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10.11.08

Lieviti indigeni

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Mentre è sempre maggiore il numero di vignaioli che si dedicano con soddisfazione a sperimentazioni di vinificazione senza aggiunta di lieviti selezionati e quindi solo con lieviti indigeni presenti sulla buccia delle uve, ci sono aziende enologiche che stanno lavorando a progetti interessanti sui lieviti autoctoni. Se ne parla per esempio in questo video dell'azienda veneta Oliver Ogar e nei relativi commenti tra i quali mi pare interessante riportare la risposta ad una mia domanda ad Alessandro Bertocchi sul progetto Lievita:


Lievita-Selezione Italica è un progetto per la selezione, sperimentazione e produzione industriale di piccoli lotti di lieviti enologici autoctoni italiani destinati alla vinificazione. Promosso da Oliver Ogar Italia, il progetto è stato pienamente condiviso dal MIUR e prevede un investimento di 8,4 milioni di euro, di cui 5 milioni circa co-finanziati dallo stesso Miur. Il progetto è inedito ed esclusivo sia in Italia che all'estero. Non esiste infatti nel nostro Paese un impianto dedicato alla produzione di soli lieviti enologici e non c'è, nel mondo, nessuna azienda che produca ceppi selezionali in funzione del territorio e del vitigno a cui sono destinati. Oliver Ogar Italia ha sviluppato il progetto in due direttrici: da un lato la ricerca e dall'altro lo sviluppo e la produzione industriale. L'attività di ricerca è in collaborazione con istituzioni pubbliche come Veneto Agricoltura, l'Università di Udine e l'Istituto Sperimentale per l'enologia di Velletri ed è finalizzata ad individuare, selezionare e sperimentare ceppi di lievito tipici dei diversi territori. L'obiettivo è quello di associare alle uve caratteristiche di una specifica zona i ceppi di lieviti tipici di quella medesima area per poter valorizzare l'origine e la tipicità dei vini in modo globale.


Quel che è certo, è che da tutti gli assaggi da me condotti in questi ultimi anni su vini ottenuti da lieviti indigeni ho sempre evidenziato alcune caratteristiche comuni e distintive rispetto a vini ottenuti con lieviti selezionati :

- tannini più importanti
- migliore estrazione
- miglior colore
- maggior longevità
- vini più "rustici"
- splendida integrità di frutto

Nel complesso, vini forse un poco meno eleganti ed immediatamente equilibrati ma più longevi ed espressivi, soprattutto in carattere. Che ne pensate ?


[Foto credit: Lieviti indigeni, di Cascina I Carpini]

11.09.08

A proposito di rating: taggare il vino

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Premessa, in occasione della conferenza dei blogger tenutasi a fine agosto a Logrono in Spagna, tra le altre cose si è parlato molto di sistemi di valutazione del vino, di rating, di voti, di opportunità o meno di giudizi numerici o simbolici. Il tema ha trovato un particolare risvolto pratico nella proposta da parte di Giampiero Nadali di una sperimentazione di sistemi di valutazione di tipo edonistico della quale ci ha compiutamente parlato in questo articolo.

Io sono tra coloro che credono che un qualche sistema di sintesi del valore / qualità di un vino sia utile, per praticità e sintesi, se affiancato alla descrizione testuale di un vino. Serve per catalogare le informazioni in modo efficace, può servire a dare un'idea di massima, in base al metro di ciascuno, sul valore e sulla tipologia di un vino. L'idea di un sistema di tipo edonistico è molto affascinante e sicuramente di facile comprensione per il consumatore finale nella fase di scelta.

Ma qual è, in rete, lo strumento che ad oggi meglio di ogni altro è in grado di assumere il ruolo tecnico di un sistema di valutazione che pur sempre si appoggia alle parole, sia pur in modo sintetico ? Il tag.

Sempre di più i contenuti e le informazioni in rete vengono "taggate" dalle persone: una o più parole singole o composte che, associate ad un contenuto direttamente da chi lo scrive, sono in grado di sintetizzarne il significato più profondo ed ampliarne i confini con abbinamenti che spesso vanno ben oltre il freddo strumento della keyword, la parola chiave, generalmente ricavata meccanicamente da un agglomerato di parole più ampio.

Il tag è qualcosa di più. E' un'attività umana, presuppone un ragionamento ed un lavoro di sintesi che una volta compiuto diventa un bene prezioso inestimabile di catalogazione, definizione, espansione e ridefinizione. Certo, in parte soggettivo, ma cosa non è soggettivo in questo mondo enoico ?

A tal proposito mi piacerebbe verificare la possibilità di affiancare / integrare se possibile questa sperimentazione di blogger promossa da Aristide con questa mia proposta di "classificare" il vino sinteticamente attraverso tags. Dove l'edonismo può essere la rotta (o meglio, una delle possibili rotte) e il tag il timone. Quello che propongo è quindi di coniare, con l'aiuto della sperimentazione in atto, si panel di degustazione, di centri enologici, di esperti, di appassionati, linguisti, una serie di "tags" di vario tipo ma universalmente utili per descrivere univocamente un vino e renderlo comprensibile all'utente della strada con margini di errore molto limitati.

Un'associazione che resterebbe naturalmente accessoria rispetto alla storia e al parlato che ovviamente restano sempre il cardine di una vera e approfondita degustazione. Tra l'altro, se ci pensate, una serie di pochi tags molto pertinenti, può anche essere molto semplicemente aggiunta in etichetta e allo stesso tempo uno strumento di semplicissima adozione da parte, per esempio, di un'enoteca che potrebbe assegnare alcuni tag su un cartellino insieme al prezzo. (esempi a casaccio : molto alcolico, adatto a cibi molto grassi, asciuga la lingua, fruttato, sensazione di legno, elegante, suadente, ceralacca, semplice, difficile, ecc.).

Questo lavoro lo stiamo facendo ogni giorno su vinix con tutti i contenuti ma in modo molto più soggettivo di come lo si potrebbe fare seguendo uno schema riconosciuto e precostituito (ferma la sacrosanta libertà di ognuno di non seguirlo, ovviamente). Credo anche che oltre 11.000 tags diversi già raccolti, molti dei quali dedicati alla descrizione dei vini, potrebbero rappresentare una buona base di partenza per un eventuale studio. Se un domani fosse disponibile una serie di tag precostituiti da assumere come modello per un vino di un certo tipo, sarei lieto di aggiungerli ad ogni mia degustazione. Una sorta di esperanto del vino.

Che ne pensate ?


[Foto credit : Danembraceddc]

26.05.08

Menzioni e riconoscimenti di Terroir Vino 2008

Ecco i riconoscimenti che le due commissioni degustatrici di TigullioVino.it assegneranno durante Terroir Vino, la Quarta Edizione di TigullioVino.it Meeting, lunedì 16 giugno 2008 a Palazzo Ducale, a Genova.

Qui di seguito le eccellenze assolute e i riconoscimenti per l'ottimo rapporto qualità / prezzo che verranno assegnati dalle due commissioni degustatrici di TigullioVino.it durante la Quarta Edizione del meeting. Numerose anche le aziende che sulla base della costanza qualitativa negli anni, sono state mantenute all'interno della rosa qualità che consente la partecipazione all'evento. Oltre alle menzioni sotto elencate, quest'anno verrà consegnato, direttamente al meeting, un diploma di merito ai vincitori di tre premi speciali :


1) Premio azienda dell'anno 2008
Azienda che nell'ultimo anno di degustazioni si sia distinta per l'elevatissima qualità dei propri vini / oli, per la costanza qualitativa su tutta la linea produttiva (non quindi un solo vino buono e molti mediocri ma tutti eccellenti), per il rispetto del territorio e per l'utilizzo di vitigni in particolare sintonia con il Terroir della zona di produzione.

2) Premio miglior vino per rapporto qualità / prezzo
Al vino che su tutti quelli degustati dalla nostra commissione degustatrice nell'ultimo anno si sia distinto in modo particolare per l'eccellente rapporto qualità / prezzo, tenuta presente la tipologia, la zona e i quantitativi di produzione.

3) Premio "Una vita per il vino"
Ad una persona che abbia dedicato la maggior parte della sua vita al vino e/o al vigneto, con particolare riferimento a coloro che con il proprio lavoro hanno contribuito a salvaguardare un terroir.

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16.05.08

Terroir Vino, meno 30.


Terroir Vino 2008, IV Edizione TigullioVino.it Meeting

Manca 1 mese a "Terroir Vino", la Quarta Edizione di TigullioVino.it Meeting. Terminata la fase della raccolta adesioni e della parte più importante della comunicazione (insieme a mia moglie - spettatrice un po' incredula mia figlia di 11 mesi - abbiamo appena finito di stampare e imbustare qualcosa come 8.000 buste con invito che partiranno verso la fine di maggio per raggiungere giornalisti, blogger, ristoratori, enotecari, blogger, importatori, distributori, ecc. di tutta la penisola), si avvicina ora la fase forse più delicata del lavoro, il momento più intenso, quello dell'arrivo delle campionature vini: centinaia e centinaia di colli di vino da tutta Italia da controllare, movimentare e far trovare nella posizione giusta, possibilmente in fresco, agli espositori di Terroir Vino. Con il trucco però, che il magazzino lo hai da una parte e il luogo dell'evento dall'altra, altrimenti è troppo semplice.

Nel frattempo ci sono da rincorrere (!) tutti i fornitori, bisogna tenerli pressati chiamarli di continuo perché, parrà strano, ma sono sempre loro che fanno un favore a te e mai il contrario. Leggo e rileggo la lista delle cose da fare molto grezzamente salvata su un piccolo file di testo salvato nella cartellina "meeting 2008" sul desktop del mio nuovo e già usuratissimo pc e mi rendo conto che a soli 30 giorni dalla partenza ci sono ancora moltissime cose da fare e da ricordare. Metto, tolgo e rimetto con maniacale ossessione, una o più "x" di fianco a cose considerate ok e poi da rivedere o da ricontrollare o da accertare. Sono un ansioso. Meglio così da un lato.

Preparate le 8000 buste uno dice, ora basta, ci siamo. Macché. Parti con i portabadge, uno per uno qualche migliaia e finita una scatola da 50 ti guardi e passi a quella successiva, senza fiatare che non sai mai se te ne serviranno 3 o 3000. Poi le sciocchezze: il pane, la focaccia, i grissini il nastro divisorio, le piantane, i segnaposto ma si fa per dire che se poi mancano..

I giochi più rilassanti per me sono le realizzazioni grafiche. Biglietti, banner, catelloni, portabadge, cataloghi, ecc., tutti i progetti grafici, piacciano o non piacciano me li faccio da me almeno poi non mi incazzo col tipografo se fanno schifo.

La cosa che generalmente mi crea più ansia sono gli allestimenti, un po' perché li devi fare il giorno prima - e ancora grazie - e un po' perché in quel tempo determinato tutto deve andare liscio come l'olio, nessun intoppo è contemplabile, non devi esserti dimenticato niente (nel nostro caso, tra l'altro, "il giorno prima" è domenica e solitamente non c'è spazio per esclamazioni del tipo "oh bella, dove sono questi 7 tavoli che mancano ?"). Quest'anno forse la concitazione è ancora più intensa: un po' perché 134 aziende sono circa 1/3 in più dell'anno scorso, un po' perché abbiamo usato ogni centimetro degli spazi delle due sale grandi del Ducale e se cominci a metter giù male il primo tavolo non arriverai mai in fondo ma soprattutto perché questo spostamento a Genova è tutta una scommessa e non sapremo mai come sarà andata se non quando sarà troppo tardi per correre agli eventuali ripari. In questi casi meglio essere ottimisti.

Tovaglie, tovaglioli, sputacchiere, portaghiaccio... il ghiaccio ! Trenta quintali di ghiaccio o, se preferite, tre tonnellate. Basteranno ? Me lo auguro Santa Cunegonda anche se quest'anno tra le simpatie logistiche non c'è l'acqua. L'acqua ! Quindi niente macchine del ghiaccio. Quindi contare sul proprio occhio. Punto. Speriamo di vederci bene almeno. Mi restano da organizzare i due gruppi di ragazzi per la movimentazione vini e per il servizio in sala ma direi che siamo a buon punto.

Domani inizierò il tour locandine. Nei w-e praticamente prendo in ostaggio un fratello, un cugino, un amico stretto e legato su moto o motorino ci si avvia, porta a porta, presso i locali più "vinosi" della Riviera e di Genova. E' una cosa di contorno, non è questa la comunicazione ma vederle appese appaga quel non so che di ego ipertrofico che è in ognuno di noi.

E poi l'attesa.
Di solito è un'alba fresca quella della mattina del meeting. Mi sveglio di buon ora, intorno alle 5,30 perché tanto sono sveglio dalla sera prima, non prendo quasi mai sonno. Guardo alla finestra e parto, andandomi a giocare il lavoro di 7/8 mesi in una manciata di ore. Sempre col sorriso però perché è una festa ogni anno più bella. Dedico un abbraccio enorme a tutti coloro che mi hanno dato una mano - materiale o morale - e vi aspetto a Genova insieme ai 134 mitici protagonisti di questa artigiana festosa avvenutura, anche per dare un volto alle migliaia di persone incontrate e conosciute online durante la restante parte dell'anno.

13.03.08

Servizi e opportunità nel mondo del vino, direzioni

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Mentre sul blog di Nerina Di Nunzio, marketing women di Gambero Rosso si discute della possibilità di introdurre servizi a pagamento per la consultazione, fruizione degli enormi archivi a disposizione del noto Gruppo editoriale, su Vinix si parla di provare a dar vita a guide / antologie partecipate di vini e ristoranti in ottica open social.

Due direzioni agli antipodi. Premesso che a mio modo di vedere - considerate le rispettive posizioni - sono entrambe condivisibili negli obiettivi, quale modello secondo voi potrà avere maggiore fortuna nel prossimo futuro ? Sono ipotizzabili in una rete che ogni giorno conferma con forza la propria totale gratuità, servizi così di nicchia o così personalizzati o così a "valore aggiunto" da convincere l'utente ad investirci su ?


[Cartoon courtesy from : Vladkolarov.com]

11.12.07

Gwt, il report.

Giornata campale ieri, lunedì 10 dicembre 2007, iniziata per me e per tutti gli amici della commissione degustatrice di TigullioVino.it intorno alle ore 14,00 per la degustazione di numerose campionature vini in arretrato. Giornata campale anche perché al termine dei lavori della commissione, ciliegina sulla torta, ci attendeva la serata organizzata insieme a Paolo Giolivo di Avellino sul Greco di Tufo: una degustazione in diretta tra cinque gruppi di degustazione da varie parti d'Italia e con la partecipazione straordinaria di un gruppo estero da Londra.

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10.12.07

GWT 2.0, questa sera dalle 20,00 circa.

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E' tutto pronto per Greco Wine Tasting 2.0. Questa sera, lunedì 10 dicembre, in diretta sulla live tv di TigullioVino.it, cinque gruppi di degustazione assaggeranno e si scambieranno impressioni su otto differenti Greco di Tufo. La commissione di TigullioVino.it ed il gruppo di Avellino con cui ho organizzato questo mini evento, saranno in diretta audio / video mentre gli altri gruppi, per semplicità, saranno in collegamento l'un l'altro attraverso un'apposita chat privata su Skype. Ecco i protagonisti di questa degustazione online da postazioni multiple :

- TigullioVino.it (Genova)
- Gruppo "Paolo Giolivo", da Avellino
- Gruppo "Andrea Gori", da Firenze
- Gruppo "Mirco Mariotti, da Argenta
- Gruppo Andrea Rinaldi, da Londra

26.11.07

Aumentano i gruppi d'assaggio per Greco Wine Tasting 2.0

E' quasi tutto pronto per Greco Wine Tasting 2.0. Questa settimana faremo una prova di collegamento Genova Avellino dopodiché il 30 novembre, chiuderemo le iscrizioni dei vari gruppi all'evento anche per non rischiare di non fare a tempo ad inviare le campionature. Al momento oltre alla commissione di Genova (TigullioVino.it) e a quella di Avellino presieduta dall'amico Paolo Giolivo, hanno aderito altri gruppi dalla Toscana (con capogruppo Andrea Gori dell'Enoteca Da Burde), dalla Romagna (con Capogruppo Mirco Mariotti dell'omonima azienda del Bosco Eliceo) e da Londra, con un gruppo capeggiato dal Presidente Ais di Londra Andrea Rinaldi.

05.11.07

Greco Wine Tasting 2.0

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Non so quanti di voi lo ricordino ma TigullioVino.it fu il primo portale italiano (esagero, forse del mondo) ad organizzare una degustazione online in diretta audio video. Allora, nel lontano gennaio del 2002 ci sentivamo dei pionieri : non esistevano ancora quegli strumenti sociali dell'era del web 2.0 che rendono oggi semplicissimo creare e condividere video online, fare dirette in streaming audio/video gratis, comunicare e chattare con audio in tempo reale. Usavamo programmi ostici e soluzioni di fortuna per le connessioni disponibili ai tempi. L'esperimento, tuttavia, andò così bene che fu anche replicato.

Oggi, a distanza di quasi sei anni da quei primi rudimentali tentativi, Paolo Giolivo, compagno nel progetto di allora e amico di lunga data di TigullioVino.it, ha deciso di coinvolgermi in un progetto analogo, questa volta però sfruttando le tecnologie e le possibilità di sharing che i nuovi strumenti del web cosiddetto 2.0 ci mettono a disposizione. Non ho tempo ma lo devo trovare, mi son detto. Anche per divertirci un po' con questo vino che infondo è una scusa sempre buona per momenti di convivialità. E' nato così il progetto "Greco Wine Tasting 2.0", una degustazione di 8 diversi Greco di Tufo selezionati per l'occasione dall'amico Paolo, che saranno degustati "alla cieca" da due commissioni degustatrici "ufficiali", connesse in diretta audio/video tra Avellino e Genova ed altri gruppi d'assaggio che da qualsiasi parte d'Italia o del resto del mondo decideranno di partecipare attivamente all'evento.

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31.08.07

L'esperanto del vino

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C'è un post un po' datato ma di estrema attualità che ha scritto qualche tempo fa Luigi Odello del Centro Studi Assaggiatori, con cui abbiamo una collaborazione editoriale attraverso la rubrica su TigullioVino.it curata dalla brava Manuela Violoni, proprio sull'analisi sensoriale.
Bene, Luigi si chiede se forse non siamo tutti un po' vittime di quella subcultura enoica che siamo andati creando, volenti o nolenti, attraverso un linguaggio del vino chiaro a pochi ed ostico a molti, in cui spesso ci crogioliamo, persuasi di sapere e pigri verso lo sforzo di trovare forme nuove e migliori.

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03.08.07

Vino dei Blogger # 9

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Chi legge queste pagine sa che non sono un grande amante di tutte quelle iniziative a catena che solitamente nel mondo dei blogger vanno sotto il nome di "meme" ma il tema del "Vino dei blogger" lanciato questo mese dal blog "Il Maiale Ubriaco" è forse uno dei più stimolanti : il vino come emozione. Sono moltissimi i vini che mi hanno procurato un sincero trasporto e che fin dal primo assaggio si sono impressi indelebilmente nella mia memoria, scolpiti. Per questo pezzo ero tuttavia indeciso tra due vini in particolare : un grande Pinot Nero di Borgogna (il miglior Pinot Nero mai bevuto fino ad oggi, di Millot) ed un Barbaresco del 1969 di Vietti bevuto immediatamente dopo la faticosa conquista della laurea in legge. Ho optato per il secondo forse perché associato ad un ricordo così lieto e liberatorio come la FINE degli studi "istituzionali". E' una degustazione un po' risalente, perdonate eventuali errori di "gioventù".

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04.05.07

Vino dei blogger # 6 : Bandol Rosé 2005

Orpo, mezzanotte e 29. Vuoi vedere che Aristide mi caccia fuori dalla sesta edizione del vino dei blogger (la scadenza per la pubblicazione delle degustazioni era "ieri", 3 maggio 2007. Diciamola tutta : sono un orso del web. O meglio, sono uno che vive sul web ma è orso per tutto quanto riguarda i "meme" e le iniziative alla "Vino dei Blogger", sono pigro ! Stasera dovevo curare la cottura del maialetto arrosto nel camino di casa, spero che Giampiero potrà comprendere l'importanza della cosa e giustificare il mio ritardo.

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14.03.07

Santippe, il piacere di bere il vino

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Alla costante ricerca di vini che siano prima di tutto bevibili - vi ho recentemente parlato di uno strepitoso St. Magdalener, ricordate ? - e quando possibile offrano un buon rapporto qualità / prezzo, ho incrociato questo splendido esempio di Sangiovese maremmano in purezza, ottenuto da coltivazione biologica, vinificazione e affinamento in acciaio. Un vino che poco o nulla ha a che vedere con il discusso carattere dell'omonima moglie di Socrate.

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09.03.07

Vino dei blogger numero 5

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Chi mi conosce sa benissimo che ho un debole per Bruno Gottardi o meglio, per i suoi vini prodotti in quel di Mazzòn (o Mazòn per dirla col dialetto locale) l'appezzamento vitato a Pinot Nero più vocato d'Italia. Non potevo quindi non raccogliere l'invito di Luca Risso a partecipare alla quinta edizione de "Il Vino dei Blogger". In genere sono piuttosto refrattario a questo genere di iniziative simil "meme" del Vino ma tant'è, quando il cuore chiama...

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01.02.07

Scrivere di Vino

Scrivere di vino, tenuto presente che questo - il vino - è spesso il frutto della fatica di qualcuno, comporta una certa responsabilità, almeno quando chi ne scrive ha la pretesa (o la presunzione) di fare cultura del vino. Con queste persone sono quasi otto anni che proviamo a raccontare quello che incontriamo nei nostri calici anche se non è sempre facile farlo con vivo trasporto. Capita, intendiamoci ma è più l'eccezione che la regola. Questa sera per esempio, degustavo a cena un vino che pochi giorni prima avevamo valutato in sede di commissione degustatrice per il nostro servizio gratuito "l'azienda del mese" e mi sono fermato a pensare di come sia difficile poter valutare con la dovuta attenzione un vino quando questo faccia parte di un momento di "lavoro", in una giornata che spesso prevede una serie di degustazioni multiple, figuriamoci le batterie da concorso dove i campioni non sono decine ma centinaia.

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23.11.06

I vini da inchino

Quando parliamo di vino, è sempre bene tener presenti due presupposti. Da un lato stiamo parlando di una cosa "leggera" e quindi che deve essere associata ad un momento di piacere o, se non altro, di relax se possibile. Dall'altro parliamo di una cosa estremamente soggettiva e quindi, quel che piace a me può ben far schifo a te e non ci piove. Saltuariamente - sempre più di rado purtroppo - mi capita tuttavia di imbattermi in una particolare categoria di vini che mi fanno ricordare come sia possibile andare oltre il buono oggettivo o soggettivo: sono vini che potremmo classificare come "vini da inchino".

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14.11.06

Vino dei blogger #1 : Montepulciano d'Abruzzo Doc Riparosso 2002

"Il Vino dei Blogger " mi imponeva oggi come data ultima per la pubblicazione di una degustazione di un vino acquistato alla GDO, monovitigno, e sotto ai 5 euro. Queste le condizioni della prima edizione di questa simpatica iniziativa in puro stile blogger che si è rapidamente diffusa anche in Italia. Sono sincero, non sono riuscito a trovare il tempo materiale per dedicarmi a questa cosa al meglio - l'ultima domenica l'ho trascorsa a montar video, scrivere degustazioni e articoli su Felluga, Saracco e la Sun Import - ma nel contempo non volevo tirarmi del tutto indietro e sono andato a riprendere una degustazione che avevo fatto qualche tempo fa. Lo so, non vale !

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13.11.06

Felluga, Saracco e Sun Import

Sono stati mesi assolutamente densi di attività che mi hanno costretto a lasciare un poco indietro alcuni articoli che dovevo terminare prima. Sono finalmente riuscito a pubblicare il resoconto (comprensivo di video e degustazioni) di due belle serate trasmesse in diretta video su TigullioVino.it :

Livio Felluga e Paolo Saracco, del 18/10/2006
Sun Import - Grappoli di Spagna, dell'8/11/2006

07.10.06

Eventi Live! (in ritardissimo) con Sertoli Salis

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In ritardissimo, ho appena pubblicato il resoconto della splendida serata con l'azienda Conti Sertoli Salis svoltasi a La Brinca di Ne (GE) lo scorso giugno. Che tempismo !
In realtà è un caso piuttosto eccezionale : il fatto è che la serata è capitata a ridosso di TigullioVino.it Meeting 2006 ed è poi rimasta indietro nelle mille priorità accumulatesi da allora ad oggi. Si tratta di uno degli appuntamenti c.d. "Live!", caratterizzati dalla trasmissione video in diretta dell'evento su TigullioVino.it. Vini di estrema finezza ed eleganza quelli di Sertoli Salis, così come appare anche il loro papà, Claudio Introini, enologo dell'azienda. Di carattere, originali e schietti, riescono a mostrarsi sempre suadenti al degustatore. Un connubio senza dubbio vincente.

14.09.06

Alta Langa, com'è andata

Eccomi di ritorno dalla presentazione di "Alta Langa, le bollicine made in Piemonte", evento organizzato dal Consorzio di Tutela Alta Langa presso la piacevole cornice di Villa d'Amelia, curato resort nei pressi di Benevello (CN). Lo ammetto, sono partito piuttosto prevenuto : bella l'idea, un metodo classico d'eccellenza in Piemonte ma tutto in mano a sette case storiche della produzione spumantistica di Langa fra cui colossi come Gancia, Fontanafredda, Martini & Rossi.

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14.08.06

Ciao !

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Sono in partenza.
La moto è carica, il serbatoio pieno...è il tempo che mi preoccupa ma alla peggio ci si bagna. Vi saluto con uno dei rossi più godibili assaggiati quest'estate.

E' il Val di Susa Doc Avanà 2004 (Vitigno autoctono della Val di Susa), vinificato in purezza dall'azienda Sibilla (Reg. Colfacero , 3 - Gravere Tel: 347 0858608 Fax: 0122 622744). Un vino dal colore rosso rubino fitto con riflessi violacei, di bella limpidezza e media consistenza. Il naso, di piccoli frutti rossi selvatici, regala anche una piacevole nota balsamica che ne impreziosisce il quadro. Al gusto è il classico vino rosso che cerchi - ma non trovi - d'estate. Un piccolo frutto rosso selvatico che torna, freschissimo e di buona intensità, croccante ed integro. Un sorso semplice quanto piacevole. In questi mesi estivi non guastano 10 minuti in frigo prima del servizio. Bel bere, ben sotto i 10 euro in enoteca.

13.08.06

Un vino per le giornate di sole, uno per quelle di pioggia

In questi giorni sembra davvero che l'estate sia finita. Dopo un luglio africano che immagino abbia fatto temere ai vignaioli un secondo 2003 (uve cotte, maturazione fenolica non completata), questa partenza bagnata d'agosto con una decina - come minimo - di gradi in meno, che ha fatto pensare a molti che l'estate stesse già volgendo al termine. Prima di partire - è deciso, per domani sera 14 luglio alle 20,30 circa - vi lascio alcune note su due vini che ho bevuto e ribevuto di recente, due vini estremamente diversi, uno bianco, l'altro rosso, uno trentino, l'altro siculo che, rispettivamente, ben si abbinano a giornate di caldo torrido o a serate di pioggia e vento che in questi ultimi giorni non sono di certo mancate.

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09.03.06

Una sera, in paradiso

A volte pensi non ce ne siano più.
Poi capiti una sera in un posto così, dai un'occhiata allo scaffale dei vini e lì dietro, tra le etichette un po' ammuffite - per l'umidità - che Giovanni Paganini ama collezionare ma poi dimentica talvolta di avere, scopro un piccolo tesoro, una bottiglia di Montevertine Riserva (millesimo 1998). E' stata un'emozione forte, uno di quei vini che bisognerebbe assaggiare una volta ogni tanto per non perdere di vista come andrebbe fatto il vino, almeno quello di tradizione. Un rosso granato, dai primi naturali segni aranciati all'unghia, un naso fine, intenso e persistente di piccoli frutti boschivi, di viola appassita e spezie in quantità. Un sorso fresco, nervoso e perfettamente integro dal tannino ancora presente ma fattosi polveroso che riporta alla terra di Radda in Chianti ed al suo frutto, il "Sangioveto" e il Canaiolo. Quanto di più lontano dall'opulenza, quanto di più vicino all'eleganza.

Vini da sballo

Ce ne fossero.
Ce ne fossero vini così, in grado di metterti in pace col mondo. Sono quei vini che ti spronano a scrivere, quei vini che quando hai finito di berli senti il bisogno di farli conoscere agli amici e ai colleghi, i vini che emozionano, che regalano piacere gustativo. Quelli che...la bottiglia non dura mai abbastanza.

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02.02.06

Considerazioni sul Cortese "biodinamico" Tenuta Grillo

Recentemente, un caro amico-collega mi ha chiesto un'opinione in merito al Cortese della Tenuta Grillo, il vino che ha vinto uno dei 2 premi della rassegna "Vini d'autore" svoltasi a Villa Porticciolo - Rapallo lo scorso ottobre. Ed inoltre un'opinione sulla tecnica enologica dei "biodinamici". Rispondo direttamente nel Blog, per poter eventualmnte aprire
un piccolo dibattito su questa tipologia di vini....

Dunque, per metodo di produzione biodinamico non si fa riferimento ad un disciplinare di produzione ben preciso...o meglio, potrebbe esistere qualcosa per quel che concerne il lavoro in vigna... (concimi naturali uniti a rituali che appartengono più alla scienza dell'occulto che all'enologia), ma per quel che riguarda il lavoro in cantina possiamo definire il metodo biodinamico come una filosofia che ha ultimamente conquistato alcuni produttori.
In parole povere, questi metodi prevedono il non utilizzo delle barriques, dei lieviti selezionati, dell'anidride solforosa.
Nel caso del cortese, questi metodi vengono seguiti, ed inoltre possiamo aggiungere che questo prodotto viene ottenuto da basse rese in vigna, affinamento in acciaio e botte grande, LUNGHE MACERAZIONI, e non viene filtrato.

Cosa comporta tutto ciò?
Si ottiene un vino con un estratto più elevato e più ricco in polifenoli, e quindi una colorazione più intensa, aromi differenti, una maggiore struttura, una maggiore persistenza gustatativa e teoricamente una maggiore longevità.
Per contro questo metodo tende ad eliminare gli aromi varietali dell'uva , lasciando spazio a quelli fermentativi e di affinamento, ma soprattutto senza una opportuna protezione (anidride solforosa) il vino oltre che ad inbrunire tende rapidamente all'ossidazione.

Il mio parere personale in merito alla degustazione.....
....il colore è un giallo dorato intenso, limpido ma non perfetto; al naso colpisce per i suoi profumi di camomilla e di "cipria", ha buon equilibrio gustativo unito ad una "grassezza" sorprendente...
Si tratta di un vino che va degustato con attenzione, un prodotto "sui generis" che come un libro di Bukowsky va letto "tra le righe". Un vino che a modo suo ha fatto una scommessa con un "signore di nome tempo"....viene prodotto con macerazioni lunghe come se fosse un rosso di razza, ma non viene praticamente protetto da conservanti....e quindi quale sarà la sua sorte visto che sono già evidenti alcune note ossidative? Riuscirà pertanto il nostro "eroe" solo con le sue "spalle larghe" a reggere la naturale evoluzione imposta dal "Sig.Tempo"?

Questa è la scommessa (e quindi la sfida) che i produttori "biodinamici" hanno lanciato al vino del "2000", un vino a loro detta troppo omologato, troppo globalizzato, un vino che non rispecchia la tipicità di tutti i nostri differenti terroir.
Come ogni scuola di pensiero che produce qualcosa di buono (e così pare), diamo loro il giusto spazio e guardiamo insieme quel che sarà il futuro di questi prodotti.

01.02.06

Lieviti autoctoni, o indigeni, o selvaggi

Sono reduce - è il caso di dirlo - dalla degustazione delle aziende del mese di TigullioVino.it. Tra i molti vini degustati, anche quelli di Guido e Rita Zampaglione (Tenuta Grillo) di Gamalero (AL) che ci hanno davvero colpito e coinvolto per sincerità d'espressione. Nell'attesa di riassemblare "in bella" tutto quanto emerso in degustazione - troverete tutto a breve su TigullioVino.it - c'è senz'altro da rilevare un dato. Nella continua ricerca della qualità, del vino che piace e, se possibile, che emoziona, ruolo fondamentale gioca il tipo di lievito utilizzato durante la vinificazione. L'utilizzo di lieviti autoctoni (o indigeni o selvaggi) delle uve, anziché di lieviti selezionati già pronti, ha almeno due immediate conseguenze : vini assolutamente originali e assolutamente meno prevedibili.

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07.01.06

Francesco Candido, grande qualità dalla Puglia

Tra le aziende testate dalla commissione degustatrice di TigullioVino.it per gennaio, voglio segnalarvi l'azienda Francesco Candido di San Donaci (BR), che non ha mancato di stupirci con un'eccellente costanza qualitativa quasi su tutta la linea.

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19.12.05

Dei bianchi a lungo macerati

Lunga macerazione sulle bucce, spiccata acidità, colore dorato tendente all'ambrato, limpidezza non sempre perfetta, incredibile integrità di frutto, zero legno. Sono queste le caratteristiche principali di una particolare filosofia di vini bianchi - per modo di dire - su cui, a mio avviso, varrebbe la pena sperimentare e puntare molto.

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21.11.05

Il difficile equilibrio dell'Amarone e il difficile mestiere del degustatore

Amarone, vino simbolo della Valpolicella, alterego veneto della fierezza enologica altrove rappresentata da Barolo e Brunello di Montalcino. Un vino del tutto peculiare e diverso, tuttavia, un vino pesantemente caratterizzato - nel bene e nel male - dal particolare processo di appassimento cui vengono sottoposte le sue uve, tradizionalmente, Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara.

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30.10.05

Movia, straordinaria bevibilità

Ieri sera ero a cena dall'amico Antonio Olivari che, insieme a Silvia, sua compagna, gestisce con passione il ristorante Vino e Cucina dal 1999 a Chiavari (GE). Sereno, tra amici, Vino & Cucina è uno dei luoghi che prediligo per fare nuovi assaggi. In questa occasione, il Merlot di Movia 1998.

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18.10.05

Tenuta Grillo, un piemontese che viene dal sud

Il luogo : Villa Porticciolo a Rapallo, in occasione dell'evento-rassegna "Vini d'autore" curata dall'amico e collega Michele Iannacchino, della nostra commissione degustatrice. Un evento di sicuro successo, al quale hanno partecipato, dalle 13.00 alle 19.00 numerosi operatori ed appassionati del mondo enogastronomico.
Oggetto della rassegna, la presentazione al pubblico di una serie di produttori selezionati dallo stesso Michele Iannacchino (parte dei quali presenti anche alla prima edizione del Meeting annuale di TigullioVino.it), provenienti da varie regioni italiane.

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12.10.05

Chianti Classico Docg 2003

Chianti Classico Docg 2003
Badia a Coltibuono
Loc. Badia a Coltibuono 53013 Gaiole in Chianti (SI) - Tel. 577.74481 Fax 0577.749235
Bottiglia: 75 cl - Alcol: 14 - Vitigni : Sangiovese, Canaiolo
Data degustazione : 09/2005

Decisamente uno dei migliori toscani assaggiati quest'anno e di certo in "rosa" per il prossimo TigullioVino.it Meeting. E' un vino di assoluto interesse per diverse ragioni. Ottenuto da uve da agricoltura biologica integrissime, si presenta ora di un favoloso rosso rubino limpido, dall'unghia lievemente - e tipicamente - scarica, di buona consistenza. All'olfattivo trovi un vino di eccellente finezza, un frutto nitido e preciso, senza alcun cedimento, ed anzi vivo ed integro. Schietto, eppur aggraziato. Anzi, elegante. Al fine sottobosco rosso scuro, si accompagnano, più dal profondo, piacevoli note speziate, di liquirizia, pepe nero e rabarbaro ed un ricordo di violetta. Un olfattivo da manuale, assolutmente fedele al vitigno principe di toscana, qui ingentilito dai modi soavi del Canaiolo e non disturbato da veloci quanto inefficaci passaggi in piccoli legni. Il vino sosta in botte grande per diversi mesi. Passi al gustativo e le aspettative non vengono tradite. Il sorso è intenso è persistente, morbido eppur perfettamente bilanciato da buona trama tannica e fresca acidità, a sospingerne la beva. Ottima ed appagante, anche la corrispondenza con il retrolfatto, di un frutto fresco e nitido eppur già avvolto in un quadro più profondo e nobile. Un vino succoso, piacevolissimo. Anche il prezzo è buono se paragonato alla qualità : intorno ai 14 euro in enoteca. Complimenti all'azienda, soprattutto per aver perseverato e coltivato una qualità senza compromessi, che ha saputo rispettare classicità e tradizione. Classicità e tradizione che ritrovi tutte, rinfrancato dopo la parentesi bordolesizzante, in questo calice.

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