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Nei panni di...

Se ne parlerà nei giorni a venire, poi, come al solito, tutto tornerà come prima, o quasi. Come ci spiegherebbe il miglior telegiornale nel miglior stile tragico-cronachesco-pietistico, abbiamo una famiglia distrutta da andare a riprendere con le telecamere, amici della vittima da intervistare, citofoni da inquadrare e frasi a contorno del tipo "padre pietrificato dal dolore".
Mi metto nei panni loro, di una famiglia che perde un figlio a seguito di una partita di calcio. Ce ne è da incazzarsi fino alla morte, questa è la vera tragedia, perchè il pallone è ormai una roulette russa in cui siamo tutti a rischio, e forse alla domenica diventa più ragionevole starsene a casa, perchè gli autogrill diventano luoghi pericolosissimi in cui basta un gruppo di individui con sciarpe dal colore diverso per innescare una rissa basata sul nulla, e perchè dal nulla può spuntare un poliziotto tradito dalla balistica... o dalla ballistica...

Mi metto nei panni anche di chi va allo stadio da spettatore perchè ama il pallone. Di chi fa un abbonamento alla curva o a Sky, e poi si ritrova a non poter vedere la partita perchè c'è chi arriva a sfasciare vetri antisfondamento e a minacciare cose anche peggiori se la partita verrà giocata. E la partita non si gioca. Punto.
Mi metto nei panni di chi ha assistito alla guerriglia urbana di Roma, dalle finestre o dai balconi, impotente e impaurito nel vedere ottocento persone a volto coperto e armate mettere a ferro e fuoco la pubblica via e non solo.
Mi metto nei panni di chi vede tutto ciò in televisione e prova per l'ennesima volta la sensazione che chi fa casino ha comunque e sempre una giustificazione valida per farlo, che se la polizia interviene o meno ci sarà sempre un politico in cerca di gloria e consenso a strumentalizzare l'accaduto, comunque sia andata.
Mi metto nei panni di chi sente, per l'ennesima volta, frasi del tipo "sono degli infiltrati", "sono pochi", e tuttavia continua a vedere ripetersi avvenimenti di questo genere. E soprattutto nei panni di chi, a fronte di una guerriglia urbana in piena regola, sente parlare di QUATTRO, dicasi quattro soli facinorosi fermati?
Mi metto anche nei panni dei romeni, o rumeni, sputtanati all'inverosimile di recente: chissà cosa diranno adesso di noi, che già ci considerano una nazione dove tutto è lecito, permesso, tollerato, giustificato.
In tutto questo mi sento però tranquillo: ho appena appreso dal Tg1 l'opinione di Rotondi e della preoccupazione del Presidente della Repubblica. Meno male che c'è chi pensa a noi...
PS Non ho sentito, ma forse perchè distratto, il pensiero del Sindaco di Roma sull'accaduto. Se qualcuno ne avesse notizia lo prego di riferirmene, altrimenti arriverei a pensare che è tanto facile prendersela con i romeni... o i rumeni...

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Bentornato Modest.

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