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Vocacibario

15a Anteprima della Vernaccia di San Gimignano: Signora in bianco di Toscana

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato


Anteprima e….
La Signora in bianco ha compiuto cinquantaquattro anni, portati benissimo! Anzi dimostra la verve di una ragazza. Non solo: Le sue anteprime sono salite a quindici. Un vino dall’antico e illustre passato che, superato l’usura dei tempi e delle mode, è attuale ancor oggi. Un meritato traguardo raggiunto dopo annose tappe difficili.  Merito di ostinati e bravi produttori e del proprio Consorzio di tutela che, oltre a far ottenere nel 1993 la Docg, ha via via elevato sia la qualità globale del vino che la sua immagine. 

Uno sguardo al passato
Già nel 1276 il commercio della Vernaccia prosperava. In certi documenti di quell’epoca, per la precisione gli “Ordinamenti della Gabella del Comune di San Gimignano”  si parla dell’imposizione di una tassa di “tre soldi per ogni soma di Vernaccia fuori Comune” e dell’istituzione di un registro dei Provveditori o Pesatori di Vernaccia. Anche se controversa l’origine del vitigno, i secoli di ambientazione in loco, ne fa ormai un vitigno autoctono.

L’elogio del Redi
<.…bacia, morde, lecca e picca e punge>. Così descrisse la Vernaccia  Michelangelo Buonarroti il Giovane,  ne  “L’Aione”  edito nel 1643.  Un giudizio che, umanizzando il vino, gli si addice perfettamente. Non fu il solo. Lo precedette nel 1541 Sante Lancerio bottigliere di Sua Santità Paolo III, elogiandone le qualità.  Lo stesso il Redi nel suo Ditirambo.  La fama del Vernaccia di San Gimignano vanta ben cinque secoli.

Le annate
La 2019 si è confermata ottima. L’andamento stagionale ha permesso di vendemmiare sino a fine settembre. Mentre la 2018 ha mostrato  in parte disomogeneità, dovuto al diverso andamento climatico che, la paura delle piogge e delle temperature in calo, ha fatto anticipare la vendemmia. Delle altre annate, in gran parte bene la 2017, dove alla scarsità produttiva, ha fatto riscontro la qualità.  Buone le rimanenti annate 2016 e 2015. 

Location e tasting
Dopo quasi tre lustri, il cambio della location, passando dal Museo e Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada, alla storica Rocca di Montestaffoli che nell'Alto Medioevo appartenne al vescovo di Volterra, e oggi centro “Vernaccia di San Gimignano Wine Experience”. Storiche salette che hanno ospitato oltre trecento giornalisti italiani ed esteri (e sommelier e buyer), impegnati a valutare ben ottantuno campioni di Vernaccia di San Gimignano, tra Annata 2019 e Riserva 2018 (e annate precedenti), prodotti da trentotto aziende. Entrando nel dettaglio del tasting, l’annata 2019 comprendeva trentanove campioni, mentre le ventuno riserve provenivano da diverse annate: sette 2018, undici 2017, due 2016 e uno 2015.

Secondo il mio personalissimo giudizio, i campioni 2019, rigorosamente degustati  anonimi, si sono così espressi: tredici ottimi, sedici molto buoni, sette discreti e tre tra il comune e il sufficiente. I migliori si presentavano all’aspetto: cristallini e di color paglierino con riflessi verdolini.  All’olfatto: abbastanza intensi e persistenti, fini, con sentori floreali, fruttati, vegetali e minerali di fiori d’acacia, pesca bianca quasi matura,  cedro e pompelmo bianco appena maturi, mandorla quasi fresca e pietra focaia.

Alcuni con lievi note minerali (ardesia bagnata) e iodate. Al sapore: secchi, molto freschi e sapidi, delicatamente caldi, pieni na snelli, di buona persistenza. Vini che miglioreranno nell’arco di 2-3 anni, acquisendo maggiore armonia. Dal 2018, vini in gran parte validi di cui quattordici dal buono all’ottimo, con sentori prevalentemente fruttati, di buona sapidità, struttura e persistenza.  Dai cinque 2017, positive conferme: ricchi al naso e in bocca; già discretamente equilibrati e godibili. Due 2016 ottimi. Da ricordare. 

Passiamo alle Riserve: 2018 sei campioni di cui quattro ottimi (intensi e fruttati al naso, sapidi, pieni e persistenti in bocca) e tre dal medio al discreto.  2017 dieci vini, di cui sette ottimi, superiori ai migliori 2018 per struttura e persistenza, e tre discreti. Deludenti i due 2016. Lo stesso l’unico 2015.    
  
In sala Dante: “La Vernaccia di San Gimignano: un grande classico toscano incontra i nuovi classici del mondo. Alla ricerca dei vini di territorio”.
Interessante tasting condotto da Alessandro Torcoli, Direttore di Civiltà del bere.  Sei Vernaccia selezionate tra oltre 60 campioni, di zone e stili diversi e di più annate, in grado di dare una esposizione reale sulla Vernaccia di San Gimignano. Di fronte 6 vini da vitigni “internazionali”, provenienti da California, Sudafrica, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Argentina.

Le Vernaccia di San Gimignano in degustazione

Mormoraia- Ostrea 2017
Fattoria Poggio Alloro- Le Mandorle Riserva 2014.
Teruzzi – Sant’Elena 2016.
Il Colombaio di Santa Chiara- L’albereta Riserva 2014.
Panizzi- Riserva 2013.
La Lastra- Riserva 2013

I vini degli altri continenti

Francis Ford Coppola- Director’s Cut Russian River Chardonnay 2017 (Stati Uniti).
The Society’s- Stellenbosch Chenin Blanc 2019 (Sudafrica).
Grosset-Polish Hill Vineyard Claire Valley Riesling 2019 (Australia).
The Society’s- Hunter Valley Semillon 2018 (Australia).
Greywacke- Wild Sauvignon Marlborough 2017 (Nuova Zelanda).
Bodega Catena- Adrianna Vineyards White Bones Chardonnay Mendoza 2016 (Argentina).

Premio Giulio Gambelli

Preceduto dall’interessante convegno sull’annata a cui hanno partecipato Irina Strozzi, Presidente del Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano, Andrea Marrucci, Sindaco di San Gimignano, Paolo Caciorgna, enologo, Valerio Zorzi, agronomo, Leonardo Tozzi, Direttore Firenze Spettacolo e Presidente di Aset, Valentino Tesi, Miglior Sommelier AIS della Toscana e d’Italia 2019 e Ambasciatore della Vernaccia di San Gimignano, c’è stata l’attesa assegnazione del “Premio nazionale Giulio Gambelli per giovani enologi” (under trentacinque) che realizzano vini alla maniera dell’illustre scomparso. A vincere meritatamente l’edizione 2020 il giovane e bravo enologo Ivan Misuri, premiato con targa e un assegno da 1.500 euro da Irina Strozzi e Leonardo Tozzi Nasello.

Numeri della Vernaccia & C nel 2019

Nella vendemmia 2019 sono stati prodotti 39.381 ettolitri di Vernaccia di San Gimignano dai 693 ettari dichiarati, dato pressoché stabile rispetto al 2018, quando la produzione fu di 39.618 ettolitri.
Anche i dati dell’imbottigliamento 2019 sono perfettamente in linea con quelli del 2018, a dimostrazione di una sostanziale stabilità nei mercati: nel 2019 sono state prodotte 4.672.253 bottiglie di Vernaccia di San Gimignano, contro le 4.630.241 bottiglie del 2018.
Il giro di affari della denominazione si attesta quindi sui 13,2 milioni di euro, come anche la percentuale di Vernaccia di San Gimignano destinata all’export, che si è attestata su circa il 52%, di cui il 30% è venduto sul mercato europeo, il 18% a quello americano,  il 4,7% è destinato ai mercati asiatici.
Del  42% di Vernaccia destinata al mercato italiano circa la metà viene venduta a San Gimignano, direttamente nelle aziende e nei locali del territorio.

Le aziende presenti all’Anteprima  Vernaccia di San Gimignano 2020
Agricoltori del Chianti Geografico, Alessandro Tofanari, Cantine Guidi, Cappella Sant’Andrea, Casa alle Vacche, Casa Lucii, Casale  Falchini, Castello Montauto - Famiglia Cecchi, Cesani, Collemucioli, Collina dei Venti, Fattoria di Fugnano e Bombereto, Fattoria Poggio Alloro, Fattorie Melini, Fontaleoni, Fornacelle, Guicciardini Strozzi, Il Colombaio di Santa Chiara, Il Lebbio, Il Palagione, La Lastra, Macinatico - Massi, Montenidoli, Marmoraia, Panizzi, Pietrafitta, Podere Le Volute, Poderi Arcangelo, Poderi del Paradiso, San Benedetto, San Donato, San Quirico, Signano, Tenuta La Vigna, Tenuta Le Calcinaie, Tenuta Montagnani, Teruzzi, Tollena.


Nella foto: Panorama di San Gimignano

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