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Il bombarolo

Oggi termina il Tour de France, il massimo per quanto riguarda gli appassionati di ciclismo, a pari livello con una corsa che si svolge per diversi chilometri sul pavè e che si chiama Parigi-Roubaix.
Anche quest'anno ho cercato di guardarmi qualche tappa. Amo il ciclismo, perché quando qualche anno fa andavo in bicicletta con maggiore regolarità provavo delle sensazioni uniche. Ma quanta fatica.

Forse è per questo che quando posso e quando mi ricordo non mi perdo i tapponi alpini, dolomitici, pirenaici, le cotes, i muur e il pavè. Corro anch'io con loro, e mi piace. Fino all'immancabile notizia che arriva sempre, come la morte o le tasse, con assoluta certezza, sul tal campione o sul tal'altro corridore, sospettato, confesso, positivo, forse ha fatto... forse ha preso la bomba!!!
Già, la bomba. Il ciclismo, ma lo sport in generale, sembra stia diventando una raffinatissima partita tra guardie e ladri, nella quale i ladri anzichè tirare le bombe le prendono. Il ciclismo è molto esposto al fenomeno. Ogni anno, da un po' di anni, mi fregano il ciclista da tifare. Ho sofferto con Ivan Basso per anni, al Tour, che perdeva sempre dal super sospettato Armstrong, che in quanto a sospetti si era messo dietro pure uno come Ullrich: poi, quando è venuto il suo momento era bombato anche lui.
Ma lo sarà stato davvero? Lo sono poi tutti? Ma perché?
Perchè bisogna fregare tutta quella gente che partecipa a queste giornate, che si macina chilometri, aspetta con trepidazione il passaggio, per vederli per pochi secondi, per poi scomparire dietro un tornante, una curva, o più semplicemente in fondo a un rettilineo, per ritrovarli il giorno dopo in prima pagina scoperti con le mani nella bomba?
Questo Tour de France è stato esemplare: una specie di eroe nazionale francese, che però era ucraino, come Vinokourov, ha sputtanato sé stesso e la sua squadra, almeno fino a prova contraria, perché ci sono le analisi, e le controanalisi, i sospetti, e le cose... Poi la maglia gialla, vince una tappa andando in salita come una moto e il giorno dopo non lo fanno partire perché ha saltato i controlli antidoping... Perché uno l'ha visto in Italia mentre avrebbe dovuto essere in Messico...
Vi odio tutti, maledetti bombaroli, fino alla prossima corsa, quando dimenticherò tutto e perdonerò tutto, per vedervi ancora arrampicarvi lungo le montagne e sperare che questa volta il mio campione non sarà colto con le mani nella bomba...

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Comments

Ciao bombarolo, ben tornato ! :-)

Ciao, Riccardo, bentornato anche da parte mia.

Come te, sono un "vecchio" suiveur del ciclismo, e faccio sempre più fatica ad appassionarmi, visto che la cornaca della tappa somiglia sempre di più a quella giudiziaria.

La sensazione è che siano veramente ben pochi quelli che si salvano, dai professionisti alle categorie amatoriali, per non parlare dei giovani ansiosi di emergere.

Purtroppo non ho ricette da suggerire per venire a capo del problema, né penso che la cosa sia risolvibile in tempi brevi, con un repulisti generale.

Sicuramente un programma di corse sempre più intenso, interessi economici sempre più importanti non aiuteranno l'ambiente del ciclismo nell'opera di risanamento, a mio parere.

Giuliano Boni

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