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Vocacibario

L'Orcia Doc compie 10 anni, una doc con vini di carattere

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Se alcuni anni fa la Val d’Orcia era ampiamente conosciuta per il patrimonio storico e paesaggistico, oggi lo è per i suoi vini. La Val d’Orcia produce da anni ottimi vini. Non solo: anche pregiati extravergini ed altre ghiottonerie come il preziosi tartufo bianco e zafferano, nonché irrinunciabili salumi e formaggi. Parlando dei vini, la zona di produzione dell’Orcia Doc comprende 13 suggestivi comuni di cui totalmente Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Trequanda e, in parte, Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena in provincia di Siena..

Nota sin dall’antichità per l’esclusivo paesaggio, tutelata dall’Unesco e meta crescente di turisti nostrani e non,

Tre i vini Orcia Doc: Bianco, Rosso e Vin Santo. A discrezione del produttore, è previsto anche l’Orcia Novello. Il Bianco è prodotto con trebbiano toscano per almeno il 50%, e da vitigni raccomandati/autorizzati a bacca bianca non aromatici per l’altra metà. Mentre per l’Orcia Rosso le uve che lo compongono sono il sangiovese per almeno il 60% e da altre uve non aromatiche raccomandate/autorizzate dalla Regione per il 40%, di cui massimo il 10% bianche. Senz’altro seria e concreta la resa d’uve per ettaro voluta ad 80 quintali. La stessa resa dei più grandi vini italiani. Il Vin Santo è prodotto con trebbiano toscano e da vitigni raccomandati/autorizzati a bacca bianca non aromatici per l’altra metà. Le uve devono essere sottoposte ad appassimento naturale ed ammostate tra il 1° dicembre ed il 31 marzo dell’anno successivo, e il vino deve essere invecchiato almeno 3 anni nei tradizionali caratelli.

Nella proposta di modifica del disciplinare, la Doc Orcia comprenderebbe oltre le già presenti, le seguenti tipologie: Orcia Rosato, Orcia rosso “Riserva”, Orcia Sangiovese, Orcia Sangiovese “Riserva”. Per i primi due: sangiovese minimo 60% ed il restante 40% di uve rosse non aromatiche. Per l’Orcia Sangiovese: sangiovese minimo 90% e il 10% di uve canaiolo nero, colorino, ciliegiolo, foglia tonda e malvasia nera. Mentre la qualifica Riserva è riservata ai seguenti vini: Orcia Rosso sottoposto ad un invecchiamento non inferiore a 18 mesi, di cui almeno 12 in botti di legno di rovere. Orcia Sangiovese sottoposto ad un invecchiamento non inferiore a 30 mesi, di cui almeno 24 in botti di legno di rovere.

Speriamo che ciò avvenga nel più breve tempo possibile. In futuro ci potrebbe essere una maggiore caratterizzazione del vino, tenendo conto delle diverse caratteristiche pedoclimatiche della zona. Non a caso alcuni produttori facendo già l’Orcia Rosso con solo sangiovese, hanno trovato ampi consensi sia in Italia che all’estero.
Pochi ma validi tipi di vino che, sebbene originati da vitigni diversi, sono caratterizzati da fattori pedoclimatici particolari (terreni ricchi di sostanze minerali ed escursioni termiche tra il giorno e la notte), che conferiscono profumi fruttati e freschezza al Bianco, intensità di colore, bouquet e struttura al Rosso, e velluto e sapidità al Vin Santo. Oltre che ideali in cucina, gli Orcia Doc si abbinano al meglio sia con i piatti tipici del territorio che con altri similari della cucina nazionale.


L’Orcia in cifre


Ora la superficie dei vigneti iscritti all’Albo della Doc Orcia e di 400 ettari, di cui 90 dei viticoltori associati al Consorzio. Mentre i produttori sono 39 di cui 28 imbottigliatori. Alcuni dati: Uve prodotte dagli associati al Consorzio nel 2009: 3.800 quintali. Il 10% in meno rispetto al 2008. Circa uguale il numero delle bottiglie prodotte nel 2009: circa 160.000.


Valorizzazione dell’Orcia Doc

A Donella Vannetti l’onore e l’onere di portare la bandiera dell’Orcia Doc. Dinamica imprenditrice agricola e presidente del Consorzio Orcia Doc, la Vannetti ha le idee chiare su cosa è necessario fare. Basti pensare che se la Doc Orcia ha compiuto solo 10 anni il 14 febbraio di quest’anno, i vini Orcia hanno già conquistato un loro mercato. Un risultato d’assoluto rilievo, poiché la Doc Orcia si trova tra quelle più blasonate del Brunello di Montalcino e di Vino Nobile di Montepulciano. In comune hanno, anche se di cloni diversi, il sangiovese. Un vitigno che, presente da alcuni secoli in queste zone, è ormai in perfetta simbiosi col territorio. Ma il merito di avere creduto nelle risorse del territorio ed iniziato la valorizzazione del vino, spetta ad alcuni produttori di San Quirico d’Orcia. Dalla loro tenace operosità, nacque nel 2000 la Doc Orcia e insieme, il Consorzio del Vino Orcia, presieduto sin dall’inizio da Donella Vannetti.

Dopo soli pochi anni, Donella Vannetti realizza un evento importante per l’Orcia Doc, chiamandolo “Divin Orcia”. Manifestazione itinerante tra tutti i comuni della zona di produzione, di cui la prima edizione risale al 2005. La sede fu Monticchiello, e assieme al vino Orcia il famoso cacio di Pienza. Seconda edizione nel 2006 a Buonconvento in Val d’Arbia col binomio Orcia Doc con la succulenta chianina (fiorentina). La terza, nel 2007 a San Giovanni d’Asso con Orcia rosso e il tartufo bianco delle Crete senesi. La quarta, nel 2008 a San Quirico d’Orcia con l’Orcia e l’olio extravergine. Quinta, nel 2009 con l’Orcia rosso e il tartufo bianco di San Giovanni d’Asso e 2010, con l’Orcia e l’anno del Mezzadro a Buonconvento.
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Divin Orcia 2010

Dopo San Giovanni d’Asso, Divin Orcia raggiunge Buonconvento. Una bella cittadina cintata da alte mura, dal cuore medievale, ricca di fascino, ospitale ed industre. Tra le molte testimonianze storiche, il grande – e forse unico – Museo della Mezzadria. Un antico edificio dove sono raccolti attrezzi ed indumenti di vita contadina di vari secoli. Nelle varie sale, inserite in più piani, spiccano antichi interni di case coloniche complete di arredi e suppellettili. Non solo: vi si trova il più antico contratto di mezzadria, risalente al lontano 1200.

L’attuale edizione, superando il successo delle precedenti, si è svolta dal 24 al 26 settembre scorso. Teatro dell’iniziativa, il Museo della Mezzadria Senese di Buonconvento dove, al piano terreno, i banchi d’assaggio dei vari produttori aderenti al Consorzio, sono stati presi d’assalto dai numerosi visitatori. All’interno, il seguitissimo convegno sulla mezzadria tenuto dal direttore del Museo professor Gianfranco Molteni.

Nella stessa sede, in una raccolta saletta gremita di enoappassionati e produttori, due education sul vino dai rispettivi temi: “In un calice di vino l’anima di un territorio” condotto da chi ha scritto, e “L’anima forte del Sangiovese Orcia” mirabilmente svolto dal giornalista degustatore Lorenzo Colombo.

Quattro le annate in degustazione di Orcia Doc Rosso: 2009 con cinque campioni, 2008 con dodici campioni, 2007 con otto campioni e 2006 con sette campioni.
Mentre il pubblico era impegnato nella degustazione dei numerosi vini, nell’apposita saletta predisposta per l’occasione, un gruppo di giornalisti della stampa specializzata era impegnato nella valutazione di 32 campioni di vino di 17 aziende. Le annate a confronto sono state 2008 e 2007; inoltre l’assaggio di 2009 e 2006.

Dai miei personali giudizi, sono emerse le seguenti considerazioni. Per i vini riferiti ai campioni del 2008, il giudizio è senz’altro positivo. Anche se giovani, hanno espresso ottimo colore, buon corredo olfattivo e gustativo, di discreta armonia. L’annata 2007 è stata sicuramente buona con vini già abbastanza equilibrati, dal bouquet fruttato e speziato, dal corpo pieno ma giustamente tannici e quasi pronti. Per le restanti annate, alcune considerazioni. Quelli del 2009, sono stati per la maggior parte abbastanza piacevoli, con sentori spiccatamente fruttati, e al sapore piacevolmente sapidi e tannici. Mentre la restante parte, sono risultati un po’ disarmonici per astringenza e gioventù. I sette 2006: due di buon’armonia, tre ancora astringenti e due poco armonici per poca morbidezza e persistenza.
In sintesi, il livello qualitativo in generale spaziava dal discreto al buono, anche se diversi presentavano decise note boisé, per eccesso di permanenza in barriques o tonneaux.


Gradita visita all’Azienda Trequanda

Il terzo e conclusivo giorno, visita all’azienda Agricola Trequanda, fiore all’occhiello di proprietà della Cariplo (Fondo Pensioni). A fare gli onori di casa l’enologo Carlo Pilenga responsabile della cantina. L’azienda- dice Carlo Pilenga - è un’azienda modello, fondata nel 1925. La sua superficie è di 1.200 ettari, di cui circa 21 coltivati ad oliveto (in gran parte di 20-23 anni) e altri 55 ettari coltivati a vigna nelle zone Doc Chianti ed Orcia, da cui provengono circa 300.000 bottiglie.

Le case coloniche sono state ripristinate con cura, e la moderna cantina è stata completata nel 2001. La proprietà oltre il vino e l’olio, produce pregiata carne bovina di varietà chianina (da 350 animali allevati allo stadio brado) venduta nella propria macelleria di Trequanda e una piccola produzione di miele. Prima di entrare in cantina, l’interessante visita all’allevamento di mucche di varietà chianina, dove 350 capi pascolavano brucando l’erba della vasta tenuta.

Subito dopo, l’enologo conduce il gruppo di giornalisti nella modernissima cantina, illustrandone le capacità tecniche e produttive, seguita dalla degustazione di vari vini pregiati. Poi tutti a tavola, a deliziarsi con irrinunciabili golosità come carne chianina cruda e tritata condita con l’extravergine nuovo, salumi misti, pici con sugo di chianina, pappa col pomodoro, bolliti di carne chianina, formaggi assortiti, crostate di marmellata. Il tutto sposato con gli ottimi vini aziendali.


L’Ospitalità

Come il solito ottimale. Nel nostro caso, l’accogliente e comodo Albergo Ghibellino, situato a due passi dal centro storico di Buonconvento e dalla sede della degustazione. Ancor più la cena di benvenuto all’Azienda Agricola La Canonica di San Giovanni d’Asso. Dopo i saluti di Donella Vannetti e Valentina Niccolai, è seguita una sequenza di piatti tipici di San Giovanni d’Asso, realizzati per l’occasione da Donella e Serenella Vannetti, magistralmente sposati con gli ottimi vini della propria azienda.

Un’altra grande serata all’insegna dell’ospitalità, la cena nel festante centro storico, con piatti della vera cucina locale, siglata dai canti e musiche di coinvolgenti menestrelli. Un doveroso grazie alla “regista” dell’iniziativa, la dinamica e simpaticissima D.ssa Valentina Niccolai, PR e addetto stampa del Consorzio Vino Orcia.


Vini & Produttori

Orcia Rosso 2009 Fosso dell’Az. Agr. La Casella - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2009 Vencaia dell’Az. Agr. La Casella - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2009 Salvarella Colleoni dell’Az. Agr. Santa Maria - Montalcino
Orcia Rosso 2009 dell’Az. Agr. Il Pero - Radicofani
Orcia Rosso 2008 Martin del Nero dell’Az. Agr. La Canonica - S. Giovanni d’Asso
Orcia Rosso 2008 dell’Az. Agr. Sampieri-Del Fà - San Quirico d’Orcia
Orcia Rosso 2008 La Grancia dell’Az. Agr. Sampieri-Del Fà - San Quirico d’Orcia
Orcia Rosso 2008 Terre dell’Asso dell’Az. Agr. La Canonica - S. Giovanni d’Asso
Orcia Rosso 2008 Petruccino del Podere Forte - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2008 Mezzodì dell’Az. Agr. Campotondo - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2008 Scorbutico dell’Az. Agr. Poggio Grande - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2008 dell’Az. Agr. SassodiSole - Montalcino
Orcia Rosso 2007 Atrium dell’Az. Agr. Mencarelli Sonia - San Giovanni d’Asso
Orcia Rosso 2007 Petruccino del Podere Forte - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2007 Petrucci del Podere Forte - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2007 dell’Az. Agr. Poggio al Vento - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2007 Arcere dell’Az. Agr. Poggio al Vento - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2007 Il Tocco dell’Az. Agr. Campotondo - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2007 Banditone dell’Az. Agr. Campotondo - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2007 dell’Az. Agr. Poggio Grande - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2007 Capitoni dell’Az. Agr. Capitoni Marco - Pienza
Orcia Rosso 2007 Dongiovanni dell’Az. Agr. La Canonica - San Giovanni d’Asso
Orcia Rosso 2007 Trecalici Trequanda - Trequanda
Orcia Rosso 2007 Invidia dell’Azienda Agricola Trequanda - Trequanda.
Orcia Rosso 2007 Tenuta Belsedere dell’Az. Agr. Belsedere - Trequanda
Orcia Rosso 2006 Adone dell’Az. Agr. Sante Marie di Vignoni - S. Quirico d’Orcia
Orcia Rosso 2006 Curzio dell’Az. Agr. Sante Marie di Vignoni - S. Quirico d’Orcia
Orcia Rosso 2006 Dongiovanni dell’Az. Agr. La Canonica - San Giovanni d’Asso
Orcia Rosso 2006 Atrium dell’Az. Agr. Mencarelli Sonia - San Giovanni d’Asso
Orcia Rosso 2006 Cinabro dell’Az. Agr. Berni Valentino - Monteroni d’Arbia
Orcia Rosso 2006 Petrucci del Podere Forte - Castiglione d’Orcia
Orcia Rosso 2006 Frasi dell’Az. Agraria Capitoni Marco - Pienza


Nella foto: I vini delle aziende presenti e i sommelier FISAR che li hanno serviti.

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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