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Lo chef Tano Simonato nella giuria del terzo Conviviality 4 Kitchen and Modern Living

DoveViale Fulvio Testi, 125, Cinisello balsamo (MI) - Frigo2000

Quandoil 04 dicembre 2019

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

Lo chef stellato Tanto Simonato ha partecipato in qualità di giurato a Conviviality 4 Kitchen and Modern Living, il workshop internazionale del Master Universitario “Industrial Design for Architecture” del Politecnico di Milano e POLI.design che ibrida le competenze disciplinari del disegno industriale a quelle dell’architettura. La giuria, accompagnata dalla guida dei docenti del Politecnico, ha giudicato quale dei progetti presentati più corrisponde al concetto di cucina diffusa, tema centrale del workshop di quest’anno, rispettando il principio di “Conviviality 4 Kitchen and Modern Living”.

Cos’è una cucina diffusa e come si progetta? La risposta è che vivendo e lavorando in luoghi fluidi, ibridi, accoglienti come una casa e tecnologicamente avanzati come un ufficio, finiamo per parlare di cibo, fotografare cibo, ma più spesso ci nutriamo di immagini e di esperienze: la cucina si sta diffondendo sia culturalmente che a livello spaziale.

Spazi di lavoro che si prestano a convivialità, ristoranti che diventano set, case sempre più aperte e prive di stabili separazioni verticali; la vita e i suoi ritmi sono sempre più fluidi, gli spazi del vivere la seguono di pari passo. Così anche il design di interni si smaterializza, si diffonde al punto di scomparire, integrandosi perfettamente con le azioni e i bisogni dell’uomo e lasciando in vista solo la parte estetica, monumentale, espositiva del nostro modo di essere. Anche l’architettura, risolta la sua funzione principale e funzionale, diventa un modo per esprimere l’immagine di sé.

I progetti esposti sono stati “Kitchen of the future” di Apak Ele, Alysha Nasir e Dmitry Moshkin; “The tris kitchen” di João Cavalcanti, Maria Zvereva and Rasha Hashoush; “Cucina Marte” di Robert Al Haddad, Luís Pacheco and Eesha Kulkarni; “Kitchen Atelier” di Alejandra Poo, Francisco Santos e Vanessa Mourad. Vincitore di questa terza edizione è stato il progetto “Cucina Marte” di Robert Al Haddad, Luís Pacheco and Eesha Kulkarni.

Lo Chef Tano Simonato è stato scelto come giurato perché, lavorando ogni giorno in una cucina e in un ristorante, ha la capacità di capire come questa stanza possa essere davvero un luogo funzionale, ma contemporaneamente conviviale. Conosciuto per il ristorante Tano Passami l’Olio, ha recentemente inaugurato la nuova location dello storico ristorante milanese che si trasferisce in via Petrarca 4 (zona via Vincenzo Monti).

Un cambio di location fortemente voluto dallo chef e che rappresenta una nuova sfida sia per la posizione, che per la clientela: sarà aperto anche a pranzo e punta ad ospitare anche eventi e presentazioni. Anche se il menu subirà un restyling, non dimenticherà i piatti che meglio rappresentano lo chef e che verranno inseriti in carta come l’uovo di quaglia caramellato su mousse di tonno con bottarga e crudo di tonno marinato o i tagliolini con la bottarga di uovo di gallina.

www.tanopassamilolio.it

Chef Tano Simonato:

Da sempre interessato al mondo culinario, Tano coltiva la propria passione cominciando a sperimentare in cucina molto presto. Nel 1995 apre a Milano il ristorante Tano Passami l’Olio, un ristorante intimo, con 24 coperti, in cui le parole d’ordine sono ospitalità, affidabilità e qualità, che trae il suo nome dalla convinzione per cui l’olio è il miglior condimento possibile. Nel 2008 Tano ottiene il tanto ambito riconoscimento della Guida Michelin, per la sua cucina creativa, di ricerca, con note mediterranea. Ama modificare i piatti della tradizione per renderli più adatti al suo pensiero culinario: leggerezza, digeribilità e freschezza. Nel 2015 viene riconosciuto come miglior ristorante d’Italia per la Guida il Golosario di Paolo Massobrio e Marco Gatti. Nel 2016 viene riconosciuto da A.I.R.O. (Associazione Internazionale Ristoratori dell’Olio) come miglior ristorante al Mondo con l’uso di olio extra vergine d’oliva.

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