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Go Wine all'Osteria Baccicin du Caru. Vini che valgono molto più di un viaggio

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Grande serata di enogastronomia promossa da Go Wine lo scorso dicembre a Mele, piccolo e antico paesino dell’entroterra genovese. Arturo Gris, presidente del Club Go Wine genovese si è superato: una serata con grandi vini perfettamente abbinati ai saporosi piatti dell’Osteria Baccicin du Caru, gestito dai fratelli Giambattista e Rosella Bruzzone. Giambattista, in sala e cantina, gran degustatore di vini, formaggi e oli, già premiato durante la serata “Cantine d’Italia” dello scorso ottobre. Rosella è regina in cucina, dove realizza autentiche ghiottonerie. Ma non solo. Nell’occasione, il presidente di Go Wine, l’avvocato Massimo Corrado ha presentato in anteprima la nuova Guida Cantine d’Italia 2018. Uno strumento per conoscere il meglio dell’enologia nazionale. Vini di straordinaria personalità e armonia che valgono sicuramente un viaggio.  Di questi irrinunciabili vini, ben otto hanno caratterizzato il convivio.  Un doppio piacere: degustarli e accompagnarli ai piatti. 

I vini in degustazione:

Greco di Tufo Docg Metodo Classico Brut “Anni Venti” di Di Marzo (Tufo):
Brillante, giallo paglierino scarico con perlage fine e persistente. Netti sentori di frutti secchi al naso (nocciola, noce e mandorla secche e lieve nota minerale, varietale arancia amara. Secco, molto sapido, minerale, pieno e di buona persistenza.

Piemonte Doc Sauvignon Doc di Silvano Bolmida (Monforte d’Alba):
Cristallino, paglierino scarico con riflessi verdolini.  Naso floreale e fruttato di salvia, pesca gialla selvatica e melissa, persistente.  In bocca è fresco, sapido, minerale, pieno e continuo. Colli di Luni Vermentino “Cavagino” di Cantina Lunae Bosoni (Ortonovo):
Cristallino, paglierino carico con lievi dorati. Intenso e persistente, con netti sentori di pera e cedro giustamente maturi, erbe aromatiche e balsamiche.   In bocca è secco ma morbido, sapido e pieno, caldo e molto persistente.

Terre Lariane IGT “Solesta” di La Costa (Valletta Brianza):
Cristallino, paglierino vivo.  Di buona persistenza olfattiva, con schietti sentori varietali (Riesling Renano e Incrocio Manzone), note balsamiche e di miele di acacia.  In bocca è molto fresco, sapido, minerale, caldo, lievemente boisè di buona struttura e persistenza.

Colli Euganei Doc Merlot “Sassonero” della Cantina Cà Lustra (Cinto Euganeo):
Rubino carico.  Intenso, varietale, composito, con netti sentori di piccoli frutti rossi selvatici maturi, cannella, pepe nero e lieve tostato. In bocca è secco, caldo, giustamente tannico, di buon corpo e persistenza. 

Maremma Toscana Doc “Poggio Bestiale” della Fattoria di Magliano (Magliano in Toscana):
Rubino carico e vivo. Al naso e fruttato e speziato: ciliegia durone e marasca, cannella e pepe verde, lieve boisè e di grande persistenza. Un Supertuscan con vitigni bordolesi.

Rosso Conero Docg Riserva “Pigmento” del Conte Leopardi Dittajuti (Numana):
Rubino carico. Al naso è intenso, ampio e composito con sentori varietali, mora matura, confettura di prugna, marasca e chiodi di garofano.  In bocca è caldo, sapido, piacevolmente tannico, di grande struttura e di buona armonia. 

Malombra IGT Isola dei Nuraghi della Cantina Mesa (Sant’Anna Arresi):
Rubino carico con orlo violaceo. Naso intenso e complesso, netti ma fini i sentori fruttati e speziati di mora di rovo e lampone, vaniglia, boisè e cioccolato amaro.  In bocca è secco, sapido, molto caldo, pieno, molto persistente e già discretamente equilibrato. 

Un calice di Percarlo della Fattoria San Giusto a Rentennano: tra i rossi più importanti d’Italia e non solo. Infine una coppa di effervescente e aromatico Moscato d’Asti sposato con la torta di mele.


Le golosità di Rosella

Fugassin di patate nostrane. Tradizionali e irrinunciabili focaccette morbide fatte con antiche varietà locali

Ravacou.   Cavolo navone in pastella: ghiottoneria del passato che si mangia ancora solo all’Osteria Baccicin du Caru

Polenta di Masone col cavolo nero. Un classico piatto invernale che non ha età.

Minestrone genovese con u gruppu. Oggi una rarità. Minestrone con u gruppu, una delle sette  tipologie di trippa.

Gallina bollita e salsa verde genovese. Uno dei piatti più buoni della cucina genovesi.

Stufato d’agnello.  Sapori e tradizione. Una bontà senza tempo.

Torta di mele. Dolce di fanciullesca memoria gradito da grandi e piccini.

Una serata da ricordare e, da riproporla, al più presto.

 

Nella foto: Arturo Gris, Giambattista e Rosella Bruzzone e Massimo Corrado

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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