Pubblicità e pregiudizi. Fondati o infondati ?
So bene come funziona il mondo della pubblicità, specialmente quando questa si intreccia malamente con i contenuti, non già come publiredazionale esplicito, che almeno è evidente per il lettore, ma in modo più subdolo, in un articolo che di solito funge da merce di scambio per i soldi investiti in inserzioni. Tu dai qualcosa a me ed io faccio qualcosa per te, qualcosa di molto lontano - purtroppo - dal simpaticissimo "tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio" dell'ormai noto gruppo di comici sardi. Il desiderio, anzi l'esigenza di scrivere questo post, nasce a seguito di alcune polemiche sviluppatesi intorno all'ingresso di Luciano Pignataro all'interno del network pubblicitario VinoClic avanzate dal suo collaboratore (almeno fino a qualche tempo fa) Fabio Cimmino.
Ho sempre avuto grande ammirazione per Fabio, un po' perché da semplice appassionato quale era, ha saputo ritagliarsi, prima con WineReport, poi con altre collaborazione in rete fra cui quella con TigullioVino.it, per la rubrica Vini dal Centro Sud (da settembre affidata al bravo Ugo Baldassarre, per via della scelta di Fabio di abbandonare la rubrica per i molteplici impegni che lo vedevano coinvolto altrove), un po' perché attraverso i suoi scritti e le sue degustazioni, ha saputo raccontare e far conoscere a tanti lettori, eccellenti e poco conosciute realtà vitivinicole del meridione degne di nota, alcune delle quali sono poi entrate a far parte del nostro meeting annuale. Insomma, grande e immutato rispetto per lui e per quello che ha fatto per noi e per la rete in generale.
Di recente Fabio è intervenuto su questo blog per criticare aspramente la scelta di Luciano Pignataro di entrare a far parte del network VinoClic, un network che ho aperto nel novembre del 2006 e che si occupa di veicolare sul web pubblicità mirata di inserzionisti facenti parte esclusivamente del settore enogastronomico. Un network - questo forse lo sanno in meno - che si è dato al momento della sua costituzione, dei vincoli ben precisi per tutelare la libertà e la credibilità dei propri editori.
Tra i più significativi ricordo : la possibilità per gli editori di richiedere l'esclusione del proprio sito / blog da determinate campagne pubblicitarie - per es. alcuni editori non accettano sponsor vitivinicoli - l'attenzione con cui VinoClic seleziona i propri inserzionisti, la scelta della pubblicità tabellare (e solo quella) per slegare completamente la pubblicità dai contenuti, compresi i publiredazionali che, almeno per quanto riguarda l'attività di VinoClic, non sono nemmeno contemplati come mera possibilità.
Le critiche di Fabio, sia pur circoscritte alla scelta di Luciano Pignataro di passare da un sito sponsor free ad un sito con pubblicità, partono però a mio avviso da un presupposto vero in moltissimi casi ma del tutto falso nel caso nel caso di VinoClic. Di fondo, la preoccupazione è sempre quella : l'ingresso della pubblicità su questo o quel sito, ne comprometterà l'affidabilità, la credibilità, la libertà e l'indipendenza di giudizio ?
E allora voglio rivolgermi proprio a Fabio Cimmino ma con l'intento di rivolgermi a tutti coloro che siano diffidenti o, peggio, abbiano pregiudizi nei confronti di questo nostro progetto che tra i propri obiettivi fondamentali ha quello di fare formazione all'inserzionista prima di vendergli qualcosa e quello di rappresentare una rottura netta nei confronti di un sistema di pubblicità viscoso, misto e subdolo nei confronti dei lettori.
Il fine di questo post, al contrario di ciò che puoi pensare caro Fabio, non è di difendere Luciano Pignataro che è grande, grosso, vaccinato e certo in grado di difendersi - ce ne fosse bisogno - da solo. L'intento è un altro e ben più alto a mio avviso: il diritto di ognuno, di inserire pubblicità sul proprio sito, senza per questo essere denigrato o bollato come eretico, miscredente, corrotto, poco di buono o quanto di peggio possa venire in mente al crociato di turno. Pensate per un momento alle riviste cartacee. Quelle guadagnano sia dalla vendita in edicola (o per abbonamento) che dalla pubblicità tabellare o sotto forma di publiredazionale (salvo rarissimi casi tipo Porthos che, pensa te, fa parte del network per il sito internet, anche lui con vincoli strettissimi per i tipi di pubblicità ammessa). Su internet è diverso. Il sito non si vende. Al limite si vende la pubblicità, quando ci si riesce.
Il problema, caro Fabio, sono piuttosto i pregiudizi, le sentenze preconfezionate, gli estremismi, le caste chiuse, i settarismi, le divisioni tra buoni e cattivi, i predicatori. Francamente mi sono strarotto i garbasisi di queste insinuazioni striscianti - nemmeno poi tanto striscianti - secondo cui chi fa pubblicità è cattivo mentre chi non la fa (o dice di non farla) è bravo. Cerchiamo tutti di guardare un po' più in là del nostro naso, cerchiamo di capire due cose fondamentali :
1) che c'è chi ha impostato questo discorso in un modo etico e decoroso - non come keymart da tanto al mucchio - evitando di ospitare pubblicità di inserzionisti di cui deve parlare per lavoro e, nel caso, di mantenere la propria integrità comunque, verificalo tu stesso;
2) che c'è chi in rete lavora e campa, gente per cui internet non rappresenta un secondo lavoro, un hobby, una sola passione o un divertimento, un passatempo o uno sfogo personale. Un lavoro dico, quello con cui compri da mangiare e paghi i vestiti ai figli e un lavoro che io cerco di fare al meglio, nel rispetto dei miei editori e dei miei lettori, se possibile anche dei lettori degli altri.
Appurato il fatto che ogni singolo editore del network può stabilire di non accettare pubblicità da aziende vitivinicole, così come ha fatto Luciano, Aristide, Porthos, VinoPigro (per citarne alcuni) - andando più sul concreto, vorrei prendere in considerazione le campagne che ad oggi sono state ospitate dal network VinoClic per valutare insieme se possano essere campagne lesive del decoro, della credibilità, dell'affidabilità di uno o più siti del network medesimo.
Un master in enogastronomia
Un e-commerce di bistecche fiorentine toscane
Una cantina sociale
L'evento Naturalmente Vino
Un e-commerce di caffé pregiati
Un e-commerce di prodotti tipici lucani e campani
Un e-commerce e distributore di vini
L'area Vino di ebay
Il lancio del social network Vinix
Lo storico pastificio Garofalo
Uo studio di marketing enogastronomico
Un'azienda vitivinicola
e a breve stanno per partire altre campagne su :
Un film relativo ad amore, cucina e ristoranti
Un importante evento fieristico
Una nota guida ai vini
Ora, anche se tra queste attività pubblicitarie doveste trovare elementi in possibile conflitto d'interessi con i siti editori del network, vorrei che qualcuno mi indicasse, se lo trova, anche un solo articolo compiacente. E allora mi chiedo e vi chiedo, molte delle critiche e delle accuse che vengono spesso rivolte per partito preso ad iniziative legate alla pubblicità, non sono forse figlie di pregiudizi infondati ?
Commenti
Caro Filippo sei completamente fuori strada. Io non critico la pubblicità.
Ho criticato la scelta da parte di un sito e di un personaggio che da sempre si è fatto pubblico vanto di avere un sito sponsor free di aver scelto di aderire ad un network pubblicitario senza fra l'altro ritenere di doverlo comunicare preventivamente e non a posteriori ai propri lettori questa propria scelta.
Un scelta sponsor free motivata dallo stesso editore non solo da esigenze di indipendenza - che io non ho MAI messo in dubbio nè fatto insinuazioni alcuna come tu dici - ma di "leggibilità" che come ti ho già scritto nei miei post precedenti nulla hanno a che vedere con il contenuto stesso della pubblicità.
Se invece del tuo network pubblicitario fosse stato un altro ti assicuro che la mia critica sarebbe stata perfettamente la stessa.
Purtroppo non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Postato da : fabiocimmino | 02.09.07 17:42
Fabio il mio post risponde a te ma, come ho scritto, ne approfitta per affrontare l'argomento in senso ampio e si rivolge a molti, a tutti quelli che sparano sulla pubblicità a prescindere. E di insinuazioni striscianti - non necessariamente in quanto scrivi tu - ce ne sono per così. Quindi non sentirti direttamente coinvolto, ripeto, la tua critica è il pretesto e questo post è l'occasione per affrontare un tema, quello della pubblicità inserita in contesti editoriali, che mi sembra importante e degno di essere affrontato quanto più ampiamente possibile. Un caro saluto, Fil.
Postato da : Filippo Ronco | 02.09.07 17:57
Ho letto tutti gli interventi, anche quelli del post precedente. Filippo dice che la pubblicità di per sé non è cattiva, e chi la fa non è per forsa di cose un corrotto, Fabio Cimmino che dice a Filippo: "guarda che sbagli bersaglio, io non dico questo ma sollevo due obiezioni".
Prima obiezione: Pignataro si è sempre vantato di avere un sito sponsor free, e ora non lo è più
La seconda obiezione: doveva almeno avvertire preventivamente e non a posteriori i suoi lettori.
Ecco, mentre sulla prima non ho niente da obiettare a mia volta, non capisco la seconda. Che cosa cambia se l'ha fatto prima o dopo? In fin dei conti il blog non è a pagamento per i lettori, quindi se uno vede la pubblicità sullo stesso e non gli garba, per mille motivi, uno può semplicemente cliccare e uscire.
Mi sembra una differenza abbastanza sostanziale rispetto, che so, una rivista cartacea che sei abituato a comprare senza pubblicità e un giorno la trovi con la pubblicità senza che lo sapessi, però ormai hai pagato e in qualche modo ti senti gabbato.
Qui in internet tutti sono liberi di fare scelte a zero costo, ed è anche da questa gratuità che nasce l'esigenza della pubblicità. E' la pubblicità che rende gratuiti i contenuti. E a mio avviso della pubblicità non si deve aver paura. Io credo anzi che si debba convivere con indipendenza con la pubblicità, avendo il coraggio di essere liberi anche quando si prendono dei soldi. Anzi, con più coraggio in questo caso.
poi ci sarà chi sbragherà, chi farà la marchetta, ecc. Ma la libertà di ognuno di andare dove gli pare gratis è il più grosso deterrente verso chi prende delle deviazioni come queste, perché alla fine si vede, sempre. E perdere lettori in rete è ancora più facile che nell'editoria tradizionale, perché solo una cosa ti serve, che non puoi comprare, il rispetto di chi ti legge. E dipende da quello che uno dice o scrive, non da un banner o meno sul blog.
Secondo me.
Postato da : gianpaolo | 02.09.07 20:05
Io invece non capisco come non si possa tranquillamente cambiare opinione senza che salti su qualche Catone, su questioni NON di principio tipo l'indipendenza(che mi pare di aver capito non sono messe in discussione da nessuno, giusto?), ma addirittura estetico-formali come la "leggibilità" di un sito.
Luk
Postato da : Luca Risso | 02.09.07 20:58
Gianpaolo dice : "Io credo anzi che si debba convivere con indipendenza con la pubblicità, avendo il coraggio di essere liberi anche quando si prendono dei soldi. Anzi, con più coraggio in questo caso.
poi ci sarà chi sbragherà, chi farà la marchetta, ecc. Ma la libertà di ognuno di andare dove gli pare gratis è il più grosso deterrente verso chi prende delle deviazioni come queste, perché alla fine si vede, sempre".
Credo non potesse sintetizzare in modo migliore il mio sentire. La cosa triste è che ospitare pubblicità e restare indipendenti agli occhi di molti sembri impossibile. Comunque, hai ragione, alla fine chi legge decide e chi sbraga si vede, sempre.
Postato da : Filippo Ronco | 02.09.07 23:04
Recuperato dal cassetto antispam alle 15.24 (ndadmin)
____________________________________________
Ma quale Catone ?!
Io non demonizzo la pubblicità nè la facoltà di cambiare idea (che considero una qualità non un difetto)...
Se uno in passato avesse evitato comunicati trionfalistici vantandosi di essere sponsor free (http://www.lucianopignataro.it/articolo.php?pl=2990 "non siamo migliori siamo diversi" ed ancora http://www.lucianopignataro.it/articolo.php?pl=2681 "senza dipendere da alcuno in nessun modo" ...)
Per quanto riguarda la tua osservazione Giampaolo mi trovi perfettamente d'accordo. Però a questo punto, almeno io, avrei evitato anche l'intervento a posteriori.
Postato da : fabiocimmino | 03.09.07 06:46
Ho provato a rispondervi stamattina all'alba da casa ma un fantomatico filtro anti spam ha bloccato il mio post...
@LUke
ma quale Catone? Non ho mai demonizzato la pubblicità. Ci mancherebbe. Ammiro le persone che hanno la capacità di cambiare idea non quelle che lo fanno per opportunismo.
@Giampaolo
mi trovi perfettamente d'accordo cone. Solo che a mio parere se non era tenuto ad alcun comunicato preventivo, non era tenuto neanche a farlo a posteriori (mi sa, mi sa che intuendo i riferimenti al sottoscritto non abbia proprio resistito)
Postato da : fabiocimmino | 03.09.07 14:15
Fabio, il filtro non è fantomatico, è il mio filtro. Ogni messaggio contenente più di un link viene messo nella cartella spam. Hai fatto bene a dirmelo però perché l'ho subito ripescato e pubblicato poco sopra. Ciao, Fil.
Postato da : Filippo Ronco | 03.09.07 15:27
Cimmino ignora, o finge di ignorare visto che è nella mailing list, che attraverso l'ufficio stampa della Fabbrica dei Sapori è stata immediatamente diffusa a tutta la stampa, la notizia, ripresa in numerosi siti e agenzie, sulla introduzione di pubblicità. Che lo stesso ne ha dato notizia solo dopo che è stato perfezionato l'accordo con Vinoclic nel frattempo subentrato con qualche lentezza perché la decisione è coincisa in un periodo di ferie. Detto questo, qual è il problema? Perché dettare giudizi etici con questa violenza su una scelta condivisa da tutti?
Cosa c'è di male a sottolineare l'essere sponsor free e poi decidere di introdurre dei banner non condizionanti? Quale sarebbe l'opportunismo ammesso che Cimmino conosca il significato politico del termine?
Stupiscono e amareggiano gli insulti gratuiti, le pesanti offese personali, il tono rissoso che determinano l'imbarbarimento dei rapporti fra le persone. Il tutto reiterato in sei, dico sei, post.
A Cimmino è stato dato tutto lo spazio che ha voluto senza alcuna censura se non quella necessaria per evitare querele, anche contro i miei convincimenti come si può verificare in ogni momento perché la libertà è sempre il bene più prezioso da difendere, ci si è adoperati per fargli avere il tesserino di pubblicista che altri, a suo dire, non gli avevano consentito di prendere, gli si è corretto decine di volte pò in po' e introdotto talvolta l'uso del congiuntivo. Da giugno ha deciso unilateralmente di sospendere la collaborazione con il sito per problemi, a suo dire, legati al suo lavoro di venditore di stoffe al Cis di Nola. Non vedo perché dunque avrei dovuto renderlo partecipe di una decisione che non lo riguardava più.
A Napoli si dice: Core ingrato.
Postato da : luciano pignataro | 04.09.07 02:51
Ringrazio Luciano per questo suo post. Un occasione per tutti per poterlo conoscere meglio e capire veramente chi sia...
Cominciamo dalla fine.
1.0 Core ingrato. Ti sono sinceramente grato Luciano per avermi aiutato a diventare pubblicista. Sei, forse, tu che non conosci bene il significato della parola gratitudine e la confondi con qualcos altro. Gratitudine non significa tu dai una cosa a me, io do una cosa a te. Quest'ultimo fa parte di quei meccanismi politici che tu pensi io non conosca e che, invece, conosco benissimo, semplicemente non li pratico. La gratitudine non dovrebbe, poi, essere unidirezionale. Dimentichi che la mia collaborazione (gratuita) al tuo sito iniziò con la birra ed iniziai a scrivere di vino solo su tuo esplicito invito in occasione di un tuo brutto periodo di malattia. A Napoli, vale anche per te, si dice: Core ingrato.
2.0 Sponsor free ed opportunismo. Non pensavo che un personaggio ed un sito come il tuo avessero bisogno della pubblicità di Vino click per finanziare un progetto di traduzione in inglese. Nè che quest'ultimo fosse così fondamentale. Mie personali valutazioni. Tutto qui.
3.0 La mia decisione unilaterale (ci mancherebbe) di interrompere la mia collaborazione al tuo sito è stata resa necessaria da gravi quanto improvvisi problemi ed impegni di lavoro. Non solo. Ero stufo di collaborare con un personaggio presuntuoso, arrogante e provinciale (non perdi occasione per attaccare Napoli e Napoletani manco venissi da chissà dove...)
quale dimostri di essere anche in questa tua ultima uscita. Ci sono state, inoltre, scelte contenutistiche da me non condivise ed episodi che mi hanno disturbato durante le degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia.
4.0 Venditore di stoffe al Cis di Nola. Ecco la dimostrazione di quanto sopra. Già qualche tempo fa hai provato a zittire una giovane mamma e produttrice di vini della provincia irpina ed oggi ci riprovi con il sottoscritto tentando la crta dell'offendesa e provocando. Io sono ORGOGLIOSO di essere un venditore di stoffe. Nonostante mi sia laureato con 110 e lode in Economia (abbia avuto svariati riconoscimenti accademici ed abbia rinunciato volontariamente alla carriera universitaria) ho preferito raccogliere e continuare la tradizione di famiglia. Scherzi!. Mio padre è partito da poco più di dieci metri quadrati ed oggi ha creato una piccola impresa a vocazione internazionale. Lavoro onestamente e mi basta. Continuo a sbagliare i congiuntivi, gli accenti... Nessuno è perfetto. Ho fatto disperare prima Ziliani su Winereport, quindi Roberto su Lavinium, che ci vuoi fare a caval donato non si guarda in bocca!.
Qualche tempo fa qualcuno ti ha bruillantemente definito un giornalista che mira solo al potere e alla conservazione di uno stato di privilegio. Non ti si potrebbe descrivere meglio.
Postato da : fabiocimmino | 04.09.07 07:52
@ Fabio e Luciano
Da un lato mi fa piacere che abbiate trovato un momento di confronto - sia pur aspro - anche grazie a questo post. Certe volte ci sarebbe bisogno di un chiarimento e non si trova il modo per averlo. Meglio uno scontro che niente, meglio ancora se poi, dopo lo scontro, si riesce almeno a salutarsi quando ci si incontra per strada. Dall'altro lato mi spiace che si stia scendendo sul personale, non mi sembra il caso perché siete due persone in gamba e ben in grado di discutere senza attaccarsi con questo livore.
Postato da : Filippo Ronco | 04.09.07 08:57
@Filippo
Io non ero sceso sul personale.
Ho semplicemente risposto ad una attacco personale con la stessa moneta.
La mia famiglia svolge onoratamente l'attività tessile dal 1840.
Io sarò pure "un venditore di stoffe" ma mio padre è un imprenditore stimato.
Non permetto a nessuno di offendere il nostro duro lavoro portato avanti in un contesto difficile come quello meridionale .
Postato da : fabiocimmino | 04.09.07 09:44
@ Fabio
Io il livore l'ho colto da parte di entrambi ma nei toni più che altro. Non credo proprio che Luciano volesse attaccarti sul tipo di lavoro dai, è ridicolo pensarlo e non ne capirei davvero il senso dal momento che mi pare sia un lavoro come un altro, anzi, un lavoro imprenditoriale, quindi ancor più encomiabile. Mi sembra, piuttosto, che stesse spiegando le ragioni della tua uscita dal suo sito, che se non erro sono le stesse che hai indicato a me per l'interruzione della tua rubrica su tgv.
Postato da : Filippo Ronco | 04.09.07 09:55
Infatti Filippo non c'è alcuna, dico alcuna, intenzione di offendere una attività prestigiosa di famiglia.
Anche a me fa molto piacere questo chiarimento pubblico, appare evidente infatti che Fabio aveva maturato un livore inconscio contro di me e che ha trovato un pretesto per sfogarlo alla prima occasione che è riuscito a trovare per marcare le distanze. La mente umana resta sempre il viaggio più affascinante.
Postato da : Luciano Pignataro | 04.09.07 10:31
Bravo!.
Se avesse scritto "imprenditore al Cis di Nola" ti avrei dato ragione.
Purtroppo solo chi vive da queste parti può capire, invece, il sottile disprezzo malcelato dall'espressione che ha voluto usare lui.
Ti confermo che le ragioni sono le stesse che mi hanno indotto ha lasciare tgv con l'aggravante nel suo caso di alcune scelte nei contenuti del suo sito e relative all'ultima mia collaborazione alla guida Vini Buoni del Touring.
E speriamo di finirla qui.
Postato da : fabiocimmino | 04.09.07 10:35
Bravo anche a Luciano!
Ci tenevo amarcare le distanze tra il Luciano che eri e stimavo e quello che sei diventato.
La mente umana è molto meno affascinante di quanto uno possa pensare.
Postato da : fabiocimmino | 04.09.07 11:41
Scusate ma, da semplice lettore ... rimango un pò stranito.
Ferme restando le opinioni di tutti in merito alla pubblicità, mi chiedo se è cosa utile scannarsi così sul web, incuranti del pubblico ludibrio.
Non credo che nessuno dei due se ne avvantaggi. Forse i vs. reciproci concorrenti, quelli si se la staranno ridendo.
Siete dei giornalisti, dei professionisti, non credo che abbiate bisogno di giustificarvi.
Saranno i fatti a dirci la differenza. Lo stile.
Certo è che a sentirsi disprezzati, in maniera più o meno velata, non facciamo mai l'abitudine.
Per non dire delle uscite pseudorazziste ...
Insomma, così non se ne esce.
Abbiamo voglia di leggervi per altro, non per questo.
E vi aspettiamo ... ;o)
Postato da : Pierpaolo | 04.09.07 19:22
Hai ragione Pierpaolo chiedo scusa a te e agli altri lettori.
Purtroppo mi sono sentito chiamare in causa dal post di Filippo e non ho resistito.
Postato da : fabiocimmino | 04.09.07 19:55
@@Non ho mai riso tanto in vita mia come questa volta..una vera arena mediatica. Marysol
Postato da : Marysol | 04.09.07 20:30
@MarysolA
...beh, almeno qualcuno/a si è divertito/a
Postato da : fabiocimmino | 05.09.07 07:54
Figurati Fabio, non c'è di che ... tutti noi quando ci troviamo in certe condizioni perdiamo un pò il controllo ... è cosa normale.
Riguardo invece a chi va e a chi viene, in un progetto, mi piace ricordare Musil: nella vita non si edifica niente senza togliere le pietre altrove.
Ogni novità che rompe gli schemi costituiti viene vissuta come come un tradimento, sia dal tradito che dal traditore.
Eppure il tradimento non è solo negativo, ha in sè una forza rigenerativa e sopratutto "rivelatrice".
Non diciamo ad esempio che "lo sguardo di quella persona tradisce e quindi "rivela" la sua emozione?
Io penso che il senso di tradimento che hai provato deve significare altro oltre il dispiacere, deve darti una indicazione, deve rivelarti qualcosa, qualcosa che potrà servirti oltre che per leggere i fatti a te esterni anche quelli a te più intimi.
Mi fermo qui sennò diventa lunga ...;o)
A presto e buon lavoro, la vita ci riserva sempre nuove occasioni, a volerle cogliere.
E sopratutto a volte è meglio essere soli piuttosto che con qualcuno col quale ci sentiamo male accompagnati.
Con sincera stima.
Pierpaolo
Postato da : Pierpaolo | 05.09.07 10:01
Ho letto con interesse lo scambio di " battute " un pò pesanti tra due persone adulte, amanti del vino e soprattutto scrittori. Credo che certe beghe sarebbe meglio sbrigarle in email private.
Per quanto riguarda la pubblicità credo che ogni gestore di sito internet, abbia il diritto sacrosanto di fare come meglio crede, solo i lettori saranno i giudici inapellabili, per capire e giudicare.
Personalmente ho un sito internet che porto avanti da un anno e mezzo, da solo, senza aiuti esterni. Mi comporta spese, tempo e sacrifici, ed allora qualcuno si chiederà : perchè lo fai ? Rispondo : perchè mi piace scrivere di vini e portare a conoscenza di chi mi legge, le emozioni, le sensazioni che provo quando degusto nuovi vini, durante manifestazioni di settore alle quali sono chiamato, anche grazie al sito.
Poi ho previsto , dopo averne provato personalmente i prodotti,per le aziende migliori la possibilità di sponsorizzarsi sul mio sito. Unica condizione imprescindibile ed irrununciabile che i prodotti di quell'azienda mi siano piaciuti e siano di qualità, in quanto il mio obiettivo è che, quando un lettore clicca sul logo di una azienda, e nel caso ne volesse assaggiare i prodotti, deve essere certo che siano di buona qualità, in quanto è la mia persona che lo garantisce. Mai, e ripeto, Mai potrei inserire il logo di una azienda i cui vini ( parlando di vini ) non mi siano piaciuti : questo vorrebbe dire fare le marchette secondo me.
Ci sono già alcuni colleghi che si sono venduti l'anima al diavolo, che fino a pochi mesi fà criticavano aspramente, ed ora perchè ne hanno ottenuto una collaborazione a pagamento, ci vogliono far credere che quel diavolo è diventato un angelo.
Per concludere e tornare alla disputa su questo post, devo dire di non conoscere personalmente i due attori, ma di Luciano che ho conosciuto solo in email, posso dire di avere trovato una persona gentile e disponibile, e parlando con i colleghi ( che poi alla fine chi si occupa solo di vino in Italia , non siamo piu' di 25/30 e quindi ci conosciamo un po tutti )me lo hanno descritto come una persona cordiale e preparata. Di Fabio non posso dire alcunchè, in quanto non ho mai avuto modo di incontrarlo, nemmeno in email.
Spero in un chiarimento privato, perchè ormai di battibecchi tra colleghi, in internet c'è ne sono anche troppi, quando invece sarebbe utile per tutti, convogliare le proprie energie per temi molto piu' importanti ed utili al mondo del vino.
Qualche esempio :
l'obbligo di indicare il contenuto di SO2 nell'etichetta;
l'obbligo di indicare per tutti i vini, prodotti con i chips, anche quelli importati, la dicitura in etichetta; ecc.
un cordiale saluto
Roberto Gatti
Postato da : roberto gatti | 08.09.07 08:20
@tutti ) invece questo commento di Mr. Gatti mi ha fatto fare una ricerca tra siti, giornali on line e magazine di cibo e vino. Praticamente, fatta qualche eccez. ci sono sempre i soliti collaboratori e giornalisti che si dividono tra i soliti siti quali Tigullio, Lavinium, Acquabuona, Vinit e tanti altri. Mi chiedo perchè, boh..ci sono sempre le solite cose scritte?
Marysol
Postato da : Marysol | 09.09.07 18:01
@tutti ) invece questo commento di Mr. Gatti mi ha fatto fare una ricerca tra siti, giornali on line e magazine di cibo e vino. Praticamente, fatta qualche eccez. ci sono sempre i soliti collaboratori e giornalisti che si dividono tra i soliti siti quali Tigullio, Lavinium, Acquabuona, Vinit e tanti altri. Mi chiedo perchè, boh..ci sono sempre le solite cose scritte?
Marysol
Postato da : Marysol | 09.09.07 18:03
Sarai la benvenuta, cara Marysol se vorrai unirti alla nostra " schiera ", specialmente se porterai " cose nuove ".
Qualcosa di vero però c'è anche nella tua osservazione, ma sai , quando si scrive prevalentemente di vino, come faccio pure io da alcuni anni ( ma che coltivo questa passione è ormai una vita...)è abbastanza difficile trovare " cose nuove ", non credi ?
Ogni tuo contributo nuovo ed originale lo pubblicherò molto volentieri sul mio sito, cosi' come faccio ogni tanto quando qualche lettore mi scrive.
Ciao e buona serata
Mr. Gatti Roberto
P.S. ) Ma tu sei italiana ? il nome mi sembra venga da lontano o sbaglio ?
Postato da : roberto gatti | 10.09.07 17:53
Sono Irlandese in Italia da qualche anno
Postato da : Marysol | 10.09.07 19:51
La mia proposta di unirti a noi " scribacchini del vino " rimane sempre valida.
Con cordialità
Roberto Gatti
Postato da : roberto gatti | 11.09.07 07:42
Luciano Pignataro si conferma un vero signore.
Postato da : Tommaso Farina | 17.10.07 20:00
Chiedo scusa se posto qui,
ma potete consigliarmi per una nuova community? Ne ho viste moltissime, ma niente di piacevole
Postato da : Incontri Gratis_X | 10.07.09 12:38