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5a Edizione del Premio Giovanni Rebora

di Virgilio Pronzati

Il professor Giovanni Rebora oltre ad essere stato uno dei maggiori esperti internazionali di Storia economica e di Storia agraria medievale, va ricordato per come trasmetteva ai laureandi e non, la sua enorme conoscenza con disarmante semplicità.  Aveva il dono di comunicare le cose più complesse in modo capibile a tutti.  Anche in genovese.  Uomo di sicura sincerità e onestà intellettuale odiava le persone false, pettegole e imbroglioni. Burbero ma simpatico, si è sempre reso disponibile anche per eventi minori o più modesti. 

E proprio per ricordarlo al meglio, la famiglia Carbone proprietaria dello storico ristorante Manuelina di Recco insieme a Federico Rebora figlio di Giovanni, gli ha dedicato un prestigioso premio letterario che porta il suo nome, da assegnare annualmente ad autori di opere di carattere storico-gastronomico.  Oggi il premio dedicatogli è giunto alla quinta edizione.  La formula, le finalità e la regia della manifestazione non sono cambiate, ma l’assenza dei compianti Maria Rosa e Gianni Carbone si è fatta sentire. Da sempre al timone del Manuelina, entrambi hanno valorizzato in Italia e all’estero sia la classica Focaccia di Recco, da qualche anno IGP, sia la gastronomia ligure e nazionale. Il loro grande patrimonio fatto di successi, sacrifici, tanto impegno e lavoro, l’hanno trasmesso a figli che da anni contribuiscono alla sua meritata notorietà.

Prima di sedersi a tavola per gustare alcuni piatti d’autore dello chef Marco Pernati, i numerosi ospiti hanno assaporato molteplici golosità del Manuelina e dei selezionati fornitori del locale.  Nel corso della serata, sono stati premiati i vincitori di questa quinta edizione del Premio Rebora. Prima della cerimonia di premiazione un doveroso ricordo di Giovanni Carbone, mancato lo scorso gennaio e grande amico di Rebora.  Condotta dal bravo Paolo Povero, la serata della consegna del prestigioso riconoscimento, è stata preceduta dagli applauditi interventi di Federico Rebora, dal professor Antonio Montanari e dal presidente della giuria Paolo Lingua.

Per la sezione Autori sono stati premiati Piercarlo Grimaldi e Maura Picciau con “Popoli senza frontiere. Cibi e riti delle minoranze linguistiche storiche d’Italia” di Slow Food Editore. Per “Giovane Ricercatore”: Federico Chiara con la tesi “Panis angelicus. Storia della gastromorale cristiana fra tarda antichità e medioevo”. Per il premio alla carriera è andato, meritatissimo, a Enzo Bianchi fondatore della Comunità Monastica di Bose. Uomo di straordinaria modestia e altrettanta umanità e cultura.  

A premiare i vincitori con il classico “Testo” (tegame in rame stagnato per cuocervi la focaccia di Recco col formaggio), Federico Rebora, il vicesindaco Gian Luca Buccilli e il professor Antonio Montanari.   Tra i molti invitati, personalità del mondo economico e politico, noti ristoratori e enotecari, numerosi giornalisti tra cui Paolo Massobrio, Mara Musante e Pietro Tarallo. 


I vini e le golosità in terrazza e a tavola:

I vini friulani della Tenuta Stella di Dolegna del Collio, Il Cinque Terre 2016 dell’Az. Agr. La Polenza di Monterosso, La Tartare di scottona nostrana (Cabannina) del nostro macellaio Roberto, I salumi della macelleria Giacobbe di Sassello, I formaggi del caseificio Val d’Aveto, Il Salva Cremasco dell’Az. Agr. Carioni di Trescore Cremasco, Sgombro e Chutney dello chef Marco Pernati. Dal Manuelina:  L’Arcinboldo, insalata di Andrea Bavestrello, La focaccia col formaggio di Simone Pizzorno, Il Cappon magro e le focacce gourmet.

A tavola: Taglierini alla chitarra con fondente di baccalà. Crema di porri e polvere di liquirizia. Cotton cheese cake, mousse di cioccolato Jivara e fave di cacao con composta al rabarbaro e gelee di frutti esotici.

 

Da sinistra: Gloria Carbone, Enzo Bianchi, Antonio Montanari, Federico Rebora e Paolo Povero

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