A Modest Proposal
Il destino del “Tesoretto” è stato deciso: il Presidente del Consiglio ha fatto il suo solito discorso borbottato, fumoso e ampolloso, dal quale si è capito con chiarezza che vi sarà un’equa spartizione di questo denaro in sovrappiù tra tutti i bisognosi su scala nazionale (senza peraltro ovviamente entrare nei dettagli, e così son capaci tutti). Eppure io un’idea alternativa l’avrei avuta per l’uso di questi soldini, un uso che sarebbe servito al Governo per attutire gli effetti più immediati di una misura che, nel breve periodo, potrebbe portare benefici a tutti secondo un meccanismo a cascata.
La misura si chiama BENZINA A UN EURO. Pensateci bene: senza perdere tempo a fare tavoli, controtavoli, convocare parti sociali, ingenerare litigi, da domani, per Decreto Legge, BENZINA A UN EURO. Il costo dell’avviamento dell’operazione lo si ripiana con il Tesoretto. Se la benzina ora costa 1,30 euro, con BENZINA A UN EURO ci si ritroverebbe un litro e mezzo di benzina regalato ogni cinque fatti. In pratica un euro e mezzo risparmiato su cinque pagati. In pratica 30 euro su 100. In pratica, chi fa qualche migliaio di chilometri al mese si ritroverebbe un gruzzoletto in tasca niente male. E che farebbe con codesti soldini? Li spenderebbe, è chiaro. Spendendo soldi lo Stato incassa tramite le tasse indirette. Ed ecco il ritorno nel medio termine delle mancate entrate.
BENZINA A UN EURO: non solo i privati automobilisti fanno benzina. Anche tutto il trasporto di merci basato sulla gomma (ce l'abbiamo, ce lo dobbiamo tenere, e chi riesce più a fare una ferrovia?) fa benzina, o gasolio che sia. E qui BENZINA A UN EURO abbasserebbe significativamente i costi di trasporto, trascinando dietro di sé un abbassamento del prezzo della merce trasportata. E anche il pensionato non auto munito è quindi sistemato, perché BENZINA A UN EURO genera benefici a cascata anche per lui in modo indiretto: le auto blu costerebbero meno, il carburante sprecato dalle auto di Polizia e Carabinieri per impressionare i cittadini comuni mortali con le loro sirene spiegate non inciderebbe così tanto sul budget dei corpi a difesa dello Stato. Si potrebbero così aumentare le pensioni a tutti, e chissenefrega degli scaloni.
Il vantaggio sarebbe anche per le imprese, altro che cuneo fiscale, che poi cosa fosse non si è mai capito. Risparmio sugli spostamenti significa più soldi in tasca all’azienda, significa investimenti, magari significa anche aumento di stipendi. Significa che il padrone è più ricco, e un padrone più ricco è un padrone più contento e tratta meglio i suoi dipendenti.
Sono dunque evidenti i vantaggi di BENZINA A UN EURO: non è che si farebbe molta più benzina, ma quella che già si fa costerebbe meno, creando tanti milioni di Tesoretti pronti a essere investiti proporzionalmente, secondo censo, in consumi o in risparmi, e lo Stato incassa sia da una parte che dall’altra.
Quindi, per rimettere in moto l’economia senza troppi mal di testa, la risposta è una sola: BENZINA A UN EURO. Crea entrate di ritorno senza fibrillazioni nella maggioranza e senza necessità di voti di fiducia. E anche l’opposizione, una volta tanto, applaudirebbe, perchè è impossibile essere contro BENZINA A UN EURO.
Per un Paese migliore, dunque, non c’è che una soluzione: BENZINA A UN EURO.