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Strade del Vino

Strada del Vino Castelli Nisseni

di Iole Piscolla

MappaArticolo georeferenziato

Il titolo di Principe di Butera fu concesso per la prima volta dal Re Filippo II alla famiglia Branciforte, succeduta nel 1540 nella signoria feudale di Butera e del territorio relativo. La famiglia Branciforte continuò per lungo tempo ad avere i vasti possedimenti e la rilevante giurisdizione sino al 1805, quando l'unica erede, Stefania Branciforte Principessa di Bufera, sposò Giuseppe Lanza Branciforte, figlio di Pietro Lanza, Principe di Trabia.

Intorno a questi eventi, che hanno visto quello di Principe di Butera rappresentare per la Sicilia un titolo fra i più importanti del Regno, e ad altre vicissitudini feudatarie, ruota tanta storia politica, agricola e viticola del territorio che andiamo presentando e che oggi è valorizzato dall'itinerario enologico che prende il nome dai Castelli Nisseni, questi gioielli architettonici incastonati in rocche inaccessibili o adagiati tra le colline come muti guardiani della storia e dell'opera dell'uomo, delle pianure e del mare.

Ad unire il percorso dei Castelli Nisseni risulta esserci proprio la vigna, che dall'interno della provincia fino alla costa caratterizza questa terra aspra e antica. Fa da sfondo alla maestosità dei Castelli, quindi, la coltivazione della vite - unita a quella dell'olivo, del grano e dell'orzo - che non solo ha origini remote ma che già nel periodo arabonormanno viene accompagnata da una prima importante razionalizzazione. Dopo tanta storia, oggi, le numerose Aziende presenti sul territorio della Strada del Vino si dedicano per lo più al Nero d'Avola, dando vita a prodotti d'eccellenza. Il territorio di produzione valorizza quindi la recente Doc Riesi, che comprende i tre Comuni di Riesi, Butera e Mazzarino.

Ad accompagnare la viticoltura è l'olivicoltura: la discreta altitudine, la posizione collinare degli uliveti e i venti costanti tengono lontana la mosca olearia, cosa che ha implementato, in questo territorio da millenni vocato all'ulivo, lo svilupparsi di aziende a conduzione biologica; con un olivaggio prevalente di Nocellara Etnea, Giarraffa e Moresca. La coltivazione delle olive, tradizionale di queste campagne, ha iniziato ad assumere anche una dimensione più moderna e ad essere recentemente accompagnata da strategie di marketing mirate.

Da un punto di vista architettonico è consigliabile la visita del Castello di Falconara, particolarmente suggestivo, oltre che pittoreso (spiccano infatti i trofei di caccia conquistati dal padrone di casa e dal figlio nei loro numerosi safari in Kenia) in quanto sorge su un promontorio roccioso a picco sul mare. Edificato in epoche diverse, della primitiva struttura il Castello conserva una grande torre quadrata, che i signori dell'epoca adibivano all'allevamento dei falconi, da cui deriva appunto il nome dell'edificio, il cui cuore è sicuramente la torre.

Dai cenni storici si apprende che Ugone di Santapau, discendente della famiglia Adamara, ricevette la torre in dono da Re Martino d'Aragona, quale ricompensa per avere appoggiato il re contro fazioni avverse. Seguì, nel 1540, Ambrogio di Santapau Branciforte, che fu investito del titolo di principe di Butera. Nel 1800, dopo varie vicissitudini e successioni, il Castello pervenne al Conte Wilding, in qualità di dote della moglie Caterina Branciforte. Alla sua morte fu ereditato dal fratello Ernesto, che durante i moti del 1848 intese vendere il Castello al Barone Antonio Chiaramonte Bordonaro. Quindi, per linea diretta è pervenuto al pronipote Gabriele, attuale proprietario, che ha aperto il Castello ad attività di accoglienza.

Oltre a questo e alle altre emergenze storico architettoniche, si consiglia la visita delle necropoli, tra cui quella di Contrada da Disueri, dove sono state rinvenute oltre 2000 sepolture scavate nella roccia. E una passeggiata verso Marina di Butera, che si affaccia su una vasta spiaggia di sabbia finissima; i litorali di Tenutella, Desusino e Falconara. Proprio lungo questo percorso si possono ammirare gli spendidi boschi di pini e il Parco Comunelli.

Il territorio della Strada del Vino Castelli Nisseni si affaccia anche sulla zona di produzione della Docg Cerasuolo di Vittoria, che ha fortemente rilanciato la coltivazione della vite in questo areale rimasto per molto tempo ai margini della viticoltura siciliana acquisendo quindi un ruolo strategico.
Fra gli associati alla Strada è attiva anche l'Azienda Autonoma Provinciale Incremento Turistico di Caltanisetta che si trova in Corso Vittorio Emanuale proprio nel cuore della città.


Strada del vino dei Castelli Nisseni
c/o Cantina Sociale "La Vite"
Contrada Le Schette 93016 Riesi (CL)
Tel. 0934929308 Fax. 0934922281
E-mail: castellinisseni@gmail.com

Azienda Autonoma Provincia di Incremento Turistico di Caltanisetta
C.so Vittorio Emanuele 109 93100 Caltanisetta
Tel. 0934530411 Fax. 093421239
Viale C. Testasecca 20 93100 Caltanisetta
Tel. 093421089/24001

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Iole Piscolla scrive da anni di turismo ed enogastronomia. E’ un tecnico di Strade del vino e da tre anni dirige il Centro Studi e Servizi alle...

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