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Vocacibario

Quarto Festival dello Sciacchetrà a Corniglia

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Quarta edizione e tappa del Festival dello Sciacchetrà a Corniglia.  La prossima si terrà a Riomaggiore, quinta località delle Cinque Terre. Corniglia, frazione di Vernazza affacciata sul mare, possiede come le consorelle un fascino particolare. Meta di turisti provenienti da tutto il mondo ha conservato gran parte dell’assetto originale risalente al Quattrocento.  La sua economia deriva dal turismo e dal vino.  Per quest’ultimo è citata anche nel Decamerone di Boccaccio.  L’abate di Cluny fatto prigioniero da Ghino di Tacco e sofferente di mal di stomaco, fu curato dal suo carceriere con fette di pane abbrustolito e Vernaccia di Corniglia.       

Sebbene milioni di persone abbiano visitato e conoscono le Cinque Terre, dei due vini Doc che vi sono prodotti, la maggior parte dei turisti beve il tipo secco e, in piccola parte, il dolce Sciacchetrà. Un vino mito di limitata produzione e dall’alto prezzo.  Da qui la realizzazione del Festival dello Sciacchetrà, quest'anno sporsorizzato da Valtur, griffe del turismo di qualità.  In sintesi, benché sia considerato uno dei più famosi vini passiti italiani, in realtà è conosciuto solo da una limitata parte d’intenditori o del settore. I più ne hanno solo sentito parlare, poiché il vino è omonimo della celebrata zona turistica.  Due valori complementari. Senza i vigneti terrazzati non potrebbero esistere le Cinque Terre, insignite dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

I vini che vi sono prodotti hanno caratteristiche uniche: secchi o dolci spiccano per il bouquet e sapore esclusivi, accomunati da note iodate uniche. Non solo. Si possono definirli “ecologici”, poiché i muretti a secco che contengono i vigneti, evitano in gran parte il dissesto idrogeologico del comprensorio delle Cinque Terre.  Lo Sciacchetrà è un vino mitico e d’indubbia qualità che, come per tutto, presenta luci e ombre. A favore: un ricco bagaglio storico, una buona qualità globale, una discreta notorietà in Italia.  A sfavore: l’esigua superficie vitata di soli 100 ettari, la limitata produzione, la poca o scarsa notorietà all’estero e l’alto costo. 

Importanti quesiti di non facile soluzione che il Consorzio Cinque Terre Sciacchetrà presieduto da Heydi Bonanini, l’Associazione Amici delle Cinque Terre presieduta dall’ex senatore Luigi Grillo, il Parco Nazionale delle Cinque Terre diretto da Vittorio Alessandro, hanno messo all’ordine del giorno nel convegno del 6 agosto svoltosi nell’Oratorio dei Disciplinati sito nel centro storico di Corniglia, dal tema “I produttori dello Sciacchetrà a difesa del territorio: recupero e valorizzazione delle terre incolte nelle Cinque Terre”. Per rafforzare intenti e progetti, sono intervenuti Vincenzo Resasco sindaco di Vernazza, Luca Fontana Direttore Dipartimento Agricoltura, Protezione Civile e Turismo della Regione Liguria, Fabrizio Capellini Presidente Fondazione Manarola, Andrea Costa Consigliere e Presidente Commissione Ambiente e Territorio della Regione Liguria, Don Luca Palei Direttore Caritas diocesana di La Spezia, Marco Piombo Presidente WWF Liguria e l’esperto Massimo Comparini.

Conclusioni dell’Onorevole Andrea Olivero, Vice al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Molteplici interventi, moderati abilmente dalla nota giornalista Egle Pagano. Riguardo al tema dell’incontro, l’approvazione e la prossima realizzazione d’impianti di vigneti di circa un ettaro di aree abbandonate. Un progetto che sarà realizzato dal Consorzio Produttori Sciacchetrà e la Caritas diocesana di La Spezia.  Produttori e migranti richiedenti asilo, impianteranno i vigneti di Bosco e ne seguiranno la conduzione. Un concreto aiuto per incrementare la produzione di Cinque Terre Schiacchetrà. Non solo. Forme di collaborazione tra produttori e migranti, sono già attive e funzionanti: ai ragazzi arrivati in Italia, gli viene insegnato a ricostruire i tradizioni muretti a secco delle Cinque Terre.  Heydi Bonanini, presidente del Consorzio Produttori Sciacchetrà: .

Tra i vari interventi per migliorare la diffusione e vendita dello Sciacchetrà sono da segnalare quelli Luigi Grillo che ha proposto di invitare a spese dei comuni del territorio, tre noti pittori, rispettivamente da Stati Uniti, Cina e Australia, per ritrarre i luoghi più suggestivi delle Cinque.  Le opere realizzate saranno messe all’asta. La somma derivata dalla loro vendita, sarà utilizzata per ripristino e miglioramento delle attività produttive locali. Patrizio Scarpellini direttore del Parco Nazionale delle Cinque Terre, ha ribadito il rilevante apporto economico conferito al territorio, tutelando e salvaguardando l’ampia zona  del Parco. Luca Fontana ha illustrato minuziosamente come sono e utilizzare al meglio, i piani di sviluppo rurale.   

Dopo la visita alle cantine di Corniglia, funzionari del settore, produttori e giornalisti sono stati deliziati dai piatti di mare del ristorante La Posada di Corniglia. Nel tardo pomeriggio nella suggestiva piazzetta sita sopra le sede del convegno, l’attesa apertura dei banchi d’assaggio con i Cinque Terre Sciacchetrà e del bianco Doc dei seguenti produttori: Begasti e Buranco di Monterosso al Mare; Forlini Cappellini di Manarola; La Polenza di Corniglia; Possa e  Litan di Riomaggiore.  


A chi può interessare, gli assaggi con il mio personale giudizio.    

Heydi Bonanini  2014  -  Paglierino carico con nuances dorate.  Abbastanza intenso e persistente, con sentori di confettura di pesca, erbe balsamiche, mandorla secca e zabaglione.  Dolce ma di molta sapidità, con vena iodata e tannica, caldo, discretamente pieno e continuo, di buona persistenza aromatica. Giovane. Malgrado l’annata si presenta mediamente equilibrato.

Buranco 2013 - Paglierino carico tendente al dorato. Intenso, persistente e ampio con netti sentori d’erbe aromatiche, confettura d’albicocca, buccia di cedro candita e arancia amara.  Dolce ma sapido, con nota iodata, caldo, pieno ma snello, di buona persistenza aromatica.  Ancora molto giovane.

Begasti 2011 - Ambrato intenso. Intenso e persistente, discretamente complesso, con sentori di confettura di pesca bianca, cioccolato, erbe aromatiche e lieve d’eucalipto.  Molto dolce ma con riequilibranti note iodate e tannica, molto caldo, pieno e di molta persistenza aromatica.  Giovane già molto invitante.     

Forlini Cappellini Riserva 2011 -  Topazio fumé.  Intenso e ampio, persistente, con netti sentori di gelatina d’albicocca e pesca, miele millefiori, erbe aromatiche e confetto.   Dolce ma non stucchevole per sapidità, nota iodata e lieve vena tannica, caldo, di equilibrata pienezza e di grande persistenza aromatica.   Giovane ma invitante.

La Polenza 2012  -  Ambrato vivo.   Intenso e persistente, ampio, con netti sentori di gelatina d’albicocca, erbe aromatiche e balsamiche, miele, dattero e confetto.   Dolce ma sapido, piacevolmente iodato, caldo, pieno e continuo, di grande persistenza aromatica.   Giovane ma già di buon equilibrio.

Litan 2012  - Ambrato carico. Molto intenso e persistente, con netti sentori di confettura d’albicocca, miele di castagno, erbe secche aromatiche, un po’ iodato e balsamico.  Dolce ma sapido, con piacevole vena iodata e tannica, caldo, pieno ma snello, di buona persistenza aromatica.  Giovane ma abbastanza equilibrato.


Due parole sui vini


Il Cinque Terre Doc è ottenuto dai vitigni Bosco (minimo 40%), Vermentino e Albarola da soli o congiuntamente (non più del 40%) e massimo 20% di altri vitigni raccomandati-autorizzati per la provincia spezzina, sono unici nel suo genere.  Il primo, Cinque Terre è un vino bianco dal colore paglierino con riflessi verdolini, dal profumo delicatamente floreale- vegetale e fruttato (vi si colgono sentori di fiori di d’acacia leggermente essiccati, erbe montane e aromatiche, agrumi verdi come limone e cedro, e netta e inconfondibile nota iodata.  In bocca è secco, molto sapido e iodato, caldo, di buon corpo, persistenza e carattere. 

Il secondo, Cinque Terre Sciacchetrà è ottenuto quasi esclusivamente dal vitigno Bosco. Un passito di buona longevità, che si esprime al meglio, evolvendosi nel tempo.  Di colore paglierino carico a giallo dorato da giovane (2-3 anni), si fa dorato carico con riflessi ambrati se mediamente affinato (5-6 anni), assume un colore ambrato con nuances rossicce se molto affinato (10-15 anni).  Dopo un lunghissimo affinamento in bottiglia (dai 20 ai 30 anni) si presenta ambrato molto carico con netti riflessi rossicci tendenti al marroncino. Da giovane, al naso si presenta intenso, persistente e ampio con sentori d’albicocca e pesca e mature, e lieve di semi d’anice.  Se mediamente affinato, si fa più composito e ampio, dove spicca la confettura d’albicocca e pesca, erbe secche aromatiche e lieve di vaniglia.   Se lungamente affinato in bottiglia, si presenta con netti sentori di pesca gialla e albicocca mature e un po’ essiccate, fico secco, prugna secca cotta, miele di castagno, e sempre di molta finezza e personalità. Dal sapore dolce ma non stucchevole, molto sapido, caldo, pieno, vellutato e suadente, di buona persistenza aromatica se mediamente affinato.   Se molto affinato, diventa delicatamente dolce, sapido, caldo, vellutato ma nervoso per la piacevolissima vena tannica e iodata, di gran corpo e continuità, di estrema persistenza aromatica. 


I produttori consorziati

Azienda Albana La Torre di Campiglia

Azienda Agricola Arrigoni Riccardo di La Spezia

Azienda Agricola Begasti di Monterosso al Mare

Azienda Agricola Buranco di Monterosso al Mare

Azienda Burasca di Manarola

Azienda Cantina Sassarini di Monterosso al Mare

Azienda Cantine Litan di Riomaggiore

Azienda Agricola Cheo di Vernazza

Azienda Agricola Forlini Cappellini di Manarola

Azienda Cantina La Polenza di Corniglia

Azienda Agricola Luciano De Battè di Manarola

Azienda Agricola Possa di Riomaggiore

Azienda Agricola Riccardo Fino di Riomaggiore

Azienda Agricola Walter De Battè di Riomaggiore

  

Nella foto di Mara Musante: parte dei relatori con al centro l’Onorevole Andrea Olivero

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