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Uomini, nomi e vitigni italiani passati per Ellis Island

di Francesco Pasquariello

MappaArticolo georeferenziato

Ellis Island è l'isoletta che divide l'impressionante baia di New York con la più famosa sorella gemella Liberty Island, nota per l'onorevole ruolo che le è stato assegnato sostenere la donna più famosa d'America: Miss Liberty, la Statua della Libertà. Mentre tutti abbiamo in mente l'immagine di quest'ultima, simbolo degli Stati Uniti, forse, in molti di meno ricordiamo come possa apparire Ellis Island o come sia apparsa ai nostri connazionali e non solo, negli anni tra il 1890 e il 1930, quando cioè, quest'isola è stata per più di venti milioni di persone il primo approdo verso il sogno americano. Qui, davanti al Liberty State Park, attraccavano i piroscafi da cui ha preso forma il più grande flusso migratorio registrato nella storia dell'umanità che per sola discendenza diretta ha dato origine al 40% dell'attuale popolazione degli USA, ben cento milioni di persone.

Baia New York, Ellis e Liberty Island
La baia di New York con Ellis e Liberty Islands


Una storia di uomini e donne che si intreccia di fatto con la nostra storia, la storia di italiani poveri e disperati, avvolti nella loro tenera semplicità provinciale, operosi e volenterosi ma anche furbi e orgogliosi.
Non sorprenderà nessuno notare che ancora oggi siano molto diffusi nomi e cognomi italiani tra i cittadini statunitensi, basti pensare all'ex sindaco di New York Rudolf Giuliani, al mitico Frank Sinatra o ai tanti altri nomi noti di italiani d'America. Già più interessante, specie in queste pagine, è osservare che molte aziende vitivinicole statunitensi abbiano come "insegna" un nome riconducibile all'onomastica del Bel Paese. In alcuni casi la discendenza con l'Italia è diretta, in altri meno o addirittura si perde totalmente. Ma un'altra circostanza è bene tenere in conto: "c'è effettivamente una tradizione dietro questi nomi o si tratta solo di marketing del vino?", il dubbio potrebbe sorgere.

Ellis Island
Ellis Island


La lista dei winemaker "all'italiana" non può che cominciare dai settantenni fratelli Gallo, fondatori del colosso mondiale E. & J. Gallo che attualmente controlla il 26% della produzione vinicola Nord americana con ottocento milioni di bottiglie l'anno e un fatturato stimato in più di un miliardo di dollari. Per capire la dimensione del Business si consideri che uno dei maggiori produttori italiani il Gruppo Italiano Vini fattura solo un quarto di questa cifra. Si può continuare con le certamente più piccole aziende di Long Island nello stato di New York: Galluccio Family Wineries, Diliberto Winery o Pugliese Vineyards, altri italian brand si incontrano nel Michigan con la Ciccone Vineyard & Winery e la Bel Lago Vineyard. La maggiore concentrazione, però, si registra in California: Candela Wines , Delicato, Galante Vineyards, Maddalena Vineyard, Manzoni e decine di altri.
Sin qui nulla di nuovo. Appare abbastanza normale che i nomi italiani non appartengano solo al mondo politico, dello spettacolo o della malavita ma anche a quello del vino, d'altronde è in piena coerenza con il melting-pot che caratterizza questa società e con la nostra secolare tradizione enogastronomica.

Un po' di sorpresa, forse, può nascere quando si comincia a frugare nelle cantine delle aziende citate e oltre ai prevedibili Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero e Chardonnay si trovano etichette che, a prima vista, lasciano perplessi. Il Sangiovese di Pedroncelli del vigneto "Alto" fa pensare alla Romagna, alla Toscana, insomma all'Italia invece continuando a guardare l'etichetta si legge: Dry Creek Valley, Sonoma County, California. Ecco, questo è sorprendente e istintiva è la voglia di indagare più a fondo. Continuando a frugare si può scoprire un'infinità di altre etichette di Sangiovese Californiano - fa un po' effetto solo a dirlo - come quello delle aziende Ardente, Bella Luna, Boitano Family, Cambria, Cosentino, Del Dotto, Domenico, Favero, Ferrari Carano e Guglielmo, per citarne solo alcune.


Alcune delle etichette menzionate


Ma non finisce qui. Non è solo il vitigno più coltivato in patria ad essere passato per Ellis Island insieme ai nostri emigranti, c'è anche il Dolcetto di Alzante Wines, di Enotria o di Pietra Santa; Il Freisa, l'Aleatico e il Refosco di Montevina; l'Aglianico di Rosa D'Oro Vineyards e una lunghissima serie di etichette di Barbera, cui se ne aggiungono alcune altre di Fiano, Cortese, Nebbiolo, Tocai, Trebbiano, Primitivo e nemmeno il Teroldego viene risparmiato.

A questo punto lo stupore si trasforma quasi in sconcerto. Il passeggiare curioso tra le tecnologiche cantine statunitensi, conduce a - tenetevi forte - ricercate bottiglie di "Muscat Canelli", importato dall'Italia si potrebbe pensare, invece no, proviene dalla Lake County o ancora, l'ultimo nato della Chiarito Vineyard - pensate - il Nero d'Avola 2005 anch'esso prodotto, ovviamente, in California nel distretto vitivinicolo di Mendocino.
Ci si aspetterebbe che sia finita qui, invece, ironia della sorte e forse eccesso di curiosità conducono a questo punto del viaggio a scoprire ancora una cosa. Proprio dove si producono molti dei vini elencati, ad un centinaio di chilometri da San Francisco, nell'entroterra, c'è una ridente cittadina molto attiva nel settore vitivinicolo che si chiama: Lodi! Un brivido corre lungo la schiena, accompagnato dal terrore di trovare qui o lì, in questa o quell'azienda un bel San Colombano al Lambro doc. Fortunatamente non ce ne sono, almeno per ora ma meglio non ripeterlo troppo, anzi, conviene abbassare un po' il tono di voce, non si sa mai, che qualcuno, stavolta non certamente passato per Ellis Island, ma più probabilmente dall'aeroporto di San Francisco in Business class abbia tempo e danaro da investire per emularcene un altro.

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Francesco Pasquariello


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