame di Telecom, credo che non potesse arrivare notizia migliore per festeggiare insieme il nuovo anno.

27.12.06

Massimo Bernardi torna a bloggare

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Massimo Bernardi torna finalmente a bloggare dopo un lungo periodo di assenza dalle scene iniziato a gennaio 2006 con l'abbandono e la conseguente chiusura di Peperosso. Conosco un po' Massimo Bernardi e, per quel poco, credo di poter affermare che sia uno dei più capaci e dinamici blogger della rete. Max rientra in grande stile, con un blog "fluid", molto "new style" che già dall'impostazione mette in luce le ambizioni con ben 25 categorie alla partenza (non fatico a credere, che saranno ben presto colme di post interessanti). Fu proprio Massimo Bernardi, durante un incontro a Squisito, a farmi conoscere alcuni tra i più rivoluzionari e riusciti progetti di blog networking di oltreoceano, mi riferisco in particolare all'esperienza di Gawker coordinata da Nick Denton, un tizio che con un network di 16 blog ottiene mensilmente un traffico che si aggira intorno ai 100 milioni di pagine viste !

Massimo ha tutte le carte in regola per poter aspirare a diventare il Nick Denton italiano se solo anteporrà sempre il suo blog, il fiume in piena delle sue passioni, la sua espressione personale, libera e svincolata, a qualsiasi linea editoriale precisa ed eventuali progetti terzi. Sono convinto che se qualcuno è in grado di fare della propria passione anche il proprio remunerativo lavoro, questo è proprio Massimo Bernardi a cui auguro di diventare l'imprenditore di sé stesso.

20.12.06

Wine Web Graffiti

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Quanti di voi conoscono la storia del vino sul web ?
Quanti sono cresciuti sul web insieme a noi e quanti invece sono diventati assidui lettori di siti o di blog wine & food soltanto negli ultimi anni ? Il Natale è alle porte e ho pensato che sarebbe stato bello ripercorrere - almeno sommariamente - il cammino fatto fin qui. L'evoluzione, le storie, gli incontri e gli scontri di alcuni siti e blog che, a torto o a ragione, ritengo abbiano svolto un ruolo di primo piano nell'informazione enogastronomica online. Non potendo estendere il post oltre misura, limiterò il racconto a quei siti con cui negli anni ho stretto rapporti particolarmente stretti, di amore, di concorrenza, non importa. Siti che fanno parte della mia giornata e che sono e resteranno per sempre nella storia del vino su web.

La memoria del web

Esiste un sito dei siti che è la memoria di internet.
Si chiama Archive, tu inserisci il nome del sito e lui ti propone la memoria storica della sua evoluzione - per lo meno grafica - dalla nascita alla morte o al presente. L'idea di scrivere questo post mi è venuta proprio mentre stavo visitando questo sito per vedere se c'era ancora traccia di qualche vecchia versione della nostra home e, commosso davanti alla bottiglia di vino che saltella - nostro simbolo prima che arrivasse l'omino logo di TigullioVino.it, è stato inevitabile ripercorrere rapidamente la strada fatta sul web in questi ultimi anni. Nel corso di questo post, segnalerò altri link ad antiche versioni di alcuni siti. E' ben possibile, come nel nostro caso, che le pagine si aprano solo parzialmente o che non tutti gli oggetti siano visibili poiché molte delle immagini richiamate potrebbero non essere più esistenti sui relativi server.


Il primo

Chi è stato il primo ?
Chi ha aperto la strada del vino sul web ?
La mia ricostruzione può certo essere passibile d'errore e a tal proposito invito tutti coloro che siano meglio informati di me a correggere eventuali inesattezze ma credo di poter dire con assoluta certezza che il primo di questa ristretta cerchia di amici, concorrenti e colleghi per me rilevanti sia stato il buon vecchio WineReport (qui, una delle prime versioni disponibili su Archive.org), ideato da Studio 25 con l'insostituibile apporto di Franco Ziliani che ne divenne fin dalle prime battute il cuore pulsante.

WineReport fu per molti anni un esempio di giornalismo online, spesso polemico com'era ed è nello stile del suo conduttore, ma attento e sempre "sulla" notizia (chi è editore sa quanta fatica ed impegno costi riuscirci). Grazie ad una redazione capace ed al sostegno di una delle prime webagency del tempo, WineReport crebbe rapidamente in visibilità e notorietà tanto da divenire, negli anni seguenti un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli appassionati e gli operatori del vino. Fino a che...ci arrivo dopo.

Dello stesso anno di WineReport - 1998 - o giù di lì è Vinit.net (qui la pagina più risalente disponibile su archive.org) un altro vecchione della rete del vino. Motore di ricerca più che magazine, Vinit si è da sempre distinto per affiancare ai suoi contenuti alcuni servizi per la promozione e la visibilità di tutti gli altri operatori della filiera enogastronomica. Vinit è ancora vivo e vegeto e propone giornalmente notizie - talvolta aziendali - sul mondo del vino.


Le fondamenta e la crescita

Tra la fine del 1999 ed il 2000 il web del vino cresce rapidamente consolidando le fondamenta di quell'informazione via web a cui WineReport aveva aperto la strada. Sulle orme di quel magazine infatti, si affermano alcune nuove voci indipendenti del vino su web che da lì a breve acquiteranno sempre maggiore autorevolezza e diffusione grazie alla qualità ed alla quantità di contenuti che negli anni proporranno ai propri lettori ma soprattutto, grazie alla assoluta indipendenza delle commissioni degustatrici di cui si doteranno fin dalle prime ore. Sono tre iniziative private, autoprodotte ed autofinanziate che alle spalle vantano solo alcuni (pochi) appassionati volenterosi.

L'AcquaBuona (qui una delle versioni più risalenti da Archive.org) è uno di questi. A dispetto del nome questo sito si è sempre presentato come rivista impegnata per la diffusione della cultura del vino. Curata dai versiliesi Luca Bonci e Riccardo Farchioni, l'acquabuona si avvale della collaborazione di numerosi altri freelance del vino offrendo da oltre 7 anni contenuti sempre aggiornati e di grande qualità.

laVINIum (qui una delle pagine più risalenti disponibili da Archive.org) nasce in questo periodo come semplice sito sul vino per volontà di due romani : Maurizio Taglioni e Roberto Giuliani. Il sito si evolve rapidamente incentrando da subito la sua attività sulla degustazione dei vini. Dapprima l'idea sembrava dover essere quella di evolvere verso la Guida Vini anche se negli ultimi anni laVINIum si è distinta per ottimi articoli e contributi editoriali che la confermano a pieno titolo come uno dei migliori magazine online sul mondo del vino. Un sito di grandi dimensioni che giocò fin da subito un ruolo di primo piano nell'informazione enogastronomica libera online e che tutt'oggi rappresenta una tappa da non perdere nella peregrinazione quotidiana sul web.

Nell'aprile del 2000 arriva TigullioVino.it un piccolo sito locale nato per la passione del sottoscritto verso tutto ciò che è vino e ciò che è informatica e per colmare il vuoto dovuto allo sciogliemento del gruppo musicale in cui militavo (il primo amore fu infatti la chitarra elettrica). La registrazione del dominio si rivelò poi uno dei più grandi paradossi del web enogastronomico. Un dominio di evocazione "locale" - sull'opportunità del quale si è molto dibattutto qui - per un sito web che con gli anni si sarebbe poi trasformato in uno dei maggiori portali italiani sul vino sul cibo e sul turismo enogastronomico. TigullioVino.it oggi è un portale enogastronomico e webmagazine che vanta una delle redazioni più ampie e produttive tra le riviste online del settore. TigullioVino.it, come laVINIum e l'acquabuona, degusta vini gratuitamente da oltre 7 anni e ne pubblica costantemente i risultati online. E' il primo sito italiano ad aver organizzato una degustazione in diretta video online multipostazione (nel 2002) ed uno dei pochi, insieme a l'acquabuona, ad aver portato il mondo virtuale nel mondo reale, con un appuntamento annuale : TigullioVino.it Meeting. Ma andiamo oltre.


L'altraguida un'idea all'avanguardia

Durante il 2002 gli amici di laVINIum decidono di dar vita ad una guida vini online e, con una certa lungimiranza, decidono di non affrontare il progetto da soli. Su questo obiettivo si concentrano moltissimo, tanto che il sottotitolo del sito per un certo periodo, diventa addirittura "Guida Online ai Vini Italiani". Un giorno di ottobre 2002, il sottoscritto, Luca Bonci, Maurizio Taglioni e Roberto Giuliani si incontrarono a pranzo a Castellina in Chianti per accordarsi sulla nascita de L'altraguida. Si brindò, si pranzò e con grande emozione si firmò un accordo privato grazie al quale il 4 novembre dello stesso anno nacque L'altraguida.com, una grande antologia del vino, indipendente, recante tutte le degustazioni dei tre siti citati a cui si aggiunse anche WineReport, sia pur con un ruolo più marginale.

L'altraguida precorreva i tempi mettendo in pratica un progetto "open source oriented" di grandi dimensioni. Un'antologia del vino italiano a più mani, un grande archivio di degustazioni, storie, articoli ed emozioni oggi purtroppo non più presente online, che nei cuori di chi gli dedicò in tempi e modi diversi gran parte del proprio lavoro, penso abbia lasciato un segno indelebile. Alcune divergenze non consentirono la prosecuzione del progetto in completa armonia e, dopo qualche periodo di incertezza, gli editori si accordarono per chiuderlo. Peccato, non tutte le ciambelle riescono col buco. I più curiosi possono almeno vederne la primissima versione della homepage da qui.


WineNews e la nascita del web patinato

Tra il 2000 ed il 2001, si afferma sul web un nuovo giornale del vino, WineNews (qui è possibile vedere una delle prime versioni del sito). WineNews, curato da Alessandro Regoli e Irene Chiari (Toscana) è un magazine online di successo, curato nella grafica e nello stile. Nonostante ad alcuni - come al sottoscritto - possa talvolta ricordare più una bella vetrina per comunicati aziendali che una libera rivista d'informazione, è innegabile che abbia conquistato di fatto una fetta importante nel mondo dell'editoria del vino online e ritengo sia un protagonista con cui è comunque stimolante misurarsi anche per l'intraprendenza e la dinamicità dei suoi curatori.


Dal 2002 ai giorni nostri

Il 2002 è l'anno della nascita di Vinix, prima un'appendice di TigullioVino.it, poi motore di ricerca per professionisti del wine & food. Un sito fortemente orientato alla fornitura di servizi e visibilità online per l'operatore enogastronomico, che negli anni ha saputo trasformarsi e che proprio nel 2006 ha rivisto completamente il proprio impianto grafico e sta per proporre il primo esperimento di social network del vino.

Venerdì 29 aprile 2005 è una data che in questo percorso non posso tralasciare. Io come molti altri lettori, apprendo attonito la notizia che ufficializza l'uscita di Franco Ziliani dall'esperienza WineReport. E' una data storica per il web del vino perché coincide con la fine di un giornale, almeno per come tutti lo conoscevano prima dell'abbandono del giornalista di Bergamo. Un'uscita dal verificarsi della quale credo che WineReport non sia mai riuscito o forse non abbia avuto l'interesse o lo stimolo a riprendersi.


La blogosfera e i giorni nostri

Tra il 2004 e il 2005, si consolidano molte altre realtà editoriali sul web ma quella di gran lunga più interessante è rappresentata dal fenomeno blog. Tra le esperienze più significative della blogosfera del vino, voglio solo ricordare il Franco Tiratore, il blog di Franco Ziliani, poi trasformatosi in Vinoalvino; Aristide, uno dei primi wine blogger italiani (attivo da ottobre 2004) ed ottimamente condotta da Giampiero Nadali che in poco tempo è riuscito a trasformarlo in un blog di culto. Una lettura quotidiana imperdibile per appassionati e per addetti ai lavori.

E' invece della fine del 2005 il lancio del blog di TigullioVino.it con la nascita di altri blog satellite sul mondo del vino, fra cui già oggi, a distanza di pochi mesi dalla nascita, si è fatto strada VinoPigro, wine blog al femminile, curato da una collaboratrice storica (la prima in assoluto !) di TigullioVino.it, Elisabetta Tosi. Tutto il resto è presente.


Un augurio sincero a tutti voi per un Natale felice ed un 2007 prospero e ricco di soddisfazioni. Io il mio regalo l'ho già ricevuto visto che tra qualche mese diventerò papà ! Buon Anno !

16.12.06

Regalo inatteso : Google Picture Frame

Un regalo a natale fa sempre piacere, ancor più quando è inaspettato ed arriva da qualcuno al di là dell'oceano. Mercoledì mattina mi chiamano da Milano dicendomi che c'è un pacco per me da Google e mi chiedono conferma dei dati per la consegna. Resto in attesa ed il pacco arriva dopo due giorni. Pensavo al classico inutile gift natalizio, un piccolo pensiero che mamma Google ha probabilmente pensato per i suoi advertisers (quelli che comprano pubblicità) e per i suoi publisher (quelli che ospitano pubblicità) e invece...

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Già di fronte al pacco percepisci come non possa trattarsi di una cosa assolutamente banale. Una confezione del genere, con scatola in puro stile Google, deve senz'altro contenere qualcosa di interessante, penso. La curiosità è tale che non resisto ad aspettare il 24 sera (da quand'ero bambino i regali si aprono la notte della vigilia di Natale, ogni anno più tardi..) ed apro subito la confezione. In fondo non è un regalo canonico, questo è un gift aziendale, penso tra me e me, cercando inutilmente di placare il piccolo ma insidioso senso di colpa.

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La confezione contiene un piccolo "Google Picture Frame", una sorta di visualizzatore - cornice per immagini digitali che nel contempo fa anche da lettore mp3, lettore mp4, audio digital recorder, lettore sd e mm card (quelle piccole schedine che si utilizzano con i dispositivi portatili e servono a memorizzare informazioni, immagini, dati, suoni, filmati, ecc.), un trasformatore per la corrente con un adattatore che - da solo - vale il pacco. Hai presente quegli adattatori universali, che li metti a Londra, come a Boston come a Shanghai ? Insomma, quellolì. E ancora, un piccolo sostegno per il visualizzatore di immagini e - udite udite - le batterie !!!

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Quante volte davanti ad un piccolo nuovo regalo alle 3 di notte, sotto l'albero di Natale, vi siete trovati con il vostro dono elettrico - elettronico preferito, rigorosamente fornito senza pile e avete iniziato a smantellare casa per saccheggiare tutti i telecomandi o altri oggetti per i quali il fascino del primo minuto sia ormai tristemente affievolito con l'unico esistenziale obiettivo di dar vita al nuovo gioiello ? Io molte volte e di fatti non sono normale.

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Inutile dire che da piccolo tecno-geek davanti a diavolerie come queste, vado in brodo di giuggiole. Ora, sono stupidaggini, cose che dopo 10 minuti probabilmente sposti dalla scrivania perché ingombrano inutilmente, ma non è forse il marchio, l'azienda che per chi vive e lavora online è compagna più o meno fedele di ogni giorno dell'anno ? La mamma che decide buona parte della tua fortuna o sfortuna, l'amico o il nemico con cui devi per forza confrontarti giornalmente se vuoi sopravvivere in rete ? Bé, diciamo che se si vogliono far amare, i due ragazzi di Mountin View sanno sempre da che parte prenderti. Grazie Google !

13.12.06

VinoClic è partita

VinoClic, la concessionaria pubblicitaria esclusivamente rivolta al settore Wine & Food è partita. Lo so, probabilmente è un argomento - la pubblicità - che interessa pochi di voi ma non posso fare a meno di dedicare qualche parola a questo inizio "dei giochi" che ho fortemente voluto e che è costato molti sforzi, sacrifici e rinunce. Sono infatti convinto che fosse necessario dare un impulso serio e preciso al mercato pubblicitario online e visto che ognuno fa quel che può, ho pensato di fare la mia piccola parte in questo nostro settore del vino e del cibo che forse soffre, più di altri, una certa arretratezza tecnologica.

Perché VinoClic ?
L'ho scritto molte volte ma è fondamentale ribadirlo : gli editori online producono contenuti interessanti e meritano di avere sostegno per il loro impegno. L'unica fonte di sostegno possibile ad oggi conosciuta online, oltre alla donazione - in voga soprattutto nel settore open source ma pressoché sconosciuta in altri settori - è la pubblicità, in qualsiasi forma essa possa essere intesa. Da qui il progetto di riunire sotto un'unica "casa" un numero consistente di siti e blog italiani (in parte anche esteri) con l'intento di offrire all'inserzionista del cibo e del vino un'alternativa importante e seria rispetto alla carta stampata.

Oggi, a distanza di circa 2 mesi dal primo lancio della piattaforma e dopo aver stretto i denti, lottando contro il muro di gomma delle aziende che - ottusamente - nulla ne sanno e nulla ne vogliono sapere della pubblicità online, rinunciando quando è stato il caso ad inserzionisti appetitosi ma non in linea con il nostro concetto di crescita del network (qualitativa prima ancora che quantitativa), posso finalmente annunciare il lancio delle prime due campagne pubblicitarie che non potevano arrivare in momento migliore, proprio nell'imminenza delle feste natalizie. Mi riferisco alla campagna per Ateneo Impresa, nota Business School di Roma per la quale il network promuove l'iscrizione alle selezioni per il Master in Marketing, comunicazione ed enogastronomia ed alla campagna "Pasta e cinema" per il noto pastificio Garofalo di Gragnano (NA), già attive su tutti i siti del network e con le quali inauguriamo l'attività commerciale di VinoClic.

L'intento è di proseguire su questa linea, aumentando il numero di editori qualificati del network ed offrendo all'inserzionista o alla media agency un servizio (anche di consulenza) di alto profilo alla base del cui successo sta la scelta di rivolgersi unicamente al settore che si conosce da vicino.


Per informazioni su VinoClic :
Web : www.vinoclic.it
E-mail : info@vinoclic.it

07.12.06

I trucchetti della pubblicità online, se li conosci li eviti

Mi autocito, segnalando a tutti coloro che abbiano già iniziato ad investire in pubblicità online o stiano solo prendendo in esame la possibilità di farlo, questo articolo piuttosto tecnico ma di facile lettura, appena pubblicato sul blog di VinoClic, la neonata concessionaria di pubblicità online, specializzata nel settore Wine & Food.

05.12.06

Intervista a Ricci, un'occasione persa per fare chiarezza

Come promesso alcuni giorni fa, abbiamo appena pubblicato l'intervista a Franco Maria Ricci, Presidente Ais Lazio e Direttore di Bibenda. Peccato. Peccato perché a mio avviso Ricci ha perso un'altra delle molteplici occasioni che ha avuto - e non ha mai raccolto - di poter fare finalmente chiarezza sulle reali e concrete motivazioni che hanno portato all'esclusione dall'ottava edizione della Guida Duemilavini di numerose aziende, anche aziende premiate in precedenza. Chiarezza che non solo è dovuta alle aziende escluse dalla guida quanto - e soprattutto - ai soci Ais che credono nel lavoro dell'Associazione e desiderano che il prestigio e la credibilità della Guida Vini che li rappresenta non vengano in alcun modo intaccati.

Dell'intera intervista condotta da Alessandro Maurilli che affronta anche altri argomenti e che potete leggere in versione integrale su TigullioVino.it, ho voluto qui riproporvi alcuni specifici passaggi unitamente alle mie personalissime ed opinabili considerazioni, relativamente alle ormai ben note vicende già ampiamente affrontate qui, qui e qui.


Le commissioni d'assaggio di Duemilavini

In primo luogo, l'intervista mi è stata utile per sciogliere un dubbio che da sempre serbo relativamente alla composizione delle commissioni d'assaggio della Guida Duemilavini. Essendo la guida dell'Associazione Italiana Sommelier - almeno così si presenta - ho sempre ed erroneamente dato per scontato che le commissioni d'assaggio della Duemilavini fossero distribuite su tutto il territorio nazionale e che, per ciascuna regione, vi fosse un gruppo di sommelier della stessa regione preposto all'assaggio ed alla recensione delle campionature vini del proprio territorio. Almeno, questa è la soluzione che troverei più logica visto che sembra sensato supporre che i sommelier di una determinata regione, siano proabilmente più preparati e competenti sui vini e sui produttori della propria regione rispetto a quelli di un'altra regione. Dall'intervista emerge invece che "la commissione è composta da 75 sommelier dell'Ais Lazio perché è la regione dove è nata (la guida ndr) e perché sono appunto le persone che hanno contribuito al suo sviluppo". Punto.


La chiusura del Forum Ais

Tenevo molto a far luce sulla vicenda relativa alla soppressione del Forum Ufficiale dell'Associazione Italiana Sommelier ed è per questo che ho espressamente chiesto ad Alessandro di rivolgere a Ricci anche una domanda specifica sul tema, volta a chiarire i motivi della chiusura ti tale Forum. In fondo Ricci è membro del Consiglio Nazionale quindi, immaginavo, ne saprà certo più di noi. Mi sbagliavo di grosso. Alla richiesta delle motivazioni, Ricci ha tagliato corto con un "beh per quello non so, dovrebbe chiedere al Presidente dell'Ais perché io non c'entro niente".

Pazienza, nel frattempo segnalo a chi ancora non lo sapesse che esiste un nuovo Forum Ais, in teoria non ufficiale poiché privo della benedizione e del riconoscimento da parte dell'Associazione Italiana Sommelier ma in realtà luogo dove da diversi mesi si incontrano i medesimi sommelier che si incontravano prima sul Forum c.d. Ufficiale. Speriamo che il Presidente Medri prenda presto una posizione definitiva sul punto e illumini tutto il mondo del vino che naviga su web - non solo i soci dacché la fruizione del forum è interessante ed utile anche per gli altri appassionati - sui concreti motivi che stanno alla base della permanente chiusura.


L'esclusione delle aziende da Duemilavini, una scelta obbligata ?

Il punto centrale dell'intervista, tuttavia, rimane quello in cui chiediamo a Ricci i motivi che hanno portato all'esclusione di numerose aziende vinicole dalla Guida Duemilavini, alcune delle quali precedentemente premiate dalla stessa guida con 4 o addirittura 5 grappoli, un riconoscimento che la guida attribuisce solo ai vini migliori. Ebbene, in questo caso la risposta di Ricci è stata davvero sconcertante almeno per chi, come noi, credeva di aver ricostruito tutta la vicenda e di aver capito perfettamente come fossero andate le cose.

Avevamo infatti ormai dato per assodato che Ais e Bibenda fossero due realtà distinte (un'Associazione senza scopo di lucro la prima, un'editore privato la seconda), che la lettera inviata alle aziende della Guida per "sconsigliarle" di fare pubblicità su non meglio precisate riviste - lettera della quale abbiamo verificato l'effettivo invio telefonando direttamente a numerose aziende italiane - fosse un'iniziativa di Ais Roma - Bibenda, che l'Ais Nazionale, in tutto questo caos, c'entrasse poco o nulla. Ebbene, anche qui ci sbagliavamo di grosso. In effetti, pareva strano immaginare che tutto questo putiferio potesse essere generato da una sola - sia pur influente - persona ma la firma in fondo alla lettera inviata alle aziende parlava chiaro (Ais Roma, Bibenda). Come poter equivocare ?

Fortunatamente Ricci chiarisce : "Non è stata una scelta editoriale nata da Bibenda. E' stata una posizione presa dall'Associazione Italiana Sommelier. Scelta che io appoggio in pieno e sposo. Questa scelta è puramente legata alla deontologia della comunicazione (intendiamo la parola a 360 gradi). Noi nasciamo come un gruppo che interagisce e comunica in un certo modo al suo interno e all'esterno. Ci sono molti produttori che decidono di investire risorse per fare parlare bene dei loro prodotti. Noi non c'entriamo in questa logica. Non solo per quanto riguarda la rivista, o la guida, ma per tutto ciò che ha a che fare con la comunicazione del prodotto".

Maurilli a questo punto ferma Ricci e chiede come sia possibile che ciò valga anche per aziende che fino alla precedente edizione erano state premiate addirittura con i 5 grappoli. Pronta la risposta di Ricci : "abbiamo ritenuto evidentemente che quelle determinate aziende non rientrassero in questa nostra ottica e quindi non avremmo potuto comunicarle in maniera naturale. Questo per una deontologia che abbiamo da sempre. Ognuno poi è libero di fare ciò che vuole, ci mancherebbe".

Quindi, il dato di rilievo e che maggiormente colpisce - almeno il sottoscritto - è che tutto quanto è successo non è o non è soltanto una scelta editoriale di Bibenda Editore ma una vera e propria logica dell'Associazione Italiana Sommelier. E' sempre Ricci a sostenerlo nel corso dell'intervista "...noi ci siamo adeguati, io in particolare ho sposato in pieno la proposta, alla scelta dell'Associazione Italiana Sommelier di non dare spazio a quelle aziende che sono "fuori legge". Fuori legge perché la legge non prevede di pagare giornalisti per scrivere. Così la nostra logica è quella di proseguire in questa strada, comunicando cioè aziende "pure" che non siano state trattate in riviste o in altri spazi pubblicitari. Questo perché vogliamo comunicare il prodotto in maniera lineare, reale".

Faccio fatica a seguire il ragionamento di Ricci. Forse fa riferimento alla tecnica dei publiredazionali non adeguatamente segnalati ? Davvero, non è chiaro. Fosse anche, da qui a confondere questa pratica come una pratica illegale ce ne passa. Forse, la verità, è che i motivi veri che stanno alla base di questa epurazione non li sapremo mai. Ma come dice giustamente Ricci, oguno è libero di fare ciò che vuole e qui, se l'affermazione ha valore di reciprocità, siamo davvero d'accordo.

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