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Ortica

di Pier Luigi Nanni

Il nome URTICA deriva dal latino ‘urere’, bruciare, con riferimento al tatto, per i noti peli urticanti delle foglie. Appartiene alla famiglia delle ‘URTICACEAE’; ordine delle ‘ROSALES’; classe delle ‘DICOTILEDONI’; sottodizione delle ‘ANGIOSPERME’ e divisione delle ‘SPERMATOFITE’. Con la denominazione di ortiche s’intendono varie specie di urticaceae delle quali le due più comuni sono ‘URTICA DIOICA’ e ‘URTICA URENS’, conosciute principalmente per la loro funzione urticante. L’ortica è una pianta sciofila che cresce principalmente nelle regioni temperate di Europa, Asia e nord America, vicino a case, lungo i viottoli, tra i detriti, nel boschi ed in prossimità delle malghe alpine, fino a una quota di 2400.
Vegeta a mezzombra, negli incolti, nei boschi e lungo le strade, sulle sonde dei fossi e soprattutto nelle aree antropizzate e su terreni ricchi di azoto, il cui PH più idoneo per la crescita, è compreso tra 5,5 e 8. Pianta erbacea caducifoglia, l’ortica possiede un fusto eretto quadrangolare alto da 30 a 150 cm, con foglie verde intenso, opposte e ovali, lunghe da 5 a 10 cm. Le foglie e i steli dell’ortica sono provvisti di due specie di peli: gli ‘urticanti’, di circa 3 mm, e i ‘setosi’, piccoli e definiti peluria.

Gli urticanti sono costituiti da un serbatoio di base il quale si allunga in un tubo poco appuntito e chiuso in punta da un ‘tappo’ sferico di silicato che, se urtato, si spezza: i serbatoi scaricano parte del contenuto costituito da acido formico e ammine biogene urticanti quali istamina, colina e serotonina. L’ortica è una pianta che ha antiche e profonde tradizioni alimentari e fitoterapeutiche, anche se non tutte le sostanze e i principi attivi sono stati studiati a fondo, ma ciò non ha impedito un largo uso della stessa, sia come alimento che a scopo curativo.

Principali principi attivi identificati e riconosciuti:

- flavonoidi, clorofilla, sostanze azotate, scopoletina, triperteni; inoltre carotenoidi come beta-carotene, xantofille, licopene; acidi essenziali quali formico, acetico, ascorbico, citrico, folico, pantotenico; amine: istamine, acetilcolina, serotonina; sterali: beta-sitosterolo e beta-sitosterolo 3 glucoside; oli essenziali: chetoni, metileptenone e acetoferone.

UTILIZZI DELL’ORTICA
L’ortica è una delle specie officinali più anticamente conosciuta e utilizzata.
Diffusa, e non del tutto abbandonata, era la pratica dell’urticazione contro i reumatismi, che consisteva nel battere con le ortiche appena raccolte, una zona della pelle fino a provocare un’intensa irritazione, allo scopo di agire beneficamente tramite l’apporto di acido formico attirando più sangue nella zona dolorante. La lunga storia che si perde nella notte dei tempi dell’uso domestico dell’ortica come rimedio, riporta a quelle che sono ritenute le sue principali proprietà: depurative, diuretiche, antianemiche, astringenti, toniche, ipoglicemizzanti, antiasmatiche, golattogoghe, antiemorragiche e antireumatiche.

DERMOCOSMESI
Oltre alle riconosciute proprietà medicinali, l’ortica presenta anche ineguagliabili virtù cosmetiche e derma funzionali: cicatrizzante, revulsiva, sostantivanti, anti seborroica, antiforfora e corroborante alla crescita dei capelli e ripristino del cuoio capelluto, in quanto stimolante delle papille pilifere.

USO TESSILE
Dai fusti della pianta matura, raccolti e macerati, si ricava una fibra tessile utilizzata per fabbricare stringhe ma anche tessuti. In Europa centrale, le fibre dell’ortica, molto simili al lino [linum usitatissimum L.], ed alla canapa [cannabis sativa L.], furono utilizzate per la produzione tessile prima dell’introduzione del cotone [gossypium sp.]. Una delle notizie più interessanti è che migliaia di uniformi usate dalle armate di Napoleone, erano state tessute utilizzando l’ortica, così come per le uniforme dell’esercito tedesco durante il secondo conflitto mondiale. A partire dalla metà degli anni ’90, la ricerca di fibre a basso impatto ambientale ”alternative” al cotone, ha determinato un nuovo interesse per l’ortica, soprattutto in Germania, Austria e Finlandia. La fibra, simile a quella del lino, possiede interessanti caratteristiche antistatiche, traspiranti e termoregolatrici. Le stoffe ricavate dalle fibre di ortica sono particolarmente resistenti e morbide. I tessuti attualmente disponibili in Germania, sono misto ortica-cotone, con un contenuto in ortica variabile tra il 5 ed il 10%.

IN CUCINA
E’ assolutamente sconsigliabile l’utilizzo delle foglie fresche in insalata, anche se in poco tempo dopo la raccolta la capacità urticante si riduce notevolmente, pur conservando una accertata ridotta capacità irritante. Le foglie essiccate, da cui si può ottenere anche un piacevole tea, sono ottime per zuppe e minestre con riso, farro, orzo e cereali simili, passati, frittate e ripieni. Occorre praticare una rapidissima sbollentatura per eliminare tutto il prodotto urticante contenuto nei serbatoi. L’ortica è il miglior colorante per ottenere paste “verdi” e quanto altro vuole una funzione gastronomica e decorativa insieme. Degna sostituta degli spinaci per la preparazione di tagliatelle, cannelloni, tortellini e contorni vari stufati in padella.

STUDI PER LA VALORIZZAZIONE DELL’ORTICA

Il progetto di ricerca e sperimentazione relativo a “Studio e Valorizzazione di specie di Ortica tipica del Comprensorio Emiliano”, si sviluppa con la fondamentale collaborazione dell’associazione “Amici dell’Ortica” del comune di Malalbergo, in provincia di Bologna, e finanziato dall’Assessorato dell’Agricoltura della Regione Emilia Romagna. Da qui è nata l’idea di una ricerca varietale e tecnologica per l’individualizzazione delle cultivar di ortica che meglio si prestino allo sviluppo di processi di trasformazione della materia prima con l’obiettivo di implementare l’utilizzo di questa pianta nel panorama alimentare, con la centralità sia del settore agricolo che industriale. Inoltre, lo sviluppo di coltivazioni alimurgiche si inserisca nell’ottica di uno sviluppo per un’agricoltura a basso impatto ambientale. La ricerca è indirizzata anche verso lo sviluppo di integratori e alimenti funzionali ad alto valore aggiunto, col miglioramento dei metodi analitici per la determinazione e l’attività di componenti nutroceutici.
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