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17.11.08

Staccata la spina allo spam

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Dopo la chiusura di McColo, fornitore di servizi di Hosting con sede a San Jose, Repubblica online di oggi segnala entusiasticamente l'eliminazione del 75% dello spamming mondiale.

Sono ben lieto per l'effetto sullo spam, ma vorrei qualche dettaglio in più, giusto per capire se con l'acqua sporca si è buttato via anche il bambino oppure no. In pratica, McColo è il fornitore di servizi di hosting utilizzato da uno dei maggiori spammer del mondo, i fornitori di connettività di McColo hanno "staccato la spina" all'hoster interrompendo la connettività di questi signori e di conseguenza allo spammer. Per quanto come ognuno di voi sarò ben felice se veramente da oggi assisterò ad un drastico calo di spam nell mie caselle di posta elettronica, il fatto che possa essere staccata la spina a qualcuno provocandone in un istante la morte, specialmente fino a che questo qualcuno non è il diretto "colpevole" ma un fornitore di servizio - sicuramente connivente, ci mancherebbe, ma.. - mi incute timore.

E' una buona occasione per ricordare che il futuro del sapere e della conoscenza, il bello e il cattivo tempo, l'esistenza o non esistenza di una realtà online, nel bene e nel male, dipenderà sempre più dai fornitori di connettività che acquisiscono ogni giorno un potere di livello non più facilmente misurabile. Se penso per esempio che il mio lavoro è completamente basato sull'online e sebbene io non abbia nulla da temere al momento non avendo fatto mai nulla di illegale, la sola possibilità che ciò possa accadere da un momento all'altro un po' mi spaventa.


[Foto credit: evotional.com]

06.11.08

Obama, vino, protezionismo

C'è un bel post su vinix dove si discute tra le altre cose di Obama, di vino e di protezionismo. Nei vari commenti alcuni si stupiscono ed altri criticano l'eccessiva idealizzazione del nuovo presidente americano ma a tutto o quasi c'è una spiegazione, anche al di là delle qualità oggettive della persona.

L'altra sera, a Ballarò, sono rimasto colpito dalla tenerezza con la quale la giornalista della CNN assisteva alla nostra attenzione verso la vicenda delle presidenziali americane. Questo la dice lunga su un fatto. Noi italiani sogniamo per corrispondenza quando parliamo di politica perché qui in casa nostra non ci è dato farlo. L'America in questo ha sempre rappresentato - almeno pre-bush - un riferimento per chi di noi ama sognare. Ecco, Obama è un po' l'alterego della nostra gerontocrazia corrotta e impunita delle leggi antiprocesso e non continuo che è meglio. Forse è per questo che ci piace tanto, almeno per ora, che è ancora "vergine".

22.10.08

Brunello di Montalcino: sette punti ed un quesito

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Dalla lettura del Comunicato Stampa della Procura di Siena - via vinoalvino - emerge che :

1) Le investigazioni sono iniziate nel settembre del 2007

2) Dopo numerose investigazioni, perquisizioni e analisi è stato appurato che molte aziende hanno violato i disciplinari di produzione del Brunello e del Rosso di Montalcino

3) In seguito a ciò sono stati sequestrati 6,5 milioni di litri di Brunello di Montalcino e 700.000 litri di Rosso di Montalcino

4) In seguito al rigetto delle istanze di restituzione del prodotto sequestrato, la quasi totalità dei produttori interessati hanno chiesto il declassamento da Docg e da Doc a Igt per poterlo commercializzare ugualmente (fino ad ora declassati 1,1 milioni di litri di Brunello e 450.000 litri di Rosso di Montalcino)

5) Per quanto concerne le annate 2004, 2005, 2006, 2007 la Procura ha concesso il dissequestro limitatamente ai quantitativi di vino declassati, non sussistendo più i presupposti per il mantenimento del provvedimento restrittivo. Eventuali dissequestri delle rimanenti quantità saranno subordinati alle analisi di laboratorio, condotte per ora solo sull'annata 2003.

6) Per quanto concerne il Brunello di Montalcino 2003 il dissequestro è stato concesso non solo per il vino declassato da Docg a igt ma anche alle rimanenti quantità di vino di cui è stata accertata la conformità al disciplinare di produzione.

7) Relativamente a due imprese i vini sono risultati conformi ai disciplinari di produzione di riferimento. I prodotti di queste due aziende non erano stati sottoposti a sequestro.


Qui comincio a non capire più però.

a) Il comunicato della Procura di Siena dice chiaramente che relativamente a due imprese (quindi viene da dedurre - al momento - solo relativamente a queste due), i vini sono risultati conformi ai disciplinari.

b) Leggo il comunicato di Banfi "La Procura di Siena ha disposto il dissequestro del Brunello di Montalcino 2003 di Castello Banfi (quindi un vino non declassato) dopo averne determinato la piena conformità al disciplinare di produzione" e dico, fin qui ci siamo.

c) Poi però la Procura aggiunge : "I prodotti di queste due aziende non erano stati sottoposti a sequestro." ma i prodotti di Banfi erano stati sottposti a sequestro.

Se quindi il Brunello di Montalcino Docg di Banfi è stato dissequestrato - così come si afferma nel comunicato stampa dell'omonima azienda - significa che per essere dissequestrato questo fosse prima sottoposto a sequestro. Ma se questo era prima sottoposto a sequestro non può rientrare tra le due aziende relativamente alle quali i vini sono risultati conformi ai disciplinari perché appunto, così come dice il comunicato della Procura, "I prodotti di queste due aziende non erano stati sottoposti a sequestro".

Non capisco.
Ma sono sicuramente io ad essere lento. Qualcuno mi spiega meglio ?

18.10.08

Manifestazioni sul vino, cosa vuole l'azienda ?

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Questo post riprende quasi integralmente un commento che ho pubblicato su vinix a proposito della partecipazione di gruppi di aziende vinicole, cantine sociali o consorzi a contesti che non hanno nulla a che fare con il mondo del vino, formula che da taluni è addirittura ritenuta vincente.

Il mio commento è nato in seguito ad una affermazione di Alessandra su un suo post su vinix. Alessandra, riferendosi alla partecipazione di una cantina sociale al Salone Nautico di Genova, diceva: "Diciamoci la verita': ma chi lo rifiuta un bicchiere di ottimo vino insieme al resto?".

Ne sono certo, nessuno o quasi ma la mia domanda è : è questo l'obiettivo dell'abbinamento ? La promozione ? L'azienda fa più affari in un contesto così o in un contesto specializzato ? E' utile dedicare lavoro e impegno alla realizzazione di manifestazioni che hanno invece come obiettivo quello di convogliare persone qualificate e, possibilmente, interessate - per lavoro - al vino e quindi all'acquisto ? Perchè si tratta di due modi di organizzare le cose in modo completamente diverso. Per esempio organizzare di lunedì piuttosto che di sabato e domenica, puntare a un certo target per far contente le aziende oppure puntare alla quantità per far contenti gli organizzatori. Modi diversi.

Nella mia esperienza ho notato come le aziende si rendono perfettamente conto di quale sia la tipologia di pubblico di una certa manifestazione e alla fine esprimono sempre un giudizio, positivo o negativo. Io di solito quando mi cimento in queste cose ricevo sempre feedback contrastanti: apparentemente il verbo è selezionare. Tutti sembrerebbero sempre preferire meno ressa e più genete qualificata anche se in realtà poi spesso mi capita di assistere a reazioni opposte, più gente c'è - non importa quale - più sembra vedere volti felici. Il target, le persone qualificate, fanno veramente la differenza per l'azienda, per il produttore ? Ottengono più benefici in termini economici e/o di comunicazione in una situazione slegata dal loro contesto o in un ambito che cerca di essere professionale ? E badate, non è una domanda retorica, perché pur avendo sempre puntato tutto sulla seconda soluzione vedo grande entusiasmo anche verso manifestazioni e attività che di contatto col professionale non hanno nulla o quasi.

Esserci non basta più

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Prima dei blog e dei social network il mio motto nel mio lavoro in rete era sempre stato: "esserci, sempre esserci". Con la barba, mal vestiti, mezzi funzionanti, in eterna beta, con una bruschetta nell'occhio, non importava. L'importante all'inizio era esserci - possibilmente tra i primi - per aprire una pista o per non perdere un treno. Una dannata fatica in tutti questi anni, ve lo garantisco. Adesso ci sono tutti, ci siamo tutti (o quasi). Tutti hanno un sito, tutti hanno un blog, tutti hanno un account su linkedin, su myspace o su facebook. Esserci non basta più, è diventato dispersivo. Occorre tornare a curare la qualità, soprattutto delle proprie relazioni. Occorre dare e fare, di continuo e possibilmente bene. Vanno delineandosi centri di leadership, punti di snodo basati sulla quantità (relativa) e qualità di relazioni disponibili, sulla possibilità di fare da tramite per la connessione tra persone e in particolare sulla reputazione di ognuno.

04.10.08

Live grabbing: Ziliani / Rivella

I primi quaranta minuti del confronto tra Franco Ziliani ed Ezio Rivella (supportati rispettivamente da Teobaldo Cappellano e Vittorio Fiore), tenutosi il 3 ottobre 2008 presso l'Università di Siena. Come potete vedere dal video, si tratta di grabbing in diretta dallo streaming video, ho preso i primi quaranta minuti per darvi almeno un'anteprima anche se spero verrà presto pubblicato dagli organizzatori il video completo dell'evento.

13.09.08

Gambero Rosso, un clamoroso autogol

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Strane manovre in quel di Gambero Rosso Holding.
Non conosco personalmente Stefano Bonilli ed anzi alcune sue uscite come per esempio la causa con Guelfo Magrini e le critiche trancianti alle grappe di Romano Levi, non le ho condivise (per quel che vale). Solo qualche sporadico contatto via e-mail, sempre cordiale ma niente di più. Mi astengo pertanto dall'esprimere un giudizio sul fatto in sé del licenziamento. Vorrei invece spendere una parola per i primi passi del nuovo management. Se il buongiorno si vede dal mattino, la nuova leadership non credo avrà gran fortuna online. In queste ore internet è una voce sola, solidarietà a Bonilli per i modi con i quali è stato messo alla porta ed oscurato dal web dalla direzione di Gambero Rosso.

Oscurare dal web ? Ma nemmeno all'età della pietra..

In un articolo apparso oggi sul nuovo blog di Bonilli, immediatamente ripristinato dopo la censura del vecchio, l'ex direttore lamenta il silenzio delle maggiori testate giornalistiche, eccezion fatta per un intervento di Marco Gatti su la Nazione. Non mi preoccuperei più di tanto, il futuro è qui sulla rete.


[Foto credit : http://www.hawaflcio.org]

25.08.08

Quel brighella di Robin Goldstein

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Se ne è già parlato a sufficienza dello scandalino winespectator. Quel brighella di Robin Goldstein potrà forse appendere il cappello dopo questo botto che ha ormai fatto il giro del mondo. Vorrei solo provare a vedere la cosa anche da un'angolazione diversa. Se qualcuno mette in atto dei comportamenti e delle azioni volte ad indurti in errore attraverso artifici e raggiri, posto che non si tratta di truffa perché manca la parte relativa al "guadagno del truffatore" che - per ora - non si è attuata, è ben facile che tu, ingannato, cada nel tranello.

Alla luce di questo e soprattutto considerato il fatto che la competizione a quanto è dato apprendere dalla replica di WS è basata esclusivamente sulle carte dei vini, un pizzico di malizia nel gesto di Goldstein ce la si può anche vedere. A fin di bene, per carità. Giusto perché sono sempre stato uno a cui piace sentire le due campane, ecco la replica di Thomas Matthew, Executive Editor di Wine Spectator :


1. Wine Spectator's Restaurant Awards

Our Awards program was founded in 1981 to encourage restaurants to improve their wine programs, and to aid readers in finding restaurants that take wine seriously. The program evaluates the content, accuracy and presentation of restaurant wine lists. It does not purport to review the restaurant as a whole.

In the program's 27 years, we have evaluated more than 45,000 wine lists. There is no doubt that more restaurants offer good wine lists today than back in 1981. We would like to think that this program has contributed to that development. Further, our Dining Guide is a widely used resource by our subscribers. (View more information on the program here.)


2. How could a restaurant that doesn't exist earn an award for its wine list?

We do not claim to visit every restaurant in our Awards program. We do promise to evaluate their wine lists fairly. (Nearly one-third of new entries each year do not win awards.) We assume that if we receive a wine list, the restaurant that created it does in fact exist. In the application, the restaurant owner warrants that all statements and information provided are truthful and accurate. Of course, we make significant efforts to verify the facts.

In the case of Osteria L'Intrepido:

a. We called the restaurant multiple times; each time, we reached an answering machine and a message from a person purporting to be from the restaurant claiming that it was closed at the moment.

b. Googling the restaurant turned up an actual address and located it on a map of Milan

c. The restaurant sent us a link to a Web site that listed its menu

d. On the Web site Chowhound, diners (now apparently fictitious) discussed their experiences at the non-existent restaurant in entries dated January 2008, to August 2008.


3. How could this wine list earn an award?

On his blog, Goldstein posted a small selection of the wines on this list, along with their poor ratings from Wine Spectator. This was his effort to prove that the list - even if real - did not deserve an award.

However, this selection was not representative of the quality of the complete list that he submitted to our program. Goldstein posted reviews for 15 wines. But the submitted list contained a total of 256 wines. Only 15 wines scored below 80 points.

Fifty-three wines earned ratings of 90 points or higher (outstanding on Wine Spectator's 100-point scale) and a total of 102 earned ratings of 80 points (good) or better. (139 wines were not rated.) Overall, the wines came from many of Italy's top producers, in a clear, accurate presentation.

Here is our description of an Award of Excellence:
Our basic award, for lists that offer a well-chosen selection of quality producers, along with a thematic match to the menu in both price and style.

The list from L'Intrepido clearly falls within these parameters.


4. What did Goldstein achieve?

It has now been demonstrated that an elaborate hoax can deceive Wine Spectator.

This act of malicious duplicity reminds us that no one is completely immune to fraud. It is sad that an unscrupulous person can attack a publication that has earned its reputation for integrity over the past 32 years. Wine Spectator will clearly have to be more vigilant in the future.

Most importantly, however, this scam does not tarnish the legitimate accomplishments of the thousands of real restaurants who currently hold Wine Spectator awards, a result of their skill, hard work and passion for wine."


[Foto credit : Thewinetrials.com]

03.08.08

Ad ogni esigenza, il device appropriato

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Come dire : ad ogni necessità corrisponde un dispositivo elettonico migliore di un altro per soddisfarla. Per dire, il telefono per telefonare, un grande schermo per guardare un film, un computer portatile per scaricare, leggere ed inviare la posta, uno stereo con impianto audio adeguato per ascoltare la musica, una macchina fotografica per fare fotografie, ecc.

C'ero quasi cascato.
Stavo per comprare uno smartphone che mi consentisse di navigare in rete quando lontano da casa, l'iphone magari, oppure - con molta più probabilità - il Nokia N95, un gran bell'oggetto in effetti. Avevo consultato per bene le tariffe esistenti presso i vari gestori e mi ero quasi convinto a passare - dopo 10 anni di vodafone - alla concorrente Tre, unica compagnia (per quanto con un call center a pagamento e veramente inutile se hai un problema da risolvere) in grado di offrirti una tariffa dati decente, quasi flat. Poi mi sono fermato un secondo a riflettere e sono giunto alla conclusione che non sarei stato comunque soddisfatto. Anche se mi dessero una flat vera su mobile (poesia), navigare dal cellulare non sarebbe mai come navigare da uno schermo da almeno 8-10 pollici, con una tastiera vera e tutto quello che mi serve.

Ad ogni esigenza di lavoro o comunicazione che implichi tecnologia, corrisponde un device migliore di un altro per assolvere al compito. Se devi lavorare in rete, un cellulare, per quanto smart sia, non è sufficiente mentre diventa perfetto, anche senza telecamera incorporata, mms ed altre inutili diavolerie, se devi fare una semplice telefonata. Se devi inviare due o tre e-mail al giorno puoi anche industriarti ma pensa doverne gestire giornalmente diverse centinaia con un dispositivo del genere... un suicidio ! :-)

E' anche vero che i tempi cambiano e che le abitudini evolvono ma mentre in taluni casi, come per esempio per gli e-book, il nuovo device può ambire a prendere il posto del precedente (il libro in questo caso, anche se il libro non si scarica), ci sono limiti oggettivi, connaturati al dispositivo, che sono insuperabili: penso per esempio alle ridotte dimensioni dello schermo di un telefonino usato per navigare, alla minor praticità di una webcam integrata rispetto ad una vera e propria telecamera, alla macchinosità di una tastiera virtuale rispetto ad una tastiera reale e via dicendo.

Tutte le compagnie di telefonia mobile ci stanno spiegando che quel che ci serve è uno smartphone per navigare e scaricare la posta. Quello che a me serve invece è un oggetto portabile, tipo un Asus eeePc in una delle ormai molteplici versioni e soprattutto l'infrastruttura per navigare ovunque a costi che abbiano un senso rispetto al mondo reale. Una serie di hotspot nazionali pubblici, il famoso wi-max. Ecco cosa mi serve veramente.

23.07.08

Google referrals, pay per performance e banner sociali

Da una sezione di approfondimento dell'account Google AdSense leggo :"Al momento stiamo valutando l'utilità del programma Referral di Google per garantire che fornisca le migliori opportunità di guadagno per i nostri publisher e al contempo soddisfi le esigenze di Google. Per ora abbiamo sospeso il programma Referral di Google".

Però leggo anche :

"Nell'ambito della recente acquisizione di DoubleClick da parte di Google, la rete di affiliazione Performics è ora entrata a far parte di Google. Per consolidare le nostre offerte, stiamo ritirando gradualmente la versione beta pay-per-action di AdWords e il prodotto verrà ritirato l'ultima settimana di agosto. L'ultima settimana di ottobre verranno rimossi tutte le campagne pay-per-action e tutti i dati correlati dagli account AdWords. In particolare, nei prossimi mesi sono previste le seguenti modifiche al tuo account e alle tue campagne".


Quel che è certo è che il pay per performance o pay per action (cioè te editore mi dai visibilità a prescindere e io, inserzionista, ti pago solo se mi fai ottenere un risultato concreto da me controllato) è una presa per il culo per l'editore ! Mi ricordo ancora quando avventurosamente provai il pay per performance con Esperya (già sotto Gruppo Espresso) attraverso i "servizi" di Tradedoubler, 1 milione di impression regalate. Mai più dissi e così fu.


Molto più interessanti le considerazioni sul social (manco a dirlo) banner del mitico Gianluca Diegoli aka Minimarketing.

09.06.08

Kilofrigorie

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Quando arrivi a 7 giorni dall'evento al quale lavori da molti mesi credo sia normale una certa tensione. Lo è già meno il ritrovarsi di punto in bianco con alcuni punti dati ormai per definitivamente risolti da mesi completamente azzerati, con un tutto da rifare insomma. Una giornata quella di oggi che ricorderò per molto tempo.

Ero dal medico intorno alle 12.00 quando per puro caso apprendo da un collega che la domenica in cui dovremo movimentare qualche migliaio di colli di vino, la piazza sulla quale dovremo passare avanti e indietro sarà assediata da un mega raduno di auto d'epoca. Dopo qualche secondo di silenzio quando dall'altro capo sento, "pronto ? è ancora lì ?", con un lieve balzello dalla sedia rispondo "si scusi, sono rimasto senza parole", "raduno d'auto d'epoca ha detto ?", "si, pare sia un raduno di 600 d'epoca, arriveranno a Genova e occuperanno tutta la zona utile per il carico / scarico.

Passano 10 minuti e mentre sudo e il piccolo condizionatore dello studio medico non sembra aiutare granché, squilla nuovamente il telefono. Questa volta è il tizio del ghiaccio, quello con il quale era tutto chiuso e definito da mesi, quello che mi aveva assicurato, non preoccuparti, penso a tutto io, quello che chiamavo ogni quindici giorni da tre mesi per tenerlo sulla corda. Per farla breve, si rende conto - oggi ! - che probabilmente da solo non è in grado di gestire la cosa. Risolto - parzialmente - intorno alle 17.00 il problema del passaggio per i nostri furgoni, con peripezie che vi lascio solo immaginare, ho finito cinque minuti fa di chiamare praticamente tutte le pescherie e i grossisti tra genova la Riviera di Levante per il problema ghiaccio.

E' stato istruttivo perché quando i problemi li devi risolvere direttamente - come di fatto nel mio caso vale nella stragrande maggioranza dei casi - oltre alla scocciatura hai almeno il vantaggio del "senno di poi" immagazzinato in quello specifico frangente. In questo caso ho appreso che i più grossi grossisti - perdonate il bisticcio di parole - di pesce di Genova, tra i maggiori fornitori di ghiaccio della regione, il ghiaccio lo centellinano. C'è come una sorta di lista, come in discoteca, un'opzione per barche e pescherie - il che mi sembra anche giusto, comunque - e quel che resta per te non sono che le briciole.

Ho imparato la differenza tra il ghiaccio secco e il ghiaccio idrico, la temperatura del ghiaccio normale e del ghiaccio secco (-80), ho imparato cosa sono le kilofrigorie (le avevate mai sentite ?), i prezzi dell'uno e degli altri, le capienze dei sacchi del ghiaccio, i tipi, i furgoni necessari per trasportarlo, ecc. Alla fine comunque ho trovato qui in provincia, un grosso distributore di Casarza Ligure salverà il freddo del meeting. Sempre che non accadano altri intoppi.

E' stata una giornata campale, capitata a 7 giorni dal meeting ma per ora nervi saldi, tutto procede come deve.

09.04.08

I nomi di Velenitaly ? Su internet, dove altrimenti ?

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Ancora una volta la rete gioca d'anticipo su tutto il resto dell'informazione c.d. mainstream battendola anche in qualità e profondità d'indagine. Deve far riflettere come ormai sia la rete, più che altri media, ad essere la vera protagonista dell'informazione, così come dimostra Elisabetta Tosi avendo per prima fatto i nomi della spinosa vicenda Velenitaly.

A corredo dell'ottimo articolo di Elisabetta, segnalo anche alcuni interventi sul tema in corso su Vinix Social Network :

- Velenitaly...no comment
- Scandalo del vino sofisticato
- Controcorrente
- Operazione Vinix, vini sotto ai due euro

13.03.08

Servizi e opportunità nel mondo del vino, direzioni

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Mentre sul blog di Nerina Di Nunzio, marketing women di Gambero Rosso si discute della possibilità di introdurre servizi a pagamento per la consultazione, fruizione degli enormi archivi a disposizione del noto Gruppo editoriale, su Vinix si parla di provare a dar vita a guide / antologie partecipate di vini e ristoranti in ottica open social.

Due direzioni agli antipodi. Premesso che a mio modo di vedere - considerate le rispettive posizioni - sono entrambe condivisibili negli obiettivi, quale modello secondo voi potrà avere maggiore fortuna nel prossimo futuro ? Sono ipotizzabili in una rete che ogni giorno conferma con forza la propria totale gratuità, servizi così di nicchia o così personalizzati o così a "valore aggiunto" da convincere l'utente ad investirci su ?


[Cartoon courtesy from : Vladkolarov.com]

16.10.07

Precisazioni

Leggo oggi sul blog di Ziliani :

Devo dire di trovare molto divertente, ma soprattutto molto istruttiva, la campagna di web advertising dell’ultima trovata del teorico del vino frutto.. che frutta, ovvero “il vino del giorno” ospitato sul “portale sul vino più ricco del mondo”, affidata nientemeno che ad un gruppo di blogger, del vino e del cibo, che sui loro spazi, che teoricamente dovrebbero essere dedicati all’espressione di un indipendenza e di un’originalità di pensiero, sul vino, magari anche sulle guide e sui loro triti vaticini, sono arrivati nientemeno che a pubblicizzare, mediante un classico banner in bella mostra, il più istituzionale e furbo dei comunicatori sul vino. Come direbbe Di Pietro, ma che c’azzecca? Niente, è solo pubblicità, pardon, web advertising, alla faccia della coerenza…

Rispetto anche se non condivido il testo di Franco Ziliani anche se credo che per il lettore che ama la chiarezza e la trasparenza siano necessarie alcune precisazioni.

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16.09.07

Vendemmiare dall'alto o dal basso ?

Non che una strada sia giusta e l'altra sbagliata, ci mancherebbe, tutte le strade portano a Roma. Così, giusto per sottolineare l'esistenza di due modi diversi di fare comunicazione del vino : informazione dall'alto e informazione dal basso.

05.12.06

Intervista a Ricci, un'occasione persa per fare chiarezza

Come promesso alcuni giorni fa, abbiamo appena pubblicato l'intervista a Franco Maria Ricci, Presidente Ais Lazio e Direttore di Bibenda. Peccato. Peccato perché a mio avviso Ricci ha perso un'altra delle molteplici occasioni che ha avuto - e non ha mai raccolto - di poter fare finalmente chiarezza sulle reali e concrete motivazioni che hanno portato all'esclusione dall'ottava edizione della Guida Duemilavini di numerose aziende, anche aziende premiate in precedenza. Chiarezza che non solo è dovuta alle aziende escluse dalla guida quanto - e soprattutto - ai soci Ais che credono nel lavoro dell'Associazione e desiderano che il prestigio e la credibilità della Guida Vini che li rappresenta non vengano in alcun modo intaccati.

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13.11.06

A proposito de...

...l'altra faccia della medaglia.

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