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Strade del Vino

Strade del Vino della Sardegna

di Iole Piscolla

MappaArticolo georeferenziato

Narra un'antica leggenda che il Creatore, quale ultimo atto della sua opera, abbia posato il piede sinistro su un "mucchio di terra avanzato, caduto inavvertitamente in mare" e abbia dato origine in tal modo a quella splendida isola del Tirreno che è la Sardegna.

Leggenda o non leggenda "il continente" guarda alla Sardegna come terra "altra" a suo modo, intrisa di una cultura che ha profondissime radici che affondano in parte nelle anche leggende e nei misteri intrisi in preistorici nuraghi (di cui ancora oggi non si consce con estrema esattezza l'antico utilizzo), ma anche nelle atmosfere delle antiche vigne e della vita solitaria dei pastori.
L'intreccio tra l'antica civiltà del vino e la cultura sarda è reso eloquente proprio dalla costellazione di vigneti che attraversano un po' ovunque il paesaggio della regione.

Il ritrovamento di reperti archeologici che rimandano al lavoro dei campi, all'antica civiltà rurale e in particolare alla pratica della viticoltura (che gli esperti archeologi fanno risalire al 9^ secolo a.c.) conferma questa importante interconnessione (la vite, al pari di altre piante, è stata sicuramente importata nell'isola da antichi invasori, probabilmente fenici) che ha subito nei tempi interruzioni e successive riprese, causate prevalentemente dal succedersi delle diverse dominazioni dei Greci, dei Cartaginesi e dei Romani. Da testimonianze certe sappiamo che proprio questi ultimi sono stati artefici della programmazione del territorio sardo in risorsa agricola.

Alle diverse dominazioni si fa risalire inoltre la localizzazione geografica e la distribuzione ragionata dei vitigni sul territorio regionale. O la stessa limitata diffusione di alcuni di essi sull'isola, circoscritta, come nel caso del Nuragus, alla provincia di Cagliari, o come nel caso della Vernaccia, a quella di Oristano.

Ogni vitigno qui impiantato conserva quindi nel suo DNA un'origine diversa: romana il Nasca e il Moscato, bizantina il Malvasia e il Monica; mentre ai catalani e agli aragonesi si devono i vitigni spagnoli Torbato, Cannonau e Girò.

La storia del Vermentino è diversa. Sembra infatti che sia arrivato dalla Corsica nel 18^ secolo, mentre il Trebbiano e il Sangiovese sono approdati nel territorio di Arborea nella prima metà del Novecento. Ultimi arrivati, dalla penisola, lo Chardonnay e il Cabernet Sauvignon. La maggior parte di questi vitigni di importazione, con l'andare degli anni, sono diventati sardi a tutti gli effetti, acquisendo in Sardegna caratteristiche peculiari che tendevano a scomparire dal panorama delle regioni di provenienza. E' il caso del Cannonau, del Torbato e del Girò, non più attuali nella penisola iberica.

In generale la Sardegna, anche quando ha importato vitigni, li ha subito plasmati con la tempra e le caratteristicità, del sole, del vento, del mare della sua terra, fino a renderli assolutamente sardi; oggi ogni vino prodotto in Sardegna è, inconfondibilmente, emanazione dell'universo regionale. E come da poche altre parti si è stabilito un rapporto di osmosi tra alcuni sardi e i loro vini, assai interessante da scoprire.

Le peculiari connotazioni dei vini sardi, celeberrimi ormai in tutto il mondo, nascono da sei aree del territorio regionale corrispondenti oggi ai sei percorsi denominati Strade del Vino. Vogliamo presentare quindi la mappatura delle sei Strade del Vino sarde, sei spicchi di Sardegna che meritano di essere visitati con passione e curiosità, anche se non hanno ancora riconoscimento istituzionale e pertanto non sono ancora costituiti in Associazioni Strade del Vino, come nei restanti casi in Italia.

Il primo "Nurra, Romangia, Anglola, Logudoro, Meilogu, Goceano, Planaria" attraversa i comuni di Alghero, Sanbta Maria La Palma, Porto Torres, Sorso, Sennori, Sassari, Usini, Florinas, Codrongianos, Ploaghe, Ardara, Ozieri, Ittireddu, Mores, Brutta, Torralba, Padria, Semestene, Bonorva, Rebeccu, Bono, Flussio, Magomadas, Modolo, Bosa ritornando circolarmente ad Alghero.

Il secondo "Gallura, Angola", anch'esso circolare ad anello, attraversa le località di Olbia, Golfo Aranci, Arzachena, Luogosanto, Aggius, Viddalba, Santa Maria Coghinas, Castelsardo, Tergu, Bulsi, Perfugas, Tempio Pausania, Luras, Calangia, Calangianus, Oschiri, Berchidda, Monti, Loiri Porto San Paolo per tornare ad Olbia.

La terza Strada del Vino "Ogliastra, Barbagie" si scioglie tra i comuni di Arbatrax, Tortolì, Santa Maria Navarrese, Balnei, Urzulei, Calagonone, Dorgali, Orosei, Oliena, Nuoro, Oniferi, Orani, Fonni, Villagrande Strisaili, Lanusei, Gairo, Glassai, Jerzu, Tertenia, Cardedu, Barisardo per ritornare ad Arbatrax. La quarta "Campidano di Oristano, Sinis, Marmilla" tocca Oristano, Simaxis, Massana, Cabras, Riola Sardo, Baratili San Pietro, Zeddiani, San Vero Milis, Bauladu, Paulilatino, Abbasanta, Ghilarza, Zuri, Tadasuni, Fordongianos, Buschi, Sorgono, Atzara, Laconi, Isili, Serri, Orroli, Escolca, Gergei, Barumini, Villamar, Villanova Forru, Logoro, Terralba, Marrubiu, Arborea, Santa Giusta per tornare a Oristano.

Il quinto itinerario del vino "Campidano di Cagliari, Trexenta, Sarrabus, Quirra" muove da Cagliari per poi proseguire per Capoterra, Uta, Villaspeciosa, Villacidro, Decimomannu, Elmas, Monastir, Nuraminis, Senorbì, Perdiana, Dolianova, Monserrato, Pirri, Selargius, Settimo San Pietro, Quartucciu, San Priamo, Muravera, Castiadas, Villasimius, Quartu Sant'Elena per ritornare a Cagliari.

La sesta Strada del Vino di Sardegna "Sulcis" muove da Iglesias, per attraversare poi Fluminimaggiore, Buggierru, Masua, Nebida, Carloforte, Calasetta, Sant'Antioco, Carbonia, Nuxis, Sant'Adda, Villaperuccio, Masainas, Tratalias, Pula, Nora, Siliqua, Villamassargia e Iglesias.
Lungo queste località è possibile venire a conoscenza del duro lavoro dei produttori, di chi all'interno di cooperative e aziende private si è posto l'obiettivo della qualità per i vini bianchi, per i rossi e per i gioielli da dessert. E scoprire direttamente attraverso le loro parole la grande sapienza enologica maturata in queste terre (fondamentale la guida del grande enologo Giacomo Tachis), frutto di una civiltà sedimentata attraverso i millenni e che sta conoscendo proprio in questi anni una esplosione di consensi in tutto il mondo.


Strade del Vino della Sardegna

Per informazioni
C/o Consorzio Vino Doc di Sardegna
Via dell'Artigianato 11
09122 Cagliari
Tel. 070241140 Fax. 070212317

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2 Commenti

Inserito da Cantina Li Seddi

il 03 febbraio 2009 alle 18:50
#1
Volevo solo precisare che si trova anche Badesi nella Strada del Vermentino di Gallura Docg,
come indicato
http://www.sardegnaagricoltura.it/documenti/14_43_20080107123128.pdf
se volete potete vedere qualcosa qua'
http://www.sardegnaagricoltura.it/index.php?xsl=443&s=105360&v=2&c=3529&vd=1

saluti
Franco

Inserito da Cantina Li Seddi

il 03 febbraio 2009 alle 18:55
#2
Scusa volevo solo essere preciso sono:

Le sette strade del vino della Sardegna
http://www.sardegnaagricoltura.it/index.php?xsl=443&s=105360&v=2&c=3529&vd=1

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Iole Piscolla scrive da anni di turismo ed enogastronomia. E’ un tecnico di Strade del vino e da tre anni dirige il Centro Studi e Servizi alle...

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