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08.12.08

La paura del prezzo

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Capita, con una certa frequenza, che alcune aziende prenotate per l'invio campionatura vini a TigullioVino.it per la degustazione e la recensione (colgo l'occasione per ricordare a tutte le aziende in attesa della pubblicazione dei risultati che questa avverrà nei primi giorni del 2009 in occasione del lancio del nuovo sito), richiedano che i prezzi franco cantina applicati alla ristorazione non vengano pubblicati. E' una richiesta che nell'ottica di trasparenza che da sempre contraddistingue l'operato di TigullioVino.it non può trovare soddisfazione. E' nostra prassi infatti, da sempre, richiedere all'azienda il prezzo dei propri vini alla ristorazione per indicarlo così all'interno delle nostre schede, ricavando anche da questo il prezzo medio in enoteca (che noi otteniamo aggiungendo il 45% circa di ricarico sul prezzo di origine più l'iva). Credo che questo genere di remora sia sintomatico di un modo di fare commercio e, peggio, di relazionarsi con i propri clienti che personalmente considero vecchio. Siamo nell'era della conversazione globale, del rapporto alla pari con il cliente, della trasparenza. Comprendo che i molteplici rapporti commerciali con altrettanti interlocutori complichino le cose e talvolta impongano una certa riservatezza sul punto ma credo al contempo che il bene più prezioso che il produttore di vino dovrebbe ricercare oggi (come ieri) sia rappresentato dalla fedeltà e dalla fiducia del proprio potenziale cliente. Fedeltà e fiducia che certamente non può essere ottenuta interponendo barriere di questo tipo. Vogliamo smetterla di avere paura ? Paura di cosa poi ?

01.12.08

Pronti, bio !

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Pensare che le risorse del pianeta siano inesauribili è pura illusione così come credere che il peseguimento di una continua crescita secondo gli attuali ritmi e modelli economici, sia possibile oltre che sostenibile. E' l'ora del bio, senza se e senza ma, soprattutto se vogliamo farlo crescere, migliorare e, se possibile farlo diventare normale. E' anche l'ora della filiera corta, a km zero, dei farmer market e dei minori passaggi di mano. E' l'ora di farsi l'orto (chi può) e cercare di diventare autosufficienti oltre che autosostenuti. Proviamo a fare la cosa giusta anche a costo di fare incazzare qualcuno.


Update

Aggiungo a corredo dell'esortazione un commento dell'amico Mike Tommasi inserite su un post analogo su vinix:


Il bio è una condizione necessaria ma non sufficiente.

- esiste il bio di pessima qualità
- esiste il vino da uve biologiche trattato con decine di additivi
- esiste il bio che viene trasportato per 8000km in aereo
- esiste il bio prodotto da aziende che pagano in nero i lavoratori o che li maltrattano
- esiste il bio industriale Californiano che manda in fallimento i piccoli produttori bio dello stato di New York
- esiste il pane da grano biologico tedesco impacchettato in cellophane che si conserva 12 mesi, non si sa come fa a rimanere "fresco" senza aggiunta di dosi incredibili di conservanti.

Datemi il biologico fresco, locale, di filiera corta, con certificazione che il prodotto è socialmente pulito ed esente da conservanti, e ad un prezzo che non limiti la clientela alle sole persone agiate.


[Disclaimer : sono reduce dalla visione dell'ultima puntata di Report]

17.11.08

Free blogger

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Ci avevano già provato qualche tempo fa. Ci stanno riprovando ora, ne parla anche Punto Informatico. In due parole, obbligare la gran parte dei blogger a registrarsi al ROC (registro degli operatori della comunicazione), con conseguente passibilità alle leggi penali in campo editoriale. A me la cosa come ebbi già modo di dire non mi tange più di tanto dal momento che anche senza essere sul ROC non c'è voluto molto per essere coinvolto in vicende giudiziarie (recensione offensiva per un ristorante inviata da un lettore). Non servendo a questo scopo secondo me c'è da pensare che la registrazione al ROC serva piuttosto a "controllare" le varie fonti potenzialmente "pericolose".

C'è questa iniziativa di Grillo di scattarsi una foto con in mano un cartello "free blogger", ci vuole un secondo, se lo facciamo tutti...perché la cosa non passi sotto silenzio. Si finisce anche sulla home di Grillo per qualche minuto. Attimi di notorietà ! :-)

Staccata la spina allo spam

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Dopo la chiusura di McColo, fornitore di servizi di Hosting con sede a San Jose, Repubblica online di oggi segnala entusiasticamente l'eliminazione del 75% dello spamming mondiale.

Sono ben lieto per l'effetto sullo spam, ma vorrei qualche dettaglio in più, giusto per capire se con l'acqua sporca si è buttato via anche il bambino oppure no. In pratica, McColo è il fornitore di servizi di hosting utilizzato da uno dei maggiori spammer del mondo, i fornitori di connettività di McColo hanno "staccato la spina" all'hoster interrompendo la connettività di questi signori e di conseguenza allo spammer. Per quanto come ognuno di voi sarò ben felice se veramente da oggi assisterò ad un drastico calo di spam nell mie caselle di posta elettronica, il fatto che possa essere staccata la spina a qualcuno provocandone in un istante la morte, specialmente fino a che questo qualcuno non è il diretto "colpevole" ma un fornitore di servizio - sicuramente connivente, ci mancherebbe, ma.. - mi incute timore.

E' una buona occasione per ricordare che il futuro del sapere e della conoscenza, il bello e il cattivo tempo, l'esistenza o non esistenza di una realtà online, nel bene e nel male, dipenderà sempre più dai fornitori di connettività che acquisiscono ogni giorno un potere di livello non più facilmente misurabile. Se penso per esempio che il mio lavoro è completamente basato sull'online e sebbene io non abbia nulla da temere al momento non avendo fatto mai nulla di illegale, la sola possibilità che ciò possa accadere da un momento all'altro un po' mi spaventa.


[Foto credit: evotional.com]

10.11.08

Lieviti indigeni

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Mentre è sempre maggiore il numero di vignaioli che si dedicano con soddisfazione a sperimentazioni di vinificazione senza aggiunta di lieviti selezionati e quindi solo con lieviti indigeni presenti sulla buccia delle uve, ci sono aziende enologiche che stanno lavorando a progetti interessanti sui lieviti autoctoni. Se ne parla per esempio in questo video dell'azienda veneta Oliver Ogar e nei relativi commenti tra i quali mi pare interessante riportare la risposta ad una mia domanda ad Alessandro Bertocchi sul progetto Lievita:


Lievita-Selezione Italica è un progetto per la selezione, sperimentazione e produzione industriale di piccoli lotti di lieviti enologici autoctoni italiani destinati alla vinificazione. Promosso da Oliver Ogar Italia, il progetto è stato pienamente condiviso dal MIUR e prevede un investimento di 8,4 milioni di euro, di cui 5 milioni circa co-finanziati dallo stesso Miur. Il progetto è inedito ed esclusivo sia in Italia che all'estero. Non esiste infatti nel nostro Paese un impianto dedicato alla produzione di soli lieviti enologici e non c'è, nel mondo, nessuna azienda che produca ceppi selezionali in funzione del territorio e del vitigno a cui sono destinati. Oliver Ogar Italia ha sviluppato il progetto in due direttrici: da un lato la ricerca e dall'altro lo sviluppo e la produzione industriale. L'attività di ricerca è in collaborazione con istituzioni pubbliche come Veneto Agricoltura, l'Università di Udine e l'Istituto Sperimentale per l'enologia di Velletri ed è finalizzata ad individuare, selezionare e sperimentare ceppi di lievito tipici dei diversi territori. L'obiettivo è quello di associare alle uve caratteristiche di una specifica zona i ceppi di lieviti tipici di quella medesima area per poter valorizzare l'origine e la tipicità dei vini in modo globale.


Quel che è certo, è che da tutti gli assaggi da me condotti in questi ultimi anni su vini ottenuti da lieviti indigeni ho sempre evidenziato alcune caratteristiche comuni e distintive rispetto a vini ottenuti con lieviti selezionati :

- tannini più importanti
- migliore estrazione
- miglior colore
- maggior longevità
- vini più "rustici"
- splendida integrità di frutto

Nel complesso, vini forse un poco meno eleganti ed immediatamente equilibrati ma più longevi ed espressivi, soprattutto in carattere. Che ne pensate ?


[Foto credit: Lieviti indigeni, di Cascina I Carpini]

07.11.08

Post delegato sul Novello

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Immancabile il consueto post sul Novello (a proposito, ma avete notato che ogni anno parliamo quasi sempre delle stesse cose ? Come uscirne ?).

Fermo che sarebbe bene poter bere dei novelli ottenuti da completa macerazione carbonica e non solo in parte - se caratterizzato deve essere, che lo sia fino in fondo, altrimenti è un vino come un altro.. - sono talmente d'accordo con questo post sul novello scritto da Veronica di Donnardea che lo prendo a prestito per esporvi il mio parere su questo tipo di prodotto.


[Foto credit: Luigino Zago]

06.11.08

Obama, vino, protezionismo

C'è un bel post su vinix dove si discute tra le altre cose di Obama, di vino e di protezionismo. Nei vari commenti alcuni si stupiscono ed altri criticano l'eccessiva idealizzazione del nuovo presidente americano ma a tutto o quasi c'è una spiegazione, anche al di là delle qualità oggettive della persona.

L'altra sera, a Ballarò, sono rimasto colpito dalla tenerezza con la quale la giornalista della CNN assisteva alla nostra attenzione verso la vicenda delle presidenziali americane. Questo la dice lunga su un fatto. Noi italiani sogniamo per corrispondenza quando parliamo di politica perché qui in casa nostra non ci è dato farlo. L'America in questo ha sempre rappresentato - almeno pre-bush - un riferimento per chi di noi ama sognare. Ecco, Obama è un po' l'alterego della nostra gerontocrazia corrotta e impunita delle leggi antiprocesso e non continuo che è meglio. Forse è per questo che ci piace tanto, almeno per ora, che è ancora "vergine".

30.10.08

Meglio se mi parli

Non vorrei scrivere la solita pippa due/zero però mi rendo conto che sempre più spesso, mentalmente, attribuisco a quei produttori che vedo mettersi in gioco sul web provando a relazionarsi e raccontarsi come sanno, come possono, alcuni punti in più sul mio personale pagellino dei credibili / non credibili. Già il solo fatto che uno si metta lì a capire come può comunicare e decida di investirci anche solo qualche minuto della sua densissima settimana, mi da l'idea che abbia qualcosa da dire, che sia uno pulito, che merita attenzione. Salve eccezioni, s'intende.

29.10.08

Un laconico Daniele Cernilli

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Ho appena letto l'editoriale di Daniele Cernilli.
Finalmente un cenno ufficiale al licenziamento dell'ex direttore del Gambero Rosso da parte dei vertici - era stato abbastanza assordante il silenzio sui blog dell'editore fino ad ora - peccato però si tratti di un intervento laconico e sibillino: "Non voglio commentare le modalità traumatiche nelle quali è avvenuto tutto questo". Forse ai lettori si doveva un poco di chiarezza in più, ma pazienza.

22.10.08

Brunello di Montalcino: sette punti ed un quesito

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Dalla lettura del Comunicato Stampa della Procura di Siena - via vinoalvino - emerge che :

1) Le investigazioni sono iniziate nel settembre del 2007

2) Dopo numerose investigazioni, perquisizioni e analisi è stato appurato che molte aziende hanno violato i disciplinari di produzione del Brunello e del Rosso di Montalcino

3) In seguito a ciò sono stati sequestrati 6,5 milioni di litri di Brunello di Montalcino e 700.000 litri di Rosso di Montalcino

4) In seguito al rigetto delle istanze di restituzione del prodotto sequestrato, la quasi totalità dei produttori interessati hanno chiesto il declassamento da Docg e da Doc a Igt per poterlo commercializzare ugualmente (fino ad ora declassati 1,1 milioni di litri di Brunello e 450.000 litri di Rosso di Montalcino)

5) Per quanto concerne le annate 2004, 2005, 2006, 2007 la Procura ha concesso il dissequestro limitatamente ai quantitativi di vino declassati, non sussistendo più i presupposti per il mantenimento del provvedimento restrittivo. Eventuali dissequestri delle rimanenti quantità saranno subordinati alle analisi di laboratorio, condotte per ora solo sull'annata 2003.

6) Per quanto concerne il Brunello di Montalcino 2003 il dissequestro è stato concesso non solo per il vino declassato da Docg a igt ma anche alle rimanenti quantità di vino di cui è stata accertata la conformità al disciplinare di produzione.

7) Relativamente a due imprese i vini sono risultati conformi ai disciplinari di produzione di riferimento. I prodotti di queste due aziende non erano stati sottoposti a sequestro.


Qui comincio a non capire più però.

a) Il comunicato della Procura di Siena dice chiaramente che relativamente a due imprese (quindi viene da dedurre - al momento - solo relativamente a queste due), i vini sono risultati conformi ai disciplinari.

b) Leggo il comunicato di Banfi "La Procura di Siena ha disposto il dissequestro del Brunello di Montalcino 2003 di Castello Banfi (quindi un vino non declassato) dopo averne determinato la piena conformità al disciplinare di produzione" e dico, fin qui ci siamo.

c) Poi però la Procura aggiunge : "I prodotti di queste due aziende non erano stati sottoposti a sequestro." ma i prodotti di Banfi erano stati sottposti a sequestro.

Se quindi il Brunello di Montalcino Docg di Banfi è stato dissequestrato - così come si afferma nel comunicato stampa dell'omonima azienda - significa che per essere dissequestrato questo fosse prima sottoposto a sequestro. Ma se questo era prima sottoposto a sequestro non può rientrare tra le due aziende relativamente alle quali i vini sono risultati conformi ai disciplinari perché appunto, così come dice il comunicato della Procura, "I prodotti di queste due aziende non erano stati sottoposti a sequestro".

Non capisco.
Ma sono sicuramente io ad essere lento. Qualcuno mi spiega meglio ?

18.10.08

Manifestazioni sul vino, cosa vuole l'azienda ?

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Questo post riprende quasi integralmente un commento che ho pubblicato su vinix a proposito della partecipazione di gruppi di aziende vinicole, cantine sociali o consorzi a contesti che non hanno nulla a che fare con il mondo del vino, formula che da taluni è addirittura ritenuta vincente.

Il mio commento è nato in seguito ad una affermazione di Alessandra su un suo post su vinix. Alessandra, riferendosi alla partecipazione di una cantina sociale al Salone Nautico di Genova, diceva: "Diciamoci la verita': ma chi lo rifiuta un bicchiere di ottimo vino insieme al resto?".

Ne sono certo, nessuno o quasi ma la mia domanda è : è questo l'obiettivo dell'abbinamento ? La promozione ? L'azienda fa più affari in un contesto così o in un contesto specializzato ? E' utile dedicare lavoro e impegno alla realizzazione di manifestazioni che hanno invece come obiettivo quello di convogliare persone qualificate e, possibilmente, interessate - per lavoro - al vino e quindi all'acquisto ? Perchè si tratta di due modi di organizzare le cose in modo completamente diverso. Per esempio organizzare di lunedì piuttosto che di sabato e domenica, puntare a un certo target per far contente le aziende oppure puntare alla quantità per far contenti gli organizzatori. Modi diversi.

Nella mia esperienza ho notato come le aziende si rendono perfettamente conto di quale sia la tipologia di pubblico di una certa manifestazione e alla fine esprimono sempre un giudizio, positivo o negativo. Io di solito quando mi cimento in queste cose ricevo sempre feedback contrastanti: apparentemente il verbo è selezionare. Tutti sembrerebbero sempre preferire meno ressa e più genete qualificata anche se in realtà poi spesso mi capita di assistere a reazioni opposte, più gente c'è - non importa quale - più sembra vedere volti felici. Il target, le persone qualificate, fanno veramente la differenza per l'azienda, per il produttore ? Ottengono più benefici in termini economici e/o di comunicazione in una situazione slegata dal loro contesto o in un ambito che cerca di essere professionale ? E badate, non è una domanda retorica, perché pur avendo sempre puntato tutto sulla seconda soluzione vedo grande entusiasmo anche verso manifestazioni e attività che di contatto col professionale non hanno nulla o quasi.

Esserci non basta più

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Prima dei blog e dei social network il mio motto nel mio lavoro in rete era sempre stato: "esserci, sempre esserci". Con la barba, mal vestiti, mezzi funzionanti, in eterna beta, con una bruschetta nell'occhio, non importava. L'importante all'inizio era esserci - possibilmente tra i primi - per aprire una pista o per non perdere un treno. Una dannata fatica in tutti questi anni, ve lo garantisco. Adesso ci sono tutti, ci siamo tutti (o quasi). Tutti hanno un sito, tutti hanno un blog, tutti hanno un account su linkedin, su myspace o su facebook. Esserci non basta più, è diventato dispersivo. Occorre tornare a curare la qualità, soprattutto delle proprie relazioni. Occorre dare e fare, di continuo e possibilmente bene. Vanno delineandosi centri di leadership, punti di snodo basati sulla quantità (relativa) e qualità di relazioni disponibili, sulla possibilità di fare da tramite per la connessione tra persone e in particolare sulla reputazione di ognuno.

10.10.08

Guide Vini 2009

Sbaglio o quest'anno l'attenzione mediatica sulle guide vini, almeno online, è ai minimi storici ? Il valore di un "tre bicchieri" o di un "cinque grappoli" o altro massimo riconoscimento oggi ha lo stesso valore di ieri oppure è un po' come la laurea per un neolaureato ?

09.10.08

Disintermediazione, rapporto diretto, immediatezza

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Mi è piaciuto e condivido completamente qesto periodo di un post recente di Beppe Grillo:

"Le aziende, in particolare le piccole, sono obbligate a reggersi sul debito a causa dello Stato. Ogni volta che emettono una fattura devono anticipare l'IVA. Le fatture sono pagate, se va bene, a 120 - 160 giorni. Se va male, mai e l'IVA viene rimborsata dallo Stato in tempi biblici. Le aziende devono pagare tasse presunte e anticipate...(omissis)...se una società ha un certo profitto in un anno, deve pagare le tasse su quel profitto, in anticipo, anche per l'anno successivo. E se l'anno dopo ha una perdita?"

Io sono per il momento ancora fuori dal problema dei fidi bancari, perché nella mia vita ho sempre cercato di non fare mai il passo più lungo della gamba e quindi di investire solo qando concretamente potevo permettermelo, partendo da 1 e facendo 2 investendo 1 per fare tre, ecc. ma il problema dei pagamernenti dilazionati, di iva e tasse anticipate, di filiere troppo lunghe che falsano il valore dei prodotti e dei servizi è metastatico, ai confini della realtà, creativo per usare una parola in voga in questi giorni.

Una delle ricette per salvarsi, sia nel campo del vino che in ogni altro settore, è la disintermediazione. Riducendo al minimo indispensabile la filiera si accorciano i passaggi, accorciando i passaggi diminuiscono gli intermediari ed è possibile applicare prezzi più convenienti (vedi l'esempio dei farmer's market) inoltre, velocizzando i pagamenti è possibile in molti casi evitare di ricorrere al credito bancario perché i crediti vengono saldati in tempo e il produttore/fornitore respira ossigeno. Tutto circola più in fretta e senza sprechi. E' l'ora di cominciare a capire dove l'intermediazione serve e dove no e in tutti i casi dove è possibile, sostituirla con il rapporto diretto e immediato (non mediato) tra azienda e consumatore, tra azienda e fornitore.

Punti fermi per il mercato dei prossimi anni secondo me : web 2.0, e-commerce, logistica.


[Foto credit : http://rvforsaleguide.com/los-angeles-california.htm]

04.10.08

Live grabbing: Ziliani / Rivella

I primi quaranta minuti del confronto tra Franco Ziliani ed Ezio Rivella (supportati rispettivamente da Teobaldo Cappellano e Vittorio Fiore), tenutosi il 3 ottobre 2008 presso l'Università di Siena. Come potete vedere dal video, si tratta di grabbing in diretta dallo streaming video, ho preso i primi quaranta minuti per darvi almeno un'anteprima anche se spero verrà presto pubblicato dagli organizzatori il video completo dell'evento.

30.09.08

Vignaioli skillati, un po' di storie

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In rete ci sono alcuni produttori di vino dotati di un gene particolare, quello della comunicazione. Non parlo solo di coloro che hanno aperto un blog (da Gianpaolo Paglia a Susanna Crociani, da Mirco Mariotti a Silvia Maestrelli, ecc.) ma soprattutto di coloro che, andando oltre agli stereotipi classici - leggi: se non hai un blog sei out, mica vero ! - hanno contribuito a inventarla la comunicazione anziché subirla o semplicemente praticarla, grazie a interpretazioni del tutto personali degli usi infiniti che della rete si possono fare.

Chi sono dunque i vignaioli (ma non solo) con skills orientati alla comunicazione ? Chi vi suggerisco di leggere se avete voglia di cominciare a fare qualche passo "senza rete" ?

Sicuramente dovrete partire da Gianpaolo Paglia, se l'è guadagnato in questi anni il primato di vignaiolo 2.0, non solo online ma anche offline. Ultima, in senso cronologico, la sua idea dei tasting panel pubblici - se non erro già provati, più in sordina l'anno scorso su un gruppo più ristretto - per far testare i propri vini, con relativa pubblicazione dei risultati, a tutti coloro che ne avessero fatto richiesta e, bada bene, "senza rete", dove ognuno quindi ha potuto scrivere quello che pensa, senza filtri o censure di alcun tipo (per quanto sia ovvio è bene ribadirlo per sottolineare la differenza di approccio rispetto ad altri modi di fare comunicazione più tradizionali).

Qualcuno potrebbe obiettare, ebbasta ! Ancora con 'sto Paglia e in effetti quello che si fa non basta mai, a volte occorre stare attenti anche sul versante opposto, quello della sovraesposizione, che per chi si avventura su questi percorsi da pionieri può anche rappresentare uno dei rischi più subdoli. Ma signori miei, dopo tutti gli inviti a comunicare, ad aprirsi a confrontarsi a mettersi in gioco, ad ascoltare fatti negli ultimi anni, quando c'è un esempio di tale apertura non è forse il caso di fermarsi, chinare il capo e fare i debiti complimenti ? In questi giorni la rete parla molto di Gianpaolo e dei suoi vini, certo, ci sono anche conversazioni non positive su alcuni vini ma questo è il bello del gioco - che gioco non è - è quello che lo rende reale, vero. E' quello che lo fa funzionare. Senza contare la quantità di feedback concreti raccolti su cosa piace e cosa no dei propri vini, utili a migliorarsi se solo si è capaci ad ascoltare.

Ma ad un occhio attento, non sarà sfuggito che c'è molto altro sotto al sole. Chi rappresenta la nouvelle vague della comunicazione online tra produttori di vini, oli e cose buone ?


Vignaioli (e non solo) skillati

Paolo Carlo Ghislandi di Cascina I Carpini per esempio. Paolo l'ho conosciuto su Vinix. Non solo ha organizzato la presentazione della propria azienda utilizzando quasi esclusivamente gli strumenti della rete ma ha realizzato le schede vini e le brochure aziendali grazie ai suggerimenti raccolti sul social network. Paolo è venuto anche insieme a me a Riva del Garda al FoodCamp a presentare che cosa voglia dire vivere un social network dalla parte - per una volta - di chi lo utilizza come fruitore, un vignaiolo ! Uno dentro la conversazione Paolo, emergente ma con tutte le carte in regola per far bene, a partire dalla piacevolezza dei suoi vini e parlo a ragion veduta (assaggiatevi un Bruma d'Autunno per dire).

Luciano Capellini ha iniziato a usare la rete per far conoscere la difficoltà di lavorare vigneti terrazzati a picco sul mare, i costi e la fatica di portare avanti un lavoro come questo, praticato in condizioni estreme. Un utilizzatore saltuario che sa impiegare bene il suo tempo. Poco ma buono, come i suoi vini del resto (premio una vita per il vino a sua mamma all'ultimo Terroir Vino del 16 giugno a Genova).

Luciano Ciolfi di Sanlorenzo, un ragazzo giovane, entusiasta delle nuove tecnologie, uno che puoi trovare seduto nel vigneto con il portatile e la connessione umts a spedire una e-mail o a chattare su skype per chiudere un contratto. Un piccolo produttore che a Montalcino produce Rosso e Brunello e che online ha condiviso parte della sua vita di vignaiolo, dall'invaiatura alla vendemmia.

Cantina Li Seddi, cioè Franco Stangoni detto "la spugna", non perché la quantità di vino ingerito ma perché è uno che ogni cosa che vede la impara e la assorbe facendola sua. Un piccolo produttore di vini da vigneti a piede franco a Badesi che Vinitaly 2008 l'ha trasmesso in diretta video online dal suo stand catalizzando in 5 giorni centinaia di persone on e offline, gran parte provenienti da relazioni stabilite su social network. Tanti hanno comprato vino.

Mauro Feola, altro produttore ligure che ha trovato vie alternative per presentare i propri vini nelle enoteche usando la rete per trovare i fornitori di servizi e raccontanto sé stesso e il proprio lavoro attraverso i social network.

Emanuele Coveri di Terre di Confine, che al grido di "Merlot Bastardo !" ha presentato la sua prima vendemmia da vignaiolo. Un altro giovane entusiasta della vita e del suo lavoro, pieno di sano umorismo e vero più che mai dietro alla tastiera.

Filippo Cintolesi di Podere Erbolo un fisico della materia prestato all'agricoltura che oltre a fare con le sue mani (nel senso che il batonnage lo fa proprio a mano!) un Sangiovese strepitoso, proprio come si faceva una volta, scarico, godibilissimo, aveva esordito online geolocalizzando la sua azienda sulle mappe di google e senza nemmeno troppo aiuto, anzi ! :-)

Giovanni Trovati dell'azienda Samperi non solo usa regolarmente il suo blog come strumento di comunicazione per la sua aziedna ma ha usato la rete per creare le basi di un corso di formazione "Promozione del territorio rurale". Un piccolo produttore di oli strepitosi e coltivatore di pesche da capogiro, persona precisa, attenta, meticolosa, seria, capace. Ha addirittura spiegato in tre brevi episodi, come e perché l'uso della rete lo abbia aiutato. Mi ha piacevolmente colpito il suo approccio alla rete.

Andrea Bezzecchi (valgono i produttori di aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia ?) che oltre ad essere venuto a Riva del Garda al FoodCamp e ad aver offerto a tutti il suo meraviglioso aceto su gelato alla crema, sta presentando attraverso una serie di video ben fatti (tutti presenti su vinix), il metodo di produzione e affinamento dell'aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia.

Armin Kobler, enologo, produttore di vino Altoatesino, ha piazzato una webcam in cantina per mostrare in diretta il lavoro di cantina.

I Corsari del Gusto, che tra i primi iniziato a prendere parte della conversazione online, dando esempio a molti.


Potrei andare avanti per ore a raccontarvi quanto ogni giorno resti colpito da cosa un po' di tecnologia e passione possono consentire di fare oggi ad un vignaiolo o a chiunque intenda avvalersi della rete per comunicare / conversare / stabilire relazioni. Mi scuso con i tantissimi altrettanto meritevoli casi che non ho citato, non faticherete a scoprirli da voi, ormai sono "in rete".


[Foto credit: una rivisitazione di una foto di Luciano Capellini a Volastra]

11.09.08

A proposito di rating: taggare il vino

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Premessa, in occasione della conferenza dei blogger tenutasi a fine agosto a Logrono in Spagna, tra le altre cose si è parlato molto di sistemi di valutazione del vino, di rating, di voti, di opportunità o meno di giudizi numerici o simbolici. Il tema ha trovato un particolare risvolto pratico nella proposta da parte di Giampiero Nadali di una sperimentazione di sistemi di valutazione di tipo edonistico della quale ci ha compiutamente parlato in questo articolo.

Io sono tra coloro che credono che un qualche sistema di sintesi del valore / qualità di un vino sia utile, per praticità e sintesi, se affiancato alla descrizione testuale di un vino. Serve per catalogare le informazioni in modo efficace, può servire a dare un'idea di massima, in base al metro di ciascuno, sul valore e sulla tipologia di un vino. L'idea di un sistema di tipo edonistico è molto affascinante e sicuramente di facile comprensione per il consumatore finale nella fase di scelta.

Ma qual è, in rete, lo strumento che ad oggi meglio di ogni altro è in grado di assumere il ruolo tecnico di un sistema di valutazione che pur sempre si appoggia alle parole, sia pur in modo sintetico ? Il tag.

Sempre di più i contenuti e le informazioni in rete vengono "taggate" dalle persone: una o più parole singole o composte che, associate ad un contenuto direttamente da chi lo scrive, sono in grado di sintetizzarne il significato più profondo ed ampliarne i confini con abbinamenti che spesso vanno ben oltre il freddo strumento della keyword, la parola chiave, generalmente ricavata meccanicamente da un agglomerato di parole più ampio.

Il tag è qualcosa di più. E' un'attività umana, presuppone un ragionamento ed un lavoro di sintesi che una volta compiuto diventa un bene prezioso inestimabile di catalogazione, definizione, espansione e ridefinizione. Certo, in parte soggettivo, ma cosa non è soggettivo in questo mondo enoico ?

A tal proposito mi piacerebbe verificare la possibilità di affiancare / integrare se possibile questa sperimentazione di blogger promossa da Aristide con questa mia proposta di "classificare" il vino sinteticamente attraverso tags. Dove l'edonismo può essere la rotta (o meglio, una delle possibili rotte) e il tag il timone. Quello che propongo è quindi di coniare, con l'aiuto della sperimentazione in atto, si panel di degustazione, di centri enologici, di esperti, di appassionati, linguisti, una serie di "tags" di vario tipo ma universalmente utili per descrivere univocamente un vino e renderlo comprensibile all'utente della strada con margini di errore molto limitati.

Un'associazione che resterebbe naturalmente accessoria rispetto alla storia e al parlato che ovviamente restano sempre il cardine di una vera e approfondita degustazione. Tra l'altro, se ci pensate, una serie di pochi tags molto pertinenti, può anche essere molto semplicemente aggiunta in etichetta e allo stesso tempo uno strumento di semplicissima adozione da parte, per esempio, di un'enoteca che potrebbe assegnare alcuni tag su un cartellino insieme al prezzo. (esempi a casaccio : molto alcolico, adatto a cibi molto grassi, asciuga la lingua, fruttato, sensazione di legno, elegante, suadente, ceralacca, semplice, difficile, ecc.).

Questo lavoro lo stiamo facendo ogni giorno su vinix con tutti i contenuti ma in modo molto più soggettivo di come lo si potrebbe fare seguendo uno schema riconosciuto e precostituito (ferma la sacrosanta libertà di ognuno di non seguirlo, ovviamente). Credo anche che oltre 11.000 tags diversi già raccolti, molti dei quali dedicati alla descrizione dei vini, potrebbero rappresentare una buona base di partenza per un eventuale studio. Se un domani fosse disponibile una serie di tag precostituiti da assumere come modello per un vino di un certo tipo, sarei lieto di aggiungerli ad ogni mia degustazione. Una sorta di esperanto del vino.

Che ne pensate ?


[Foto credit : Danembraceddc]

25.08.08

Quel brighella di Robin Goldstein

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Se ne è già parlato a sufficienza dello scandalino winespectator. Quel brighella di Robin Goldstein potrà forse appendere il cappello dopo questo botto che ha ormai fatto il giro del mondo. Vorrei solo provare a vedere la cosa anche da un'angolazione diversa. Se qualcuno mette in atto dei comportamenti e delle azioni volte ad indurti in errore attraverso artifici e raggiri, posto che non si tratta di truffa perché manca la parte relativa al "guadagno del truffatore" che - per ora - non si è attuata, è ben facile che tu, ingannato, cada nel tranello.

Alla luce di questo e soprattutto considerato il fatto che la competizione a quanto è dato apprendere dalla replica di WS è basata esclusivamente sulle carte dei vini, un pizzico di malizia nel gesto di Goldstein ce la si può anche vedere. A fin di bene, per carità. Giusto perché sono sempre stato uno a cui piace sentire le due campane, ecco la replica di Thomas Matthew, Executive Editor di Wine Spectator :


1. Wine Spectator's Restaurant Awards

Our Awards program was founded in 1981 to encourage restaurants to improve their wine programs, and to aid readers in finding restaurants that take wine seriously. The program evaluates the content, accuracy and presentation of restaurant wine lists. It does not purport to review the restaurant as a whole.

In the program's 27 years, we have evaluated more than 45,000 wine lists. There is no doubt that more restaurants offer good wine lists today than back in 1981. We would like to think that this program has contributed to that development. Further, our Dining Guide is a widely used resource by our subscribers. (View more information on the program here.)


2. How could a restaurant that doesn't exist earn an award for its wine list?

We do not claim to visit every restaurant in our Awards program. We do promise to evaluate their wine lists fairly. (Nearly one-third of new entries each year do not win awards.) We assume that if we receive a wine list, the restaurant that created it does in fact exist. In the application, the restaurant owner warrants that all statements and information provided are truthful and accurate. Of course, we make significant efforts to verify the facts.

In the case of Osteria L'Intrepido:

a. We called the restaurant multiple times; each time, we reached an answering machine and a message from a person purporting to be from the restaurant claiming that it was closed at the moment.

b. Googling the restaurant turned up an actual address and located it on a map of Milan

c. The restaurant sent us a link to a Web site that listed its menu

d. On the Web site Chowhound, diners (now apparently fictitious) discussed their experiences at the non-existent restaurant in entries dated January 2008, to August 2008.


3. How could this wine list earn an award?

On his blog, Goldstein posted a small selection of the wines on this list, along with their poor ratings from Wine Spectator. This was his effort to prove that the list - even if real - did not deserve an award.

However, this selection was not representative of the quality of the complete list that he submitted to our program. Goldstein posted reviews for 15 wines. But the submitted list contained a total of 256 wines. Only 15 wines scored below 80 points.

Fifty-three wines earned ratings of 90 points or higher (outstanding on Wine Spectator's 100-point scale) and a total of 102 earned ratings of 80 points (good) or better. (139 wines were not rated.) Overall, the wines came from many of Italy's top producers, in a clear, accurate presentation.

Here is our description of an Award of Excellence:
Our basic award, for lists that offer a well-chosen selection of quality producers, along with a thematic match to the menu in both price and style.

The list from L'Intrepido clearly falls within these parameters.


4. What did Goldstein achieve?

It has now been demonstrated that an elaborate hoax can deceive Wine Spectator.

This act of malicious duplicity reminds us that no one is completely immune to fraud. It is sad that an unscrupulous person can attack a publication that has earned its reputation for integrity over the past 32 years. Wine Spectator will clearly have to be more vigilant in the future.

Most importantly, however, this scam does not tarnish the legitimate accomplishments of the thousands of real restaurants who currently hold Wine Spectator awards, a result of their skill, hard work and passion for wine."


[Foto credit : Thewinetrials.com]

21.08.08

Battaglia tecnologica, un grande passo avanti

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Rispetto a 2-3 anni fa, la situazione di arretratezza tecnologica del settore vitivinicolo è decisamente mutata. Non che l'obiettivo sia raggiunto, tanto che permangono ancora numerosi ostacoli legati anche alle infrastrutture tecnologiche (leggi : mancanza di banda larga in zone agricole o poco abitate, tariffe mobili che non possono fungere da alternativa per via di prezzi ridicoli, finte tariffe flat o soluzioni che sarebbero anche interessanti ma non sono dai più sfruttabili per mancanza di copertura). Stiamo assistendo, lo dico con una certa cognizione di causa, ad un lento ma consapevole avvicinamento ad internet che oggi non è più visto come quel "coso" dove si può fare quel che si vuole infischiandosene degli altri ma come un luogo dove esistono le medesime regole di buon senso e buona convivenza che esistono nella normale vita di tutti i giorni, fuori dalla rete.


Un nuovo fermento digitale

Sempre più di frequente mi capita di notare nuovi produttori di vino cominciare ad utilizzare l'e-mail con regolarità, commentare sui blog o sui forum, avvicinarsi con scrupolosa attenzione al fenomeno dei social network - specie quelli tematici - e rispondere alle recensioni dei propri vini, interagendo e dialogando con i loro fans o i loro detrattori. Si comincia ad ascoltare. Qualcosa di incredibile per chi come me da anni e attraverso alterne fortune cerca di contribuire, almeno un poco, a fare informazione e formazione in questo settore.

Oggi, a distanza di qualche anno da quel fallimentare esperimento con il quale avevamo provato a creare qui su tigulliovino una serie di blog di categoria dove, non solo ai produttori di vino, ma ad ogni figura professionale di settore era stata offerta la possibilità di usare una piattaforma gratuita di blogging di settore, resto ancora incredulo di fronte all'opposto fenomeno di partecipazione che invece ho la fortuna di poter apprezzare su Vinix con cui ho forse saputo interpretare meglio e con strumenti nuovi e più semplici un desiderio di partecipazione e confronto che nel frattempo era comunque maturato.

Un salto in avanti enorme rispetto, per esempio, a 5 anni fa o prima ancora, quando l'e-mail quasi non veniva utilizzata ed internet era sempre e comunque una "cosa per ragazzini" o "un covo di pedofili" e questo nonostante ci sia ancora qualcuno che ancora oggi è convinto di queste sciocchezze (perdonateli, non sanno di cosa parlano) ;-)


Tutto ciò, sembra solo a me ?


[Foto credit : Weblogcartoons.com]

13.08.08

Penetrazione bag in box soddisfa la domanda

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Zaia dice si al bag in box: evvai di autoflagellazione.
E' tipico di noi italiani non saper vendere quello che abbiamo e, quando ci proviamo, farlo mutuando forme e modi che non ci appartengono (o non dovrebbero appartenerci) e che nella maggior parte dei casi ci fanno apparire grotteschi agli occhi del resto del mondo.

"Abbiamo preso atto delle richieste del mercato, in particolare della domanda dei paesi del nord Europa, dove il "bag in box" può essere un utile strumento di penetrazione per il vino italiano" dice Zaia (grassetto mio, ndr).

Quale dei sensi possibili attribuire al termine "penetrazione" in questo caso ? E' così che la qualità del vino italiano ha deciso di soddisfare la "domanda dei paesi del nord", quelli dove nel week-end è abbastanza consueto vedere gente sbronza vomitare per strada ? Che sia un'operazione di targeted-marketing di ultima generazione ? Almeno pesa poco..


[Foto : http://www.runopak.pl/bag_eng.htm]

23.07.08

Il piacere di scrivere

Sono appena rientrato da due settimane di mare, sole e cozze. La pace dei sensi che mi ha restituito quella serenità e quella spensieratezza che ti consente di godere appieno delle cose belle che ti capitano. Ho scritto qualcosa in questi giorni, di vini e di cibi qua e là sulla rete. Una cosa che non facevo più da tempo delegando sempre più la parte divertente per sobbarcarmi più o meno sempre quella più noiosa della gestione globale quotidiana di questa corazzata. Mi rendo conto che raccontare cose buone perché altri come me possano goderne mi procura grande piacere. Una sensazione gratificante e appagante, un po' per te che fissi i ricordi, un po' per il piacere di esaltare il lavoro di chi fa bene, un po' per il godimento di quelli che verranno e che ancora non sanno. Il grande lavoro che mi vedrà impegnato nei prossimi mesi nella completa ristrutturazione del portale spero mi consentirà, a bocce ferme, di poter ritrovare un po' di questa calma ora solo sfiorata e di poter tornare a fare quello che mi diverte di più, scrivere spensieratamente.

21.07.08

Shifting

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Qualche giorno fa Stefano Bonilli accennava ad una certa stanchezza che si respira nella blogosfera. Vero direi. Al di là delle vacanze estive, per alcuni concluse, per altri in arrivo, credo tuttavia che il punto sia un altro. Si potrebbe infatti vedere la cosa, una volta tanto, non dal punto di vista del lettore ma dal punto di vista di chi scrive.

Sulla rete si sta a mio avviso assistendo ad un fenomeno di "shifting" o riposizionamento verso grossi centri catalizzatori d'informazione e la scelta è spesso obbligata poiché per ragioni di tempo non è possibile seguire tutto e si è quindi costretti a scegliere cosa leggere e cosa no. In pratica, da un certo punto di vista, mi sembra si stia tornando indietro alla situazione di una decina d'anni fa dove, con strumenti completamente diversi e meno partecipativi pochi noti centri catalizzatori facevano da "nodo" per lo smmistamento delle informazioni sterminate del web, più o meno tutti partivano da lì. Penso per esempio al vecchio Virgilio o ad altri grandi portali generalisti del tempo.

L'informazione negli ultimi anni si è andata via via frammentando sempre di più specializzandosi certo (la coda lunga). A fronte di un'offerta capillare - quasi esuberante dal punto di vista dei contenuti - si fa però sempre più fatica a star dietro a tutto e a tutti, nonostante nuovi portentosi strumenti come i feed rss, ormai indispensabili per poter gestire gli enormi volumi d'informazione giornalieri cui almeno chi lavora sul web è costretto a far fronte.

Da qui la necessità - sempre imho - di nuovi sistemi di aggregazione e gestione del contenuto che da un lato consentano di ridurre il numero di fonti diverse da consultare e dall'altro siano in grado di catalizzare la maggior parte delle persone di riferimento con relativa possibilità di instaurare relazioni online. Parlo di social network ovviamente, delle più varie fogge che giocheranno la partita sulla base della loro credibilità e attendibilità.

Fermo restando che un buon blog è e resterà ancora per molto un'ottima ed insostituibile risorsa d'informazione alternativa, è una mia impressione o effettivamente la stanchezza di alcuni blog - il mio prima degli altri ! - è correlata anche ad una certa sofferenza di emersione e sostenibilità nei confronti di altre forme più recenti di sviluppo sulla rete che al momento vedono i social network come strumento di riferimento ?

23.05.08

Cantine aperte, modalità push e modalità pull

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Nell'ultimo mese, le caselle di posta elettronica di tutto il mondo del vino sono state invase dagli inviti e dalle segnalazioni per le migliaia di splendide iniziative organizzate per "Cantine Aperte" su tutto il territorio nazionale. Premesso che trovo comprensibile che un'azienda abbia il desiderio di segnalare le proprie iniziative, vorrei soffermare un istante l'attenzione su alcuni punti. Da un lato sono ancora moltissime le aziende che spediscono mail senza aver raccolto regolarmente l'indirizzo (io credo di aver ricevuto più di 3000 mail nei soli ultimi 15 giorni su svariati indirizzi di tigulliovino, vinix, ecc.) dall'altro penso che se la comunicazione fosse centralizzata si potrebbero ottenere migliori risultati.

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11.04.08

Vizzari e il giornalismo enogastronomico

Non sono un giornalista, né un professionista, amo talvolta definirmi editore nella più piccola e umile accezione possibile del termine e comunque limitata esclusivamente ad internet dove conduco da alcuni anni diversi progetti. Mi è capitato spesso di pensare come sarebbe stato affrontare tutta questa esperienza da professionista e non da piccolo imprenditore strappato ad altre strade. Ancora più spesso mi sono posto il problema del tipo di settore scelto che, in quanto legato ad argomenti almeno sulla carta più leggeri rispetto per esempio alla cronaca o alla politica, probabilmente rappresenta per alcuni un settore di serie b nel giornalismo tout court. Ma questa, ripeto, è solo una considerazione personale, probabilmente sbagliata, poiché la dignità di un giornalista credo stia più nel livello qualitativo offerto, nella credibilità e, in definitiva, nella persona, che nel tipo di ramo in cui questa opera.

Tutto questo preambolo per dire che la presa di posizione di Enzo Vizzari contro la copertina de L'Espresso, immediatamente seguita da quella che lo stesso Stefano Bonilli ha definito come una rimozione dai ruoli ricoperti da Vizzari sul settimanale e sul blog - per chi non avesse seguito la vicenda il blog di Vizzari non è più accessibile dai giorni immediatamente seguenti la sua presa di posizione - credo abbia rivalutato e di molto la figura del giornalista gastronomico e della categoria intera dando una sferzata di vitalità positiva al giornalismo di settore.

Quello che stupisce piuttosto, è che questi piccoli gesti deontologicamente auspicati - se non dovuti - appaiano oggi come espressioni quasi eccezionali di correttezza e fermezza di fronte ai quali tutti, io compreso, quasi si inchinano per riconoscere l'onore al merito.

29.01.08

Rischio di deriva elitaria del mondo biodinamico ?

Questo post merita forse una premessa.
Amo alcuni vini cosiddetti biodinamici e nel contempo ne riscontro quotidianamente i limiti e le imprecisioni, soprattutto quando ti capita di stappare un vino pagato intorno ai 40 euro rifermentato in bottiglia. Sono d'accordo che il mondo del vino così come quello dell'agricoltura tutta, debba guardare con sempre maggiore attenzione alla ricerca del minor impatto ambientale possibile e all'ottenimento del prodotto più sano e qualitativo possibile anche se non disdegno compromessi quando sono in grado di avvicinare nuovi consumatori a vino di qualità e procurarmi gioia del corpo e della mente anche se non appartenenti a questo o quello schieramento filosofico di produzione.

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18.01.08

Le registrazioni audio della prima skypecast di Vinix

Ecco - evito di ricopiare il post già scritto altrove - le 12 registrazioni audio della prima Skypecast "carbonara" organizzata da Vinix. Ce n'è per tutti i gusti.

16.01.08

Biologico, biodinamico, trattamenti sistemici, rame, zolfo...

Per chi se lo fosse perso, segnalo un post su vinix che ha raccolto moltissimi commenti, anche molto tecnici, sa parte di produttori di vino e appassionati. Si parla di agricoltura biologica e biodinamica, di trattamenti sanitari in vigneto e di opposte visioni e concezioni di fare vitivinicoltura. A mio avviso molto interessante, per questo ve lo segnalo anche da qui. Sopo tanto, tanto lavoro, finalmente si cominciano a vedere i risultati : produttori di vino che intervengono con assiduità su temi e questioni anche tecniche a loro care. Per me è fonte di grande soddisfazione.

04.01.08

Ecco di cosa si parlerà lunedì 7 gennaio nella prima skypecast di Vinix

Lunedì 7 gennaio, appuntamento alle ore 18.00 con inizio alle ore 18.15 circa fino alle 21.00 (sempre circa), su skype per la prima skypecast di vinix. In pratica una conversazione vocale gratuita durante la quale professionisti e appassionati interverranno su temi vari da loro scelti in ambito vino, vinix, internet, social network, blog, duepuntozero, ecc. Sono felice che, senza remore e con un semplice invito da parte del sottoscritto, abbiano deciso di partecipare già molte persone provenienti da ambienti e ambiti professionali diversi, dal giornalista all'appassionato, dall'imprenditore al blogger, dal sommelier all'agente di commercio. Uno spaccato quanto più trasversale possibile che attraverso temi differenti consente a chiunque di pilotare il discorso sul tema più caro anziché dover necessariamente intervenire o replicare su un unico tema come di solito accade nelle normali conferenze. Il tutto, credo, a beneficio del lettore, pardon, dell'ascoltatore che potrà assistere ad un confronto a più voci e chiedere di intervenire in tempo reale.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l'ausilio di Vinix, uno strumento in grado di aggregare professionisti e consumatori intorno ad un unico grande tavolo di discussione e confronto.

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26.10.07

Autocertificazione

Parte, direttamente dalla volontà di alcuni vignaioli, un progetto di autocertificazione relativo alle attività condotte in vigneto e in cantina. Un'operazione di trasparenza nei confronti del consumatore - in particolare del meno esperto - che non è sufficientemente tutelato da parte di disciplinari e normativa sulle indicazioni obbligatorie e facoltative in etichetta.

La discussione iniziale
Il progetto operativo

24.10.07

Levi-Prodi: un nuovo comma, tutto da capire

Arriva da Levi la proposta di un comma aggiuntivo per il ddl di cui si è molto parlato negli ultimi giorni (almeno sui canali di informazione via web). Il comma aggiuntivo - ha spiegato Levi - dice che sono esclusi dall'obbligo di iscrivere al Roc i soggetti che accedono o operano su internet per prodotti o siti ad uso personale e non ad uso collettivo. Il sottosegretario ha ulteriormente specificato : "Vuol dire che sono esclusi i blog che non rientrano in questo comma teso a ridefinire le responsabilità di chi opera su internet".

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20.10.07

Lasciateci lavorare

Si deve a Valentino Spataro di Civile.it (il video qui sopra è suo), la "scoperta" del disegno di legge pubblicato vicino a ferragosto che obbligherebbe qualsiasi attività editoriale, dovesse essere approvato, all'iscrizione al ROC, il Registro degli Operatori della Comunicazione, con relative responsabilità ed incombenze burocratico / amministrative.

Se ne sono occupate diffusamente numerose fonti d'informazione Valentino Spataro sul suo sito, così come Punto Informatico, Grillo, La Repubblica e Masternewmedia.org - e chissà quanti altri. Mi limito quindi ad aggiungere solo un piccolo aneddoto.

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08.10.07

Piacevolmente attonito di fronte a un vignaiolo nudo

Quando passi buona parte del tuo tempo - da diversi anni - a cercare di fare un po' di formazione su cosa sia internet, su cosa ci si potrebbe fare e come, restando ogni volta irrimediabilmente frustrato dalla stragrande maggioranza di quello che ti accade attorno, resti piacevolmente attonito di fronte ad un vignaiolo nudo.

02.09.07

Pubblicità e pregiudizi. Fondati o infondati ?

So bene come funziona il mondo della pubblicità, specialmente quando questa si intreccia malamente con i contenuti, non già come publiredazionale esplicito, che almeno è evidente per il lettore, ma in modo più subdolo, in un articolo che di solito funge da merce di scambio per i soldi investiti in inserzioni. Tu dai qualcosa a me ed io faccio qualcosa per te, qualcosa di molto lontano - purtroppo - dal simpaticissimo "tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio" dell'ormai noto gruppo di comici sardi. Il desiderio, anzi l'esigenza di scrivere questo post, nasce a seguito di alcune polemiche sviluppatesi intorno all'ingresso di Luciano Pignataro all'interno del network pubblicitario VinoClic avanzate dal suo collaboratore (almeno fino a qualche tempo fa) Fabio Cimmino.

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31.08.07

L'esperanto del vino

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C'è un post un po' datato ma di estrema attualità che ha scritto qualche tempo fa Luigi Odello del Centro Studi Assaggiatori, con cui abbiamo una collaborazione editoriale attraverso la rubrica su TigullioVino.it curata dalla brava Manuela Violoni, proprio sull'analisi sensoriale.
Bene, Luigi si chiede se forse non siamo tutti un po' vittime di quella subcultura enoica che siamo andati creando, volenti o nolenti, attraverso un linguaggio del vino chiaro a pochi ed ostico a molti, in cui spesso ci crogioliamo, persuasi di sapere e pigri verso lo sforzo di trovare forme nuove e migliori.

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22.08.07

To cork or not to cork ?

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Il tappo.
Se ne è parlato molto in questi giorni sulle varie sfere d'informazione del vino. In particolare sul ng (newsgroup) it.hobby.vino, e in un post su vinix.
La questione iniziale è : come lo tappiamo il vino stante la crescente carenza di sughero di qualità e la fallibilità del materiale (leggi, sentore di tappo) ? E' un argomento che si ripresenta ciclicamente ma che adesso può essere forse affrontato in modo più complesso dal momento che esistono ormai numerose chiusure alternative.

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21.08.07

Potere alla Terra

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Leggevo oggi un post di Beppe Grillo sulla relativamente breve distanza che ci separa dalla dead line del petrolio.

"Ci aspetta - scrive Grillo - dopo la linea rossa, un neo feudalesimo. La terra, le comunità, gli animali, le relazioni, le capacità individuali diventeranno importanti. In attesa di una nuova fonte di energia universale di cui, forse, faremmo volentieri a meno.".

Visione apocalittica o preconizzazione del futuro prossimo ? Già, perché se non nei 15/30 anni ipotizzati da Grillo, al più tardi nel giro di una quarantina d'anni il petrolio finirà o diventerà comunque antieconomico estrarlo e al di là delle considerazioni economico sociali - ritorno al feudalesimo - riflettevo sul cambiamento globale nell'assetto delle necessità, delle priorità e quindi dei valori che un cambiamento di tale portata potrebbe portare in assenza di valide alternative.
Da meditarci su.


[ Foto fonte : http://www.ecceterra.org]

12.08.07

Alcool nel sangue, ma davvero l'effetto è uguale per tutti ?

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Qualche giorno fa Aristide si è occupato delle nuove sanzioni che - salva redazione ed approvazione del regolamento di attuazione che ancora pare non ci sia - andranno ad aggiungersi al novero delle restrizioni / punizioni / limitazioni alle quali è soggetto l'abitante dello Stato Italiano. Ora, da idealmente anarchico - ma rispettoso dell'altrui diritto - quale sono, è chiaro che la nuova ondata di provvedimenti agostani non incontri il mio entusiasmo seppur comprenda le finalità che, secondo i propri estensori, queste nuove sanzioni dovrebbero perseguire. Ora, riflettevo su un fatto. Conosco moltissime persone che, bevuti 2 bicchieri di vino, diventano immediatamente incapaci di contenere le proprie emozioni, tanto che iniziano a ridere o a piangere o a fare entrambe le cose contemporaneamente, senza alcuna possibilità di controllarsi. Per esempio mia moglie. Ne conosco altre che bevuta una discreta dose di vino durante i pasti - mezza bottiglia o più - sono perfettamente in grado di deambulare e compiere ogni normale attività del quotidiano, forse con un mezzo sorriso in più ma davvero, a occhio, per nulla incapaci.

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05.07.07

Parte la nuova OCM vino

Chi meglio di un produttore di vino potrebbe lanciare la discussione ?

26.05.07

La Teoria delle Sfere

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Da molto volevo affrontare questo discorso ma per una ragione o per l'altra non sono mai riuscito a trovare il tempo necessario per scrivere il post. Finalmente, in questo sabato di pioggia e sole, a una settimana (o giù di lì) dal meeting, trovo quella manciata di minuti per farlo. Siccome il post è lungo, noioso e probabilmente folle, traggo subito le conclusioni per chi non ha voglia di perdersi nei miei pseudo ragionamenti: "ogni luogo della rete può essere rappresentato da una sfera. Entrando a far parte di una sfera non solo mi rendo visibile all'interno della sfera stessa ma nel contempo creo un collegamento umano verso le sfere con le quali ho una connessione diretta...".

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07.03.07

Bloggo anch'io, no tu no

Perché non è il caso di fasciarsi la testa sulla questione Blog.

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Su Aristide, si moltiplicano i commenti relativi al recente incontro tra produttori e comunicatori / blogger a Soave. Il punto nodale è : perché un produttore dovrebbe (o non dovrebbe) aprire un blog ? Quali le finalità e i vantaggi ? Quali le difficoltà e gli oneri ? Ciclicamente si torna sull'argomento, segno del grande interesse che circonda blog, blogger e affini. Mi perdonerà Giampiero se rilancio ed amplio quanto già si stava commentando altrove ma gli argomenti sul piatto sono di tale interesse e così attinenti con quanto occupa le mie giornate che il desiderio di uno spazio più ampio si è fatto esigenza.

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01.02.07

Scrivere di Vino

Scrivere di vino, tenuto presente che questo - il vino - è spesso il frutto della fatica di qualcuno, comporta una certa responsabilità, almeno quando chi ne scrive ha la pretesa (o la presunzione) di fare cultura del vino. Con queste persone sono quasi otto anni che proviamo a raccontare quello che incontriamo nei nostri calici anche se non è sempre facile farlo con vivo trasporto. Capita, intendiamoci ma è più l'eccezione che la regola. Questa sera per esempio, degustavo a cena un vino che pochi giorni prima avevamo valutato in sede di commissione degustatrice per il nostro servizio gratuito "l'azienda del mese" e mi sono fermato a pensare di come sia difficile poter valutare con la dovuta attenzione un vino quando questo faccia parte di un momento di "lavoro", in una giornata che spesso prevede una serie di degustazioni multiple, figuriamoci le batterie da concorso dove i campioni non sono decine ma centinaia.

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28.01.07

Eataly e VinoClic, parallelismo possibile ?

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Eataly ha aperto i battenti.
Antonio ha avuto modo di sottolineare (qui, qui e qui) alcune perplessità in merito al progetto mettendo in evidenza, in particolare, come sia difficile immaginare una grande distribuzione organizzata che possa conciliare il tanto con il buono o meglio, l'autentico con il tanto. E' un tema importante che merita attenzione sia da parte dei produttori che da parte dei fruitori dei prodotti commercializzati attraverso questo sistema perché a rischiare, se le critiche fossero fondate, sarebbero proprio loro.

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15.01.07

Il manifesto del produttore blogger

Qui.

[Grazie a Gianpaolo Paglia]

28.10.06

Chips free o "alla lunga sarà un disastro"

"Alla lunga sarà un disastro". Poche parole, scritte da un lettore (Arkin) in commento all'ultimo post dell'amico Giampiero Nadali, a proposito di chi muove deciso i propri passi sulla via del truciolo. Sto dando una mano a Giampiero, insieme ad altri amici, per il lancio dell'iniziativa "Chips Free" che - vorrei chiarirlo - non vuole assolutamente essere di condanna per chi usa i trucioli ma, piuttosto, premiante verso chi non li usa.

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25.10.06

Perché Blog Network del vino ?

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Perché un blog network del vino ?
Per far parlare tra loro le diverse figure della filiera, per metterle a confronto - sullo stesso piano - con i loro interlocutori commerciali e non, perché mi piace pensare ad una serie di piazze, fatte di persone, che discutono e si misurano su gioie e dolori del loro mondo, per capire cosa c'è che va e cosa invece è da mettere a posto, per attuare, in definitiva, quella comunicazione partecipata che è un po' il senso dello stare online. Non mi sembrava, se non altro in partenza, una cosa così stupida ed anzi, da più parti continuano a giungermi richieste di spazio per parlare. Eppure, a giudicare dall'utilizzo che fino ad oggi ne avete fatto...

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19.10.06

Wine / Food, due mondi che si sfiorano ma non si toccano ?

Talvolta ho l'impressione che il mondo del vino e quello del cibo siano due mondi che coesistono all'interno di un unico universo enogastronomico ma che, nel contempo, si parlino poco. Intendiamoci, ci sono moltissimi che si occupano sia dell'uno che dell'altro mondo ma la mia impressione è che ciascuno di questi mondi abbia peculiarità che lo contraddistinguono profondamente dall'altro. Sono mondi che si sfiorano di continuo ma non corrispondono forse a due tipologie diverse di fruitori ? Banalizzando, chi sta attento alle tre forchette, generalmente sta attento anche ai tre bicchieri ? O ancora, chi è un buon conoscitore di vini, solitamente è anche un buon conoscitore di cibi ? Chi si appassiona alle ricette è anche appassionato di vini ? Chi segue Food Blog segue con la stessa costanza anche Wine Blog ? Secondo me no o meglio, non è affatto detto.

05.10.06

Guide Vini 2007

Sono online le due liste più attese dagli enoappassionati che si interessano anche di guide (non tutti) : i Tre Bicchieri 2007 ed i Cinque Grappoli 2007. Non posso farci nulla. E' stato automatico il ricordo di quella lettera inviata da Ais Bibenda a tutte le aziende della guida Duemilavini :

"Vi comunichiamo che il Consiglio Direttivo di Associazione Italiana Sommelier Roma, d'accordo con Bibenda Editore, ha deciso di non pubblicare sulle Edizioni DUEMILAVINI e BIBENDA, notizie e/o recensioni di Aziende Vinicole che si avvalgono di messaggi pubblicitari a mezzo di testate che la scrivente Associazione non riconduce a degna professionalità (richiesta/pubblicazione di articoli a pagamento) e che rivolgono attacchi provocatori e infamanti nei confronti di terzi, come anche recentemente accaduto. Questa decisione è stata presa soprattutto al fine di proteggere le Aziende presenti nelle nostre Edizioni e per evitare pericolose confusioni, nel rispetto dei nostri lettori. Associazione Italiana Sommelier Roma Il Consiglio Direttivo"

Se ne era parlato qui, ricordate ? Mi chiedevo se c'è qualcuno che ha voglia di andare a confrontare l'edizione 2006 con la 2007 e vedere se, sul serio, qualcuno dovesse essere sparito nel nulla.

02.09.06

Il gusto cambia semplicemente o evolve ?

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Pensavo agli orientamenti del gusto di qualche anno fa quando andavano per la maggiore - almeno verso un certo tipo di mercato - quelle spremute di comodino che adesso, fortunatamente, pare incontrare sempre meno di frequente. Oggi il gusto sembra spostarsi verso vini più eleganti, più piacevoli, meno alcolici ma pur sempre intensi, persistenti, emozionali. Da diverse parti si dice sia cambiato il gusto.
Ma il gusto - mi chiedo - è come la moda che cambia restando fedele ai suoi corsi e ricorsi oppure è qualcosa che evolve senza soluzione di continuità e in meglio ?

01.09.06

Fare sistema paga

Mosaico Piacentino è uno dei più recenti esempi di cosa voglia dire fare sistema. Cinque capaci produttori uniti, oltre che dalla zona geografica di appartenenza, da una comune passione per il lavoro di vignaioli e dalla voglia di far bene. Una scelta coraggiosa e un'opportunità per crescere e presentarsi sul mercato con un soggetto autonomo, slegato dalle singole realtà aziendali ma unito, nel contempo, a tutte attraverso un filo rosso di visioni ed intenti.

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19.07.06

Siamo pochi, autoreferenziali ed elitari

Inutile illudersi.
Continuiamo pure a cercare soluzioni all'invasione dei barbari nel mondo del vino ma a ben guardare non c'è poi molto da fare. Noi, quelli che perdono 5 minuti ad annusare un calice, quelli che vogliono sapere da dove viene questo vino e quanta solforosa, quelli che s'invaghiscono di un produttore, di una storia, di un territorio, quelli che credono che i trucioli son peggio della peste, quelli che la mente l'avrebbero anche aperta, quelli che non vanno avanti a preconcetti, quelli che hanno tempo e voglia da perdere intorno al mondo del vino che vale e quelli che coltivano - sempre più sommessamente - il desiderio di farlo conoscere, rappresentano purtroppo uno sparuto gruppo di eletti (o di sfigati ?) capaci di creare imbarazzi non appena si trovino fuori del loro ambiente, quelli che, al contempo, sono tenuti in gran considerazione, che vengono continuamente interpellati come se fossero dei guru ma poi stanno sui coglioni a mezzo mondo perché guardano - certo, forse troppo - a questo e a quello anziché adeguarsi alla massa.
La massa...proprio quella dovremmo cominciare a guardare più da vicino noi, parlando meno autoreferenzialmente, sapendo già chi ci legge, chi è d'accordo e chi no, cercando di immedesimarci e di capire che il mondo del vino, quello vero, dei grandi numeri, è là fuori e sta tra il vino in bric e il barricone a tutti i costi. Cominciando ad osservarlo con un poco più di attenzione forse riusciremo a fare un'informazione enogastronomica meno elitaria e più popolare. Ma lo so, è come violentarsi.

10.07.06

Mondo del Vino e arretratezza tecnologica

Hai voglia a comunicare in rete quando, per dirne una, la maggioranza delle aziende vinicole e i molti operatori del settore enogastronomico ancora non hanno una mail o, se ce l'hanno, la consultano una volta al mese, se e quando si ricordano. Sarà che noi ci siamo troppo dentro a questo mondo che - paradossalmente - ancora viaggia e vive attraverso il semplice doppino telefonico, sarà che non abbiamo una visione obiettiva ed anzi professionalmente distorta ma, lo dico sinceramente, è disarmante constatare lo stato di arretratezza tecnologica che affligge anche il nostro amato settore e, ancor più deprimente, rendersi conto di come il muro di gomma non sia costituito da problemi tecnici, limiti fisici o economici - che, in quanto tali, potrebbero facilmente essere superati - bensì da un atteggiamento mentale passivo e rinunciatario che tende a relegare la rete a media di serie b e quindi a darle uno scarsissimo peso. Niente di più sbagliato.

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30.06.06

Il vino com'era

Mentre si continua - giustamente ! - a parlare di trucioli e di sostanze chimiche e/o sintetiche utilizzate in enologia, su it.hobby.vino si sta riproponendo il Partito dell'etichetta, anche se molti affermano - di nuovo, giustamente ! - che a poco serve prevedere degli obblighi se poi nessuno provvede a farli rispettare.

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12.06.06

Bevanda al gusto di Vino

Dopo aver letto innumerevoli articoli sul truciolame, le opposte fazioni, quella del comunque truciolo no, in nessun caso e poi fa male alla salute, e quella del partito dell'etichetta, mi rendo conto come le due posizioni siano del tutto inconciliabili.

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01.06.06

Maledetta burocrazia

Ho, da sempre, un'avversione totale, cronica e ahimé irreversibile, contro qualsiasi cosa che sia anche lontanamente definibile come burocratica. Capisco la necessità per il funzionamento del paese ma forse la si può snellire ancora e di molto. Questo lato spigoloso del mio carattere, come è facile intuire, mi ha procurato non pochi problemi e scontri con questo o quel funzionario della Pubblica Amministrazione (maiuscolo, che ci vuole deferenza). Mai come in questo periodo però...

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25.05.06

E' così maledettamente semplice !

Trucioli, gomma arabica, solforosa...ormai non si sente parlare d'altro sulla stampa (di carta e online) e mi metto nel mucchio di quelli che hanno sprecato parole. Il fatto è che sarebbe così semplice la soluzione di ogni problema ! Da un lato una normativa che ponesse dei limiti precisi - come già avviene per la solforosa - all'utilizzo di determinate sostanze, dall'altro una retroetichetta - finalmente utile ! - con l'indicazione di tutto ciò che è nel vino e magari del prezzo sorgente. Un'elencazione precisa del contenuto della bottiglia non vedo cosa avrebbe di così singolare e catastrofico. Esiste quest'obbligo per quasi qualsiasi prodotto, alimentare e non. Perché il vino no ? Vai col partito dell'etichetta. La magia del vino, se il vino è buono, resta.

13.05.06

Del truciolame

Trucioli nel vino quasi ok per l'UE e in Italia ?
Ne parlano già in molti, aggiungo la mia.
Più che altro vorrei porre l'accento su due aspetti, uno economico ed uno tecnico. Dal punto di vista tecnico, pare evidente che una semplice aggiunta di pezzi di legno nel vino non possa certo sostituire la funzione - tra le altre - di polimerizzazione dei tannini (e conseguente potenziale ammorbidimento del vino) che si svolge in modo più o meno lento all'interno di legni di piccole e/o grandi dimensioni, attraverso i microscambi e le microossigenazioni, un po' come per il tappo di silicone Vs/ tappo di sughero. Voglio dire, si, magari 'sti legnetti un po' di gusto di legno lo danno, ma si tratta proprio di quell'unica cosa con cui, ancora oggi, si picchiano i passaggi in piccoli legni non eseguiti alla perfezione. Il peggio insomma.

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01.05.06

Edoardo Valentini

Per anni lo hanno snobbato in molti.
Adesso senz'altro si leverà alto il coro delle lodi.
Poche parole. Cercare in enoteca Trebbiano Valentini di almeno 5 anni, acquistarne due bottiglie della stessa annata. La prima la aprite quando vi pare. La seconda, se la prima non è andata come speravate, apritela la stagione successiva. Belli e imprevedibili i suoi vini, come le persone più vere.

29.04.06

Anche per il vino, tutto in etichetta

...perché no ?

21.04.06

GDQ - Grande Distribuzione Qualità

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Lo so, al momento non esiste e forse rappresenta un'utopia. Non sarebbe male però una mattina alzarsi e scoprire che qualcuno ha inventato la GDQ (Grande Distribuzione Qualità) che ha soppiantato la GDO (Grande Distribuzione Organizzata). Sogni. In realtà, anche all'interno della GDO, già oggi si possono trovare molti marchi commerciali come per esempio il marchio "Primia" (marchio commerciale di Agorà Network) che si propongono come certificatori privati relativamente alla qualità dei fornitori ed al rapporto qualità/prezzo dei prodotti sui quali appongono il proprio marchio.

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16.04.06

Cose più grandi dei blogger

Qualche giorno fa, Antonio Tombolini, in una delle prime puntate della sua nuova trasmissione radiofonica in "podcast" su Radio Simplicissimus, si chiedeva il perché della mancata cronaca da parte dei vari blog di settore, relativa a Vinitaly, la maggiore kermesse nazionale (ed internazionale) sul vino. La risposta a mio avviso è molto semplice. Vinitaly non è un'esperienza a misura di blogger e neppure a misura di uomo, che poi è lo stesso. Non la puoi assorbire totalmente, dominare, fare tua. Ne scaturisce un'esperienza troppo di superficie per poter accendere il fuoco del blogger e, se proprio ne parli, è per accennare a questo o a quell'aspetto o chiederti, come fa Antonio, perché gli altri non ne parlano. L'importante è esserci ed ogni anno torni a casa rafforzando questa tua convinzione. Tutto qui.

14.04.06

Il vino, le mode, l'equilibrio di giudizio

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Qualche anno fa ebbi la fortuna di partecipare ad un'interessantissima serata con V.E.L.I.E.R. - lo vogliamo mettere un indirizzo email sul sito o no ? - l'ormai arcinoto importatore genovese. In quell'occasione, sperimentai per la prima volta il risultato della vitivinicoltura biodinamica. Fu una serata intensa, fatta di vini - veri, manco a dirlo - di incontri, scontri, emozioni. Di sicuro si tratta di persone capaci, competenti, con una grande passione per quello che fanno. Non ho motivo di dubitarlo anche se, in quell'occasione, ebbi a criticare i modi con cui si presentò il progetto : denigratori verso il resto del mondo e spiccatamente commerciali.

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13.04.06

Angiolino Maule, punti di vista

Difendo da qualche tempo l'impostazione di Angiolino Maule e dei principi contenuti nel manifesto del moviemento del gruppo Vin Natur da lui rappresentato. A tal proposito, mi sembra comunque di favorire positivamente il dibattito, segnalando un altro punto di vista espresso in questi giorni da una delle lettrici di TigullioVino.it che così scrive in uno dei commenti recentemente postati :

"Cari amici, non sò se siete andati a Vin Natur, ma io sono rimasta abbastanza delusa, poche aziende, vini mediocri, inoltre, ho scoperto che, Angiolino Maule è l'importatore di quasi tutte le cantine Francesi e Slovene presenti alla manifestazione che si è tenuta a Villa Favorita. Così me ne sono andata, DELUSA per la qualità dei vini offerti e INCAZZATA perchè senza saperlo avevo pagato un biglietto ad un "Organizzatore-Commerciante (ANGIOLINO MAULE)", pensando che fosse un candito produttore. Si salvi chi può! Giovanna"

L'obiezione è immediata : è chiaro che alla base di qualsiasi movimento vi siano interessi, di singoli o di gruppi. La questione tuttavia è aperta. Dove termina la poesia e comincia il commercio ?

05.04.06

Giornalisti, blogger, editori allo sbaraglio, quale la funzione di ciascuno ? Dove finisce il tuo orticello comincia il mio, o giù di lì.

Da qualche giorno sul blog dei giornalisti di TigullioVino.it, si è aperto un interessante confronto relativo alla demarcazione della professione di giornalista rispetto al non professionista, avviato da Stefano Tesi e poi commentato dal sottoscritto, da Guelfo Magrini, da Elisabetta Tosi, da Luciano Scarzello e dallo stesso Tesi. Ho pensato di riprenderlo qui sul blog principale perché credo che, al di là delle scaramucce di categoria, apra in modo intelligente ad una discussione di più ampio respiro : giornalisti, editori online con e senza patente, blogger, quali i confini, gli ambiti, le limitazioni, gli obblighi e le responsabilità di ciascuno ? E' possibile e/o riconosciuta una dignità ai non professionisti ? E ancora, i professionisti soffrono di questa progressiva "contaminazione" della categoria da parte di "comunicatori" di ogni sorta ? In una società come quella di oggi, dove il media internet si sta facendo sempre più largo nella vita di tutti, credo siano temi che meritano ampio dibattito.

Del vino tradizionale all'estero

Solo qualche giorno fa, mi sono soffermato sull'eccellente serata dall'amico Giovanni Paganini dell'Osteria Paradiso, pretesto per far cenno ad un Montevertine Riserva del 1996 già strepitoso anche se ancora in evoluzione. Oggi, dopo le clamorose sparate di Suckling, ho appreso tramite Vino al Vino che c'è in America e specialmente nella Grande Mela, qualche giornalista che fortunatamente nota, apprezza e riferisce lo stacco che corre tra questi grandi vini tradizionali, fatti di storia, di stoffa e di personalità ed i sangiovesi palestrati, coperti sempre più spesso - almeno fino agli ultimi anni - da percentuali sempre maggiori di cabernet, merlot, syrah. I commenti, sul blog del - nientepopodimenoché - New York Times curato da Eric Asimov, sono numerosi, ne consiglio la lettura, sebbene in inglese, a tutti i produttori che ancora credono che il gusto "internazionale" rappresenti qualcosa di statico ed immutabile.

29.03.06

Responsabilità al blogger

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Responsabilità ai blogger ? Pare proprio di si.
Almeno stando alle recenti polemiche relative all'azione ex art. 700 c.p.c. (procedure d'urgenza) intrapresa dall'azienda Levi contro un articolo del Direttore Stefano Bonilli sul suo Blog Papero Giallo, che ha provocato l'immediata "autocensura" del pezzo direttamente dal suo autore.

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Vini Naturali, mondo biodinamico, vini veri...serve il catenaccio !

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Allora, vini naturali, vini biodinamici, vini veri...
Cercherò di essere propositivo visto che da qualche tempo continuo ad insistere sulla necessità - per il bene del "macro" movimento - di una sinergia e, se possibile, unificazione tra i vari gruppi, piuttosto che di un allontanamento e di una divaricazione delle posizioni.

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27.03.06

L'inevitabile confusione

Qualche giorno fa, prendendo a pretesto lo "sfruttamento" della costellazione di eventi "naturali" paralleli a Vinitaly che pur mettendosi in antitesi con la kermesse veronese ne sfruttano, di fatto, l'ampia visibilità ed il richiamo di visitatori ed operatori da tutta Italia e dall'estero, segnalavo come, probabilmente, il moltiplicarsi delle voci del "partito biodinamico" non fosse un granché utile alla solidità del movimento, sottolineando anzi come la frammentarietà dei diversi accorpamenti non potesse che riflettersi in un'inevitabile confusione per il consumatore.

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05.03.06

L'autoctono, condiviso anche all'estero come ricetta per risollevare il vino italiano

Terry Hughes di Mondo Sapore, il blog newyorkese che si occupa di vino italiano, riprende parte dei miei "two cents" sulle possibilità di rilancio del vino italiano.

03.03.06

Vini Veri, VinNatur, all'ombra di Vinitaly

Premessa.
Stimo e prediligo qualsiasi produttore in grado di regalarmi, attraverso il suo vino, un emozione vera, un frutto sincero, una piacevolezza ed un'eleganza che mi rendano gradito il sorso ed il suo ricordo. Specie se lo fanno senza per forza mettersi sotto ad un'etichetta piuttosto che ad un altra. Vedi per esempio gli amici di Fattoria Cerreto Libri che pur facendo biodinamica non hanno sentito - almeno fino ad ora - l'esigenza di identificarsi sotto questa o quella etichetta.

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02.03.06

Il rapporto qualità / prezzo nel vino

Argomento trito e ritrito, il rapporto qualità / prezzo rappresenta - almeno per TigullioVino.it - un parametro fondamentale nella valutazione di un vino. Ne hanno parlato di recente anche Fiorenzo Sartore e Franco Ziliani nella loro nuova rubrica "Il Rosso e il Nero" - rispettivamente - sul blog Peperosso. Ma cos'é davvero il rapporto qualità prezzo e come si può comprendere realmente se un vino rappresenta un'occasione oppure no ?

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27.02.06

Rilancio del Vino Italiano

Salvi dall'omologazione grazie a qualità, varietà e buon senso.

Mentre aspettiamo le ripercussioni del rialzo - forte - delle importazioni di vini californiani in Italia (ne parlava su Il Sole 24 Ore, domenica 26 febbraio, Nicola Dante Basile), non ci restano che poche ma efficaci armi per restare competitivi. Non sono mai stato protezionista - anzi, sono convinto che concorrenza e libero mercato consentano alla qualità di acquisire maggior rilievo rispetto alla massa dei prodotti disponibili - ma una mano al mercato del vino italiano ce la possiamo anche dare da soli. Come ?

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17.02.06

Doc & Docg, forse ci siamo

Forse ci siamo. Qualcosa si muove. Non so se nel verso giusto o sbagliato ma qualcosa inizia lentamente a riprendersi dall'intorpidimento generale. Non so quanti di voi abbiano letto le due righe dedicate qualche tempo fa all'argomento "denominazioni di origine" ma credo che il discorso sia quanto mai attuale se, la reginetta del food blog world, Peperosso, il blog peperino a tutti i costi, ha deciso di dedicare nientemeno che una nuova rubrica al tema curata da Fiorenzo Sartore e da Franco Ziliani.

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11.02.06

Aiuti all'editoria e Paolo Benvenuti

Qualche tempo fa scrissi due righe sul tema degli aiuti di stato alle testate di enogastronomia facendo riferimento, in particolare, a quanto espresso da Paolo Benvenuti sul tema. Questo mese, su TigullioVino.it, Alessandro Maurilli ha intervistato il Direttore di Città del Vino facendogli anche qualche domanda su questo tema. Chi vuole, può leggere l'intervista qui.

03.02.06

Nazionalismo Wine & Food ?

Da queste parti - Genova e dintorni - si dice, mi tocco (per vedere) se ci sono.
Boicottare prodotti enogastronomici e turismo sudtirolese in segno di sdegno e protesta per la richiesta avanzata all'Austria da 113 sindaci sudtirolesi, di inserire all'interno della nuova Costituzione, un riferimento alla funzione dell'Austria, quale potenza tutrice dell'autonomia dell'Alto Adige. Questa la trovata di Franco Ziliani sul suo blog, Il Franco Tiratore.

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23.01.06

Nuove denominazioni in Toscana

Recentemente è giunto in redazione un comunicato cui abbiamo dato spazio relativo all'introduzione, in Toscana, di due nuove denominazioni e, precisamente : Terratico di Bibbona Doc e Montecastelli Igt. Ora, facendo un rapido calcolo, in Toscana avevamo già una quarantina di denominazioni tra doc e docg che, unite alle indicazioni geografiche tipiche arrivano a circa 50 (49 mi pare per l'esattezza. Senza vena polemica ed anzi ben lieto di accogliere le nuove denominazioni con la speranza che non si tratti dell'ennesimo "buco nell'acqua", mi chiedo, ce n'era veramente bisogno ? Non sarebbe forse stato meglio concentrarsi sulla revisione di quelle già esistenti, sulla restrizione delle maglie dei disciplinari esistenti e sulla conseguente valorizzazione dei prodotti che recano la denominazione in etichetta ?

13.01.06

Prezzo sorgente, buriana sopita ?

Morto Veronelli morto il prezzo sorgente ? No dai. In giro se ne parla ancora serratamente per fortuna. Vorrei riportare l'argomento alla vostra attenzione e tastare il polso, cercare di capire se si tratta sempre di barricate contrapposte (produzione / filiera distributiva / consumatore) oppure se possono esserci punti d'incontro su cui ragionare e aprire un dialogo.

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11.01.06

Il successo di Tavernello invita a riflettere...

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"Il successo di Tavernello invita a riflettere" recita la pubblicità. In effetti talvolta mi chiedo se tutto il mondo del vino "sopra", quello di cui parliamo noi appassionati e addetti ai lavori, non costituisca un mondo di nicchia rispetto ai milioni di consumatori abituali di vino in tetrapack (oh, nulla di male a comprare il Tavernello, intendiamoci). I numeri di Caviro però, 33.000 soci viticoltori, 6% del totale terreno vitato italiano, fanno quasi paura. Il fatto è che questi signori a livello di comunicazione si sanno anche muovere molto bene.

09.12.05

Ancora sull'Oltrepò

Solo pochi giorni fa, mi ero soffermato su un curioso comunicato ricevuto dall'ufficio stampa del Consorzio di Tutela dell'Oltrepò Pavese, criticandone filosofia e contenuto. Oggi, in seguito alla lettura di quella breve nota, mi scrive la signora Elena Franco, dell'azienda vitivinicola Fortesi, (Rovescala ) inviandomi un interessante pezzo di Paolo Massone (Azienda Bellaria, Mairano di Casteggio).

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26.11.05

Rai Tre, Report e il vino malmenato

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Si sono scritti fiumi di parole sulle due trasmissioni "Report" di Rai Tre dedicate al Vino e condotte dalla brava Milena Gabanelli. In generale il mondo del vino è insorto sia dopo la trasmissione del 24 settembre 2004 sia dopo la breve replica del 20 novembre 2005 di cui potete leggere la trascrizione integrale.

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17.11.05

Guide vini e legittimazione della soggettività di giudizio

Angelo Gaja Langhe “Sorì San Lorenzo” 2001, Gianni Masciarelli Montepulciano d’Abruzzo “Villa Gemma” 2001, Casanova di Neri Brunello “Cerretalto” 1999, Oasi degli Angeli “Kurni” 2003, Galardi “Terra di Lavoro” 2003, Montevetrano “Montevetrano” 2003, Luciano Sandrone Barolo “Cannubi Boschis” 2001, Foradori “Granato” 2003. Questi i vini che - secondo la ricerca effettuata da "prezzemolino" Wine News - mettono d'accordo tutte le guide vini d'Italia.

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15.11.05

Quante Fiere del Vino servono all'Italia ?

Vinitaly a Verona, Salone del Vino a Torino, MiWine a Milano, MFW a Merano...quante sono le manifestazioni del vino che contano e che hanno una reale funzione propulsiva per il mercato del vino italiano ? E' opportuna la coesistenza di più protagonisti nell'ambito delle grandi manifestazioni del vino in Italia oppure può essere nociva ?

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13.11.05

La zonazione

Si sente sempre maggiormente parlare di zonazione e di analisi del terreno. Ma cos'è la zonazione? Spesso in molte aree si coltiva un tipo di vite perchè storicamente è quella che maggiormente si lega al territorio o perchè da generazioni il produttore "crea" il suo vino con quelle uve. E questo è storia per noi. Diverso il discorso fatto, ad esempio, in Francia dove ogni zona ha i suoi vitigni e solo quelli sono considerati ottimi, per il terreno, il microclima, la zona, il cru quindi.

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04.11.05

Vini dal prezzo impossibile ?

E' ormai passato più di un anno da quando mi ripromisi di pubblicare un interessante email dell'amico Ugo Brugnara di Treviso - economo di professione, amante del vino nel cuore - e relativa risposta della destinataria delle sue riflessioni, la nostra brava e bella Elisabetta Tosi. Purtroppo l'incredibile mole di lavoro mi ha sempre obbligato a rimandare ma oggi - meglio tardi che mai - trovo ancora attualissimo quello scambio epistolare che vi ripropongo con piacere.

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28.10.05

Novello, così nuovo che sa di vecchio

NB: parte del presente post è stata modificata in seguito a segnalazione dell'Ufficio Tecnico UIV che sottolinea come i vini novelli debbano essere "confezionati entro il 31 dicembre dell'annata relativa alla vendemmia da cui derivano le uve utilizzate per la loro produzione". Mi scuso per l'errata notizia fornita ai lettori sulla base di fonti rivelatesi poi inattendibili. Segue l'articolo modificato.

Il 6 novembre si avvicina e gran parte dei produttori comincia a fregare le mani nervosamente perché potrà finalmente mettere in commercio, puntuale come ogni anno, il proprio vino novello. Il medio consumatore - sempre quello, povero ! - si recherà come ogni domenica a fare la spesa al grande magazzino di turno e come per magia, al posto dei grissini della settimana precedente e degli strofinacci di quella prima ancora, troverà grandi cartelli colorati, percorsi preferenziali studiati ad hoc, grappoli, acini ed hostess dalla parlantina spigliata, pronte ad invitarlo a degustare il primo fruttatissimo nettare di bacco, il novello !

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25.10.05

Doc e Docg, sistema qualità ?

Penso spesso a come il consumatore comune, non particolarmente esperto, possa trovarsi disorientato davanti ai grandi scaffali della grande distribuzione o, semplicemente, varcando la soglia di un'enoteca. E' luogo comune frequentissimo, soprattutto tra i non addetti ai lavori, dare per scontato che un vino docg sia qualitativamente migliore rispetto, per esempio, ad un vino doc o ad un vino igt o da tavola. Come molti di voi logicamente sanno, la realtà è spesso ben diversa e ciò, a scapito di quel consumatore di massa che alla fine fa "il grande numero" per l'azienda. In effetti l'argomento è centralissimo anche se non sempre dibattuto quanto si dovrebbe : il sistema doc e docg così come attualmente strutturato che ruolo svolge ? Può considerarsi - o al limite fungere da - sistema qualità per il prodotto vino Italia ?

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23.10.05

L'important c'est ... l'informatione ... ione ... ione ...

L’entusiasmo di Filippo si avverte a pelle quando parla di questi vini (mi riferisco al suo post su Tenuta Grillo di pochi giorni fa). Cerco di capire e avverto subito la mano del grande artista “botte grande ... lunghe macerazioni sulle bucce … lieviti indigeni … contenuto bassissimo di solforosa …" e poi tanti altri piccoli accorgimenti che fanno un grande vino, come le piccole pennellate differenziano un Caravaggio da un Leonardo, un Raffaello da un Piero della Francesca, ciascuno con la sua impronta ben precisa. Ora mettiamoci nei panni di un comune mortale, un comune “bevitore” che va in enoteca a comprare una bottiglia di vino buono. Quali sono i suoi criteri di giudizio?

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20.10.05

Aiuti di stato alle testate di enogastronomia ?

Avevamo da poco toccato il tema in un post di qualche giorno fa, relativo ad una notizia comparsa su wine news a cui abbiamo mosso qualche osservazione , focalizzandoci soprattutto sull'aspetto della mancata vendita di pubblicità internamente a portali e riviste cartacee di settore. Oggi, Franco Ziliani riprende lo stesso articolo sul suo nuovo blog, ampliando le nostre osservazioni da un punto di vista differente, quello sulla opportunità di "aiuti" al settore.

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15.10.05

C'era da aspettarselo...

...che dopo la crisi del vino saremmo giunti a quella delle testate enogastronomiche. Eh già, siamo in troppi ed è tempo di scegliere, selezionare e archiviare nel dimenticatoio. Saremo noi ad essere cancellati dai vostri "preferiti" ?

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14.10.05

Carciofini

Da qualche tempo, sulla rivista "Il Mio Vino", particolarmente in voga - pare - tra i novelli appassionati di vino, la redazione si diverte nell'assegnare l'equivalente vegetale del tapiro d'oro : il carciofino. Meritevoli dell'ambito premio - ad insindacabile giudizio della preziosa rivista - le degustazioni più "incomprensibili" rintracciate su web e affini. Da un po' anche noi rientravamo, con una degustazione o con l'altra, tra i pochi candidati al carciofino senza aver però mai raggiunto la tanto agognata vetta. Mi hanno tuttavia riferito - non acquisto la citata pubblicazione - che anche è finalmente giunto il momento di gloria tanto atteso, un carciofino nuovo nuovo, tutto dedicato a TigullioVino.it. Pare che "nerbo acido" sia stato ritenuto fraseggio troppo evoluto.

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12.10.05

Incontro con Badia a Coltibuono, riflessioni sulla crisi del vino

Alla mia domanda - secca - alla Signora Emanuela Stucchi Prinetti di Badia a Coltibuono sulle possibili responsabilità toscane dell'attuale crisi di settore, è immediatamente seguito un cenno di assenso consapevole. Sia pur semplificando molto, è in effetti difficile contestare il fatto che alle origini dell'attuale crisi di mercato, si collochi un comportamento ed una tendenza che hanno avuto inizio con i primi vini palestrati italiani, i famosi supertuscan. Non mi riferisco tanto ai grandi toscani da uve autoctone - leggi sangiovese in purezza - quanto all'avvio di una produzione di un certo tipo di vini e di comunicazione - senza dubbio di alto livello - basata su vitigni internazionali, rese minime spesso esasperate, massima cura dell'aspetto esteriore, muscoli, che ha contribuito alla creazione di un immagine nuova del vino italiano, cui ha fatto seguito il prevedibile aumento sconsiderato dei prezzi e l'avvio di quel processo di euforia prima e di "realismo" poi, che si riflette nell'attuale stagnazione del mercato.

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