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Parchi italiani

Parco Naturale del Carnè

di Iole Piscolla

MappaArticolo georeferenziato

L'orografia collinare, il clima dolce, la struttura dei terreni, la morfologia piacevolmente mossa. Queste condizioni oggettivamente favorevoli caratterizzano un Parco naturale poco conosciuto, corrispondente al distretto turistico faentino, uno degli ambienti naturali più interessanti dell'area appenninica, caratteristico dell'entroterra di Ravenna. Si tratta del Parco Naturale Carnè di Brisighella.
Una piccola e particolarissima area sotto tutela oggi assorbita nel territorio del più vasto Parco Regionale della Vena del Gesso che con i suoi 6064 ettari comprende le Province di Ravenna e Bologna, ed i sei comuni di Brisighella, Casola Val Senio, Riolo Terme, Borgo Tossignano, Casal Fiumanase e Fontanelice.

Questo Parco, nato nel 1973 su iniziativa della Provincia di Ravenna e dei Comuni di Faenza e Brisighella, si estende per soli 43 ettari nell'areale dell'Appennino tosco romagnolo che declina verso gli sconfinati orizzonti della pianura padana, rappresentando uno dei più interessanti aspetti naturalistici della Vena del Gesso romagnola. Settecento le grotte attualmente esplorate di cui solo due accessibili ai turisti, ovvero cavità visitabili con l'ausilio delle guide speleologiche, che sono la Grotta Tanaccia nel comune di Brisighella e la Grotta del Re Tiberio nel comune di Riolo Terme. Nello specifico i confini a nord del Parco, verso il mare, si scontrano con una realtà geologica completamente diversa, costituita dai calanchi, ovvero da colline argillose che facevano parte di vecchi fondali marini con 18 milioni di anni.

Il versante nord è quindi più fresco ed umido per la presenza delle doline. Mentre a sud, verso l'Appennino, il Parco si scontra con rocce completamente diverse che sono le marnose arenacee. Le pareti esposte a sud sono quindi molto più calde e danno origine a varie piante della macchia mediterranea. Territorio rupestre, quindi, a protezione dell'area carsica più grande d'Europa, anomalo per certi aspetti considerando che sulla Vena del Gesso si registra un numero altissimo di varietà di piante, varietà dovuta alla presenza di microclimi ampiamente diversi fra loro.

Gli scenari sono dolcemente mossi e la vegetazione particolarmente ricca considerando che buona parte della copertura vegetale è costituita da querceto misto a roverella, orniello e caprino nero, ma anche piante meno frequenti come il tiglio selvatico, il frassino maggiore, l'acero minore. Le formazioni forestali di varietà autoctone o impiantate dall'uomo si affiancano ad ambienti più freschi ed umidi che possono ospitare l'insolita felce lingua cervina o il raro borsolo. Fioriture di specie protette come il dente di cane, il sigillo di Salomone, il vistoso giglio rosso, o le varie specie di orchidee selvatiche, accompagnano le varie piante. Questi boschi sono popolati dal gufo reale - la cui presenza simboleggia sempre un ambiente molto particolare - , dal passero solitario, dal falco pellegrino, dal geotritone, dallo sparviere, dal rigogolo, dal capriolo, dalla poiana, dalla faina, dalla donnola ed altre specie locali o comuni all'Appennino.

Essendo la natura dei rilievi argillosa si hanno anche formazioni calanchive tipiche di molti tratti delle colline emiliano romagnole. Ma in particolare si hanno affioramenti rocciosi intervallati da doline e inghiottitoi, caratteristica del tipico paesaggio carsico, privo cioè di un'idrografia superficiale e costellato di tutti quei fenomeni connessi con la solubilità della roccia gessosa quali erosioni a candela, inghiottitoi, risorgenti, doline, ecc. Tutto questo è visitabile attraverso un nuovo strumento all'aria aperta, ovvero una rete di camminamenti e di sentieri attrezzati facilmente fruibili da chiunque, che nell'insieme rappresentano il Museo all'aperto di Monticino, un Museo all'aperto che illustra la lunga e complessa storia geologica di questo territorio.

Durante l'estate sono molte le iniziative escursionistiche alla scoperta del Parco.
Fra queste cade il 9 e il 10 settembre "Cammina Cammina", una due giorni lungo l'itinerario che attraversa integralmente la Vena del Gesso romagnola a partire dal fondovalle del Santerno nei pressi di Borgo Tossignano; da qui si prosegue lungo Riva di San Biagio per poi scendere sul fondo della "stretta" di Rivola. Sempre seguendo la dorsale gessosa, si passa il Senio e il borgo di Crivellari per poi raggiungere la vetta di Monte Mauro; si riscende quindi in direzione Zattaglia. Il giorno successivo si riguadagna quota oltrepassando il Parco, per giungere in visita dei tre colli di Brisighella, dove si conclude l'escursione.


Parco Naurale del Carnè

Corso Matteotti 40 Riolo Terme (RA) Tel. 054671044
Centro Visite: Via Rontana 42 Brisighella (RA)

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Iole Piscolla scrive da anni di turismo ed enogastronomia. E’ un tecnico di Strade del vino e da tre anni dirige il Centro Studi e Servizi alle...

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