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          Le etichette di Aprile 2006



1) Castello di Querceto
50020 Lucolena, Greve in Chianti (FI)


Castello di Querceto, dal lontano 1897, è di proprietà della famiglia François, trasferita in Toscana nel corso del XVIII secolo. Di origine francese, la famiglia può contare fra i suoi componenti alcuni personaggi illustri come Giuseppe, valente matematico, e Alessandro, studioso di archeologia e scopritore di importanti opere etrusche fra le quali il celebre Vaso François, oggi conservato presso il Museo Archeologico di Firenze. Il Castello di Querceto ed i terreni che lo circondano sono luoghi carichi di storia e di suggestione. Se nel passato il Castello si ergeva come una vedetta sulla via Cassia Imperiale, una delle principali arterie di epoca romana, per difendere la zona circostante, oggi, incorniciato com'è dal verde dei boschi e delle colline, protegge come un bene prezioso il patrimonio delle sue vigne e dei suoi oliveti.

Le forme di allevamento utilizzate sono quelle tradizionali per il territorio del Chianti Classico e i vitigni utilizzati sono in maggioranza a bacca rossa e solo in piccola percentuale a bacca bianca. Tra le uve rosse primeggia, ovviamente, il Sangiovese a cui si affiancano numerosi altri tipi tra cui il Canaiolo nero, il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc, il Syrah, il Colorino, il Merlot, il Mammolo, il Ciliegiolo e la Malvasia nera. Tra i vitigni a bacca bianca si hanno quelli tradizionali: Malvasia del Chianti e Trebbiano toscano, affiancati dallo Chardonnay.

Il Picchio - Chianti Classico DOCG
Uvaggio: Sangiovese 92%, Canaiolo 8%
Nome del Vigneto: Il Picchio
Maturazione: in barriques per 12 mesi
Affinamento: in bottiglia per un minimo di 6 mesi
Alcool: circa 13%
Colore: rosso rubino intenso e brillante
Profumo: delicato, elegante, armonico
Gusto: asciutto, notevole corpo, carattere molto spiccato
Abbinamenti: arrosti di carni rosse, brasati
Temperatura di servizio: 18°/20°C
Stappare almeno due ore prima di servirlo


2) Azienda Agricola Santa Lucia
Cantine: Strada Comunale Est. San Vittore,1 - 70033 Corato (BA)


L'Azienda Agricola Santa Lucia, sin dalla sua fondazione avvenuta nel 1822, produce vini esclusivamente dai propri vigneti, in prevalenza autoctoni, senza procedere all'acquisto di uve né di vini. Le origini dell'Azienda Agricola Santa Lucia risalgono al 1628, quando "Marc'Antonio Perrone possedeva annui ducati 60 di fiscali feudali sopra Quarati". Quarati é l'odierna Corato, dove nella contrada Santa Lucia, a circa 250 metri di altezza sul livello del mare, si coltivano con grande cura cloni selezionati di vitigni tipici della Murge.

L'azienda coltiva prevalentemente vitigni autoctoni : l'Uva di Troia (importata dai Greci dopo la distruzione dell'antica città mediorientale), unita con Malbec (20% circa) e Montepulciano (10% circa), per i rossi a denominazione di origine controllata Castel del Monte;
il Bombino Nero per il Rosato del Castel del Monte DOC; l'Aleatico passito ed il Negroamaro, entrambi in purezza, per i rossi ad Indicazione Geografica Tipica "Puglia"; il Fiano per il bianco ad Indicazione Geografica Tipica "Murgia" ; Fiano e Chardonnay per i bianchi. La Riserva ha invece origine da Uva di Troia e Malbec. Il Malbec è stato coltivato in Puglia in larga scala dal duca de la Rochefocault sin dall'epoca ducale nel dominio feudale che comprendeva le terre fra Cerignola e Trani. Anche il Fiano ha antiche origini in Puglia.

VIGNA LAMA DI CARRO - ROSATO CASTEL DEL MONTE D.O.C.
Vino tipico ottenuto dal vitigno del Bombino arricchito fino al 5-10% massimo con uva di Troia. Il nome del vigneto e del vino deriva dal solco lasciato nei terreni dopo il passaggio dei carri, trainati da cavalli, in passato adoperati per il trasporto delle uve dalla vigna in cantina
Di colore rosato, con riflessi rubino chiaro, e profumo molto intenso, persistente, tipicamente fruttato fresco.
Di gusto asciutto, vellutato, equilibrato e fresco, qualità fine, molto apprezzato da coloro che non amano sapori forti. Ha un contenuto alcolico dell'11,5% circa.
E' definito vino da tutto pasto; si abbina particolarmente bene al pesce al forno con salse saporose, ai salumi, risotti, formaggi freschi, antipasti poco grassi e piatti di mezzo.
Va bevuto fresco e d'annata, a temperatura di 13°-15° C. circa, e stappato al momento della degustazione


3) Azienda Agricola Ciavolich Giuseppe
C.da Cerreto, 18 66010 Miglianico (CH)


La famiglia Ciavolich vanta un'antica tradizione vitivinicola. In cima al paese di Miglianico, di fronte alla Chiesa di S.Pantaleone, si può ancora osservare l'impianto della vecchia cantina fondata da Francesco Ciavolich nel 1853. Attigua al Palazzo Valignani, fu costruita su due livelli: uno di superficie ed uno sotterraneo collegato al prospiciente palazzo Ciavolich da un tunnel scavato nell'arenaria. Essa fu attiva fino al 1944, anno in cui l'abitazione al piano nobile fu sede del comando tedesco in ritirata ed i sotterranei offrirono riparo dai bombardamenti a Giuseppe Ciavolich e a diverse famiglie del paese.

L'Azienda continua oggi a vinificare nella cantina di proprietà le sole uve provenienti dalle sue tenute di Miglianico (Ch), Loreto A prutino e Pianella (Pe). L'alta qualità dei vini prodotti è il risultato dell'impegno profuso nella coltivazione dei vigneti, nella selezione delle uve migliori e nella scelta delle moderne tecniche di vinificazione.

L'idea di un'etichetta braile per il vino.
Un progetto aiutato inizialmente dal caso, quello dell'Azienda Ciavolich, e dal suggerimento di un architetto, Cristiano Di Sabatino, che lavorava alla realizzazione di un orto botanico per non vedenti e ipovedenti, solo in parte realizzato. In compenso l'idea delle etichette in Braille, nate per facilitare il pubblico dei non vedenti nella scelta di una bottiglia di vino si è concretizzata con la collaborazione dell'Unione Italiana Ciechi di Pescara e dei suoi appartamenti che l'hanno accolta e sostenuta con grande entusiasmo. Le iscrizioni del sistema Braille infatti, consentono la diretta lettura delle caratteristiche del prodotto anche ai minorati della vista.
Un'iniziativa che può essere paragonata a una goccia nel mare (basti pensare che il giornale dei non vedenti non è stato stampato in caratteri Braille e nemmeno la data di scadenza sui farmaci) ma rappresenta un significativo passo avanti rispetto alle continue esigenze di autonomia e integrazione dei non vedenti, come il piacere di scegliere un buon vino, che lo si beva da soli o in compagnia.
Non è stato semplice trovare una tipografia che si occupasse del lavoro. Dopo un'accurata ricerca, è stato possibile rivolgersi alla Tipolitografia FG di Savignano sul Panaro (MO) che aveva già lavorato con l'università di modena per un progetto in Braille.

Chardonnay - Terre di Chieti IGT
Comune di ProduzioneMontupoli, Miglianico (CH)
Abbinamenti : Antipasti e primi piatti di pesce in bianco, arrosti misti, fritture di paranza sono da considerarsi gli abbinamenti di elezione.
Uve: Chardonnay 100%
Descrizione: Paglierino dorato intenso, esprime composti sentori floreali di fiori bianchi e fruttati di frutta esotica con toni ageumati. In bocca è ampio, netto sapido e asciutto.
Dotato di enegica vivacità e di una struttura equilibrata.
Temperatura di servizio 12°-14°


4) Cantina d'Isera
Via al Ponte, 1 Isera (TN)


Nel 1907, quando il Trentino era ancora sotto l'impero Asburgico, nasceva da Isera l'omonima Cantina Sociale. Nata per volontà dei viticoltori locali, la Cantina d'Isera, raccoglieva già allora le uve pregiate delle sue colline, prime fra tutte quelle di Marzemino. "Il buon vino nasce in campagna": questa una delle massime alle quali la Cantina d'Isera si attiene con fermezza. Tutto è seguito e controllato rigorosamente, al fine di ottenere una produzione viticola sana e di alta qualità.
Il monito "la qualità non accetta compromessi" rappresenta per la Cantina d'Isera un imperativo e la garanzia di poter assaporare, apprezzare e amare i vini creati dalla passione dell'uomo e dalla generosità della sua terra. Nel "Don Giovanni" Mozart ha innalzato al Marzemino, quintessenza dei piaceri della tavola, un monumento musicale in una Vienna dove alla corte imperiale questo vino era considerato tra i più pregiati. Il Marzemino della Cantina d'Isera è l'opera di un'arte di vinificazione dalla così ricca tradizione centenaria, da consentire anche oggi agli amanti del buon vino - come a suo tempo Don Giovanni - di brindare esclamando "Eccellente Marzemino!".

Moscato Giallo -Trentino Doc
Questo vino è ottenuto da uve selezionate della varietà Moscato Giallo provenienti da zone altamente vocate. Il colore è paglierino carico con riflessi giallo verdognoli, il profumo è marcatamente aromatico, piacevolmente composito, il gusto gradevolmente dolce, pieno e leggermente acidulo.
Gradevole come aperitivo, esalta ogni tipo di pasticceria. E' importante servirlo in bicchiere grande e ad una temperatura di circa 8/10°C.


5) Fattorie di Galiga e Vetrice
Via Trieste, 3 - 50068 Rufina (FI)


Il Chianti Rufina Docg è un Chianti giovane ma con tanta tradizione: già nel 1716 il Granduca Cosimo III de' Medici ne delimitava la zona di produzione fra le quattro più pregiate della Toscana.
Le fattorie di Caliga e Vetrice sono di proprietà dei fratelli Grati e occupano un territorio di 562 ettari di terreno, di cui cento a vigneto specializzato, sulle colline fra Pontassieve e Rufina. Il legame della famiglia con la propria terra ha radici profonde, tali da farli intervenire anche sull'assetto morfologico del territorio con la creazione di due laghi: caliga e Vetrice appunto. Alternati alle viti, dodicimila piante di ulivo, il paesaggio è quanto di più toscano con gli svettanti cipressi lungo i crinali.
I vitigni tipici coltivati sono il Sangiovese, il Canalicolo e il Colorino: Insieme ad essi Malvasia, Trebbiano, Cabernet e Merlot.

I Grati coltivano e producono vino Chianti Rufina e olio da cinque generazioni. La cinquecentesca villa di Vetrice si è sviluppata intorno ad un antica torre del XIII secolo. La tradizione continua e gli attuali discendenti non scendono più a Firenze con il carro trainato dai maestosi buoi bianchi per consegnare i famosi fiaschi di Chianti Rufina ma accolgono i visitatori nella sala di degustazione della fattoria, composta oltre che dalla cantina, dalla vinsantaia, dagli edifici rustici e dalla cappella privata di famiglia. Un'ospitalità dal sapore genuino come lo sono i sapori di questa terra toscana.

Chianti Rufina Campitorti docg
è composto da uve Sangiovese (90%), Lanaiolo (7%) e Colorino (3%).
Il Chianti Rufina Riserva può essere imbottigliato dopo due anni di invecchiamento in botte con affinamento in bottiglia per almeno tre mesi.
Colore rosso rubino tendente al granato con l'invecchiamento, profumo vinoso intenso che assume sentori eterei col tempo; gusto asciutto giustamente tannico che maturando si affina.
Abbinamento con grigliate di carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.