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Alla scoperta della campagna: l'orto, di Maria Stefania Bardi Tesi

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Alla scoperta della campagna: l'orto

di Maria Stefania Bardi Tesi

L'agricoltura è il primo lavoro stabile che l'uomo abbia mai svolto. Quando l'agricoltore decide di coltivare delle piante nel campo, deve innanzitutto preparare il terreno per la semina, in modo tale che il seme trovi l'ambiente ideale per la germinazione. La prima lavorazione che si compie è l'aratura, consiste nel dividere in piccole fette la parte superficiale del terreno per poi rovesciarle; questa serve per distruggere le erbacce (malerbe) che ci sono sopra, per interrare gli elementi nutritivi, per migliorare la sofficità del terreno e per immagazzinare l'acqua piovana che poi servirà alle piante.

Dopo l'aratura vengono eseguite altre lavorazioni, tra cui la concimazione che consiste nel distribuire sostanze (concimi o fertilizzanti) sul terreno per arricchirlo di tutti gli elementi nutritivi, necessari allo sviluppo e alla migliore produttività delle piante. Gli elementi nutritivi più importanti per le piante sono l'azoto, il fosforo, ed il potassio; l'agricoltore deve sempre accertarsi che la quantità di questi elementi presente ne! terreno sia sufficiente per le piante che coltiva. Successivamente, attaccando ai trattori degli attrezzi che si chiamano erpici o frese, si rende il terreno molto fine, diventerà così molto soffice e pronto per la semina che verrà eseguita subito dopo.

Ma non è finita ... Dobbiamo seguire con cura le piantine che coltiviamo, da quando nascono fino all'ottenimento del prodotto, in modo da fare tutte quelle cose che possono essere loro utili e necessarie. Bisogna assicurarsi che non manchi l'acqua, e all'occorrenza si può intervenire con opportune innaffiature (irrigazioni). Come noi ci ammaliamo, così anche le piante possono ammalarsi, e come noi prendiamo le medicine per guarire così anche alle piante diamo medicine dette fitofarmaci. Le malattie vengono provocate da alcuni animali o funghi detti patogeni. Gli animali (spesso insetti) provocano dei danni perché mangiano le foglie o il frutto che si vuole ottenere, per combatterli si distribuiscono sulla pianta opportune sostanze. I funghi provocano macchie scure sulle piante (necrosi) rendendole più deboli, oppure fanno seccare i rami, o fanno marcire i frutti.

Oltre a combattere le malattie che possono insorgere sulla pianta dobbiamo togliere le erbacce (malerbe) perché queste sottraggono l'acqua e gli elementi nutritivi alle piante che coltiviamo. Infine quando il frutto è maturo, si può raccogliere. Il prodotto sarà ottimo se l'agricoltore sarà intervenuto al momento giusto con le specifiche operazioni prima descritte. Dalle piante agrarie non vogliamo ottenere solo il frutto, come il grano o la pesca, ma anche le foglie, ad esempio l'insalata, o i bocci di fiori, come i carciofi ed i capperi. Le piante da frutto, come i meli o le viti, necessitano anche di potature. La potatura consiste nel tagliare i rami che sono malati o che crescono in maniera eccessiva e non equilibrata, questo garantisce la produzione di frutti di buona qualità. L'agricoltore inoltre accudisce gli animali, come il maiale, la mucca o la pecora per far si che producano carne, latte o lana.

La figura dell'agricoltore è molto importante perché egli utilizza ciò che la natura, l'energia del sole e il suolo gli offrono. Se l'agricoltore non fosse bravo e sfruttasse troppo o male il terreno, allora otterrebbe prodotti scadenti. Esiste una pratica agricola detta rotazione che consiste nel coltivare sempre cose diverse nello stesso campo; facendo così il terreno rimane sempre fertile. L'Agricoltore deve aver cura del proprio campo, della propria terra, deve proteggerla dalle conseguenze di eventuali piogge eccessive. Se non ci stesse attento potrebbero verificarsi frane, smottamenti, e questo sarebbe un danno per lui e per noi tutti. Una errata gestione del territorio può provocare danni all'ambiente con grave pericolo per la gente. Ma per fortuna gli agricoltori sanno fare bene il proprio lavoro e garantiscono una buona tenuta del territorio !

I cambiamenti in agricoltura.

Erano buoni agricoltori i fenici, gli egizi ed i greci. In Italia gli etruschi conoscevano bene l'aratro, allevavano il bestiame ed erano bravi ad evitare i danni al terreno causato dalle piogge molto forti; anche gli antichi romani erano bravi agricoltori. Il modo di fare agricoltura è cambiato nei tempo. Una volta non esistevano tutte le macchine che ci sono ora. L'agricoltore quando doveva seminare andava in campo e interrava i semi con l'aiuto di utensili rudimentali. Per arare i terreni utilizzava l'aratro trainato da animali da lavoro come il cavallo od i buoi che doveva seguire e condurre; la fatica era davvero tanta !

Oggi ci sono delle macchine che sostituiscono il lavoro degli animali: i trattori. Queste macchine dietro di sé portano degli attrezzi sofisticati che aiutano l'agricoltore nel suo lavoro. Per seminare esistono macchine apposite, dette appunto seminatrici, che facilitano il lavoro. L'introduzione delle macchine è molto importante perché esse fanno risparmiare tempo, fatica e soprattutto permettono una maggiore sicurezza per l'agricoltore. Con il progresso si è passati quindi da una agricoltura estensiva , ossia grandi superfici scarsamente produttive, ad una agricoltura intensiva che concentra l'attività agricola su superfici ridotte con largo impiego di macchine, attrezzature e concimi vari.

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