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Strade del Vino

Strada dei Vini Etrusco Romana

di Iole Piscolla

MappaArticolo georeferenziato

Orvieto appare all'improvviso come un'isola, rompendo la monotonia dell'autostrada. Il suo inconfondibile profilo si staglia contro un cielo solitamente sereno. Un paese dove vivere è dolce e si viene accolti dalla gente con sano provincialismo. Gli itinerari naturalistici attorno ad Orvieto, partendo da San Giorgio, sono molteplici, i più interessanti sono in direzione del Monte Peglia. I tracciati di strade che in antichità collegavano Roma e Ravenna, luoghi di transito di mercanti e viaggiatori, oggi sono sentieri segnalati e percorribili a piedi, in mountain bike o a cavallo.

Il percorso principale della strada è articolato tra le zone di produzione dei vini a denominazione di origine controllata di Orvieto e Amelia. Per i vini di Orvieto il Bianco Doc: Orvieto Classico, Orvieto Classico superiore, Orvieto, Orvieto Superiore, e il Rosso Doc.: Orvietano e Lago di Corbara. Per i vini di Amelia il Bianco Doc: Colli Amerini e Malvasia e il Rosso Doc: Rosso, Rosso superiore, Rosato e Novello. Tra gli Igt ci sono: "Umbria", "Allerona", "Narni", "Stroncone", "Montecastrilli", "Penna in Teverina" e "Sangemini".

Percorrere la strada dei vini Etrusco-Romana che si snoda nel territorio della provincia di Terni, nelle terre degli Etruschi e dei Romani divise dal fiume Tevere, costituisce un tuffo nella storia. Già la denominazione e il logo sintetizzano le radici culturali che contraddistinguono il territorio: la cultura romana con la testa del Germanico di Amelia e quella etrusca con la testa di fanciullo dagli affreschi etruschi della tomba Golini nell'Orvietano. L'itineraro della strada non è soltanto fatto di Cantine ed Aziende Vitivinicole, ma è connesso anche alle bellezze storico, artistiche ambientali e collegato con l'offerta della filiera del gusto tradizionale e certificata, dalla produzione olearia, che può fregiarsi della DOP Umbra, ai prodotti dell'agricoltura biologica, dai prodotti tipici all'artigianato artistico.

La Provincia di Terni ha destinato il complesso del San Giovanni di Orvieto ad enoteca riconosciuta di interesse regionale ponendosi quale nuovo strumento di promozione vitivinicola nella provincia e nel territorio regionale; nello stesso complesso avrà sede l'"Accademia del Gusto" con il fine di valorizzare e promuovere l'intera filiera enogastronomica. Un progetto che ben si integra con l'attività formativa svolta ad Amelia dalla "Scuola dell'Alimentazione" la cui sede è a Palazzo Petrignani.

Orvieto è il cuore dell'orvietano e punto di partenza per itinerari d'arte ed enogastronomici. Un paesaggio interessante: da un lato, Montecchio, Melezzole e Tenaglie, borghi dall'intatta atmosfera medievale con boschi di castagne a perdita d'occhio, dall'altro, lungo la valle del Chiani, i castelli di Parrano, Fabro, Carnaiola, la Sala; qui è il regno della pregiata carne bovina chianina.

Baluardi di una terra di confine Monteleone e Montegabbione; Ficulle, la città dei "cocci", Allerona con il parco Naturalistico di Villalba e San Venanzo con il suo parco vulcanologico. Sorti a difesa delle valli: Castel Viscardo, Porano, Prodo e Titignano, ed infine Baschi con il Lago di Corsara facenti parte dell'area del Parco del Tevere. Orvieto sull'alta rupe, dove tutti i monumenti più significativi esprimono il legame millenario esistente tra la città e il suo rinomato vino, l'"Orvieto" Classico.

Si ergono palazzi, torri e chiese una per tutte il Duomo con al suo interno gli spettacolari affreschi del Signorelli; e ancora: il Pozzo di San Patrizio e nelle aree archeologiche le testimonianze degli Etruschi e dei Romani. Oggi Orvieto, città slow, ha fatto del gusto il suo vessillo dando vita a "Orvieto con gusto", un appuntamento enogastronomico per salvaguardare i sapori e i saperi della tradizione. Per gustare fino in fondo la storia di questa città non si può dimenticare la sua tradizione gastronomica che riceve impulsi e ispirazione dal mondo contadino: gnocchi di patate al tartufo, pancotto, minestra di ceci e castagne, ventresca alla salvia e aceto, bistecca del curato, gallina 'mbriaca, frittelle di San Giuseppe, ciambellone con il vino.

L'itinerario si snoda in mezzo a rilievi boscosi e paesaggi suggestivi, dove si possono incontrare memorie storiche - artistiche ed ambientali quali la Foresta fossile di Dunarobba, con i suoi tronchi, intatti nella struttura lignea, risalenti ad oltre due milioni di anni fa, l'area protetta della flora e della fauna palustre dell'Oasi di Alviano. Antichi paesi punteggiano il territorio come Narni, importante borgo medievale posto sulle gole del fiume Nera che domina dall'alto con la maestosa Rocca albornoziana. Poi Montecastrilli, Aquasparta, Giove, Attigliano, Lugnano e Penna in Teverina, la zona archeologica di Carsulae.

Lungo la Valle del Tevere sorge Amelia, città murata con possenti mura poligonali che una leggenda narra costruite dai ciclopi. Sulla sommità del colle è il Duomo, la Torre civica e nel locale museo la grandiosa statua di Germanico, una delle più significative opere della statuaria romana. Ai piedi del colle, il suggestivo parco del Rio Grande con i suoi "frutti antichi". Qui siamo nella zona di produzione dei fichi, un prodotto antico, di cui gli stessi Romani ne conoscevano le bontà. E poi ancora la cacciagione e la selvaggina. Una vera leccornia sono i palombacci all'amerina e il cinghiale alla cacciatora, i biscotti al mosto, dolcetti tipici del periodo della vendemmia.

Terni, l'antica Interamna, città che conserva le spoglie di San Valentino suo patrono, protettore degli innamorati, famosa fuori regione non solo per le industrie e per essere centro di produzioni cinematografiche di prestigio, ma anche per il pane e il tipico dolce "pampepato", è un'ottima base di partenza per questi itinerari enogastronomici. I rilievi che circondano Terni sono disseminati di rocche e fortezze medioevali come Stroncone, San Gemini o quelle abbarbicate sui monti della Valnerina come Ferentillo, Arrone, Montefranco, Polino.

La Valle del Nera, oggi Parco naturale, è dominata dalla Cascata delle Marmore, la più alta d'Europa. A pochi chilometri il Lago di Piediluco, noto per le gare di canottaggio, e Otricoli, zona archeologica romana. Territorio di eccellenze come il tartufo, i prodotti del bosco, la norcineria, i prelibati gamberi di fiume, conditi con l'olio extravergine DOP di cui la valnerina ternana è produttrice.

La provincia di Terni è storicamente legata all'olio e agli oliveti che caratterizzano il paesaggio con l'inconfondibile manto argenteo. La passione dell'uomo, la cultura millenaria e le particolari condizioni climatiche danno origine ad un prodotto di straordinaria qualità. Coltivato secondo natura diventa biologico; selezionato, per terreno, gusto, metodo di coltivazione, qualità, viene contraddistinto con la denominazione di origine protetta DOP Umbria.

Le numerose sorgenti di acque minerali (già conosciute dai romani per le loro proprietà terapeutiche) sono uno dei prodotti di eccellenza di questa terra. Tra le più apprezzate vi sono le Fonti di San Gemini, che, oltre all'acqua "Sangemini", imbottigliano anche l'acqua Fabia; le fonti "Amerino" (conosciute anche con il loro nome di Sorgenti di San Francesco) presso Aquasparta e quelle del Tione situate a Sugano presso Orvieto. Quest'ultime sono imbottigliate dall'acqua Panna. Presso gli stabilimenti termali si trovano spazi verdi e parchi.

Tutto il territorio provinciale è un'immensa tartufaia e ne produce vari tipi: dall'inconfondibile nero pregiato (Tuber Melanosporum Vittadini), all'ancor più raro e profumatissimo bianco (Tuber Magnatum Pico) dell'Orvietano. In estate la natura non lesina sorprese e offre tipi di tartufo ugualmente apprezzabili per sapore ed aroma: lo "scorzone" e il bianchetto. Abbinato a cibi e pietanze, viene ampiamente utilizzato nella preparazione dei prodotti gastronomici e della cucina locale.

La lavorazione delle carni di maiale ha, in questa terra, radici antiche derivate da quei grandi maestri norcini (un tempo medici-chirurghi) che ebbero a Norcia la loro scuola e che da qui si diffusero nel resto d'Italia. I salumi ed i prosciutti hanno caratteri unici, aroma e sapore inconfondibili. Le zone privilegiate di produzione sono la Valnerina ternana e l'Orvietano. Prodotti tipici sono anche quelli derivati dalla lavorazione del cinghiale, che abbonda nei boschi del territorio.

La vocazione ad offrire una gamma di prodotti agroalimentari di qualità e salubrità indiscusse ben si concilia con metodi di produzione rispettosi sia dell'ambiente sia del consumatore. Produrre un metodo biologico vuol dire, infatti, non usare sostanze chimiche, avere la sicurezza di un alimento controllato ed opportunamente certificato e ribadire la cultura del genuino, patrimonio di tempi trascorsi. L'olio extra vergine di oliva, il vino, i tartufi, i cereali e i loro derivati, le produzioni orticole ma anche i prodotti tipici, unici nella provincia acquisiscono dalle tecnologie biologiche un ulteriore valore aggiunto, una maggiore garanzia della loro qualità e salubrità, che premia le cento aziende orientate al biologico.


Strada dei Vini Etrusco Romana

Associazione Strada dei vini Etrusco Romana in provincia di Terni

Sede Legale
Complesso San Giovanni - Via Ripa Serancia, 1 - 05018 Orvieto

Sede operativa
c/o Servizio Turistico dell'Orvietano
Piazza Duomo, 24 - 05018 Orvieto TR
Tel: 0763341911 - Fax: 0763344433
danca.caccavello@iat.orvieto.tr.it

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Iole Piscolla scrive da anni di turismo ed enogastronomia. E’ un tecnico di Strade del vino e da tre anni dirige il Centro Studi e Servizi alle...

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