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Enti di tutela e promozione, problema formativo ?, di Filippo Ronco

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Enti di tutela e promozione, problema formativo ?

di Filippo Ronco

[Disclaimer: il seguente dispaccio tocca argomenti nei quali ho un interesse diretto essendo il titolare di una concessionaria di pubblicità online].

Avete mai notato come gli enti privati o pubblici preposti alla tutela ed alla promozione di eventi, del territorio o del turismo enogastronomico siano spesso assolutamente lontani e sordi rispetto agli strumenti di comunicazione messi a disposizione dalla rete? Fin qui nulla di nuovo, anche se avendo iniziato a vendere pubblicità online ormai da qualche anno, sono rimasto a secco di possibili giustificazioni al "ritardo" che il nostro settore sconta rispetto ad altri paesi.

Inguaribile ottimista, anche nei momenti più bui, sono sempre stato ad un passo dall'essere certo che l'anno che stavo vivendo sarebbe stato senz'altro quello della svolta ma sebbene oggi, online, nel settore enogastronomico si venda pubblciità molto più che in passato e molte micro-aziende dimostrino oggi un livello di attenzione e apprendimento infinitamente maggiore rispetto a solo 5-6 anni fa, non manco di stupirmi dell'atteggiamento apatico e quasi refrattario della maggior parte degli interlocutori istituzionali, privati e pubblici.

Nell'esperienza sul campo, pare evidente una carenza formativa di base di quasi tutti i soggetti che più di altri potrebbero godere dei benefici di un approccio serio e informato alla pubblicità online. Lo stesso tentativo di rivolgersi sempre di più ad enti e istituzioni promotori di eventi o di tutela e promozione di denominazioni, del territorio e del turismo enogastronomico - almeno da parte della concessionaria che dirigo - rispecchia inoltre la profonda convinzione che siano questi i soggetti più appetibili per questo tipo di operazioni, se non altro perché sono quelli che possono avere messaggi più facilmente interessanti per il pubblico.

Tolti coloro che hanno la possibilità - molto pochi - di fare semplicemente brand, credo infatti che i soggetti sopra indicati potrebbero ambire a veicolare quella che mi piace definire come info-pubblicità cioè nient'altro che la vecchia pubblicità visiva, distribuita però in modo intelligente, misurata ovviamente, a persone interessate a quel tipo di servizio, evento o territorio e magari scegliendo anche dove e quando.

Invece niente, i soggetti potenzialmente più appetibili sono paradossalmente quelli più lontani dall'idea di investimento onlin consapevole, spesso le scelte avvengono ancora in base a criteri del tutto avulsi dalla rete e, piuttosto, per far contento tizio o caio, sulla base dell'amicizia, del favore da "ripagare" o di questioni che nulla hanno a che vedere con una pianificazione razionale e pienamente informata.

Spesso si privilegia acora l'ancora non del tutto moribonda carta stampata accontentandosi però delle semplici comunicazioni di "tiratura" comunicate quali unici parametri di stima per un eventuale ipotetico ritorno mai effettivamente definito o misurabile, spesso si esternalizza completamente la gestione del budget - quando un budget c'è - affidandola ad agenzie che magari non hanno una conoscenza diretta del terreno in cui si muovono ma solo dei vari mezzi a disposizione e a volte nemmeno di quelli.

Avete mai visto una vera campagna pubblicitaria di un Consorzio di Tutela, di una Strada del Vino, di una Camera di Commercio o di un altro ente mirata e continuata nel tempo su mezzi idonei online che vada al di là del mordi e fuggi o dell'intervento estemporaneo ? Ne conoscete almeno uno che su internet abbia imposto il proprio nome ed il proprio territorio di riferimento (e sarebbe estremamente facile in questo momento) ? Una strada del Vino, un ente di promozione, niente, il nulla. E non citatemi per cortesia il Consorzio dell'Asti perché rischierei di piangere.

Fortunatamente il proverbio chi la dura la vince è veritiero e non tutto è poi così statico e grigio, qualcuno pare si stia iniziando a svegliare dal profondo torpore nel quale ha versato negli ultimi anni e vorrei quindi concludere queste mie note con un fatto positivo, un esempio di vivacità esplorativa quale è il recente accordo siglato tra VinoClic e la Fiera di Trieste per la promozione di Spirits & Co. in Italia e all'estero e per la quale ho curato la pianificazione sui 60 siti del network che gestisco.

I miei interlocutori - in questo caso giovani - hanno avuto la lungimiranza di ascoltare e provare e in questo momento stanno realizzando l'obiettivo di far conoscere la propria manifestazione in diversi paesi della comunità europea inclusa l'Italia. Attenzione, non diversi paesi a casaccio ma i paesi che loro stessi ci hanno espressamente richiesto, la differenza non è di poco conto.
In questo momento qualcuno in Slovenia sta vedendo un banner della fiera in sloveno mentre lo stesso, nella rispettiva lingua, sta accadendo in numerosi altri stati della comunità europea scelti dall'inserzionista. Questo gingillo, in grado di stupire i più retrò, oggi è prassi insieme a molto altro, basterebbe la voglia di conoscere.

Esiste o no un problema formativo degli enti preposti alla promozione, tanto più quando questi sono enti collegiali volti a tutelare non già interessi di pochi ma di molti ?

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6 Commenti

Inserito da Fabio Ingrosso

il 28 ottobre 2009 alle 11:12
#1
Filippo, esiste e come! La carenza formativa è impressionante in Italia. Le ragioni sono tante, come tu sai, secondo me una delle principali è il fatto che le eprsoen che dovrebbero decidere come promuvere dei territori, ad esempio, non sono al loro posto per merito, bensì per altre motivazioni non meglio identificabili.

Inserito da Fabio Ingrosso

il 28 ottobre 2009 alle 11:13
#2
Correzione commento precedente: "eprsoen" sta per "persone". Sorry.

Inserito da Filippo Ronco

il 28 ottobre 2009 alle 11:47
#3
A volte la colpa è anche nostra Fabio. Ciascuno corre per strade diverse e nessuno arriva a niente veramente. Quello che ho provato a fare in questi ultimi anni, in parte conseguendo l'obiettivo, è di creare un soggetto forte in grado di contrattare ad alto livello con istituzioni, enti, fiere, pubblico e privato (sarà un caso ma per il primo anno dopo 10 anni di tentativi Vinitaly mi ha chiesto un preventivo, magari non se ne fa nulla ma è un segnale). Voi con Vino24 e gli altri blog del network siete un tassello importante in questo obiettivo infatti solo uniti possiamo ambire a quella forza contrattuale e quell'attenzione che singolarmente è del tutto utopica.

E' una mano tesa la mia per avervi nel network. Il senso delle mie parole è chiaro, l'unione fa la forza e non è retorica. I gruppi di potere della pubblicità online, le grosse holding, le agenzie, si stanno riducendo sempre più a pochi colossali soggetti in grado di rastrellare quasi tutto. Lo vogliamo mantenere saldo e far crescere questo zoccolo duro enogastronomico facendo fronte unito ?

Ciao, Fil.

Inserito da Fabio Ingrosso

il 28 ottobre 2009 alle 11:55
#4
Concordo su tutto Filippo, da soli non si fa molta strada. Per Vino24, ne riparliamo a breve. Stiamo ancora studiando come migliorare alcuni (tanti) aspetti per il futuro del sito. Una volta che avremo chiari e ben individuati i nostri obiettivi vedremo se inserire o meno pubblicità in maniera costante e seria. E a quel punto VinoClic è l'interlocutore ;)

Inserito da Luigi Bellucci

il 28 ottobre 2009 alle 12:18
#5
Volere è potere. Nel settore pubblico manca, secondo me, la volontà di avviarsi su strade nuove, per clientelismo diffuso, per pigrizia e per tenere attaccata al carro dei favori politici quanta più gente possibile. Basta vedere i sistemi informativi delle Poste e delle Ferrovie per capire che il 95% del lavoro lo fanno ancora a mano. Saranno ovviamente gli ultimi ad arrivare alla vera informatica e a usare BENE tutti gli strumenti. Purtroppo per noi non hanno concocrrenza e quindi per loro va bene così! Riorganizzare seriamente una struttura costa fatica, impegno e cervello ...

Inserito da Luca Ferraro

il 31 ottobre 2009 alle 20:03
#6
Quando entrerò a far parte gli "eletti" del consorzio Montello e colli asolani.........

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Laureato alla Facoltà di Giurisprudenza di Genova nel 2003, ho fatto pratica legale in uno studio per circa 2 anni ma non ho mai provato a dare...

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