Vin de merde
"Un ristoratore francese chiama Vin de merde il suo vino. Risultato: 5.000 bottiglie vendute in pochi giorni e un clamore mediatico mondiale". Letto pochi istanti fa su Focus Wine. Si sa, il francese fa chic ma, ehm, non so che dire :-)
« Agosto 2008 | Main | Ottobre 2008 »
"Un ristoratore francese chiama Vin de merde il suo vino. Risultato: 5.000 bottiglie vendute in pochi giorni e un clamore mediatico mondiale". Letto pochi istanti fa su Focus Wine. Si sa, il francese fa chic ma, ehm, non so che dire :-)

In rete ci sono alcuni produttori di vino dotati di un gene particolare, quello della comunicazione. Non parlo solo di coloro che hanno aperto un blog (da Gianpaolo Paglia a Susanna Crociani, da Mirco Mariotti a Silvia Maestrelli, ecc.) ma soprattutto di coloro che, andando oltre agli stereotipi classici - leggi: se non hai un blog sei out, mica vero ! - hanno contribuito a inventarla la comunicazione anziché subirla o semplicemente praticarla, grazie a interpretazioni del tutto personali degli usi infiniti che della rete si possono fare.
Chi sono dunque i vignaioli (ma non solo) con skills orientati alla comunicazione ? Chi vi suggerisco di leggere se avete voglia di cominciare a fare qualche passo "senza rete" ?
Sicuramente dovrete partire da Gianpaolo Paglia, se l'è guadagnato in questi anni il primato di vignaiolo 2.0, non solo online ma anche offline. Ultima, in senso cronologico, la sua idea dei tasting panel pubblici - se non erro già provati, più in sordina l'anno scorso su un gruppo più ristretto - per far testare i propri vini, con relativa pubblicazione dei risultati, a tutti coloro che ne avessero fatto richiesta e, bada bene, "senza rete", dove ognuno quindi ha potuto scrivere quello che pensa, senza filtri o censure di alcun tipo (per quanto sia ovvio è bene ribadirlo per sottolineare la differenza di approccio rispetto ad altri modi di fare comunicazione più tradizionali).
Qualcuno potrebbe obiettare, ebbasta ! Ancora con 'sto Paglia e in effetti quello che si fa non basta mai, a volte occorre stare attenti anche sul versante opposto, quello della sovraesposizione, che per chi si avventura su questi percorsi da pionieri può anche rappresentare uno dei rischi più subdoli. Ma signori miei, dopo tutti gli inviti a comunicare, ad aprirsi a confrontarsi a mettersi in gioco, ad ascoltare fatti negli ultimi anni, quando c'è un esempio di tale apertura non è forse il caso di fermarsi, chinare il capo e fare i debiti complimenti ? In questi giorni la rete parla molto di Gianpaolo e dei suoi vini, certo, ci sono anche conversazioni non positive su alcuni vini ma questo è il bello del gioco - che gioco non è - è quello che lo rende reale, vero. E' quello che lo fa funzionare. Senza contare la quantità di feedback concreti raccolti su cosa piace e cosa no dei propri vini, utili a migliorarsi se solo si è capaci ad ascoltare.
Ma ad un occhio attento, non sarà sfuggito che c'è molto altro sotto al sole. Chi rappresenta la nouvelle vague della comunicazione online tra produttori di vini, oli e cose buone ?
Vignaioli (e non solo) skillati
Paolo Carlo Ghislandi di Cascina I Carpini per esempio. Paolo l'ho conosciuto su Vinix. Non solo ha organizzato la presentazione della propria azienda utilizzando quasi esclusivamente gli strumenti della rete ma ha realizzato le schede vini e le brochure aziendali grazie ai suggerimenti raccolti sul social network. Paolo è venuto anche insieme a me a Riva del Garda al FoodCamp a presentare che cosa voglia dire vivere un social network dalla parte - per una volta - di chi lo utilizza come fruitore, un vignaiolo ! Uno dentro la conversazione Paolo, emergente ma con tutte le carte in regola per far bene, a partire dalla piacevolezza dei suoi vini e parlo a ragion veduta (assaggiatevi un Bruma d'Autunno per dire).
Luciano Capellini ha iniziato a usare la rete per far conoscere la difficoltà di lavorare vigneti terrazzati a picco sul mare, i costi e la fatica di portare avanti un lavoro come questo, praticato in condizioni estreme. Un utilizzatore saltuario che sa impiegare bene il suo tempo. Poco ma buono, come i suoi vini del resto (premio una vita per il vino a sua mamma all'ultimo Terroir Vino del 16 giugno a Genova).
Luciano Ciolfi di Sanlorenzo, un ragazzo giovane, entusiasta delle nuove tecnologie, uno che puoi trovare seduto nel vigneto con il portatile e la connessione umts a spedire una e-mail o a chattare su skype per chiudere un contratto. Un piccolo produttore che a Montalcino produce Rosso e Brunello e che online ha condiviso parte della sua vita di vignaiolo, dall'invaiatura alla vendemmia.
Cantina Li Seddi, cioè Franco Stangoni detto "la spugna", non perché la quantità di vino ingerito ma perché è uno che ogni cosa che vede la impara e la assorbe facendola sua. Un piccolo produttore di vini da vigneti a piede franco a Badesi che Vinitaly 2008 l'ha trasmesso in diretta video online dal suo stand catalizzando in 5 giorni centinaia di persone on e offline, gran parte provenienti da relazioni stabilite su social network. Tanti hanno comprato vino.
Mauro Feola, altro produttore ligure che ha trovato vie alternative per presentare i propri vini nelle enoteche usando la rete per trovare i fornitori di servizi e raccontanto sé stesso e il proprio lavoro attraverso i social network.
Emanuele Coveri di Terre di Confine, che al grido di "Merlot Bastardo !" ha presentato la sua prima vendemmia da vignaiolo. Un altro giovane entusiasta della vita e del suo lavoro, pieno di sano umorismo e vero più che mai dietro alla tastiera.
Filippo Cintolesi di Podere Erbolo un fisico della materia prestato all'agricoltura che oltre a fare con le sue mani (nel senso che il batonnage lo fa proprio a mano!) un Sangiovese strepitoso, proprio come si faceva una volta, scarico, godibilissimo, aveva esordito online geolocalizzando la sua azienda sulle mappe di google e senza nemmeno troppo aiuto, anzi ! :-)
Giovanni Trovati dell'azienda Samperi non solo usa regolarmente il suo blog come strumento di comunicazione per la sua aziedna ma ha usato la rete per creare le basi di un corso di formazione "Promozione del territorio rurale". Un piccolo produttore di oli strepitosi e coltivatore di pesche da capogiro, persona precisa, attenta, meticolosa, seria, capace. Ha addirittura spiegato in tre brevi episodi, come e perché l'uso della rete lo abbia aiutato. Mi ha piacevolmente colpito il suo approccio alla rete.
Andrea Bezzecchi (valgono i produttori di aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia ?) che oltre ad essere venuto a Riva del Garda al FoodCamp e ad aver offerto a tutti il suo meraviglioso aceto su gelato alla crema, sta presentando attraverso una serie di video ben fatti (tutti presenti su vinix), il metodo di produzione e affinamento dell'aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia.
Armin Kobler, enologo, produttore di vino Altoatesino, ha piazzato una webcam in cantina per mostrare in diretta il lavoro di cantina.
I Corsari del Gusto, che tra i primi iniziato a prendere parte della conversazione online, dando esempio a molti.
Potrei andare avanti per ore a raccontarvi quanto ogni giorno resti colpito da cosa un po' di tecnologia e passione possono consentire di fare oggi ad un vignaiolo o a chiunque intenda avvalersi della rete per comunicare / conversare / stabilire relazioni. Mi scuso con i tantissimi altrettanto meritevoli casi che non ho citato, non faticherete a scoprirli da voi, ormai sono "in rete".
[Foto credit: una rivisitazione di una foto di Luciano Capellini a Volastra]
Circa dieci anni fa una sera ad un corso AIS, un amico, Marco Orlandini mi disse : carino il tuo sito ma dovresti dotarti di un cms (content managing system) se non vuoi problemi nel lungo periodo. Quanto avrei dovuto ascoltarlo !
TigullioVino.it andò avanti per diversi anni - tanti di voi ci seguono dalla prima ora, altri si sono aggiunti nel corso del tempo - e dalle iniziali 20 paginette statiche è passato alle attuali 18.000 pagine, una mole di contenuti divenuta impossibile da gestire manualmente e che necessitava quindi migliore organizzazione.
Già qualche tempo fa qui sul blog avevo espresso la necessità di una ristrutturazione chiedendovi anche consiglio su quale fosse la strada migliore da intraprendere. Ho fatto tesoro della gran parte dei vostri consigli, in particolare di chi mi ha detto di non fondere il brand di tigulliovino con vinix (sarebbe stata assolutamente la strada più in discesa) ed ho deciso di fermare un attimo TigullioVino.it, almeno il tempo necessario per avere a disposizione il nuovo sistema di gestione del contenuto che mi consentirà di portare avanti il lavoro.
Già perché dovendo ripartire, è bene farlo con una soluzione totalmente nuova e all'avanguardia e visto che il prezzo sarà quello di dover reinserire il materiale degli ultimi anni (almeno la parte migliore), continuare il lavoro redazionale con la consapevolezza di doverlo rifare da lì a breve mi sembrava uno spreco inutile di energie. Fermiamo i buoi quindi, per poter ripartire con rinnovato slancio nel più breve tempo possibile (i tecnici hanno la schiena segnata dalle mie costanti vergate).
Come sarà il nuovo TigullioVino.it ?
Più arioso e facile, meglio organizzato.
Più conversazionale e interattivo. In particolare si passerà da un assetto di aggiornamento principale mensile ad un aggiornamento random costante senza particolari scadenze (anche se cercheremo di avere qualcosa di nuovo ogni giorno). Verranno introdotti i commenti per la maggior parte delle sezioni e le rubriche principali si trasformeranno in qualcosa di più simile ad un blog d'autore. Tutte le novità che saranno introdotte verranno ampiamente spiegate con un apposito post illustrativo non appena andremo online.
Le tempistiche
Se devo fare una promessa, entro la fine di dicembre, almeno la versione "beta". Dietro le quinte conto che il lavoro di re-inserimento inizi invece molto prima anche se questo, per essere completato, richiederà probabilmente di più ma a voi poco importa perché avrete sempre tutto il nuovo sempre aggiornato e a disposizione.
Cosa accadrà a TigullioVino.it nel frattempo ?
In questa fase di apparente standby, continuerete a trovare le news settimanali, gli eventi principali e locali ed alcuni altri aggiornamenti, compreso il blog. Continueremo inoltre a raccogliere le prenotazioni per l'invio campionature vini ed oli, ad assaggiarli e a raccogliere i contenuti pianificando al meglio l'attività redazionale. In questo caso la pubblicazione sarà posticipata alla disponibilità del nuovo (personalizzato e avanzatissimo) sistema di pubblicazione.
Non fatevi ingannare dalla nuova homepage, che è solo un esempio fatto da me una sera tarda giusto per chiarirmi le idee su quel che più o meno volevo. TigullioVino.it è in mano alla squadra con la quale ho realizzato Vinix (anche qui entro fine anno ci saranno novità), questo significa che al suo ritorno a regime, troverete - spero - qualcosa di molto più efficiente, piacevole e fruibile almeno questo sono le intenzioni.

Non c'è niente da fare, quando vai a rivangare il passato per vedere da dove è partita un'idea, nove volte su dieci c'è di mezzo qualche newsgroup, una delle più "antiche" forme di socializzazione della rete. Se volete era il social network 0.1, ancora vivo e vegeto per altro. Fu così anche per le recensioni dei ristoranti.
Nel 1999 proposi la costituzione del newsgroup italiano sui ristoranti (ho messo il link web ma i newsgroup si leggono con un newsreader dal vostro programma di posta elettronica, indagate...) che venne poi approvato e che è tutt'oggi online. L'organizzazione del materiale sui ristoranti in rete è partito da lì e tutte le successive iniziative esterne su web hanno visto sempre come protagonisti questo o quel partecipante del newsgroup.
Ringrazio gli amici di IDR (questo il nome di battaglia del newsgroup dei ristoranti) per avermi aiutato a ricordare i principali poster di sempre. Tra i mitici della prima ora, JFSebastian, Fabio Fiorillo, FabMind, Claudio Pistocchi, Lcr, JPS, Antoniosc, Nico Pisanelli, Prolet (quello che inventò html.it, per dire...), Pingo, Leo Rieser e ancora, Max-b, Dmaster, Schigi, Cauzzi, Adamski, gianmarco L., Nicolac (Nicola Cavallaro, avete presente ?), Franco C.E. Piodi, Arturo, Guyciman, cesa-re, Ruggine (oggi protagonista su altri lidi), Vilco (già notissimo membro di it.hobby.vino, SPeck, AndreA, Apuo, Ziongiu, Bertozzi, Orson e tanti tanti altri.
A un certo punto le recensioni di ristoranti divennero un gran numero e si iniziarono a creare degli archivi online. Il primo fu quello di un sito che oggi non esiste più che si chiamava eat.it (mi ricordo perfino la cartella sul loro server che era "torretta" mi pare, che momenti !). Dopo qualche anno di attività, il vecchio gestore dell'archivio gettò la spugna e io presi le sue veci cominciando ad organizzare quelle recensioni all'interno di TigullioVino.it, un archivio antologico di recensioni ristoranti ancora vivo oggi e sempre aggiornato con nuove recensioni (pur conservando le vecchie), che dal 2002 circa porta avanti questo lavoro da amanuensi, artigiani del web.
Fu poi l'epoca del Lagnese, personaggio mitologico tra la figura del troll, del critico gastronomico e del genio squilibrato incompreso, uno che frequentava solo ristoranti stellati di altissimo livello ma che non perdeva occasione di scatenare flame infiniti (flame = litigi in gergo newsgroupparo) o intavolare dotte discettazioni sui massimi sistemi. Tra le più colossali risse di tutti i tempi, sempre su IDR, quella tra Sararlo, recensore venuto alla ribalta nella seconda o terza stagione di idr e JFSebastian, il più grande poster di Idr di sempre. Sono sue (di JFSebastian) alcune delle più belle e originali recensioni presenti in rete, molte delle quali mi fregio di annoverare nell'archivio di TigullioVino.it. Su tutte, vi segnalo questa che a me è piaciuta moltissimo.
Nel frattempo cresceva il Forum del Gambero Rosso online che cominciò a catalizzare l'attenzione di una grossa fetta di questi recensori, anche se idr è sempre rimasto un punto fisso di riferimento per molti.
Spuntarono molti blog sui ristoranti ma su tutti, per clamore e e audience va segnalato il fenomeno Muccapazza (il blog di ristoranti più paillettato del web). Furoni creati molti altri portali come l'amato (credo per la quantità di recensioni) / odiato (credo per la qualità delle recensioni) il Mangione.
Oggi è il tempo di Viaggiatore Gourmet, del ristorante stellato raccontato quasi esclusivamente per immagini. Un format che a dispetto delle critiche ricevute agli esordi (splendidi i tributi negativi incassati da Claudio Sacco un po' in tutta la blogosfera, dal defunto e indimenticabile Peperosso al Papero Giallo di Stefano Bonilli) è piaciuto e nel tempo ha dimostrato di saper fare anche grandissima qualità con video veramente eccellenti e sopra la media anche se paragonati al lavoro eseguito da pubblicazioni professionali.
Mentre it.discussioni.ristoranti è ancora lì, proprio come allora, con tante persone nuove e pochi sopravvisuti della prima ora, oggi è il tempo delle proposte di guide ristoranti 2.0 e dei progetti di collaborazione sociale come duespaghi o come la nostra antologia open-social.
La seconda parte tra una decina d'anni.

Strane manovre in quel di Gambero Rosso Holding.
Non conosco personalmente Stefano Bonilli ed anzi alcune sue uscite come per esempio la causa con Guelfo Magrini e le critiche trancianti alle grappe di Romano Levi, non le ho condivise (per quel che vale). Solo qualche sporadico contatto via e-mail, sempre cordiale ma niente di più. Mi astengo pertanto dall'esprimere un giudizio sul fatto in sé del licenziamento. Vorrei invece spendere una parola per i primi passi del nuovo management. Se il buongiorno si vede dal mattino, la nuova leadership non credo avrà gran fortuna online. In queste ore internet è una voce sola, solidarietà a Bonilli per i modi con i quali è stato messo alla porta ed oscurato dal web dalla direzione di Gambero Rosso.
Oscurare dal web ? Ma nemmeno all'età della pietra..
In un articolo apparso oggi sul nuovo blog di Bonilli, immediatamente ripristinato dopo la censura del vecchio, l'ex direttore lamenta il silenzio delle maggiori testate giornalistiche, eccezion fatta per un intervento di Marco Gatti su la Nazione. Non mi preoccuperei più di tanto, il futuro è qui sulla rete.
[Foto credit : http://www.hawaflcio.org]

Premessa, in occasione della conferenza dei blogger tenutasi a fine agosto a Logrono in Spagna, tra le altre cose si è parlato molto di sistemi di valutazione del vino, di rating, di voti, di opportunità o meno di giudizi numerici o simbolici. Il tema ha trovato un particolare risvolto pratico nella proposta da parte di Giampiero Nadali di una sperimentazione di sistemi di valutazione di tipo edonistico della quale ci ha compiutamente parlato in questo articolo.
Io sono tra coloro che credono che un qualche sistema di sintesi del valore / qualità di un vino sia utile, per praticità e sintesi, se affiancato alla descrizione testuale di un vino. Serve per catalogare le informazioni in modo efficace, può servire a dare un'idea di massima, in base al metro di ciascuno, sul valore e sulla tipologia di un vino. L'idea di un sistema di tipo edonistico è molto affascinante e sicuramente di facile comprensione per il consumatore finale nella fase di scelta.
Ma qual è, in rete, lo strumento che ad oggi meglio di ogni altro è in grado di assumere il ruolo tecnico di un sistema di valutazione che pur sempre si appoggia alle parole, sia pur in modo sintetico ? Il tag.
Sempre di più i contenuti e le informazioni in rete vengono "taggate" dalle persone: una o più parole singole o composte che, associate ad un contenuto direttamente da chi lo scrive, sono in grado di sintetizzarne il significato più profondo ed ampliarne i confini con abbinamenti che spesso vanno ben oltre il freddo strumento della keyword, la parola chiave, generalmente ricavata meccanicamente da un agglomerato di parole più ampio.
Il tag è qualcosa di più. E' un'attività umana, presuppone un ragionamento ed un lavoro di sintesi che una volta compiuto diventa un bene prezioso inestimabile di catalogazione, definizione, espansione e ridefinizione. Certo, in parte soggettivo, ma cosa non è soggettivo in questo mondo enoico ?
A tal proposito mi piacerebbe verificare la possibilità di affiancare / integrare se possibile questa sperimentazione di blogger promossa da Aristide con questa mia proposta di "classificare" il vino sinteticamente attraverso tags. Dove l'edonismo può essere la rotta (o meglio, una delle possibili rotte) e il tag il timone. Quello che propongo è quindi di coniare, con l'aiuto della sperimentazione in atto, si panel di degustazione, di centri enologici, di esperti, di appassionati, linguisti, una serie di "tags" di vario tipo ma universalmente utili per descrivere univocamente un vino e renderlo comprensibile all'utente della strada con margini di errore molto limitati.
Un'associazione che resterebbe naturalmente accessoria rispetto alla storia e al parlato che ovviamente restano sempre il cardine di una vera e approfondita degustazione. Tra l'altro, se ci pensate, una serie di pochi tags molto pertinenti, può anche essere molto semplicemente aggiunta in etichetta e allo stesso tempo uno strumento di semplicissima adozione da parte, per esempio, di un'enoteca che potrebbe assegnare alcuni tag su un cartellino insieme al prezzo. (esempi a casaccio : molto alcolico, adatto a cibi molto grassi, asciuga la lingua, fruttato, sensazione di legno, elegante, suadente, ceralacca, semplice, difficile, ecc.).
Questo lavoro lo stiamo facendo ogni giorno su vinix con tutti i contenuti ma in modo molto più soggettivo di come lo si potrebbe fare seguendo uno schema riconosciuto e precostituito (ferma la sacrosanta libertà di ognuno di non seguirlo, ovviamente). Credo anche che oltre 11.000 tags diversi già raccolti, molti dei quali dedicati alla descrizione dei vini, potrebbero rappresentare una buona base di partenza per un eventuale studio. Se un domani fosse disponibile una serie di tag precostituiti da assumere come modello per un vino di un certo tipo, sarei lieto di aggiungerli ad ogni mia degustazione. Una sorta di esperanto del vino.
Che ne pensate ?
[Foto credit : Danembraceddc]

Ricordate questo post dove parlavo della necessità di rifare TigullioVino.it ? Alla fine, ho optato per la conservazione del brand e l'unica via possibile che è la dinamizzazione a pezzi del sito a partire dal nuovo con un lavoro in gran parte mio e di mia moglie e in parte di tecnici qualificati per il riassetto della parte tecnologica e di cms ma al risparmio, così come fa il calzolaio con le sue scarpe. Il "vecchio" resterà online ma solo parte di esso verrà reinserito nel nuovo cms che ancora comunque non esiste perché si fa tutto a manina, ancora per un po'.
Al momento ho solo cominciato a giochicchiare con la homepage per vedere l'effetto di un nuovo layout più ampio, con meno link, l'eliminazione di alcune parti poco utilizzate e un focus specifico su quello di cui tigulliovino si occupa più da vicino: i test delle campionature olio e vino, le news, gli eventi, l'informazione enogastronomica atteaverso la sua nutrita ciurma di collaboratori. Soprattutto scompare del tutto la parte legata ai servizi (totalmente demandata alla nuova struttura VinoClic).
Il resto del sito è per il momento tutto uguale a prima e probabilmente resterà tale ancora per un pezzo, almeno finché non riuscirò a concentrare parte degli investimenti sulla dinamizzazione delle aree principali, quindi ancora un po' di pazienza.
Però..
Mi piacerebbe avere un feedback sul nuovo assetto e sull'idea di concentrare le energie sulla parte dei contenuti e dei test aziende (anche in funzione del meeting annuale). Tutta la roba che vedete ora in homepage è ancora messa a manina, ma se tutto questo funzionasse dinamicamente e le rubriche attuali diventassero luoghi di conversazione allora forse il tutto diventerebbe più interessante no ?


E' online la prima versione - rigorosamente beta - di Chrome, il nuovo easy-browser di casa Google. Ne parla già tutto il web tecnologico da diversi giorni e a ragione considerata la semplicità di utilizzo. Non mi perdo in dettagli tecnici vi dico soltanto che Chrome è velocissimo, soprattutto con tutte quelle applicazioni web che utilizzano javascript (la console java di Chrome pare infatti sia ben 56 volte più veloce del compagno di casa microsoft).
Per conto mio la scelta di Google di realizzare un browser proprio è vincente. Google acquisirà in breve tempo una posizione di rilievo nella battaglia tra i browser più utilizzati e se qualcuno dovrà subirne le conseguenze penso sarà più Internet Explorer di Firefox che per quanto bello e supportato da un'ampia community, resta ancora piccolissimo in termini numerici rispetto al gigante pasticcione di casa Microsoft.
Ma c'è un altro dato secondo me che ha spinto Google ad entrare da protagonista nel campo dei browser. Stanno spuntando come funghi, nell'ultimo periodo, sistemi per bloccare la pubblicità sui siti internet: dai vari blocker alle nuove funzioni di navigazione di Internet Explorer 8. Si tratta per il momento di un impatto insignificante per il complesso del mercato pubblicitario ma se tali browser o sistemi dovessero prendere piede credo che dovremmo prepararci ad un totale ridimensionamento dell'offerta di contenuti che nel bene e nel male è per il momento ancora inscindibilmente legata al traffico e quindi agli introiti pubblicitari.
Ora, siccome google conta molto sul mercato pubblicitario per la propria crescita economica immagino non metterà particolari barriere - se non quelle ottime già previste contro pop ups, pop under et similia - alla pubblicità online.
Neanche a dirlo, da editore di contenuti gratuiti sono totalmente contrario ad ogni forma di restrizione della pubblicità online eccetto verso quelle forme molto invasive e fastidiose che io stesso detesto e blocco in ogni modo. Credo fermamente che se il web deve e vuole restare sostanzialmente gratuito, dall'altra parte (chi legge) non possa pretendere la completa assenza di forme di monetizzazione da parte degli editori, certo, trasparenti e separate dai contenuti. Al contrario, sarebbe un po' come volere la botte piena e la moglie ubriaca.
Quello che c'è da augurarsi è che la qualità pubblicitaria si alzi sempre più, sia sempre più contestualizzata, sartoriale, diretta esclusivamente a coloro che effettivamente sono interessati a riceverla e in questa direzione stanno andando tutti coloro che online lavorano anche per offrire una pubblicità che sia sempre più informativa ed utile e non invasiva per il lettore.
Quanto allo scontro tra titani che l'introduzione di Chrome mette inevitabilmente in moto (chrome parte da zero ma a lanciarlo è il brand numero uno del mondo, Google) penso che da sempre la gente ama i confronti e le sfide. Non credo che ci ritroveremo un unico browser definitivo, sia esso Chrome, Firefox o Internet Explorer, credo piuttosto che lo scontro attuale tra Internet Explorer e Firefox si sposterà forse tra Firefox e Chrome (preferibile) o muterà (probabile) in un nuovo scontro a tre, dove Chrome rischierà però di passare rapidamente al posto scomodo del "monopolista", oggi rivestito da Internet Explorer.
Bisogna vedere come Google riuscirà nel tempo a mantener fede al suo motto don't be evil: il successo a volte fa scordare i punti cardine sui quali si era cominciato il lavoro. Staremo a vedere, sicuramente sarà entusiasmante assistere in prima fila ai capovolgimenti con i quali stiamo scrivendo la storia del web.