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Il pranzo di Capodanno nella tradizione genovese

di Franco Massa

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Parliamo proprio del pranzo di capodanno, quello del 1° gennaio, la tradizione vuole che sia questo il primo desinare del nuovo anno e quindi assumeva un grande significato di buon auspicio. Molta importanza si dava, ad esempio, alla prima persona che si incontrava, uscendo di casa, la mattina di capodanno, e così erano di buon augurio uomini, gobbi, vecchi e frati; non così preti, donne, bimbi, suore, carri funebri e medici, nel ponente ligure bastava comunque, a scongiurare ogni malefizio... sputare per terra! Allo stesso modo non doveva comparire sulla tavola pollame da cortile di nessun genere, simbolo di sperpero quel loro razzolare buttando terra e sassolini all'indietro; benvenuto era il maiale "o porco" che col muso tende ad ammucchiare grufolando.

E allora vediamolo più da vicino questo menu' di capodanno:
Corzetti della Valpolcevera al sugo di maiale (pasta a pezzi piccoli tirati a mano a forma di otto, diversi da quelli del levante a forma di medaglia, il sugo veniva preparato in circa 4/5 ore finchè il pezzo di carne intero veniva praticamente sfatto nella casseruola). A seguire Arrosto di maiale con patate, e poi un sontuoso fritto misto alla ligure ove figurava un trionfo di verdure di stagione, fettine di fegato di vitello, foglie di borragine e salvia dorate e fritte, cervella, stecchi ripieni e avvolti nell'ostia, latte brusco e latte dolce. E poi formaggi, l'immancabile pandolce (quello preparato prima delle feste e tenuto nella "cantia"), frutta secca, frutta fresca, canditi e, per finire l'uva conservata gelosamente per l'occasione a rappresentare un auspicio di arricchimento o comunque di fortune economiche.
Abbino a questo sontuso pranzo vini di Liguria, dal Rossese di Dolceacqua, al Ciliegiolo, al Passito di Verici, allo Sciacchetrà.

Termino questa volta con alcuni proverbi sia in vernacolo che in lingua:
"L'aegoa a derrua e muage, o vin tegne in pe' grendi e piccin"
>> l'acqua travolge i muri, il vino tiene in piedi grandi e piccoli
"A ciù bonn-a mexinn-a o l'è o decotto de cantinn-a"
>> La migliore medicina è il vino

A chi non piace il vino Dio gli tolga l'acqua
Quel che con l'acqua mischia il vino merita di bere il mare a capo chino.

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