" /> A Modest Proposal: November 2007 Archives

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November 29, 2007

Sul ponte sventola...

La legge elettorale è una cosa seria.
E' l'insieme delle norme che regola il modo in cui vengono eletti i governanti di una Nazione.
E' quindi cosa buona e giusta che sia buona e giusta.

Ma come fare perchè sia così?
Una legge elettorale dovrebbe, in linea teorica, garantire anzitutto la governabilità di una nazione. Cioè, chi vince governa, ma per davvero, e gli altri fanno l'opposizione.
Ma se chi vince, poi, traccheggia e non governa, allora non c'è legge elettorale che tenga. Inutile ispirarsi a Spagna, Germania, Francia, parlare di proporzionale, uninominale, maggioritario, con o senza coalizioni, con o senza premi di maggioranza.
Alcune sere fa, a Matrix, hanno riproposto le immagini, risalenti al 1994 se non sbaglio, di un palco sul quale erano presenti i leader del Centrodestra. Sapete chi erano? Esatto, Berlusconi, Bossi, Fini, Casini, c'era anche Buttiglione, ma è marginale. Il Centrodestra ha vinto e perso elezioni nel corso di questi anni. Eppure, anche di fronte alle sconfitte, nessuno dei leader sopracitati ha mai pensato, orrore, di dimettersi e lasciare spazio ad altri. Fini perde pezzi di partito ma non mi risulta ne stia acquisendo. Berlusconi non può dimettersi perchè il partito è suo e perchè ormai deve perpetuare se stesso.
E allora a che serve votare se chi perde continua a restare in campo? Se anche la sconfitta è sempre qualcosa da raccontare in termini di "abbiamo perso, ma...". Se anche la sconfitta non viene colta come un'occasione di rinnovamento?
Non è un problema di leggi elettorali ma di uomini. Di volontà di fare il bene comune. Di intendere la politica non come una rendita, un vitalizio, ma come un mandato del popolo, come dovrebbe essere.
Votare scheda bianca? Anche se lo facessero tutti pensate che cambierebbe qualcosa?
Una soluzione provocatoria ci sarebbe: votare lo sconosciuto, gli ultimi della lista. Votare uomini di cui mai si è sentito parlare appartenenti a quei partiti che mai entrano in Parlamento. Se si vuole mandare tutti, o una gran parte di essi, a casa è l'unico sistema, e ha il vantaggio di essere perfettamente legale.
Mi chiederete: "E se questi non sono in grado di governare?". Vi rispondo: "Perchè, quelli che ci sono passati davanti negli ultimi anni lo sono?".

November 21, 2007

Casta, parrucconi & C.

I nostri politici sono il bersaglio numero uno del malfunzionamento del Paese.
In fondo si cerca sempre un capro espiatorio, è un fatto umano, forse non corretto, del quale anche io sono vittima, ci mancherebbe altro.
Oggi sono passato davanti a una piccola manifestazione contro il Ministro Mussi, anche lui capro espiatorio di qualcosa. E' tutto più difficile, ormai. Una volta il capro espiatorio era Andreotti, poi Craxi, poi Berlusconi. Oggi lo sono tutti, a destra e a sinistra. Certo, se avessimo abbattuto al momento giusto l'astronave proveniente da Marte che trasportava tutti questi personaggi, oggi le cose andrebbero meglio, saremmo messi meglio di tutti, perfino dei tedeschi, tanto per non andare troppo lontano.

Perchè, non lo sapevate? I nostri politici vengono da Marte, nessuno escluso. Non saremmo mica stati così fessi da votarli se fossero italiani come tutti noi che ce ne lamentiamo.
Anche io, come molti di noi, amo spesso semplificare la realtà, talvolta sbagliando la mira, l'alzo e perfino il bersaglio. Però non posso negare che la sensazione che in Italia di caste non ce ne sia una ma bensì un milione. Si annidano ovunque. Sono piccoli centri di potere, dove la gestione è finalizzata al solo potere, piccolo o grande che sia, contrapposta all'efficienza del sistema. L'infermiera che aspetta le undici e trenta per vedere un oroscopo in televisione dicendo a chi arriva di aspettare un attimo - mi è capitato di vedere anche questo in un ospedale - gestisce un suo piccolo centro di potere, in cui lei fa le regole e non risponde a niente e a nessuno. Solo colpa dei politici al vertice della piramide?
Se arrivasse un'astronave da Giove con una nuova classe politica, fatta di persone oneste, rette, intelligenti e con il bene della Nazione come obiettivo numero uno, probabilmente si scontrerebbe con questo tipo di realtà e ne uscirebbe con le ossa rotte. Il sistema funziona se ognuno di noi cerca di farlo funzionare, piuttosto che di cercare di appropriarsi di un suo minuscolo frammento e farne il proprio dominio esclusivo in barba a tutto e tutti, dalle piccole alle grandi cose. Solo allora potremo veramente prendercela con chi ci governa: ma se mai fossimo arrivati a quel punto, probabilmente, non avremmo più nessuno con cui prendercela...

November 12, 2007

Nei panni di...

Se ne parlerà nei giorni a venire, poi, come al solito, tutto tornerà come prima, o quasi. Come ci spiegherebbe il miglior telegiornale nel miglior stile tragico-cronachesco-pietistico, abbiamo una famiglia distrutta da andare a riprendere con le telecamere, amici della vittima da intervistare, citofoni da inquadrare e frasi a contorno del tipo "padre pietrificato dal dolore".
Mi metto nei panni loro, di una famiglia che perde un figlio a seguito di una partita di calcio. Ce ne è da incazzarsi fino alla morte, questa è la vera tragedia, perchè il pallone è ormai una roulette russa in cui siamo tutti a rischio, e forse alla domenica diventa più ragionevole starsene a casa, perchè gli autogrill diventano luoghi pericolosissimi in cui basta un gruppo di individui con sciarpe dal colore diverso per innescare una rissa basata sul nulla, e perchè dal nulla può spuntare un poliziotto tradito dalla balistica... o dalla ballistica...

Mi metto nei panni anche di chi va allo stadio da spettatore perchè ama il pallone. Di chi fa un abbonamento alla curva o a Sky, e poi si ritrova a non poter vedere la partita perchè c'è chi arriva a sfasciare vetri antisfondamento e a minacciare cose anche peggiori se la partita verrà giocata. E la partita non si gioca. Punto.
Mi metto nei panni di chi ha assistito alla guerriglia urbana di Roma, dalle finestre o dai balconi, impotente e impaurito nel vedere ottocento persone a volto coperto e armate mettere a ferro e fuoco la pubblica via e non solo.
Mi metto nei panni di chi vede tutto ciò in televisione e prova per l'ennesima volta la sensazione che chi fa casino ha comunque e sempre una giustificazione valida per farlo, che se la polizia interviene o meno ci sarà sempre un politico in cerca di gloria e consenso a strumentalizzare l'accaduto, comunque sia andata.
Mi metto nei panni di chi sente, per l'ennesima volta, frasi del tipo "sono degli infiltrati", "sono pochi", e tuttavia continua a vedere ripetersi avvenimenti di questo genere. E soprattutto nei panni di chi, a fronte di una guerriglia urbana in piena regola, sente parlare di QUATTRO, dicasi quattro soli facinorosi fermati?
Mi metto anche nei panni dei romeni, o rumeni, sputtanati all'inverosimile di recente: chissà cosa diranno adesso di noi, che già ci considerano una nazione dove tutto è lecito, permesso, tollerato, giustificato.
In tutto questo mi sento però tranquillo: ho appena appreso dal Tg1 l'opinione di Rotondi e della preoccupazione del Presidente della Repubblica. Meno male che c'è chi pensa a noi...
PS Non ho sentito, ma forse perchè distratto, il pensiero del Sindaco di Roma sull'accaduto. Se qualcuno ne avesse notizia lo prego di riferirmene, altrimenti arriverei a pensare che è tanto facile prendersela con i romeni... o i rumeni...