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16.08.08

Randy Pausch

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L'ultima lezione di Randy Pausch - professore di scienze informatiche alla Carnegie Mellon Univeristy portato via da un maledetto tumore al pancreas il 25 luglio 2008 - è qualcosa che ognuno di noi dovrebbe prendersi il tempo per ascoltare. Davvero. Almeno gli ultimi 5-10 minuti. A questa persona va tutta la mia ammirazione e rispetto, per quel che vale. Gli sono grato per il coraggio che ha mostrato di avere anche negli ultimi giorni e per la grande lezione di buon senso che non fa altro che rispolverare tante cose di cui ci si dimentica quando si "diventa grandi". In un periodo così avvilente dal punto di vista culturale e sociale, lezioni come le sue diventano preziose, quasi ad assurgere ad una nuova forma di evangelizzazione laica.

Ne conoscete altri di Randy Pausch ? Ce n'è estremo bisogno.


[Via Dotcoma, Foto credit : Post-gazette.com

23.07.08

Il piacere di scrivere

Sono appena rientrato da due settimane di mare, sole e cozze. La pace dei sensi che mi ha restituito quella serenità e quella spensieratezza che ti consente di godere appieno delle cose belle che ti capitano. Ho scritto qualcosa in questi giorni, di vini e di cibi qua e là sulla rete. Una cosa che non facevo più da tempo delegando sempre più la parte divertente per sobbarcarmi più o meno sempre quella più noiosa della gestione globale quotidiana di questa corazzata. Mi rendo conto che raccontare cose buone perché altri come me possano goderne mi procura grande piacere. Una sensazione gratificante e appagante, un po' per te che fissi i ricordi, un po' per il piacere di esaltare il lavoro di chi fa bene, un po' per il godimento di quelli che verranno e che ancora non sanno. Il grande lavoro che mi vedrà impegnato nei prossimi mesi nella completa ristrutturazione del portale spero mi consentirà, a bocce ferme, di poter ritrovare un po' di questa calma ora solo sfiorata e di poter tornare a fare quello che mi diverte di più, scrivere spensieratamente.

20.06.08

Terroir Vino 2008 i tre premiati della IV Edizione

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Una certezza ce l'abbiamo : il ghiaccio è bastato se abbiamo trascorso la nottata a riversare in piazza qualche quintale di ghiaccio non ancora utilizzato. Un'altra certezza è che alcuni obiettivi sono stati raggiunti con questa Quarta rinnovata edizione. In primo luogo siamo riusciti anche questa volta a portare al Ducale gran parte del mondo dell'enogastronomia in rete con un nutrito numero di giornalisti e di blogger (oltre 80 complessivamente) provenienti da ogni parte d'Italia e dall'estero (Barcellona, New York, Zurigo, ecc..). Sono poi estremamente contento di essere riuscito a ricreare anche in un ambiente estremamente più blasonato - hai detto niente, la casetta del Doge.. - quell'atmosfera informale e rilassata che è e voleva restare connotazione tipica del meeting.

Non so se tutti gli espositori sono rimasti contenti, lo spero. Sicuramente ho visto molti sorrisi e molte facce entusiaste il che mi fa ben sperare per il futuro. Onde evitare di ripetermi, rimando al post che ho già scritto su Vinix per un riepilogo completo e per i rinraziamenti mentre qui di seguito segnalo per chi non fosse riuscito a venire, i tre riconoscimenti assegnati al meeting :


1) Premio Azienda dell'anno 2008 all'azienda Marco Sara
che nell'ultimo anno di degustazioni si è distinta per l'elevatissima qualità dei propri vini, per la costanza qualitativa su tutta la linea produttiva, per il rispetto del territorio e per l'utilizzo di vitigni in particolare sintonia con il Terroir della zona di produzione.

2) Premio per il Vino dal miglior rapporto qualità / prezzo in assoluto all'azienda Zannotti
per il vino "Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Grestio" distintosi in modo particolare per l'eccellente rapporto qualità / prezzo, tenuta presente la tipologia, la zona e i quantitativi di produzione.

3) Premio "Una vita per il vino" a Giulia Mergotti
per aver dedicato gran parte della propria vita al vino e/o al vigneto, con particolare riferimento al lavoro investito per la salvaguardia di un Terroir (Cinque Terre)


Per maggiori informazioni, foto e video resoconti da Terroir Vino, vi basta andare su I-Vinix e digitare "terroir vino".

09.06.08

Kilofrigorie

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Quando arrivi a 7 giorni dall'evento al quale lavori da molti mesi credo sia normale una certa tensione. Lo è già meno il ritrovarsi di punto in bianco con alcuni punti dati ormai per definitivamente risolti da mesi completamente azzerati, con un tutto da rifare insomma. Una giornata quella di oggi che ricorderò per molto tempo.

Ero dal medico intorno alle 12.00 quando per puro caso apprendo da un collega che la domenica in cui dovremo movimentare qualche migliaio di colli di vino, la piazza sulla quale dovremo passare avanti e indietro sarà assediata da un mega raduno di auto d'epoca. Dopo qualche secondo di silenzio quando dall'altro capo sento, "pronto ? è ancora lì ?", con un lieve balzello dalla sedia rispondo "si scusi, sono rimasto senza parole", "raduno d'auto d'epoca ha detto ?", "si, pare sia un raduno di 600 d'epoca, arriveranno a Genova e occuperanno tutta la zona utile per il carico / scarico.

Passano 10 minuti e mentre sudo e il piccolo condizionatore dello studio medico non sembra aiutare granché, squilla nuovamente il telefono. Questa volta è il tizio del ghiaccio, quello con il quale era tutto chiuso e definito da mesi, quello che mi aveva assicurato, non preoccuparti, penso a tutto io, quello che chiamavo ogni quindici giorni da tre mesi per tenerlo sulla corda. Per farla breve, si rende conto - oggi ! - che probabilmente da solo non è in grado di gestire la cosa. Risolto - parzialmente - intorno alle 17.00 il problema del passaggio per i nostri furgoni, con peripezie che vi lascio solo immaginare, ho finito cinque minuti fa di chiamare praticamente tutte le pescherie e i grossisti tra genova la Riviera di Levante per il problema ghiaccio.

E' stato istruttivo perché quando i problemi li devi risolvere direttamente - come di fatto nel mio caso vale nella stragrande maggioranza dei casi - oltre alla scocciatura hai almeno il vantaggio del "senno di poi" immagazzinato in quello specifico frangente. In questo caso ho appreso che i più grossi grossisti - perdonate il bisticcio di parole - di pesce di Genova, tra i maggiori fornitori di ghiaccio della regione, il ghiaccio lo centellinano. C'è come una sorta di lista, come in discoteca, un'opzione per barche e pescherie - il che mi sembra anche giusto, comunque - e quel che resta per te non sono che le briciole.

Ho imparato la differenza tra il ghiaccio secco e il ghiaccio idrico, la temperatura del ghiaccio normale e del ghiaccio secco (-80), ho imparato cosa sono le kilofrigorie (le avevate mai sentite ?), i prezzi dell'uno e degli altri, le capienze dei sacchi del ghiaccio, i tipi, i furgoni necessari per trasportarlo, ecc. Alla fine comunque ho trovato qui in provincia, un grosso distributore di Casarza Ligure salverà il freddo del meeting. Sempre che non accadano altri intoppi.

E' stata una giornata campale, capitata a 7 giorni dal meeting ma per ora nervi saldi, tutto procede come deve.

16.05.08

Terroir Vino, meno 30.


Terroir Vino 2008, IV Edizione TigullioVino.it Meeting

Manca 1 mese a "Terroir Vino", la Quarta Edizione di TigullioVino.it Meeting. Terminata la fase della raccolta adesioni e della parte più importante della comunicazione (insieme a mia moglie - spettatrice un po' incredula mia figlia di 11 mesi - abbiamo appena finito di stampare e imbustare qualcosa come 8.000 buste con invito che partiranno verso la fine di maggio per raggiungere giornalisti, blogger, ristoratori, enotecari, blogger, importatori, distributori, ecc. di tutta la penisola), si avvicina ora la fase forse più delicata del lavoro, il momento più intenso, quello dell'arrivo delle campionature vini: centinaia e centinaia di colli di vino da tutta Italia da controllare, movimentare e far trovare nella posizione giusta, possibilmente in fresco, agli espositori di Terroir Vino. Con il trucco però, che il magazzino lo hai da una parte e il luogo dell'evento dall'altra, altrimenti è troppo semplice.

Nel frattempo ci sono da rincorrere (!) tutti i fornitori, bisogna tenerli pressati chiamarli di continuo perché, parrà strano, ma sono sempre loro che fanno un favore a te e mai il contrario. Leggo e rileggo la lista delle cose da fare molto grezzamente salvata su un piccolo file di testo salvato nella cartellina "meeting 2008" sul desktop del mio nuovo e già usuratissimo pc e mi rendo conto che a soli 30 giorni dalla partenza ci sono ancora moltissime cose da fare e da ricordare. Metto, tolgo e rimetto con maniacale ossessione, una o più "x" di fianco a cose considerate ok e poi da rivedere o da ricontrollare o da accertare. Sono un ansioso. Meglio così da un lato.

Preparate le 8000 buste uno dice, ora basta, ci siamo. Macché. Parti con i portabadge, uno per uno qualche migliaia e finita una scatola da 50 ti guardi e passi a quella successiva, senza fiatare che non sai mai se te ne serviranno 3 o 3000. Poi le sciocchezze: il pane, la focaccia, i grissini il nastro divisorio, le piantane, i segnaposto ma si fa per dire che se poi mancano..

I giochi più rilassanti per me sono le realizzazioni grafiche. Biglietti, banner, catelloni, portabadge, cataloghi, ecc., tutti i progetti grafici, piacciano o non piacciano me li faccio da me almeno poi non mi incazzo col tipografo se fanno schifo.

La cosa che generalmente mi crea più ansia sono gli allestimenti, un po' perché li devi fare il giorno prima - e ancora grazie - e un po' perché in quel tempo determinato tutto deve andare liscio come l'olio, nessun intoppo è contemplabile, non devi esserti dimenticato niente (nel nostro caso, tra l'altro, "il giorno prima" è domenica e solitamente non c'è spazio per esclamazioni del tipo "oh bella, dove sono questi 7 tavoli che mancano ?"). Quest'anno forse la concitazione è ancora più intensa: un po' perché 134 aziende sono circa 1/3 in più dell'anno scorso, un po' perché abbiamo usato ogni centimetro degli spazi delle due sale grandi del Ducale e se cominci a metter giù male il primo tavolo non arriverai mai in fondo ma soprattutto perché questo spostamento a Genova è tutta una scommessa e non sapremo mai come sarà andata se non quando sarà troppo tardi per correre agli eventuali ripari. In questi casi meglio essere ottimisti.

Tovaglie, tovaglioli, sputacchiere, portaghiaccio... il ghiaccio ! Trenta quintali di ghiaccio o, se preferite, tre tonnellate. Basteranno ? Me lo auguro Santa Cunegonda anche se quest'anno tra le simpatie logistiche non c'è l'acqua. L'acqua ! Quindi niente macchine del ghiaccio. Quindi contare sul proprio occhio. Punto. Speriamo di vederci bene almeno. Mi restano da organizzare i due gruppi di ragazzi per la movimentazione vini e per il servizio in sala ma direi che siamo a buon punto.

Domani inizierò il tour locandine. Nei w-e praticamente prendo in ostaggio un fratello, un cugino, un amico stretto e legato su moto o motorino ci si avvia, porta a porta, presso i locali più "vinosi" della Riviera e di Genova. E' una cosa di contorno, non è questa la comunicazione ma vederle appese appaga quel non so che di ego ipertrofico che è in ognuno di noi.

E poi l'attesa.
Di solito è un'alba fresca quella della mattina del meeting. Mi sveglio di buon ora, intorno alle 5,30 perché tanto sono sveglio dalla sera prima, non prendo quasi mai sonno. Guardo alla finestra e parto, andandomi a giocare il lavoro di 7/8 mesi in una manciata di ore. Sempre col sorriso però perché è una festa ogni anno più bella. Dedico un abbraccio enorme a tutti coloro che mi hanno dato una mano - materiale o morale - e vi aspetto a Genova insieme ai 134 mitici protagonisti di questa artigiana festosa avvenutura, anche per dare un volto alle migliaia di persone incontrate e conosciute online durante la restante parte dell'anno.

22.09.07

Tengo duro ma non basta

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Il ricordo nei sensi è così forte che se chiudo gli occhi è quasi come averlo sotto il naso e poi in bocca quel dono divino. La sento, la profondità e l'eleganza del Pinot Nero, la carezza cremosa dello Champagne e la schiettezza di una Schiava di cantina, bevuta piano, guardandosi negli occhi. Mi manca la spezia del Nero d'Avola siracusano, la saggezza e il sale dei grandi Verdicchio di Jesi. Senza l'equilibrio e il rigore di un grande Nebbiolo di Langa non ho punti di riferimento. Manca la terra sotto ai piedi senza l'austero spessore di un Sangiovese Grosso a parar sangue animale. Fosse anche solo una goccia di quel sussurro dolce che sa regalarti un fresco Moscato d'Alessandria passito in una sera d'estate, m'accontenterei. Sogno di te vino, e del tuo profumo. Mi aggrappo allo sbiadito ricordo dell'ultimo suadente Ruché. Mi sento sbattuto e schiaffeggiato come dal tannino duro di un Cannonau isolano e cerco consolazione, vana, nel caldo abbraccio di uno Chardonnay. Aspettami vino, con la spregiudicatezza color verde Sauvignon e la tua grazia quando ti vesti da Pinot Bianco. Dov'è quell'andar via di spuma di Lambrusci e di Prosecchi ? Mi manca la scossa acida dei miei bianchi liguri e quelle granacce, Dio, quelle granacce del ponente che giocano a far le francesi, così sensuali ma così umili, timide, riservate.
Aspetterò. Arriveranno presto quelle notti fredde, lunghe e fumose, di cioccolato nero e Porto, più nero ancora. Arriveranno insieme a quel brivido fresco, di Greco, di Arneis, di Gavi, di quel che vuoi. Verserai amico, oh se verserai ! Al fegato e al resto ci penseremo poi.


[Foto dall'album fotografico di Poggio Argentiera]

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