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Barolo 2015: Come è andata la vendemmia?

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Quando si parla di vendemmia, in particolare nella blasonata zona di produzione del Barolo, il fatto fa sicuramente notizia. Accade tutte le volte con le buone vendemmie. Negli ultimi decenni, le affermazioni positive passavano dalla buona, all’ottima o addirittura all’annata del secolo. Era già successo col 1990 e 2007. Molti dei più noti produttori e tecnici tessevano lodi o perplessità al riguardo. Prerogativa tutt’altro che nostrana. In Francia incominciano prima ancora dell’inizio della vendemmia. Spesso annate definite medie sono poi rivalutate, ma al contrario, non sempre succede per quelle definite buone. L’argomento non è solo una discussione più o meno tecnica, ma sicuramente mediatica. Una buona annata fa proiettare l’immagine positiva non solo sulla zona interessata ma sull’intera regione. Quindi con prevedibile incremento della valorizzazione del territorio e delle future vendite.

Per fornire delle risposte ai lettori, ecco la versione dell’Accademia del Barolo, con le testimonianze raccolte da tecnici e produttori sull’ultima vendemmia.

Federico Curtaz, enologo e agronomo, consulente per importanti aziende vitivinicole italiane. 
“Bella annata, commento facile, potremmo chiuderla qui. Il Belpaese si trova a cavallo tra il clima continentale e quello mediterraneo. Questo vuol dire che in alcuni anni avremo un po’ più di caldo e secco e in altri un po’ più di precipitazioni e freddo. E in ogni caso le piogge arriveranno sempre ad aprile e maggio, insieme a ottobre e novembre, e il caldo a luglio e agosto. La vite vive di sole, luce e potassio che i terreni langaroli hanno in dotazione. Quindi belle e calde giornate aiutano Nebbioli e Barbere a diventare buoni. Oggi posso dire di aver avuto ragione… grandi raccolti nelle Langhe, in un’annata che sposa il ritorno di una vera primavera, di una vera estate e – senti senti - anche della perturbazione dei primi di ottobre, che sovente dà il La alla maturazione dei tannini”.

Donato Lanati, enologo e consulente, fa parte dell’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino. 
“L’acino è arrivato ad una buona maturazione tecnologica, con una concentrazione zuccherina mediamente alta, con un’acidità bassa e pH elevato. La struttura polifenolica, in particolar modo il contenuto dei flavonoidi e degli antociani totali, è aumentata gradatamente fino a livelli di un’annata molto buona. I produttori che hanno saputo aspettare la completa maturità cellulare, hanno raccolto un’uva che ha potuto cedere con facilità tutto quanto aveva accumulato nella buccia durante l’estate. Quindi grande annata, ma soltanto per coloro che hanno saputo interpretarla a livello di vendemmia, senza farsi prendere dalla fretta dovuta ad acidità che crollava e zuccheri che salivano.
I mosti e i primi svinati, hanno avvalorato i dati e le degustazioni delle uve, ci sono nebbioli di media struttura e grandi nebbioli da Barolo.
Le gradazioni nei Baroli sono quasi tutte superiori ai 14 gradi, solo le zone dell’alto Piemonte presentano gradazioni più basse”.

Alberto Gagliardo, Poderi Gianni Gagliardo.
“Nei mesi di luglio e agosto le precipitazioni sono state veramente sporadiche e questo ci ha permesso di arrivare in vendemmia con uno stato sanitario delle uve pressoché ottimo. La combinazione di una primavere piovosa ed un’estate a dir poco torrida è stata vincente in generale in tutti i vigneti perché le piante, avendo una buona riserva idrica, hanno lavorato nonostante le temperature. Soprattutto la Vigna Preve di Lazzarito, a Serralunga d’Alba, ha beneficiato di questa situazione così particolare, grazie al suo ottimo equilibrio vegeto-produttivo e alla sua altitudine che ha sicuramente mediato le temperature”.

Michele Chiarlo, Azienda Chiarlo. 
“Raramente si è vista una maturazione fenolica così completa e di una qualità che ha rasentato la perfezione, forse la migliore degli ultimi 20 anni.

Franco Martinetti, Azienda Martinetti.
“La vendemmia 2015 in Piemonte potrebbe essere tra quelle da ricordare. Sono sicuro che avremo davvero grandi soddisfazioni,

Mario Cordero, Cantina Vietti.
“Mi ritengo particolarmente soddisfatto. I dati iniziali sono molto confortanti e fanno ben sperare, ma preferisco attendere qualche mese per definire l’annata grande o addirittura eccezionale!”.

Pio Boffa, Cantina Pio Cesare. 
“Dal 1972 ad oggi questa è in senso assoluto una delle mie migliori vendemmie. La sanità delle uve ha fatto sì che non fosse necessaria una scelta e il tempo perfetto hanno reso questa annata il sogno di ogni viticolture.

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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