
In rete ci sono alcuni produttori di vino dotati di un gene particolare, quello della comunicazione. Non parlo solo di coloro che hanno aperto un blog (da Gianpaolo Paglia a Susanna Crociani, da Mirco Mariotti a Silvia Maestrelli, ecc.) ma soprattutto di coloro che, andando oltre agli stereotipi classici - leggi: se non hai un blog sei out, mica vero ! - hanno contribuito a inventarla la comunicazione anziché subirla o semplicemente praticarla, grazie a interpretazioni del tutto personali degli usi infiniti che della rete si possono fare.
Chi sono dunque i vignaioli (ma non solo) con skills orientati alla comunicazione ? Chi vi suggerisco di leggere se avete voglia di cominciare a fare qualche passo "senza rete" ?
Sicuramente dovrete partire da Gianpaolo Paglia, se l'è guadagnato in questi anni il primato di vignaiolo 2.0, non solo online ma anche offline. Ultima, in senso cronologico, la sua idea dei tasting panel pubblici - se non erro già provati, più in sordina l'anno scorso su un gruppo più ristretto - per far testare i propri vini, con relativa pubblicazione dei risultati, a tutti coloro che ne avessero fatto richiesta e, bada bene, "senza rete", dove ognuno quindi ha potuto scrivere quello che pensa, senza filtri o censure di alcun tipo (per quanto sia ovvio è bene ribadirlo per sottolineare la differenza di approccio rispetto ad altri modi di fare comunicazione più tradizionali).
Qualcuno potrebbe obiettare, ebbasta ! Ancora con 'sto Paglia e in effetti quello che si fa non basta mai, a volte occorre stare attenti anche sul versante opposto, quello della sovraesposizione, che per chi si avventura su questi percorsi da pionieri può anche rappresentare uno dei rischi più subdoli. Ma signori miei, dopo tutti gli inviti a comunicare, ad aprirsi a confrontarsi a mettersi in gioco, ad ascoltare fatti negli ultimi anni, quando c'è un esempio di tale apertura non è forse il caso di fermarsi, chinare il capo e fare i debiti complimenti ? In questi giorni la rete parla molto di Gianpaolo e dei suoi vini, certo, ci sono anche conversazioni non positive su alcuni vini ma questo è il bello del gioco - che gioco non è - è quello che lo rende reale, vero. E' quello che lo fa funzionare. Senza contare la quantità di feedback concreti raccolti su cosa piace e cosa no dei propri vini, utili a migliorarsi se solo si è capaci ad ascoltare.
Ma ad un occhio attento, non sarà sfuggito che c'è molto altro sotto al sole. Chi rappresenta la nouvelle vague della comunicazione online tra produttori di vini, oli e cose buone ?
Vignaioli (e non solo) skillati
Paolo Carlo Ghislandi di Cascina I Carpini per esempio. Paolo l'ho conosciuto su Vinix. Non solo ha organizzato la presentazione della propria azienda utilizzando quasi esclusivamente gli strumenti della rete ma ha realizzato le schede vini e le brochure aziendali grazie ai suggerimenti raccolti sul social network. Paolo è venuto anche insieme a me a Riva del Garda al FoodCamp a presentare che cosa voglia dire vivere un social network dalla parte - per una volta - di chi lo utilizza come fruitore, un vignaiolo ! Uno dentro la conversazione Paolo, emergente ma con tutte le carte in regola per far bene, a partire dalla piacevolezza dei suoi vini e parlo a ragion veduta (assaggiatevi un Bruma d'Autunno per dire).
Luciano Capellini ha iniziato a usare la rete per far conoscere la difficoltà di lavorare vigneti terrazzati a picco sul mare, i costi e la fatica di portare avanti un lavoro come questo, praticato in condizioni estreme. Un utilizzatore saltuario che sa impiegare bene il suo tempo. Poco ma buono, come i suoi vini del resto (premio una vita per il vino a sua mamma all'ultimo Terroir Vino del 16 giugno a Genova).
Luciano Ciolfi di Sanlorenzo, un ragazzo giovane, entusiasta delle nuove tecnologie, uno che puoi trovare seduto nel vigneto con il portatile e la connessione umts a spedire una e-mail o a chattare su skype per chiudere un contratto. Un piccolo produttore che a Montalcino produce Rosso e Brunello e che online ha condiviso parte della sua vita di vignaiolo, dall'invaiatura alla vendemmia.
Cantina Li Seddi, cioè Franco Stangoni detto "la spugna", non perché la quantità di vino ingerito ma perché è uno che ogni cosa che vede la impara e la assorbe facendola sua. Un piccolo produttore di vini da vigneti a piede franco a Badesi che Vinitaly 2008 l'ha trasmesso in diretta video online dal suo stand catalizzando in 5 giorni centinaia di persone on e offline, gran parte provenienti da relazioni stabilite su social network. Tanti hanno comprato vino.
Mauro Feola, altro produttore ligure che ha trovato vie alternative per presentare i propri vini nelle enoteche usando la rete per trovare i fornitori di servizi e raccontanto sé stesso e il proprio lavoro attraverso i social network.
Emanuele Coveri di Terre di Confine, che al grido di "Merlot Bastardo !" ha presentato la sua prima vendemmia da vignaiolo. Un altro giovane entusiasta della vita e del suo lavoro, pieno di sano umorismo e vero più che mai dietro alla tastiera.
Filippo Cintolesi di Podere Erbolo un fisico della materia prestato all'agricoltura che oltre a fare con le sue mani (nel senso che il batonnage lo fa proprio a mano!) un Sangiovese strepitoso, proprio come si faceva una volta, scarico, godibilissimo, aveva esordito online geolocalizzando la sua azienda sulle mappe di google e senza nemmeno troppo aiuto, anzi ! :-)
Giovanni Trovati dell'azienda Samperi non solo usa regolarmente il suo blog come strumento di comunicazione per la sua aziedna ma ha usato la rete per creare le basi di un corso di formazione "Promozione del territorio rurale". Un piccolo produttore di oli strepitosi e coltivatore di pesche da capogiro, persona precisa, attenta, meticolosa, seria, capace. Ha addirittura spiegato in tre brevi episodi, come e perché l'uso della rete lo abbia aiutato. Mi ha piacevolmente colpito il suo approccio alla rete.
Andrea Bezzecchi (valgono i produttori di aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia ?) che oltre ad essere venuto a Riva del Garda al FoodCamp e ad aver offerto a tutti il suo meraviglioso aceto su gelato alla crema, sta presentando attraverso una serie di video ben fatti (tutti presenti su vinix), il metodo di produzione e affinamento dell'aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia.
Armin Kobler, enologo, produttore di vino Altoatesino, ha piazzato una webcam in cantina per mostrare in diretta il lavoro di cantina.
I Corsari del Gusto, che tra i primi iniziato a prendere parte della conversazione online, dando esempio a molti.
Potrei andare avanti per ore a raccontarvi quanto ogni giorno resti colpito da cosa un po' di tecnologia e passione possono consentire di fare oggi ad un vignaiolo o a chiunque intenda avvalersi della rete per comunicare / conversare / stabilire relazioni. Mi scuso con i tantissimi altrettanto meritevoli casi che non ho citato, non faticherete a scoprirli da voi, ormai sono "in rete".
[Foto credit: una rivisitazione di una foto di Luciano Capellini a Volastra]