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Vocacibario

5a Edizione di Freisa in Freisa

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

A differenza della quasi totalità dei vini italiani che annaspano per farsi largo nel mercato nazionale, Il Freisa di Chieri è per così dire profeta in patria. Ossia uno dei pochi vini italiani che è consumato per quasi la totalità nel territorio di produzione.  Se tutto ciò potesse già essere una soddisfazione, ogni produttore vorrebbe che i suoi vini andassero anche nel resto d’Italia e, magari, all’estero.  Uno dei motivi di dialogo tra giornalisti e produttori, dopo l’assaggio dei 18 campioni anonimi di Freisa Doc  e Igt.  Sul tema è necessario chiarire l’identità del vitigno e del vino. Che il Freisa sia un vitigno tipico piemontese lo sanno tutti.  Quello che molti non sanno è la sua versatilità geniale. Non a caso da colore e fruttato nei Grignolino Doc, ingentilisce i Barbera del Monferrato e completa altri. 

In purezza è riconoscibile quasi da tutti.  Quindi, un vitigno intelligente che da origine a un vino poliedrico in grado di assumere tipologie diverse. 

C’è di più.  Le Doc piemontesi con questo vitigno sono addirittura sette: Freisa di Chieri, Freisa d’Asti, Monferrato Freisa, Pinerolese Freisa, Colli tortonesi Freisa, Langhe Freisa e Piemonte Freisa. Ognuna con vini mediamente diversi, in particolare quella di Asti e Langhe, entrambe con più struttura, di maggior impegno ma meno fresche e sapide rispetto alle altre.  Dove si esprime al meglio, è nelle Doc Freisa di Chieri e d’Asti.  Nella prima: maggiore freschezza e sentori floreali e fruttati. Nella seconda: più struttura e meno freschezza e sapidità, con caratteristiche variabili derivate dalle diverse caratteristiche pedoclimatiche, della vasta zona di produzione.

Tornando al Freisa di Chieri, esso è derivato dall’omonimo e storico vitigno, originario del Chierese e della Collina Torinese. Ne scrissero studiosi e ampelografi illustri, come Leardi, De Maria, Rovasenda e il Nuvolone. La D. ssa Anna Schneider dell’Istituto di Virologia vegetale di Grugliasco, considerata la più grande ampelografa italiana, inserisce il freisa nell’Albero Genealogico del Nebbiolo.  Quindi lo considera un parente del vitigno che da origine a grandi vini tra i più famosi nel mondo. 

Cinque le versioni del Freisa di Chieri: Secco, Superiore, Frizzante, Spumante e Dolce. La sua zona di produzione si estende per circa 91 ettari, comprendente i comuni di Chieri, Pecetto Torinese, Pino Torinese, Pavarolo, Baldissero Torinese, Montaldo Torinese, Mombello Torinese, Andezeno, Arignano, Moriondo Torinese, Marentino e Riva, nonché Torino, limitatamente alla Regione San Luca, Regione Eremo, Regione Santa Margherita, Parco di Villa Genero e Regione Villa della Regina. 

La sua produzione media annua si aggira su circa 400.000 bottiglie, mentre nel 2012 è salita a circa mezzo milione di bottiglie.  Sicuramente serio il suo disciplinare di produzione, che fissa in 80 quintali la produzione di uva per ettaro. La stessa designata per il Barolo e il Barbaresco.  Entrando nel dettaglio, le cinque tipologie di Freisa di Chieri devono ognuna avere di base, le caratteristiche e dati prescritti nel disciplinare.

Freisa di Chieri Secco - Colore: rosso rubino con tendenza al granato. Odore: caratteristico delicato con note di lampone e di rosa e viola.  Sapore: asciutto, talvolta vivace leggermente acidulo, che con l’invecchiamento diventa più armonico e delicato, con eventuali sentori di rovere qualora affinato in botte. Alcol: minimo 11,00%; se con indicazione di “vigna” 12,00% vol. L’acidità totale minima: 4,5 g/l.  Estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l.

Si sposa con salumi freschi e leggermente stagionati, caprini e tome di qualche settimana, primi piatti di pasta e riso con sugo di pomodoro e pecorino quasi fresco, pesce azzurro in tegame con pomodoro e al forno, stoccafisso e trippe in umido, finanziera, ma soprattutto col fritto misto piemontese.  Servirlo a 15-16°C in calici con stelo medio.

 

Freisa di Chieri Superiore  - Colore: rosso granato o cerasuolo con riflessi aranciati con l’invecchiamento. Odore: caratteristico, fragrante, delicato con note di lampone e viola.  Sapore: secco, fresco, delicatamente morbido, con eventuali sentori di rovere.  Alcol: minimo 12,00%; se con indicazione di “vigna” 12,50% vol.  L’acidità totale minima: 4,5 g/l.  Estratto non riduttore minimo: 21,0 g/l.

Si sposa con primi piatti (pasta, riso e polenta) con sugo di coniglio e di anatra, pasta ripiena come ravioli e agnolotti con sugo di carne bianca, pollo e coniglio al forno, fritto misto alla piemontese, formaggi vaccini e ovini di 1-2 mesi.  Servirlo a 16-17°C in calici leggermente panciuti con stelo medio. 

Freisa di Chieri Frizzante - Colore: da rosso rubino a cerasuolo piuttosto chiaro, con spuma fine ed evanescente.  Odore: caratteristico delicato con note di lampone e di rosa e viola.  Sapore: secco, armonico, elegante con retrogusto gradevole di lampone. Alcol: minimo 11,00%. L’acidità totale minima: 4,5 g/l. Estratto non riduttore minimo: 19,0 g/lì.

 

Si sposa con salsiccia cruda e sulla griglia, soppressata, carne cruda di fassone tagliata al coltello con aglio, sale, pepe e olio extravergine  di oliva, funghi porcini impanati e fritti (nel passato nel burro, oggi nell’extravergine. L’unico rosso che ci si può accoppiare. Per tutti gli altri tipi di piatti di funghi, sposarli a vini bianchi), melanzane alla parmigiana, tapulon e costine di maiale alla griglia. Servirlo a 14-15°C in calici con stelo medio.

 

Freisa di Chieri Spumante - Colore: da rosso rubino a cerasuolo piuttosto chiaro, con spuma fine e persistente.  Odore: caratteristico delicato con note di lampone e di rosa e viola.  Sapore: brut, dry o dolce, armonico, elegante con sottofondo gradevole di lampone. L’alcol: minimo 11,00%, di cui svolto compreso tra 6,00%vol e 8,00%. L’acidità totale minima: 4,5 g/l.  Estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l.

Si sposa se brut e dry con prosciutto dolce di Parma, salmone affumicato, frittelle di baccalà, pizza margherita e muscoli ripieni.  Se dolce con bavarese al lampone e alla fragola.   Se brut e dry servirlo 10-11°C in flutes con stelo alto. Se dolce servirlo a 10-11°C in coppe con stelo alto.

 

Freisa di Chieri Dolce - Colore: da rosso rubino a cerasuolo piuttosto chiaro talvolta con lievi riflessi violacei.  Odore: caratteristico delicato con note di lampone e di rosa e viola.  Sapore: dolce, fresco, talora vivace. L’alcol: minimo 11,00%, di cui almeno il 7,00% svolto.  L’acidità totale minima: 4,5 g/l.  Estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l. 

Si sposa con crostate di piccoli frutti rossi (lampone, fragola, mora, mirtillo e ribes nero), torta di prugne, di ciliegie e di pesche.  Ideale per macedonia di frutta.  Servirlo a 11-12°C in calice a tulipano con stelo alto.

Come per tutti i vini di pregio, anche il Freisa di Chieri ha il suo evento, denominato Di Freisa in Freisa. Manifestazione creata con la finalità di valorizzare e promuovere la produzione, la qualità e il consumo del Freisa di Chieri, nonchè la storia, le tradizioni e l’immagine del suo territorio.  Giunta quest’anno alla quarta edizione, Di Freisa in Freisa nell’arco dei due giorni, sabato 2 e domenica 3 maggio 2014, ha richiamato numerosi visitatori per i molteplici motivi d’interesse.  Nella mattina del primo giorno, nel ristorante albergo Casa Casellae di Chieri, si è tenuto un’interessante wine tasting riservato agli operatori del settore e alla stampa specializzata. Diciotto vini prodotti col vitigno Freisa, di cui tredici Freisa di Chieri delle varie tipologie degli anni 2010, 2011, 2012 e 2013, un Rosato, un Monferrato Chiaretto, e altri tre Freisa d’Asti, di cui due del 2013 e un 2010.  I vini non di Chieri,  sono stati inseriti per evidenziare le differenti caratteristiche organolettiche delle zone produttive. 

 

A precedere l’assaggio alla cieca o palese dei Freisa, gli interventi dell’Assessore alle Politiche agricole dello stesso comune Rachele Sacco, di Stefano Rossotto presidente del Consorzio per la Tutela e Valorizzazione delle Doc Freisa di Chieri e Collina Torinese, di Massimo Corrado presidente dell’Associazione Go Wine e del giornalista Alessandro Felis.  Passando al tasting, complessivamente i diciotto Freisa (di Chieri, Asti ed altri) si sono espressi su un discreto livello qualitativo, in particolare due 2013, un Superiore 2011 e gli Spumanti dolce e brut. Interessanti e piacevoli il rosato e il Monferrato Chiaretto, rispettivamente profumato, fresco, molto sapido e invitante con lievissima tannicità; più intenso e pieno con vena giusta tannica il secondo. 

I tre Freisa di Chieri 2013: buono il vivace secco, lo stesso il secco, e discreto  il frizzante.  Note dolenti nei quattro 2012: tre con evidente disarmonia e poco schietti, uno sul discreto tendente al buono.  Buono il 2010.  Nei due Superiore, buono ma già un po’ evoluto il 2011, discreto il 2010.  Due parole sui tre Freisa di altre zone. Sicuramente di maggior struttura, persistenza e impegno ma meno fresco – rispetto al Chieri – quello d’Asti.  Varietale, pieno e discretamente equilibrato il 2013; ancora giovane, fresco, molto sapido ma valido il frizzante; appena discreto e già evoluto il 2010.  Tra gli spumanti, interessante ma migliorabile il Brut, buoni e equilibrati i dolci. Terminato l’assaggio, è seguito un interessante e costruttivo scambio di pareri tra giornalisti, onavisti, sommelier e produttori.

Nello stesso ambito, per la gioia e il piacere di enoappassionati e gourmet, era presente l’Enoteca itinerante dei vini Freisa del Piemonte. Una selezione di oltre 60 etichette di produttori delle zone tipiche, accompagnate dagli irrinunciabili Rubatà di Chieri, ossia i grissini per eccellenza.  Laboratori del gusto (cucina e vino), stands con esposizione e vendita di prodotti tipici del Chierese. A completare il tutto, numerosi eventi popolari come animazione ed esibizione di canto e danze occitane, spettacoli d’arte circense ed altro.  Nell’occasione, cantine aperte con le seguenti aziende: Az. Vitiv. Stefano Rossotto di Cinzano; Az. Vitiv. Balbiano Melchiorre di Andezeno; Az. Vitiv. Giulio Rubatto di Chieri; Terre dei Santi SCA di Castelnuovo Don Bosco; Il Giropoggio di Verrua Savoia.

Organizzatori: Città di Chieri, Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle Doc Freisa di Chieri e Collina Torinese e Go Wine.

Sponsor: Camera di Commercio IIAA di Torino, Regione Piemonte e Provincia di Torino.

Collaborazione: Ascom Confcommercio Centro Commerciale, Associazione E-Twuenty cst, Associazione Ristoratori Chieresi, AgriLab e TechLab, Cia, Confagricoltura, Coldiretti Torino, Cna, Associazione Venditori Ambulanti Chieresi, Consorzio Chierese per i Servizi, Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino, Officine Sistemiche, Paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino, PePa Palati educati Palati appagati, Strade di Colori e Sapori, Strada Reale dei Vini Torinesi, Università di Scienze Gastronomiche, Club Campeggiatori Chieresi, Radio Chieri


Vini & Produttori presenti

1°) Vino Rosato Il Podio 2013  -  Cantina Sperimentale Bonafus

2°) Monferrato Chiaretto Content 2013  -  Rossotto

3°) Freisa di Chieri Secco  vivace  2013  -  Balbiano

4°) Freisa di Chieri Secco Nonno Nando 2013  -  Rossotto

5°) Freisa di Chieri Frizzante 2013  -  Terre dei Santi

6°) Freisa di Chieri Secco 2012  -  Masera

7°) Freisa di Chieri Secco e vivace 2012  -  Rubatto

8°) Freisa di Chieri Secco e fermo  2012 -  Rubatto

9°) Freisa di Chieri Secco La Borbogliosa 2012 - Cantina Sperimentale Bonafus

10°) Freisa di Chieri Superiore Secco Vigna Villa della Regina 2011  -  Balbiano

11°) Freisa di Chieri Superiore Sun Si 2010  -  Rossotto

12°) Freisa di Chieri La Torrigiana 2010  -  Terre dei Santi

13°) Freisa d’Asti  2013  - Terre dei Santi

14°) Freisa d’Asti Frizzante 2013 - Terre dei Santi

15°) Freisa d’Asti Zaffo 2010  - Terre dei Santi

16°) Freisa di Chieri Spumante Brut Rosè Marchesina  -  Rossotto

17°) Freisa di Chieri Spumante (dolce)  -  Balbiano

18°) Freisa di Chieri Spumante (dolce)  -  Terre dei Santi  

 

Nella foto di Pietro Bellantone: Le bottiglie degustate

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