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Vini Francesi... in banca

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Dalla passione per il vino di Laura Bullio, responsabile Comunicazione interna della CARIGE e di Pier Ugo Tammaro, Delegato provinciale dell’ONAV, è nata l’idea di realizzare in collaborazione, una degustazione di grandi vini francesi.  Una speciale occasione, dove i degustatori sono solo i soci del Circolo dipendenti della Banca CARIGE. Una location funzionale situata al 6° piano del primo palazzo di via XIX Settembre, nel cuore pulsante della città. Come sempre, Pier Ugo Tammaro ha fatto le cose per il meglio.  I vini francesi acquistati direttamente dall’importatore genovese Pepi Mongiardino, hanno espresso elevate caratteristiche organolettiche che hanno conquistato letteralmente i numerosi presenti. 

A presentare l’importante degustazione di pregiati vini d’Oltralpe, il dr Paolo Viani Vice presidente del Circolo dipendenti della Banca CARIGE, e Pier Ugo Tammaro Delegato Onav per la provincia di Genova. Poco prima di degustare i tre vini, l’importatore Pepi Mongiardino ne ha illustrate compiutamente le rispettive zone di produzione, i vitigni impiegati, le tecniche di vinificazione, l’affinamento e il profilo del vigneron.   Mentre la fase d’assaggio è stata condotta da chi ha scritto.  Durante l’esame sensoriale dei vini, non sono mancate le domande dei vari soci, inerenti l’abbinamento col cibo e la possibilità di evolversi nel tempo.  


I tre vini degustati

Mas de Daumas Gassac Blanc 2010
Proprietarie Recoltant Aime Guibert de la Vassiere

Un superbo vino bianco del Languedoc, ottenuto da scelte uve viognier, chardonnay, petit manseng, chenin blanc e il 10% di vitigni rari. Varietà di viti che caratterizzano ognuno, quattro importanti regioni viticole come la Cote du Rhone, la Bourgogne e Champagne, il Sud-Ovest (Jurançon) e la Val de la Loire.  Il vigneto alligna su un particolare terroir (un deposito di polvere glaciale) che ricorda quello della Bourgogne.  Scoperto da Enjabert, il più autorevole tra i geologi viticoli francesi, il Mas de Daumas Gassac richiamò l’attenzione di Emile Peinaud, il più grande enologo di Francia che, in seguito, ne suggerì i metodi di vinificazione e maturazione del vino.  Un Vin de Pays col carattere e lignaggio di uno Chateau.

Eccone i tratti salienti: all’aspetto è cristallino e di colore paglierino vivo.  Al naso si presenta intenso, persistente, fine, abbastanza ampio, con netti profumi floreali di violetta fresca e di tiglio, e sentori fruttati e vegetali di pesca bianca matura ed erbe aromatiche. In chiusura, una leggera ma netta nota boisé.  In bocca e secco ma discretamente morbido, fresco e sapido, caldo, di buon corpo e persistenza, con lievissima vena tannica e gradevole fondo amarognolo.  Al retrogusto, oltre le note descritte nell’olfatto, una piacevole percezione di vaniglia.   Evoluzione: giovane ma già discretamente equilibrato.  Va servito, se il piatto è caldo, a 12°C in calici con stelo alto.  A 10°C con piatti serviti freschi. Abbinamenti ideali: risotto alla milanese (con midollo di bue e zafferano), orata al vapore con salvia e pinoli, e stoccafisso mantecato (brandacujun).  


Cotes du Rhone Villages AOC Guy Louis 2006 Vieilles Vignes
Negociants Tardieu Michel-Dominique Laurent

Due personaggi del vino che, per la loro passione comune si sono uniti per creare vini che siglano il territorio d’appartenenza.  I vini della Cotes du Rhone sono profumati, caldi e pieni di corpo.  A conferirgli queste peculiari doti, sono le uve dei vitigni grenache e syrah: dal primo il corpo, dal secondo fruttato e speziato.  Entrambe da vitigni di oltre 60 anni.  Resiste al tempo migliorando. 

Eccone il profilo sensoriale: all’aspetto è limpido e di colore rubino intenso con orlo tendente al granato.  Al naso si presenta intenso, persistente, fine, ampio, con netti profumi floreali d’iris appassito, sentori fruttati e vegetali di piccoli frutti rossi boschivi maturi (mora, ciliegia durona e ribes nero), umori d’erbe secche boschive balsamiche e note speziate di pepe nero e macis. In chiusura, una leggera nota di liquirizia e boisé.  In bocca e secco, sufficientemente fresco e sapido, molto caldo, giustamente tannico, di buon corpo e persistenza, con gradevole fondo amarognolo.  Al retrogusto, oltre la vena tannica, le note già descritte. Evoluzione: quasi pronto, ma può tenere bene, migliorando, altri 4.5 anni.  Va servito a 17-18°C in ampi e panciuti calici con stelo medio.  Abbinamenti ideali: brasato di toro al Cotes du Rhone Rouge di 4 anni, cosciotto d’agnello o capretto al timo, e formaggi a pasta cotta, dura e stagionato come il Conté.


Cote du Rhone Villages Rasteau AOC Guy Louis 2006 Vieilles Vignes  2006 
Negociants Tardieu Michel-Dominique Laurent

Due personaggi del vino che, per la loro passione comune si sono uniti per creare vini che siglano il territorio d’appartenenza.  Se i vini della Cotes du Rhone sono profumati, caldi, pieni di corpo e adatti all’invecchiamento, nel piccolo e suggestivo comune di Rasteau quelli dolci erano già famosi nell’Ottocento.  Virtù poliedriche conferite dalle uve dei vitigni grenache e syrah: dal primo il corpo, dal secondo fruttato e speziato.  Entrambe da vitigni di oltre 60 anni. Dalla vendemmia 2011, questi vini sono denominati Rasteau.

Il suo profilo sensoriale: all’aspetto è limpido, di colore rubino molto carico con orlo porpora.  Al naso si presenta molto intenso, persistente, fine, composito, con netti profumi floreali, fruttati, vegetale-balsamici, speziati e minerali di violetta un po’ appassita, sentori di confettura di mirtilli e ciliegia, balsamici di menta ed eucalipto, e lieve di grafite e boisé.   In bocca è secco, fresco e sapido, caldo, con piacevole ed equilibrata tannicità, di gran corpo e persistenza, con piacevole fondo amarognolo. Al retrogusto, le note già sentite e, nette, di liquirizia.   Un gran vino. Evoluzione: giovane ma già di buona armonia, terrà, migliorando, altri 6-7 anni.   Va servito a 18°C in ampi e panciuti calici con stelo medio.  Abbinamenti ideali: filetto alla Wellington e al pepe verde, terrina di beccacce al foie gras, lepre in çivet e formaggio Banon stagionato.


Un doveroso ringraziamento ai consiglieri dell’Onav Luigi Bellucci, Gianni Caglieris, Roberto Lercari e Adriano Silvestrin, per l’impeccabile servizio dei vini.

Nella foto fornita da Laura Bullio: da sinistra, il dr Paolo Viani, Pier Ugo Tammaro, Virgilio Pronzati e Pepi Mongiardino. 

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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