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Probi Viri? Anche no., di Filippo Ronco

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Probi Viri? Anche no.

di Filippo Ronco

La cosa positiva, a differenza di quanto era accaduto per la condanna per violenza privata di Ricci e Medri, è che questa volta la notizia è comparsa sul sito Ais. Mi riferisco alla delibera con cui l'Assemblea convocata in data 6 settembre 2010 presso Hotel Rome Cavalieri di Roma ha approvato le modifiche statutarie proposte dal Consiglio Nazionale in data 12 luglio 2010. Per chi non avesse seguito la vicenda, si tratta di modifiche che, tra le altre cose*, hanno portato alla totale soppressione dei due organi collegiali di garanzia dal Statuto dell'Associazione Italiana Sommelier: il Collegio dei Probiviri e il Comitato di Garanzia.

Vediamo cos'erano, com'erano eletti e composti questi organi collegiali e a cosa servivano.

Il Collegio dei Probiviri, come da vecchio statuto pre-modifica: "è competente a decidere le questioni disciplinari, deontologiche e concorrenziali inerenti lo statuto e i rapporti associativi. Viene eletto ogni quattro anni dall'assemblea ed è composto da tre persone scelte tra i sommelier onorari (art. 5/C)".

Il Comitato di Garanzia, sempre da vecchio statuto pre-modifica: "è competente a risolvere le divergenze e controversie di qualsiasi natura, indicate nell'art. 19 (quelle cioè, di qualsiasi natura, tra gli associati, tra gli associati e l'associazione, tra gli associati e gli organi associativi, tra gli organi associativi che dovessero sorgere per ragioni inerenti gli scopi o il funzionamento dell'Ais, o per motivi connessi, nda). Il Comitato di Garanzia è costituito da tre sommelier eletti ogni quattro anni dall'assemblea e da due sommelier nominati dalla Gen (Giunta Esecutiva Nazionale) da scegliere tra gli appartenenti alla commissione statuto, esperti nel ramo giuridico, salvo che i tre eletti non siano già tutti esperti in detto ramo...".

Spariti. Depennati, rimossi, cancellati, aboliti. Obliterati, soppressi, estinti, espunti. Bonificati. Come preferite. Di tutto, d'ora in poi, si occuperà il sempre più potente Consiglio Nazionale.

Nessun problema secondo Antonello Maietta, Vicepresidente Ais e membro dello stesso Consiglio, unico esponente dei vertici Ais - gli va riconosciuto - a confrontarsi da anni anche attraverso i molteplici strumenti della rete, che con un triplice intervento sul Forum Rexbibendi, tra le altre cose motiva:

"...Mi permetto di ricordare, a proposito di una paventata deriva verticistica, che i Consiglieri Nazionali sono eletti dalla base associativa ed ogni 4 anni i soci hanno la facoltà di revocare loro il mandato..."


e ancora

"...grazie a questa modifica, il socio non soddisfatto delle decisioni degli organi associativi (si riferisce al Consiglio Nazionale, nda), potrà più facilmente rivolgersi come estrema ratio anche alla magistratura ordinaria, cosa pressoché impossibile oggi in presenza di un Comitato di Garanzia. Quindi dove sta la voglia di accentrare tutti i poteri al CN?".

A parte il fatto che rivolgersi alla magistratura ordinaria comporta un costo spesso non sostenibile dalla parte "debole" e che si, le cariche sono rinnovabili ogni tot anni ma la pratica dimostra come in realtà gli assetti di potere siano più o meno sempre quelli, quello che a me pare di difficile comprensione è come, in caso di dispute tra membri del Consiglio Nazionale e soci (o in qualsiasi altro caso che in precedenza sarebbe stato di competenza del Collegio dei Probiviri o del Comitato di Garanzia), il Consiglio Nazionale possa giudicare oggi garantendo al contempo quella terzietà che dovrebbe contraddistinguere qualsiasi organo collegiale preposto al giudizio nelle controversie tra parti avverse.

Il paradosso invece è che il Consiglio Nazionale è ora abilitato a decidere per qualsivoglia disputa, anche per quelle nelle quali sia direttamente coinvolto, sia in quanto organo collegiale, sia come espressione delle vicende dei suoi singoli componenti.

L'intera vicenda, che mette in evidenza le dinamiche che da sempre incancreniscono l'Associazione quando si tratta di attività in concorrenza o presunte tali portate avanti da soci (io stesso in passato ho ricevuto forti pressioni per desistere dall'idea di organizzare corsi sul vino), offre anche una buona lezione di marketing.

Se vuoi che qualcuno ti segua, non mettere i bastoni tra le ruote ad ogni attività in (apparente) contrasto o concorrenza con la tua. La tua mission, Ais, è promuovere la cultura del vino e creare opportunità per il mondo professionale, dovresti farlo riconoscendo anche lo spazio altrui, esaltandone ed eventualmente premiandone le espressioni migliori, anche se portate avanti dai tuoi stessi membri senza seguire i rigidi percorsi da te prestabiliti. Dai l'esempio, sii la migliore e tutti ti seguiranno.


* Cambia qualcosina anche per quanto riguarda la modalità di convocazione dell'assemblea la cui notizia potrà essere pubblicata alternativamente sulla rivista o sul sito dell'Associazione da effettuarsi almeno 45 giorni prima della data fissata per la riunione dell'assemblea (in prima convocazione aggiunge il nuovo testo).


Fonti:
Ais: testo completo dello statuto con le modifiche in evidenza
Ais:
pagina della notizia dell'approvazione del nuovo Statuto
Rexbibendi:
Qui il thread relativo alla vicenda

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2 Commenti

Inserito da Rinaldo Marcaccio

il 01 ottobre 2010 alle 01:19
#1
Questi si danno la zappa nei piedi.
L'impressione è che, nonostante il livello elevato di professionalità che può essere punto di riferimento e stimolo per tutti gli appassionati, tuttavia l'associazione sia destinata ad una progressiva perdita di autorevolezza e quindi di appeal, proprio per queste beghe politiche da prima repubblica dei vertici e per la difficoltà ad accettare e legittimare le nuove realtà emergenti di critica, informazione e comunicazione di settore, più al passo con i tempi, che invece potrebbero garantirgli un'audience e quindi un'autorevolezza più ampia. Cioè credo che aprendosi senza inibizioni alla platea, l'associazione ci guadagni.
Mi sembra invece che l'indirizzo scelto sia quello opposto, ossia di chiudersi sempre più in una torre d'avorio.

Inserito da Filippo Ronco

il 01 ottobre 2010 alle 01:26
#2
Al di là delle scelte che hanno portato a queste decisioni, Antonello Maietta non è intervenuto qui (per ora) ma per dovere di cronaca è convinto della bontà delle stesse e per noi il confronto e il dialogo è sempre il benvenuto, in ogni caso, sono molto d'accordo con quanto dici. In fondo, non è forse nello spirito di un'associazione quella di essere tutti uniti per un ideale comune? E' certo che coinvolgendo la base di più, valorizzandone il lavoro e l'investimento di tempo e passione - che da parte di alcuni è davvero considerevole - l'associazione tutta ne guadagnerebbe.

Io sono anni che vado dicendo a Maietta e a tutti gli amici sommelier che dovrebbero pensare ad una guida vini che nasca dal basso, per mezzo di tutti i delegati di zona, ciascuno dal proprio territorio che naturalmente conosce a menadito. Sarebbe una guida fantastica, fatta molto di cuore e a costo (quasi) zero che considerato il costo della guida attuale sarebbe senz'altro un bel risparmio.


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Laureato alla Facoltà di Giurisprudenza di Genova nel 2003, ho fatto pratica legale in uno studio per circa 2 anni ma non ho mai provato a dare...

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