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29.10.07

Buttate via i vecchi telefoni, arriva Skypephone

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Non sto nella pelle, è ufficiale, Skype e Tre si sono accordati, da lunedì prossimo se non prima sarà possibile acquistare il nuovo telefono online e nei negozi di Tre con supporto nativo per Skype. Cosa vuole dire ? Vuol dire che c'è una rivoluzione in atto che Tre continua a rivelarsi l'operatore più attento al traffico dati piuttosto che voce (il futuro, per intenderci), che Skype allargherà ulteriormente il proprio bacino di utenza e che tutti ma proprio tutti noi saremo molto più felici. Già perché con il nuovo skypephone sarà possibile chiamare gratuitamente da skype a skype, proprio così come è possibile fare adesso con il pc con una limitazione che mi sembra più che accettabile: 10 ore di traffico telefonico verso utenti skype e 600 messaggi di testo. In pratica regali uno skypephone ai tuoi e smetti di pagare il telefono, da domani. Se poi sei in zona non coperta skype smette di funzionare e non rischi di andare in roaming e per tutti quelli che ancora non usano skype puoi sempre usare un piano tariffario di Tre per fare chiamate tradizionali.

Per completezza, qui di seguito incollo le due clausole vessarorie per l'utente, rognose certo ma trascurabili considerato il vantaggio finale, almeno per chi, come me, lavora 16 ore al giorno su internet anche in mobilità. In sostanza, Tre ti chiede almeno 10 euro al mese per 23 o 30 mesi, a seconda che tu scelga un abbonamento o una ricaricabile e se non li spendi te li prende lo stesso se ho ben capito. Quindi pagato lo scotto di 300 euro al massimo in 2 anni e mezzo circa, non se ne parla più, nemmeno più i 10 euro di canone fissi obbligatori (sempre se ho ben interpretato quanto qui sotto riportato) :

[1]Offerta valida fino al 28 gennaio 2008, salvo esaurimento scorte e non cumulabile con altre in corso. Il videofonino® funziona solo con USIM di 3. L’offerta non è attivabile con il Piano Zero 3. Tutti i Piani prevedono il pagamento con Carta di Credito o RID, un impegno minimo di 23 mesi per i Piani Abbonamento o di 30 mesi per i Piani Ricaricabili ed un addebito dei costi in caso di recesso anticipato. Il videofonino® viene consegnato in comodato d’uso gratuito con quota di attivazione una tantum. Scegliendo una Ricaricabile, durante i 30 mesi di impegno minimo si dovrà effettuare una Ricarica mensile di importo non inferiore a 10€. Nel caso si effettui una Ricarica di importo inferiore a quello previsto, 3 provvederà ad addebitare su Carta di Credito o RID la differenza.

[2]Fino ad un massimo di 10 ore di chiamate Skype e 600 messaggi chat verso tutti gli utenti Skype al giorno. Superata la soglia giornaliera, sarà possibile continuare a chiamare i contatti Skype, in Italia sotto copertura 3 e all'estero sotto copertura di un operatore del Gruppo 3 (3 Svezia, 3 UK, 3 Austria, 3 Danimarca, 3 Australia, 3 Hong Kong, 3 Irlanda) al costo di 15 cent.€/minuto (tariffazione al secondo). Il conteggio dei minuti Skype ha inizio dal momento in cui viene premuto il tasto invio della chiamata attraverso l'applicativo Skype. Superata la soglia giornaliera, sarà possibile continuare a ricevere gratuitamente chiamate Skype in Italia. Per le chiamate Skype ricevute all'estero sotto copertura di un operatore del Gruppo 3 è previsto un addebito di 0,288€ alla risposta. Il traffico voce e dati dell'applicativo Skype utilizzato all'estero sotto copertura di un operatore diverso da quelli appartenenti al Gruppo 3, verrà tariffato secondo il Piano Tariffario sottoscritto. È possibile l'addebito degli importi relativi al traffico dati scambiato per la connessione in rete anche senza che vengano effettuate o ricevute chiamate. Il videofonino® può essere utilizzato solo con l’USIM di 3 abbinata.

26.10.07

Autocertificazione

Parte, direttamente dalla volontà di alcuni vignaioli, un progetto di autocertificazione relativo alle attività condotte in vigneto e in cantina. Un'operazione di trasparenza nei confronti del consumatore - in particolare del meno esperto - che non è sufficientemente tutelato da parte di disciplinari e normativa sulle indicazioni obbligatorie e facoltative in etichetta.

La discussione iniziale
Il progetto operativo

24.10.07

Levi-Prodi: un nuovo comma, tutto da capire

Arriva da Levi la proposta di un comma aggiuntivo per il ddl di cui si è molto parlato negli ultimi giorni (almeno sui canali di informazione via web). Il comma aggiuntivo - ha spiegato Levi - dice che sono esclusi dall'obbligo di iscrivere al Roc i soggetti che accedono o operano su internet per prodotti o siti ad uso personale e non ad uso collettivo. Il sottosegretario ha ulteriormente specificato : "Vuol dire che sono esclusi i blog che non rientrano in questo comma teso a ridefinire le responsabilità di chi opera su internet".

Tutto risolto quindi ? Fine della questione ?
A me non sembra proprio. Da un lato perché i blog rappresentano soltanto *una* delle infinite espressioni in cui si estrinseca il mondo dell'editoria online e del web in generale (pensate per esempio al settore dei social network, dei newsgroup, dei siti con sistema di gestione del contenuto con o senza commenti...), dall'altro perché nel contempo mi sembra davvero difficile riuscire a far sottostare all'interpretazione di Levi quei blog che per notorietà, diffusione e traffico sono in grado di aggregare migliaia e migliaia di persone. E poi, che vuol dire "ad uso personale" o "collettivo", qualsiasi sito, su web, è potenzialmente ad uso collettivo, nel senso che può essere fruito da chiunque (salvo specifiche aree protette da password, ma non è questo il caso).

Cosa vogliamo fare, regolamentare il web ? E' questo l'obiettivo finale ? Impossibile. Impossibile regolamentare una cosa in continua evoluzione ed impossibile, soprattutto, regolamentarla a livello nazionale dal momento che proprio in quanto rete, le regole - se esistono - devono essere comuni a livello planetario per non innescare discriminazioni o problemi di mancata neutrality (si pensi per esempio al problema della censura in Cina). Ha poco senso, quindi, distinguere l'operatività della norma per etichette (blog o non blog, personale o impersonale) dal momento che in rete ogni "pezzo" si integra all'altro senza particolare soluzione di continuità attraverso i link, rimandi, connessioni di ogni genere e non è possibile, salvo comprometterne pesantemente le dinamiche, frapporre paletti qua e là in base a categorie precostituite a tavolino.

L'archivio globale dei siti italiani tra l'altro, a ben guardare, già esiste e vi si può risalire attraverso l'attività del NIC italiano (Network Information Center) che gestisce ed archivia l'assegnazione dei nomi a dominio. Si tratta ad ogni modo di una problematica estremamente complessa e delicata che non può essere gestita così, "all'acqua di rose" dall'oggi al domani e senza una riflessione che coinvolga a livello sovranazionale, un gruppo il più rappresentativo possibile degli interessi / diritti in gioco.

Autocertificare il proprio vino

Di tanto in tanto riemerge viva la discussione intorno all'efficacia del sistema delle denominazioni in Italia e, collateralmente, quella relativa alle indicazioni obbligatorie, facoltative, vietate sull'etichetta dei vini. C'è gran fermento di iniziative private, proposte di autocertificazione più o meno riuscite, c'è il desiderio, da parte di un certo tipo di produttore di vino, di segnalare al consumatore in modo trasparente quello che usa o non usa in vigna o in fase di vinificazione. Oltre all'iniziativa Chipsfree che sia pur a rilento prosegue incessante nella sua attività di "garante" per aziende autocertificate chipsfree (senza utilizzo di trucioli nel vino), vorrei portare all'attenzione di voi tutti questo bel post di un vignaiolo del Tortonese che ad oggi ha raccolto già più di sessanta commenti.

Stato di diritto

Quello che sta accadendo oggi in Italia è di una gravità tale che è quasi imbarazzante pensare di doversi schierare tra chi è favorevole o contrario. Ricordo durante i miei viaggi all'estero negli anni 80/90 come la presa per il culo "italiano pizza, spaghetti mandolino" fosse sempre dietro l'angolo, oggi nemmeno la pizza è più nostra, il che è tutto dire. Come dice bene Salvatore Borsellino, fratello di uno degli ultimi eroi dello Stato Italiano, siamo di fronte al venir meno dello Stato di Diritto. Uno stato, l'Italia, dove è possibile fare quello che ha fatto Mastella senza dimettersi o far cadere il governo. Temo che non ci sia più granché speranza.

20.10.07

Lasciateci lavorare

Si deve a Valentino Spataro di Civile.it (il video qui sopra è suo), la "scoperta" del disegno di legge pubblicato vicino a ferragosto che obbligherebbe qualsiasi attività editoriale, dovesse essere approvato, all'iscrizione al ROC, il Registro degli Operatori della Comunicazione, con relative responsabilità ed incombenze burocratico / amministrative.

Se ne sono occupate diffusamente numerose fonti d'informazione Valentino Spataro sul suo sito, così come Punto Informatico, Grillo, La Repubblica e Masternewmedia.org - e chissà quanti altri. Mi limito quindi ad aggiungere solo un piccolo aneddoto.

Tempo fa fui querelato da un ristoratore veneto per una recensione di ristorante pubblicata nell'area recensioni ristoranti dei lettori di TigullioVino.it, una recensione tra l'altro che nulla aveva a che fare con l'attività editoriale di TigullioVino.it perchè rientrante tra quei contributi liberi dei lettori e quindi non espressione del lavoro della nostra redazione. Querelato quindi, solo per il fatto di essere l'editore di un sito.

Non entro nel merito della questione ma se quello è un caso limite, pare emerga chiaramente come la normativa esistente sia più che sufficiente per tutelare chiunque dovesse in qualche modo sentirsi leso nei propri diritti a causa dell'attività editoriale altrui. Sembra allora che questo disegno anti libertà del web abbia altre e meno chiare finalità non essendo di alcuna utilità pratica. Un effetto immediato e certo della legge, se venisse approvata, sarebbe quello di rendere estremamente più difficile e buracratica la libera espressione sulla rete.

Il fatto è che internet è e resta l'ultimo luogo dove ogni individuo è libero di esprimersi quando, come e quanto vuole in modo semplice, senza vincoli o filtri e, soprattutto, con le medesime opportunità di chiunque altro, alla pari. E' un bene troppo prezioso, unico, inestimabile che va quindi preservato a costo di qualche filmino pedopornografico e di qualche disabile canzonato dai compagni deficenti. Qualsiasi esigenza di regolamentazione è a mio avviso destinata a fallire, proprio per come è concepita e strutturata la rete. Quello che viene chiuso riapre altrove e via dicendo. Sicuramente non si possono applicare alla rete modelli propri di altri settori.

Penso al v-day di Grillo ed al numero di persone che è riuscito a coinvolgere in tutta Italia. Ha avuto una mano dalla rete, certo, ma il grosso l'ha fatto da solo. Se questa legge dovesse passare in parlamento, il numero di manifestanti e di voci "contro" potrebbe essere tale da far impallidire non solo Grillo ma anche lo stesso Governo.

18.10.07

Piccole soddisfazioni

Non ci credo: vignaioli che discutono insieme amabilmente su internet ? Che ci si stia allontanando, piano piano, dalla fase di rigetto ?

17.10.07

I vincitori del concorso fotografico sulla Vendemmia 2007

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Sono stati scelti da una giuria di tre persone (Massimo Bernardi, Gianni Camocardi e Sigrid Verbert) i vincitori della Prima Edizione del Concorso fotografico amatoriale sulla vendemmia 2007 organizzato da Vinix con la collaborazione dello sponsor Buoniatavola.it che ha messo in palio premi in formaggi campani e lucani. Quasi 450 foto raccolte in ben 37 album fotografici (con relativi slideshow) per altrettanti partecipanti al concorso. Rimando direttamente al post che ho pubblicato oggi su vinix. Un bell'esempio di web partecipato. Adesso sotto con i suggerimenti per il prossimo contest.

16.10.07

Precisazioni

Leggo oggi sul blog di Ziliani :

Devo dire di trovare molto divertente, ma soprattutto molto istruttiva, la campagna di web advertising dell’ultima trovata del teorico del vino frutto.. che frutta, ovvero “il vino del giorno” ospitato sul “portale sul vino più ricco del mondo”, affidata nientemeno che ad un gruppo di blogger, del vino e del cibo, che sui loro spazi, che teoricamente dovrebbero essere dedicati all’espressione di un indipendenza e di un’originalità di pensiero, sul vino, magari anche sulle guide e sui loro triti vaticini, sono arrivati nientemeno che a pubblicizzare, mediante un classico banner in bella mostra, il più istituzionale e furbo dei comunicatori sul vino. Come direbbe Di Pietro, ma che c’azzecca? Niente, è solo pubblicità, pardon, web advertising, alla faccia della coerenza…

Rispetto anche se non condivido il testo di Franco Ziliani anche se credo che per il lettore che ama la chiarezza e la trasparenza siano necessarie alcune precisazioni.

1) La campagna pubblicitaria "Il vino del giorno" di LM Srl è affidata alla concessionaria di pubblicità online VinoClic non a un "gruppo di blogger".

2) La distribuzione di pubblicità è relegata esclusivamente a spazi c.d. tabellari e quindi facilmente individuabile dal lettore e senza alcuna commistione con i contenuti

3) Nessun blogger che ospita la campagna ha mai scritto publiredazionali connessi alla campagna in corso e nei rari casi in cui si è fatto riferimento all'inserzionista, non è certo stato tradito lo spirito di indipendenza e trasparenza di chi se ne è occupato. Si legga per esempio questo articolo (critico nei conronti di Maroni) di Giampiero Nadali

4) Da contratto publisher VinoClic, ogni editore è libero di NON ospitare una campagna non gradita


Non comprendo quindi l'accenno alla mancanza di coerenza attribuito a chi sta ospitando la campagna. Mancata coerenza vi sarebbe stata, per esempio, se dopo aver dedicato tempo e spazio per criticare le epurazioni di Bibenda e co. avessimo ospitato la pubblicità della guida Duemilavini. Sembra piuttosto che questi attacchi, reiterati, siano piuttosto volti a gettare discredito su un lavoro che mi sembra invece condotto in totale trasparenza e alla luce del sole.

12.10.07

Ma mi Facci il piacere...

Lo so, un altro post che non c'entra una mazza col vino, ma che ci vuoi fare sono in semi-astinenza obbligata ancora per un po', è logico che sia più attento al resto. Bene, secondo Facci - "io conosco bene la rete" ha asserito di recente al vespa show - "la rete non esiste" e se esiste è comunque qualcosa di negativo a giudicare da come viene descritta in questo video. Ancor peggio di Facci però, si esprime Vespa nei confronti di Di Pietro : un'aria di sufficienza e pressapochismo che hanno dell'incredibile. Come sempre, non c'è molto da stupirsi, si tratta di giudizi o meglio, pre-giudizi, basati sull'ignoranza (in senso latino) del mezzo.



Perché non si misura, Vespa, con una puntata seria sul web ?

Wi-Max: eppur si muove !

Il Wi-max ha potenzialità notevoli, consente connessioni ad alta velocità fino a 74 mega ed ha un raggio di applicazione molto più ampio del Wi-fi, per alcune decine di chilometri fino a 50". Lo ha detto il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, presentando a Roma la gara per l'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze nella banda 3.4-3.6 Ghz (banda 3.5 Ghz). Il ministro ha precisato che la base d'asta sarà di 45 milioni di euro per le 35 licenze Wi-max in gara dalla prossima settimana.

Insomma, pare che finalmente ci siamo.
La gara al wi-max è finalmente aperta e a goderne saranno anche tutti quei vignaioli che oggi si trovano ancora in condizioni di pieno digital divide.

La Gara assegnerà 14 licenze in 7 macroaree, due licenze per ciascuna macroarea:

Lombardia-Bolzano-Trento;
Valle d'Aosta-Piemonte -Liguria-Toscana;
Friuli Venezia Giulia-Veneto-Emilia Romagna- Marche;
Umbria-Lazio-Abruzzo-Molise;
Campania-Puglia-Basilicata- Calabria;
Sicilia; Sardegna

con la condizione che ad un singolo soggetto possa essere assegnato un singolo diritto d'uso per macroregione. Le altre 21 licenze saranno invece a carattere regionale e saranno "prioritariamente" riservate a concorrenti che non dispongono già di licenze umts. Questo mi sembra lasci aperta la strada anche alle big telco.

Ad ogni modo, quel che più importa, è che i lavori sono finalmente iniziati e che l'apertura delle buste dovrebbe verificarsi intorno alla fine di gennaio. Immaginate, portabilità totale della rete. Il sogno di ogni geek certo, ma anche di ogni persona che fino ad oggi vive in zone non coperte dal cablaggio adsl. Che vi devo dire, speriamo.


[La Repubblica.it]

08.10.07

Piacevolmente attonito di fronte a un vignaiolo nudo

Quando passi buona parte del tuo tempo - da diversi anni - a cercare di fare un po' di formazione su cosa sia internet, su cosa ci si potrebbe fare e come, restando ogni volta irrimediabilmente frustrato dalla stragrande maggioranza di quello che ti accade attorno, resti piacevolmente attonito di fronte ad un vignaiolo nudo.

03.10.07

Duemilavini, a volte ritornano..

Sarebbe un errore sparare a zero su un lavoro nel suo complesso solo perché alcune parti di esso suscitano quantomento perplessità. Immagino ci siano numerosi sommelier che lavorano con passione e perizia a questo progetto. Però...ricordate quando l'anno scorso sparirono di colpo alcune aziende dalla Guida Duemilavini ? Ecco, a volte ritornano e in pompa magna, si direbbe, a giudicare dal massimo riconoscimento ottenuto con questa nuova edizione. Dentro e fuori, dentro e fuori, hop, avanti un altro, gira la ruota! E' accaduto per esempio a Firriato (5 grappoli 2008 al Camelot 2005), Ciacci Piccolomini d’Aragona (5 grappoli 2008 al Brunello di Montalcino Vigna di Pianrosso S. Caterina d’Oro Riserva 2001), Fattoria Castellina (5 grappoli 2008 al Daino Bianco 2005) che da assenti nella guida 2007, diventano eccellenze premiate nell'edizione 2008. Delle due l'una, o queste aziende cambiano radicalmente il modo di produrre vino da un anno all'altro, tanto da meritare non solo l'ingresso in guida al posto dell'uscita ma il massimo riconoscimento al posto del silenzio e dell'oblio, oppure c'è da interrogarsi sulle ripercussioni che cose (mastrussi si dice in genovese) di questo tipo possono portare alla credibilità di un lavoro, ahimè, nel suo insieme. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano, prima di tutto, i destinatari diretti della guida, i sommelier.

02.10.07

Di ritorno da San Patrignano

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Non è andata male a Squisito !
Nonostante le scaramucce tra food blogger pre-evento, direi che almeno la giornata del sabato - quella a cui ho partecipato io - si è svolta all'insegna del fair play e del divertimento. Tutti seduti accanto, "famosi" e "non famosi" - come nell'isola - per chiacchierare di cibi e di vini in assoluto disimpegno e convivialità. Davvero ben curato lo spazio interviste a cura di Pietro Pompili, Paolo Marchi, Luciano Pignataro, Gabriele Zanatta, Luigi Cremona e Lorenza Vitali (chiedo scusa se dimentico qualcuno). Di certo Mucca - questo il bovino soprannome dell'eccentrico patron di ristorante - non è sempre il massimo quanto a tatto quando scrive online ma, microfono alla mano, ha dimostrato di saperci fare (sinceramente emozionato durante l'intervista con Fiammetta Fadda). Serio anche il momento relativo alla scelta dei vincitori del premio dei blogger 2007, un'ora abbondante di consultazioni tra tutti i membri della giuria, alla luce - anche - delle indicazioni fornite dai lettori tramite il voto online.

C'è una cosa che mi colpisce ogni volta che torno a San Patrignano : prova a chiedere, per esempio, quanto dista Riccione da Sanpa (una decina di km occhio e croce, forse meno). I ragazzi che stanno lì - magari da molto - non ti sanno rispondere. E' normale, non se ne vanno a spasso ma è un "dettaglio" che ogni volta ti sfugge tanto è eficiente e ben congeniata la macchina organizzativa. Nota negativa : anche quest'anno, specchio forse di quanto accade online, si conferma l'assoluta preponderanza dell'area food sull'area vino quanto a numero di persone e blogger coinvolti. Nota positiva : alla blog cena abbiamo raccolto un migliaio di euro che sono stati immediatamente devoluti alla comunità.

Ho fatto pochi scatti radunati in questo slideshow di blog cafè su vinix.

Zago, nuove forme del vino

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Vino in bric ? Naa, l'ultima trovata è Zago, il vino in calice (di pet), da asporto. Mi astengo dal giudicare il contenuto - devo ancora organizzare quella benedetta "orizzontale" tra vini in bric, ora che ci penso ! - anche se il titolare, che mi ha contattato per promuovere il prodotto, mi ha garantito che è di ottima qualità, solo vini friulani provenienti dalla zona del Collio Goriziano. Per il vino non so ma per la promozione ho suggerito che probabilmente, come dire, i lettori di TigullioVino.it e degli altri editori di VinoClic, non sono forse i destinatari migliori per questo tipo di prodotto. Comunque, quando qualcuno lo dovesse trovare in giro - non penso sia già in commercio - e per avventura dovesse assaggiarlo, potrebbe riportare qui le sue impressioni. Vedi mai che passiamo per prevenuti: il costo, pare sarà di poco sotto ai 10 euro per una confezione da 4 calici per un tot. di 750 ml, il che lascia almeno spazio al dubbio che possa trattarsi di qualcosa di meglio del "vino" da 1,25 euro allo scaffale della gdo.

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