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Strade del Vino

Strada del Vino e dei Sapori della Vallagarina

di Iole Piscolla

MappaArticolo georeferenziato

Fa da eco il ricordo degli eserciti in marcia e il sapore furioso e irrazionale delle guerre passate. La rabbia dei popoli aggressori e la paura di chi si stringeva fra le mura riecheggiano ancora oggi sul fiume Adige, dove una cintura di castelli medioevali stringe i paesi limitrofi e scorta il corso delle acque. Una terra di confine, di scambi economici, di passaggio, ma anche una terra generosa, ricca per il suo stesso lavoro, grazie al quale si è rivelata uno dei migliori laboratori ortofrutticoli ed energetici d'Italia.

È la Vallagarina, stretta dagli affascinanti monumenti medioevali che dalla Terra dei Forti salgono verso Trento fino ad arrivare a Besenello, dove Castel Beseno, il maniero più importante e poderoso delle Alpi Nord Orientali, da sempre controlla i movimenti di popoli, traffici e merci. Madre dell'eccellente Marzemino, invocato da Mozart nelle sue musiche e lodato da Don Giovanni di fronte ad uno dei suoi migliori banchetti. Una testimonianza a noi preziosa, perché il legame fra la Vallagarina e questo vino particolarissimo è intimo e profondo quanto più prezioso e ricco è il suo stesso passato: già nel XV secolo, quando la Serenissima estese la propria egemonia sulla parte meridionale del trentino, si saldò una stretta simbiosi tra il vitigno che produce il Marzemino e la terra lagarina.

Da allora il Marzemino diventa il vino che condivide e intreccia alla coltura della vite la storia del territorio che corre lungo l'Adige verso Nord, da Aldeno a Borghetto; una parte vivente di tradizione, di laboriosità ma anche di cultura, di storia ora amara e triste, ora di tempi prosperosi e floridi. Poi, nel 1907, quando l'area trentina dipendeva ancora dall'Impero Asburgico, fu costruita ad Isera l'omonima Cantina Sociale, per raccogliere le uve basaltiche, prime fra tutte quelle dell'ormai apprezzatissimo vino Marzemino.

La Vallagarina diventa così un itinerario enogastronomico particolarmente felice, oggi ufficializzato grazie alla presenza di una vera e propria Strada del Vino e dei Sapori e grazie alla professionale e infaticabile attività portata avanti dalla Casa del Vino della Vallagarina, l'enoteca del territorio, ma anche il punto di raccordo e accoglienza, situata nel cuore del centro storico di Isera.

Predisposto per accompagnare il viaggiatore lungo sentieri di montagna spesso sconosciuti, fra vigneti in pendenza, borghi di mezza costa e spazi intelligentemente predisposti per la produzione di frutta e verdura, tutta rigorosamente biologica. Qui l'orticoltura è pratica antica, grazie alle correnti d'aria mitigata provenienti dal vicino Lago di Garda e alla felice esposizione dei terreni messi a coltura, protetti dai caratteristici muretti a secco funzionali a definire i versanti strappati con tenacia alla montagna.

La Val di Gresta, con i suoi orti di piccola e mezza taglia, disseminati fra i 250 e i 1.400 metri d'altitudine, spicca per questa vocazione alle produzioni biologiche e integrate. E se fino agli anni Cinquanta metteva a coltura soprattutto cavoli cappucci (per fare i crauti) e patate, oggi vanta un repertorio diversificato, fortemente ampliato, che quota in particolare le carote ad un eccellente livello produttivo. Il potenziale economico della valle e la ricchezza dovuta all'accrescersi degli scambi è ben testimoniata dalla cordata dei bei castelli, cui fa da cerniera l'autostrada del Brennero.

Dal poderoso Castel Beseno (Besenello), al Castel Pietra (Volano), dal Castello di Rovereto (attualmente sede del Museo storico della guerra), al Castello di Dal poderoso Castel Beseno (Besenello), al Castel Pietra (Volano), dal Castello di Rovereto (attualmente sede del Museo storico della guerra), al Castello di Sabbionara di Avio, avamposto a sud della Vallagarina e punto di congiunzione con la Terra dei Forti, anch'essa affascinante cintura architettonica che si estende dalla Rocca di Rivoli fino ad Avio.

Oggi questi splendidi esemplari aperti al pubblico, pensati a presidio dei rapporti fra le popolazioni a cavallo delle Alpi, insistono nel Parco Regionale del Monte Baldo, la cui dorsale accompagna e separa il lago di Garda e la Valle dell'Adige.
Da qui l'altopiano di Brentonico, a soli 15 Km da Rovereto, che si caratterizza per la mitezza del clima ed il paesaggio privo di asperità. Una ricca dotazione di strutture ed impianti consente agli amanti dell'attività all'aria aperta di fare lunghi percorsi in mountain bike e trekking. Nei suoi paesi, distribuiti su ampi e soleggiati terrazzi, la tradizione di un'ospitalità antica convive con la capacità organizzativa di un turismo sempre più efficiente.


Il Castello di Sabbionara
Il Castello di Sabbionara, si scorge in lontananza, curioso, con i suoi muraglioni merlati che seguono l'andamento inclinato della morfologia del territorio.
Domina la Valle abbracciando la collina, con la sua indiscutibile eleganza, esempio perfettamente conservato di architettura militare. Costruito tra l'IX e il XIII secolo su un precedente presidio, fu la principale dimora della famiglia Castelbarco che aveva ideato un progetto di controllo globale della Valle. Oggi, di proprietà del FAI, il Fondo per l'Ambiente Italiano, dal 1977, conserva alcuni cicli pittorici di rilievo, che ci ricordano leggendari combattimenti e episodi di storia cavalleresca, di guerre e di amori.


Ala, citta' del velluto
Alle estreme propaggini meridionali della Vallagarina sorge il centro storico di Ala, un suggestivo paese che ogni anno rivive la grande stagione della seta, della bachicoltura e dei meravigliosi velluti ottenuti da questo pregiato prodotto. Durante la manifestazione "Ala città del velluto", accompagnati dalle guide del posto attraverso le strade, le strette vie selciate e le caratteristiche corti, è possibile visitare quei palazzi e quei cortili dove, già dal Settecento all'Ottocento, si svolgeva con vivacità la produzione di questo prezioso tessuto. Nel Palazzo Pizzini, ora appartenente alla Fondazione Mozart, sono esposti vestiti, cimeli e strumenti musicali appartenuti allo stesso Mozart, risalenti al suo soggiorno in Vallagarina.

A Lera, all'inizio di Brentònico centro, è interessante visitare la barocca chiesa di San Rocco. Nel parco del Palù, ombreggiato da secolari e maestosi pioppi dai possenti tronchi, s'innalza la colonna con la statua di San Giuseppe, eretta nel 1720. La chiesa pievana dei Santi Pietro e Paolo, a Vigo, conserva sotto il presbiterio un prezioso ambiente romanico. La cripta di San Giovanni (ingresso per botola), infatti, sarebbe il resto della primitiva chiesa sopra la quale nel 1584-93, su disegno di maestro Zuarn Isepo Rivera, fu costruito l'attuale edificio.

Mori è una borgata posta lungo le sponde del rio Cameras. La fertile pianura ove giace il centro abitato è dominata dall'alto dalla romanica chiesetta di Montalbano, dedicata all'Annunciazione della Beata Vergine Maria, cinquecentesca ma con campanile a cuspide in cotto veronese di epoca anteriore. Nei pressi di Mori, nella località denominata Grotta del Colombo, l'archeologo roveretano Paolo Orsi diede inizio, nel 1881, a scavi sistematici che segnarono la nascita dell'archeologia moderna nel Trentino. Altre più recenti scoperte attestano l'antichissima presenza umana in questi luoghi. Da segnalare la notevole concentrazione di campanili romanici, simili a quello di San Zeno a Verona, e di resti di fortificazioni (in parte risalenti all'epoca medievale), poste a guardia di una zona strategicamente importante, perché dominava la valle dell'Adige.


Il cuore della Val di Gresta
È il capoluogo della Val di Gresta, tra le ultime pendici della catena Bondone-Stivo, il tempio della produzione di ortaggi biologici, la cui purezza e naturalità è garantita dalle particolari condizioni climatiche e da intelligenti sistemi di coltivazione. Filosofia e tecniche dell'agricoltura naturale hanno fatto di questa valle un vasto anfiteatro terrazzato. Fra le coltivazioni di cavoli cappucci, patate, porri e carote, si consigliano le lunghe camminate tra le abetaie secolari di Bordala, il trekking - più impegnativo - fino al Monte Stivo, la visita ai villaggi di pietra antica ed agli splendidi ruderi del Castello di Gresta.


Il pianeta Mart
Rovereto è patria adottiva di Fortunato Depero, uno dei maggiori esponenti del Futurismo. Artista poliedrico, per tutta la vita Depero sentì l'esigenza di ricercare innovativi modi di intendere la rappresentazione dell'arte. Depero si impose al pubblico non solo come pittore futurista. Le sue opere spaziano nel campo della scultura, dell'arredo, della pubblicità e della scenografia. Rovereto deve molto a questo artista che qui aprì, nel 1960, la Casa Museo Depero, oggi una delle sedi del Mart, eletto recentemente osservatorio permanente dei movimenti d'avanguardia. Inaugurato il 15 dicembre del 2002, il Mart ha proiettato il Trentino nel novero delle capitali dell'arte moderna. Il museo non è solo luogo di tutela e conservazione di giacimenti artistici, ma anche centro per la ricerca e la comunicazione. L'attuale collezione, costituita per lo più di pittura e scultura, è ampliata alle forme espressive più vive e attuali della video-arte, della poesia visiva, delle performances, della land-art. Un unico percorso interiore, assolutamente non scontato (parte del Museo ospita collezioni che si alternano con le stagioni), costituito da una carrellata di esperienze artistiche che creano continuamente l'arte, nel rappresentarla.

Mart, museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini 43, 38068 Rovereto (TN)
Orari e giorni di apertura:
martedì, mercoledì, giovedì ore 10-18.Venerdì, sabato e domenica ore 10-21.
Lunedì chiuso.

Il Mart mette a disposizione dei suoi visitatori una Infoline gratuita contattando il numero 800-397760. Le operatrici sono presenti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 8,30 alle 13. www.mart.tn.it


Strada del Vino e dei Sapori della Vallagarina

Associazione Strada del Vino e dei Sapori della Vallagarina
Piazza San Vincenzo, 1 - 38060 Isera (TN)
Tel. 0464/452487 - Fax. 0464/452181
www.stradadelvinotrentino.it
info@stradadelvinotrentino.it

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Iole Piscolla scrive da anni di turismo ed enogastronomia. E’ un tecnico di Strade del vino e da tre anni dirige il Centro Studi e Servizi alle...

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