C'era una volta Erbolo ....

Anche se in ritardo, vorrei salutare in modo adeguato i colleghi produttori presenti su questo blog, il pubblico di lettori e ovviamente il nostro ospite che ci dà questa opportunità di comunicazione, purtroppo poco sfruttata. Nel presentare quella che generalmente viene chiamata un'"azienda vitivinicola" vorrei partire proprio dalla dizione formale che in quanto impresa individuale mi (ci?) caratterizza all'anagrafe del registro delle imprese: Podere Erbolo di Filippo Cintolesi. Due ingredienti, due attori diciamo così: un podere e il suo conduttore.
Comincio dal podere, entità fisica e territoriale a me preesistente e che mi sopravviverà, voglio proprio sperare. Ma soprattutto elemento materiale imprescindibile che detta e detterà le regole del gioco che spero di saper condurre degnamente. Come dice il nome, si tratta di un'unità poderale che per la regione in cui si situa, la Toscana delle colline chiantigiane, significa generalmente una decina di ettari di terreno o poco più, includenti una casa colonica.
I quasi dodici ettari del Podere Erbolo, situati nel comune di Gaiole in Chianti in provincia di Siena, comprendono ottocentocinquanta olivi, e viti in numero equivalente a uno specializzato di un paio di ettari. Il suolo è calcareo marnoso, dallo scheletro molto grossolano, l'esposizione è sudoccidentale e sudorientale e i dislivelli e le pendenze sono rilevanti.

La sistemazione a terrazze rette da muri a secco è ancora presente e in larga parte integra e questa è la caratteristica che detta la prima delle regole del mio gioco. L'intenzione è infatti quella di restaurare completamente sia l'arredo murario e le opere idrauliche che lo accompagnavano (vasche e acquidocci), sia l'approccio colturale che caratterizzava il paesaggio mezzadrile di cui il podere è stato a lungo espressione. L'occasione sarà data dagli interventi cosiddetti di riforma dei tanti olivi (circa il 70% del totale) ancora dormienti un sonno trentennale, da quando cioè furono abbandonati a se stessi a causa delle difficoltà facilmente immaginabili che la loro coltivazione comportava. E’ stato un sonno per certi versi provvidenziale, che valse la loro salvezza nel tremendo inverno del 1985. Dal restante 30%, allevato a vaso cespugliato in seguito all’amputazione al ciocco che la strage di quell’inverno rese necessaria, e alla successiva ricrescita, si produce un extravergine che ha avuto il riconoscimento della DOP Chianti Classico e che ha già regalato più di una soddisfazione.
La vigna, già iscritta alla DOC Chianti Classico per tutto il periodo di vita di quell'albo (1967-1984), non fu iscritta alla successiva DOCG per scelta. Va detto che allora le prospettive del vino in Italia, e in quella regione in particolare, apparivano sotto una luce ben diversa da quella che solo qualche anno più tardi cominciò a splendere. Oltre alle poche viti restanti degli impianti promiscui che un tempo coprivano tutte le terrazze, ci sono i due impianti specializzati realizzati all'inizio degli anni Settanta innestando in campo con marze ricavate dalle viti allora presenti nel promiscuo. Si può dire quindi che i cloni di sangiovese, canaiolo, malvasia e trebbiano (secondo le vecchie classiche proporzioni di quella zona) sono quelli dei precedenti impianti promiscui, risalenti alla fine degli anni Trenta. Attualmente producono un vino rosso IGT Toscana la cui prima annata imbottigliata per il commercio è stata la vendemmia 2004 che ha già avuto due recensioni alquanto incoraggianti.

Il podere e la casa, meglio noti sul territorio col nome di "Salvino", furono acquistati da mio padre nella prima metà degli anni Sessanta e hanno rappresentato per gli anni a seguire la classica casa in campagna di una famiglia che viveva nella vicina città di Siena, dove passare un po’ di tempo soprattutto d’estate, e da cui ricavare un po’ di vino e di olio per il consumo familiare. La conduzione del podere prima che la mia famiglia l'acquistasse era in forma di effettiva mezzadria, tranne il fatto che il coltivatore e la sua famiglia non avevano mai vissuto nella casa colonica ma nella loro casa nella vicina Vertine. Così le cose rimasero, e con le stesse persone, anche dopo il nostro "arrivo".
Questa circostanza, e il fatto che la casa non fu "ristrutturata" ma solo appena adattata a fornire il livello di comodità nel frattempo diventato minimo anche nelle campagne, non sono cose delle quali ha senso che io vada orgoglioso, ovviamente, perché non si dà logicamente il caso dei figli che sono orgogliosi dei genitori; ma sono tuttavia cose delle quali sono felice, e che hanno silentemente contribuito a insegnarmi uno dei punti per me fondamentali nell’approccio col mondo, con le cose, con la terra e con quel territorio: e cioè che non veniamo al mondo per riformarlo dalle fondamenta, o per insegnare a chi ci ha preceduto quanto più furbi o più saggi o più bravi noi siamo a fare cose che da che mondo è mondo sono sempre state fatte; bensì per fare del nostro meglio nel cercare di essere all’altezza e di capire i perché e i come, soprattutto nel non distruggere quello al cui essere abbiamo potuto contribuire per molto poco; e anzi nel cercare di preservare al meglio le cose in modo che riescano a sopravviverci, a sfiorare anche quelli che ci seguiranno.

In questo c’è spazio, eccome, anche per il "miglioramento" e per l’"innovazione", per far evolvere le cose e per impararne di nuove. Ma, questo, più come risultato della propria azione che come scopo deliberato; più come inevitabile passaggio che come ardore dichiarato. E trovo che riesca meglio a proteggere un cambiamento duraturo questa evoluzione, che il voler cambiare tutto perché ogni cosa resti come è sempre stata.
(continua)
Commenti
Son proprio curioso di godere dell'olio e del vino di Podere Erbolo, soprattutto dopo aver letto l'incisivo racconto dell'arguto Franco, che a suo tempo m'ero perso, ma ancor più dopo aver apprezzato le parole di Filippo, sagge, profonde, vere, antiche eppur così attuali.
Così m'aspetto il suo vino, quando avrò il piacere di poterlo godere.
Postato da : alberto | March 19, 2007 06:14 PM