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Il Trentino, culla del vino, si scopre nel bicchiere

DoveVia Macedonio Melloni, 3, Milano (MI) - Contract District

Quandoil 12 ottobre 2017

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

Appuntamento d'eccezione al Contract District per Cavit, nome di punta del comparto vitivinicolo italiano, con il marchio Altemasi ha recentemente siglato un accordo di partnership con il primo distretto del design dedicato al mondo real estate e contract

Cavit, una realtà unica, presenta a Milano, nella suggestiva cornice di questo straordinario show room, la qualità in tutte le sue espressioni, dal daily al fine wine. Con un posizionamento unico tra i player italiani del vino: da un lato presidia con orgoglio la sua posizione tra i leader del comparto vinicolo nella grande distribuzione, dall'altro emerge con Altemasi, le bollicine di montagna, tra i vini pluripremiati dagli esperti.

Cavit, che riunisce dieci cantine sociali per oltre 4.500 viticoltori, nel corso di quasi settant’anni di attività 
ha sviluppato un’expertise singolare in cui filiera e sistema si fondono in un virtuoso modello di cooperazione, unico in Italia, sintesi di artigianalità e organizzazione, rispetto per la tradizione e avanguardia tecnologica, sostenibilità e ricerca scientifica.

“Rendere il vino di qualità un piacere quotidiano da condividere è da sempre una missione per la cantina trentina, portabandiera di un approccio che mira ad accrescere il numero degli amanti e appassionati del buon vino”, racconta Enrico Zanoni, Direttore Generale di Cavit.

“Democratici” per natura, i vini e gli spumanti Cavit si distinguono per l’ottimo rapporto qualità-prezzo che li fa apprezzare da un ampio pubblico di consumatori, in tutto il mondo, e li pone nella posizione ideale per un’opera di divulgazione della conoscenza e del piacere del buon vino.

In equilibrio tra volumi e qualità della produzione, Cavit è alla costante ricerca della migliore espressione di ogni vitigno, garantendo nel tempo caratteristiche distintive e standard organolettici uniformi per ogni vino, come richiesto ad un marchio celebre in tutto il mondo.


Con una media di 1,2 ettari di proprietà a testa, i 4.500 coltivatori che compongono la filiera Cavit rappresentano l’anima di un sistema produttivo supportato da una regia impeccabile.

Coniugando passione artigianale e importanti investimenti sul fronte dell’innovazione, Cavit è all’avanguardia per i suoi sistemi produttivi. “Il nostro progetto PICA (acronimo di Piattaforma Integrata Cartografica Agriviticola)”, spiega Andrea Faustini, Enologo e responsabile scientifico team agronomico Cavit, rappresenta oggi la più avanzata piattaforma tecnologica in Italia per l’implementazione di una viticoltura intelligente ed eco-sostenibile”.

Se nel canale della distribuzione moderna - cui è dedicata l’ampia linea Mastri Vernacoli - Cavit vanta quote da leader con due dei suoi vini tra le prime 5 referenze del mercato, sul fronte del canale horeca, rivolto alla ristorazione e alle enoteche, oltre ad Altemasi, propone vini di alto livello con le linee Maso, Trentini Superiori e Bottega Vinai - espressione del territorio e della migliore arte enologica della cantina.

In occasione della giornata dedicata alla stampa, Cavit desidera portare la qualità dei vini Trentini a Milano e far conoscere e apprezzare declinazioni diverse di due vitigni particolari quali Chardonnay e Teroldego Rotaliano, nelle loro espressioni daily e fine.

Lo Chardonnay è il vitigno a bacca bianca più diffuso in Trentino, è un vitigno bandiera per il territorio, adattato a tutte le situazioni climatiche e di suoli. Si esprime in ogni situazione al meglio delle sue caratteristiche. Facile interpretazione per Mastri Vernacoli, dove si esalta piacevolezza e bevibilità. Può manifestare un’attitudine di complessità e tipicità quando valorizzato in vigneto con la linea Bottega Vinai. Per finire con l’esaltazione dell’unicità del Maso Toresella studiato e pensato per raggiungere altissimi livelli di struttura e complessità aromatica per vestire al meglio i panni dello Chardonnay riserva.

Il Teroldego Rotaliano, è il vitigno autoctono trentino per eccellenza e rappresenta il principe dei vini trentini. A differenza dello Chardonnay, molto versatile, parliamo di un vino che fuori dal suo ambiente perde quasi significato: il territorio la fa da padrone e, in particolare, la Piana Rotaliana a nord di Trento, frutto dell’opera millenaria di un antico ghiacciaio che ha portato alla formazione di una piana alluvionale circondata da alti pareti rocciose. Qui il torrente Noce, con il suo lento scorrere, ha portato a valle ghiaia e ciottoli alluvionali dei materiali più disparati, contribuendo alla formazione di un sottosuolo ricchissimo: habitat naturale, per unicità climatica, del Teroldego Rotaliano.

“Anche in questo caso”, spiega Susi Pozzi, Direttore Marketing Cavit, “si parla di Mastri Vernacoli, che rappresenta tutto il territorio rotaliano, di Bottega Vinai, che nasce da una selezione delle sottozone del Teroldego, più vicine al fiume Noce, per finire con Maso Cervara al Valico della Rocchetta, un diaframma che collega la Valle dell’Adige con la Val di Non, che è il nostro cru, prodotto solo in annate speciali e lasciato maturare fino a diventare riserva”.

Il Trentino

Le caratteristiche del Trentino sono peculiari e assolutamente uniche nel panorama italiano: in un’area territoriale relativamente contenuta (con circa 10.000 ettari vitati), coesistono e si integrano perfettamente tra loro, microambienti climatici e conformazioni ambientali completamente differenti. Da queste differenze nasce la grande ricchezza della sua produzione vinicola: la numerosa varietà dei vitigni d’origine ha contribuito ad affermare nel tempo l’immagine di una terra vocata alla vitivinicoltura.

Cavit

Cavit è un’azienda profondamente legata alla propria regione di appartenenza: il Trentino. Una piccola area del nord-est italiano dove la vite, l’ulivo e la macchia mediterranea convivono con gli abeti e i larici della flora alpina. Una terra di antiche tradizioni e cultura, dove la presenza dell’uomo, con i borghi, i castelli e le terrazze coltivate, si fonde armonicamente con i maestosi paesaggi alpini. È proprio qui che comincia la storia di Cavit, quando nel 1950 alcuni viticoltori, consapevoli dell’unicità della loro terra e desiderosi di apprendere le tecniche agronomiche e produttive per meglio valorizzare i loro prodotti, si associarono per creare una realtà in grado di promuovere la “cultura” del vino di qualità in tutta la regione. Limmagine che meglio rappresenta Cavit, una grande cooperativa composta da tante piccole realtà artigianali, è quella della vite che produce grappoli sani solo se le radici e le altre parti della pianta svolgono il proprio ruolo. Oggi Cavit, situata nel cuore del Trentino, a Ravina di Trento, riunisce dieci cantine sociali, collegate ad oltre 4.500 viticoltori distribuiti su tutto il territorio regionale, dalle quali riceve e seleziona le materie prime prodotte, controllando ogni fase - dalla raccolta, fino alla commercializzazione. Con una produzione che rappresenta oltre il 60% di tutto il vino del Trentino, Cavit è un esempio unico in Italia di know-how delle più avanzate tecniche di viticoltura e di ricerca enologica d’avanguardia. Cavit firma un’ampia gamma di vini e spumanti, con etichette di pregio più volte premiate nei maggiori concorsi enologici nazionali e internazionali, frutto di un processo continuo di ricerca e innovazione enologica, ai quali assicura uno sviluppo commerciale e promozionale nei canali della grande distribuzione e del settore horeca in tutto il mondo. Con un fatturato di oltre 177 milioni di euro, Cavit si posiziona tra i principali protagonisti del settore in Italia ed eccelle sui mercati internazionali con una quota export che raggiunge l’80% dell’intera produzione. Negli Stati Uniti, in particolare, Cavit è il marchio di vino italiano più diffuso.

I Masi

Punto di partenza e di riferimento della ricerca viticola di Cavit è il Maso Toresella, sede di rappresentanza della Cantina. L’antico maso del ‘500 e la villa vescovile, che dominano il lago di Toblino, sono circondati da un vigneto di 6,5 ettari da cui, a partire dal 1988, si è sviluppato il progetto “Il Maso”, che vede la stretta collaborazione tra gli enologi e gli agronomi di Cavit e il prestigioso Istituto Enologico di San Michele all’Adige (FEM). Obiettivo di questo progetto, oggi esteso su 185 ettari di vigneti dislocati in tutto il territorio trentino, è la creazione di vini di eccellenza, attraverso la ricerca di situazioni produttive ideali.

La sostenibilità

Tra i caratteri distintivi di Cavit va sottolineato l’impegno nella formazione e nella divulgazione enologica. Con questa finalità l’azienda ha instaurato collaborazioni con i più importanti istituti e centri di ricerca e con i tecnici più qualificati nel panorama nazionale. A questo impegno si affiancano l’attenzione per la qualità, l’ambiente e la salvaguardia della tradizione, che in Trentino rappresentano una filosofia di vita che guida da sempre le attività di uomini e aziende.
In quest’ottica Cavit, in collaborazione con l’Istituto San Michele all’Adige e MPA Solutions (spin-off della Fondazione Bruno Kessler) ha recentemente avviato il progetto PICA (Piattaforma Integrata Cartografica Agriviticola): una piattaforma tecnologica che, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati relativi al clima e alle singole caratteristiche dei diversi ambienti e terreni di coltivazione, è in grado di fornire ai viticoltori importanti informazioni per ottimizzare la gestione delle piante in un’ottica di sostenibilità totale, con particolare riferimento al risparmio idrico.

I prodotti

Altemasi

Ma la ricerca prosegue anche all’interno della Cantina dello Spumante di Cavit, da cui ha preso vita l’ormai affermato brand Altemasi, linea di spumanti realizzati secondo il Metodo Classico con la prestigiosa denominazione Trentodoc: Altemasi Riserva Graal, Altemasi Brut Millesimato, Altemasi Rosé e, recentemente, Altemasi Pas Dosé. Altemasi Riserva Graal, fiore all’occhiello della linea, nel 2013 ha ottenuto per l’11° anno i “tre bicchieri” della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, il massimo riconoscimento che la guida riserva ogni anno ai vini che, a giudizio di un’attenta e selezionata giuria, si distinguono per eccellenza qualitativa.

Müller di Cavit

Spumante Metodo Charmat dal carattere decisamente più informale, che per la sua morbidezza e i suoi caratteristici toni aromatici è molto amato dal pubblico femminile e dai giovani: ideale in ogni occasione di degustazione, in particolare per il mondo dell’aperitivo, in casa e fuori casa. L’escursione termica tra il giorno e la notte tipica dei territori d’alta collina o addirittura di montagna fino a 800 metri s.l.m., conferisce all’uva caratteristiche uniche che si manifestano nello spumante come preziosi e delicati aromi.

Bottega Vinai

Una selezione di vini rigorosamente D.O.C., riservata esclusivamente alla ristorazione e alle enoteche, che è stata oggetto di particolari studi dedicati all’esaltazione delle caratteristiche e della tipicità del vitigno di provenienza: Pinot Grigio, Müller Thurgau, Chardonnay, Nosiola, Sauvignon Blanc, Gewürztraminer, Schiava Gentile, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Marzemino, Teroldego Rotaliano, Lagrein Dunkel e Merlot. All’interno della linea presenti anche due eccellenze che si fregiano della denominazione Trentino Superiore: Müller Thurgau Zeveri e Marzemino Vaioni.

Per maggiori informazioni www.cavit.it

 

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