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Strade del Vino

Strada del Vino e dell'Olio dalle Alpi al Mare

di Iole Piscolla

MappaArticolo georeferenziato

La strada del Vino e dell'Olio dalle Alpi al Mare, si sviluppa come dice il suo stesso nome, lungo un percorso che incontra le Alpi, le valli, le colline e infine le coste del mare, rappresentando un compendio di storia, di usi, di costumi, di tradizioni e leggende; ma la principale motivazione di una visita a questo percorso di collegamento dalla stupenda costa ligure all'incontaminato entroterra, è la qualità della vita: una qualità che si sostanzia di serenità, di salute e di gusto. Il panorama di opportunità offerto dalla Strada è particolarmente interessante dal punto di vista paesaggistico ed enogastronomico. Il paesaggio di questo lungo percorso presenta le tracce della civiltà del vino, dell'olio e di moltissimi altri prodotti genuini e tipicamente liguri. Qui l'architettura semplice delle borgate accomuna il gusto del colore, la decorazione e la raffinatezza dei materiali di finitura. Si nota, spesso, anche l'integrazione tra architettura sacra ed elementi laici.

Il grado di recupero dei borghi storici è talvolta molto avanzato e talvolta ancora insufficiente, ma il visitatore ovunque può partecipare con immediatezza allo stile di vita senza tempo dei centri abitati di questo territorio interessato dalle Doc Riviera Ligure di Ponente e dalla DOP Olio Extravergine di Oliva "Riviera Ligure".

La presenza della vite nel paesaggio agrario ligure è millenaria e deriva dalla grande passione che hanno avuto da sempre le genti liguri per questa coltura. L'organizzazione delle Denominazioni nello schema delle DOC ha identificato i principali tipi di vino, ma va comunque ricordato che nella civiltà ligure del vino ci sono decine e decine di vitigni autoctoni, ciascuno dei quali dà vita ad uno o più tipi di vino, la cui catalogazione non è facile. Uno tra tutti può essere citato nell'area di influenza della Strada, il Barbarossa.

Oggi il vino DOC del Ponente si chiama Riviera Ligure di Ponente con varie Sottodenominazioni che fanno riferimento ai vitigni di origine: il Pigato bianco, il Vermentino, anch'esso bianco, il Rossese rosso ed infine l'Ormeasco rosso, anche nel tipo rosato.

Il Pigato è un bianco dal colore giallo paglierino e dal sapore secco, asciutto lievemente amarognolo. Esprime una personalità intensa e una media alcolicità e si accompagna bene oltre che con le portate locali più tipiche anche con cibi dal sapore impegnativo. E' un tipo di vino con poche parentele nel panorama enologico generale.
Più delicato il Vermentino, sempre di colore giallo paglia ma più fine al naso e di sapore fresco, asciutto e sapido, particolarmente adatto per la cucina di pesce o per i primi piatti a base di verdure. Questo vino deriva da un vitigno molto diffuso in Italia ed altrove, che ha generato una vasta famiglia di vini che quasi sempre si chiamano analogamente Vermentino, ma assumono ovunque caratteri particolari; tra questi il Vermentino del Ponente ligure è tra i più delicati.

Leggero e vinoso il profumo del Rossese, di colore rosso rubino brillante, anch'esso caratterizzato da un sapore delicato, ma asciutto con un retrogusto tendente all'amarognolo. Pertanto, a gusto individuale, si abbina benissimo ai piatti di pesce oltre che a tutto pasto.

Si differenzia dai fratelli il tipo Ormeasco, di colorazione ro sso rubino vivo, di sapore asciutto, gradevole e con fondo piacevolmente amarognolo (con particolare vocazione all'invecchiamento) figlio di un vitigno Dolcetto, parente degli omonimi piemontesi. Più intenso al profumo e più gratificante al palato, presenta una colorazione molto viva e sentori più corposi: adattissimo a primi piatti con ripieni di carne, piatti di carne oppure arrosti di pesce. L'Ormeasco può aggiungere la dicitura superiore se invecchiato di un anno con gradazione minima di 12,5 gradi. Altrettanto gradevoli e di ottima qualità, sebbene certamente più semplici, sono i vini della IGT Colline Savonesi la Granaccia o Alicante (di colore rosso rubino intenso e di sapore secco e corposo), la Lumassina o Matassu (di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli e di sapore asciutto, nervoso e gradevolmente acidulo), particolarmente indicata con la frittura di pesce azzurro.

L'olio che si produce lungo il percorso presenta una particolare caratteristica di delicatezza e di fragranza, che lo rende adatto alla elaborazione dei piatti più saporiti, soprattutto a crudo. Il visitatore ha facile accesso agli uliveti in quanto la Strada li attraversa spesso, consentendo di apprezzare il prezioso lavoro di governo del territorio, consistente soprattutto nei terrazzamenti con muretti a secco di pietra. Il ciclo vitale dell'olio è molto semplice e in quest'area non presenta particolari difficoltà, vista la eccezionale sanità del clima che consente di portare l'oliva alla macina senza l'uso di sostanze chimiche curative. Non a caso è nato proprio nell'ambito del percorso della Strada un Consorzio per l'olio extravergine di oliva biologico, che si è dato il marchio Valli Ingaune e Arroscia e opera per il monitoraggio del territorio e per la promozione dei prodotti degli olivicoltori associati.

Oggi il prodotto originario della Liguria dispone della tutela a denominazione protetta Riviera Ligure, che pur essendo unica per tutto l'olio extravergine di oliva ligure, consente di identificare sul mercato le bottiglie qualificate provenienti da sottozone di particolare pregio, di cui due presenti lungo il percorso dalle Alpi al mare: la Riviera dei Fiori e la Riviera del Ponente Savonese. Il crescente impegno dei produttori di olive e la particolare competenza acquisita nei secoli dalle famiglie di frantoiani, fanno sì che il valore commerciale di questo olio rappresenti una risorsa economica fondamentale per lo sviluppo dell'intera area.

A differenza del resto d'Italia, gli oliveti si estendono su diverse altitudini e questo rende possibile, in particolare nelle zone attraversate dalla strada che la raccolta e la frangitura proseguano da novembre a marzo. Le varietà di olive che si incontrano lungo il percorso sono la Taggiasca, introdotta dai monaci benedettini nel Medioevo e la Pignola, citata già in documenti del Seicento. La prima coltivata prevalentemente nella zona che da Albenga va verso Ventimiglia, ha un gusto dolce, leggermente fruttato e delicato al palato. La coltivazione della seconda qualità di oliva è invece diffusa nella zona che si estende verso Savona: l'olio che se ne estrae è leggermente amarognolo e il retrogusto ricorda chiaramente il pinolo.

Oltre all'olio extravergine di oliva, i produttori locali propongono l'oliva in diverse versioni: dalla conservazione in salamoia alla prelibata pasta di olive. Presso i frantoi, alcuni dei quali mantenuti in pietra o completamente ripristinati proprio per scopi promozionali e didattici, si possono anche gustare le ottime verdure sottolio, soprattutto pomodori e carciofini locali.


Strada del Vino e dell'Olio Dalle Alpi al Mare

ASSOCIAZIONE STRADA DEL VINO E DELL'OLIO DELLE TRE COMUNITÀ MONTANE
c/o Comunità Montana Ingauna
Via Niccolari 9/5 - 17031 Albenga (SV)
Tel. 0182/53457
www.stravinolio.com
info@comingauna.it

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Iole Piscolla scrive da anni di turismo ed enogastronomia. E’ un tecnico di Strade del vino e da tre anni dirige il Centro Studi e Servizi alle...

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