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Alluvione & Solidarietà

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Il 9 e 10 ottobre si è ripetuto quanto è successo 44 anni fa.  Genova nuovamente devastata da acqua e fango. Negozi, laboratori e magazzini completamente allagati. Danni ingenti che hanno pesantemente colpito alcune migliaia di aziende, in particolare negozianti e artigiani. C’è stata purtroppo anche una vittima.  La desolazione e rabbia della gente è ampiamente giustificata, facendo sorgere una domanda: si poteva evitare o meglio limitare i danni ?  Per molti è affermativo, visto le risorse impiegate in casi del genere in Paesi più civili, dove il rispetto e la tutela  delle persone e dell’ambiente è decisamente maggiore. 

Tra i molti quartieri colpiti, anche un civico dell’enorme caseggiato di Via Loria, conosciuto da tutti come Il Biscione per la  sua forma serpentinosa.  Un fatto certamente meno grave di altri, ma completamente taciuto da tutte le fonti d’informazione.  Il crollo della parete esterna delle cantine e la devastazione delle stesse, era già successo ben 44 anni fa.  Allora avvenne di giorno, quest’anno di notte.  Un disastro annunciato.  Basti pensare che dei 32 civici che compongono il caseggiato, il crollo è avvenuto nello stesso punto.  Di che la colpa?  Delle precipitazioni? Non solo.

Il Comune ha il dovere di controllare periodicamente la stabilità del terreno della soprastante pineta e la canalizzazione delle acque piovane. All’ARTE già IACP, spetta l’obbligo della rimozione di terra e pietre che hanno per anni, completamente colmato il canale di scolo a protezione di cantine e spazi condominiali.   Dal disastro (colposo), una nota positiva.   Le persone delle nove famiglie che hanno perso le cantine con tutto quanto c’era dentro, dopo lo scoramento, incredulità, rabbia e rassegnazione, si sono sentite più vicine.  La perdita di oggetti cari, utensili e mobili, formaggi, olio, vini pregiati, libri e quant’altro, è stato per loro un danno non lieve, considerando che è successo due volte.  

Come accennato prima, la voglia e la necessità di salvare il salvabile (ben poco) hanno contribuito a rafforzare o allacciare i rapporti tra i condomini colpiti. Non solo: persone dei civici vicini, di tutte le età, anziani, ragazzi e ragazze e, in un caso, bambini, hanno dato una mano.  Su tutti, il pensionato Salvatore e la piccola Cassandra.  Grazie a tutti loro è stato possibile sgombrare non poche tonnellate di detriti che hanno riempito per due volte gli enormi contenitori mandati dall’AMNIU.  Se aspettavano gli aiuti dei vari enti, i detriti ci sarebbero ancor oggi.  Dulcis in fundo, si fa per dire, un festoso incontro dei vari condomini e non, che hanno collaborato al ripristino, dove ognuno di loro ha portato antipasti, primi e secondi piatti, dolci e vini.

 

Nella foto: I condomini che hanno sgombrato i detriti

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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