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    <title>A Modest Proposal</title>
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    <updated>2007-12-03T22:10:08Z</updated>
    
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    <title>Va bene... continuiamo così...</title>
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    <published>2007-12-03T22:02:00Z</published>
    <updated>2007-12-03T22:10:08Z</updated>
    
    <summary>... Facciamoci del male. Chi guarda Report, la domenica sera su Raitre, ha modo di chiudere il weekend da incazzato e iniziare la nuova settimana da incazzato. La eccellente redazione inanella infatti, settimana dopo settimana, brillanti inchieste in cui ne...</summary>
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        <category term="L&apos;importanza di essere avanti" />
    
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        <![CDATA[<p>... Facciamoci del male.<br />
Chi guarda Report, la domenica sera su Raitre, ha modo di chiudere il weekend da incazzato e iniziare la nuova settimana da incazzato.<br />
La eccellente redazione inanella infatti, settimana dopo settimana, brillanti inchieste in cui ne vengono fuori di cotte e di crude.<br />
Il problema è che sarebbe meglio che non ci fosse nessuna trasmissione come Report.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Già. Incazzature diffuse a parte per quello che si vede, trasmissioni come Report fanno crescere nello spettatore due tipi differenti di pensiero.<br />
Il primo è del tipo: vivo davvero in un Paese di xxxxx, non c'è speranza alcuna, questi li beccano e fanno nomi e cognomi e sembra non succedere mai nulla. Risultato: depressione, sfiducia, angoscia, diffidenza.<br />
Il secondo è del tipo: vivo davvero in un Paese di xxxxx, on c'è speranza alcuna, questi li beccano e fanno nomi e cognomi e sembra non succedere mai nulla. MA IL PIU' FESSO SONO IO? Risultato: ci provo pure io...<br />
Dite che sono troppo estremo, oppure troppo tranchant?<br />
La speranza è l'ultima a morire, è vero, ma a volte viene davvero voglia di chiudere i boccaporti e sognare di vivere in un Paese dove la mozzarella è meno buona ma almeno la gente non fa ricorso all'autovelox come se fosse un diritto sancito dalla Costituzione...</p>]]>
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    <title>Sul ponte sventola...</title>
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    <published>2007-11-29T08:26:53Z</published>
    <updated>2007-11-29T08:50:08Z</updated>
    
    <summary>La legge elettorale è una cosa seria. E&apos; l&apos;insieme delle norme che regola il modo in cui vengono eletti i governanti di una Nazione. E&apos; quindi cosa buona e giusta che sia buona e giusta....</summary>
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        <category term="Il lillipuziano" />
    
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        <![CDATA[<p>La legge elettorale è una cosa seria.<br />
E' l'insieme delle norme che regola il modo in cui vengono eletti i governanti di una Nazione.<br />
E' quindi cosa buona e giusta che sia buona e giusta.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Ma come fare perchè sia così?<br />
Una legge elettorale dovrebbe, in linea teorica, garantire anzitutto la governabilità di una nazione. Cioè, chi vince governa, ma per davvero, e gli altri fanno l'opposizione.<br />
Ma se chi vince, poi, traccheggia e non governa, allora non c'è legge elettorale che tenga. Inutile ispirarsi a Spagna, Germania, Francia, parlare di proporzionale, uninominale, maggioritario, con o senza coalizioni, con o senza premi di maggioranza.<br />
Alcune sere fa, a Matrix, hanno riproposto le immagini, risalenti al 1994 se non sbaglio, di un palco sul quale erano presenti i leader del Centrodestra. Sapete chi erano? Esatto, Berlusconi, Bossi, Fini, Casini, c'era anche Buttiglione, ma è marginale. Il Centrodestra ha vinto e perso elezioni nel corso di questi anni. Eppure, anche di fronte alle sconfitte, nessuno dei leader sopracitati ha mai pensato, orrore, di dimettersi e lasciare spazio ad altri. Fini perde pezzi di partito ma non mi risulta ne stia acquisendo. Berlusconi non può dimettersi perchè il partito è suo e perchè ormai deve perpetuare se stesso.<br />
E allora a che serve votare se chi perde continua a restare in campo? Se anche la sconfitta è sempre qualcosa da raccontare in termini di "abbiamo perso, ma...". Se anche la sconfitta non viene colta come un'occasione di rinnovamento?<br />
Non è un problema di leggi elettorali ma di uomini. Di volontà di fare il bene comune. Di intendere la politica non come una rendita, un vitalizio, ma come un mandato del popolo, come dovrebbe essere.<br />
Votare scheda bianca? Anche se lo facessero tutti pensate che cambierebbe qualcosa?<br />
Una soluzione provocatoria ci sarebbe: votare lo sconosciuto, gli ultimi della lista. Votare uomini di cui mai si è sentito parlare appartenenti a quei partiti che mai entrano in Parlamento. Se si vuole mandare tutti, o una gran parte di essi, a casa è l'unico sistema, e ha il vantaggio di essere perfettamente legale.<br />
Mi chiederete: "E se questi non sono in grado di governare?". Vi rispondo: "Perchè, quelli che ci sono passati davanti negli ultimi anni lo sono?".</p>]]>
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    <title>Casta, parrucconi &amp; C.</title>
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    <published>2007-11-21T11:49:51Z</published>
    <updated>2007-11-21T12:06:15Z</updated>
    
    <summary>I nostri politici sono il bersaglio numero uno del malfunzionamento del Paese. In fondo si cerca sempre un capro espiatorio, è un fatto umano, forse non corretto, del quale anche io sono vittima, ci mancherebbe altro. Oggi sono passato davanti...</summary>
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        <category term="L&apos;angolo del chissenefrega" />
    
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        <![CDATA[<p>I nostri politici sono il bersaglio numero uno del malfunzionamento del Paese.<br />
In fondo si cerca sempre un capro espiatorio, è un fatto umano, forse non corretto, del quale anche io sono vittima, ci mancherebbe altro.<br />
Oggi sono passato davanti a una piccola manifestazione contro il Ministro Mussi, anche lui capro espiatorio di qualcosa. E' tutto più difficile, ormai. Una volta il capro espiatorio era Andreotti, poi Craxi, poi Berlusconi. Oggi lo sono tutti, a destra e a sinistra. Certo, se avessimo abbattuto al momento giusto l'astronave proveniente da Marte che trasportava tutti questi personaggi, oggi le cose andrebbero meglio, saremmo messi meglio di tutti, perfino dei tedeschi, tanto per non andare troppo lontano.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Perchè, non lo sapevate? I nostri politici vengono da Marte, nessuno escluso. Non saremmo mica stati così fessi da votarli se fossero italiani come tutti noi che ce ne lamentiamo.<br />
Anche io, come molti di noi, amo spesso semplificare la realtà, talvolta sbagliando la mira, l'alzo e perfino il bersaglio. Però non posso negare che la sensazione che in Italia di caste non ce ne sia una ma bensì un milione. Si annidano ovunque. Sono piccoli centri di potere, dove la gestione è finalizzata al solo potere, piccolo o grande che sia, contrapposta all'efficienza del sistema. L'infermiera che aspetta le undici e trenta per vedere un oroscopo in televisione dicendo a chi arriva di aspettare un attimo - mi è capitato di vedere anche questo in un ospedale - gestisce un suo piccolo centro di potere, in cui lei fa le regole e non risponde a niente e a nessuno. Solo colpa dei politici al vertice della piramide?<br />
Se arrivasse un'astronave da Giove con una nuova classe politica, fatta di persone oneste, rette, intelligenti e con il bene della Nazione come obiettivo numero uno, probabilmente si scontrerebbe con questo tipo di realtà e ne uscirebbe con le ossa rotte. Il sistema funziona se ognuno di noi cerca di farlo funzionare, piuttosto che di cercare di appropriarsi di un suo minuscolo frammento e farne il proprio dominio esclusivo in barba a tutto e tutti, dalle piccole alle grandi cose. Solo allora potremo veramente prendercela con chi ci governa: ma se mai fossimo arrivati a quel punto, probabilmente, non avremmo più nessuno con cui prendercela...</p>]]>
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    <title>Nei panni di...</title>
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    <published>2007-11-12T12:46:37Z</published>
    <updated>2007-11-12T13:08:50Z</updated>
    
    <summary>Se ne parlerà nei giorni a venire, poi, come al solito, tutto tornerà come prima, o quasi. Come ci spiegherebbe il miglior telegiornale nel miglior stile tragico-cronachesco-pietistico, abbiamo una famiglia distrutta da andare a riprendere con le telecamere, amici della...</summary>
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        <![CDATA[<p>Se ne parlerà nei giorni a venire, poi, come al solito, tutto tornerà come prima, o quasi. Come ci spiegherebbe il miglior telegiornale nel miglior stile tragico-cronachesco-pietistico, abbiamo una famiglia distrutta da andare a riprendere con le telecamere, amici della vittima da intervistare, citofoni da inquadrare e frasi a contorno del tipo "padre pietrificato dal dolore".<br />
Mi metto nei panni loro, di una famiglia che perde un figlio a seguito di una partita di calcio. Ce ne è da incazzarsi fino alla morte, questa è la vera tragedia, perchè il pallone è ormai una roulette russa in cui siamo tutti a rischio, e forse alla domenica diventa più ragionevole starsene a casa, perchè gli autogrill diventano luoghi pericolosissimi in cui basta un gruppo di individui con sciarpe dal colore diverso per innescare una rissa basata sul nulla, e perchè dal nulla può spuntare un poliziotto tradito dalla balistica... o dalla ballistica...</p>]]>
        <![CDATA[<p>Mi metto nei panni anche di chi va allo stadio da spettatore perchè ama il pallone. Di chi fa un abbonamento alla curva o a Sky, e poi si ritrova a non poter vedere la partita perchè c'è chi arriva a sfasciare vetri antisfondamento e a minacciare cose anche peggiori se la partita verrà giocata. E la partita non si gioca. Punto.<br />
Mi metto nei panni di chi ha assistito alla guerriglia urbana di Roma, dalle finestre o dai balconi, impotente e impaurito nel vedere ottocento persone a volto coperto e armate mettere a ferro e fuoco la pubblica via e non solo.<br />
Mi metto nei panni di chi vede tutto ciò in televisione e prova per l'ennesima volta la sensazione che chi fa casino ha comunque e sempre una giustificazione valida per farlo, che se la polizia interviene o meno ci sarà sempre un politico in cerca di gloria e consenso a strumentalizzare l'accaduto, comunque sia andata.<br />
Mi metto nei panni di chi sente, per l'ennesima volta, frasi del tipo "sono degli infiltrati", "sono pochi", e tuttavia continua a vedere ripetersi avvenimenti di questo genere. E soprattutto nei panni di chi, a fronte di una guerriglia urbana in piena regola, sente parlare di QUATTRO, dicasi quattro soli facinorosi fermati?<br />
Mi metto anche nei panni dei romeni, o rumeni, sputtanati all'inverosimile di recente: chissà cosa diranno adesso di noi, che già ci considerano una nazione dove tutto è lecito, permesso, tollerato, giustificato.<br />
In tutto questo mi sento però tranquillo: ho appena appreso dal Tg1 l'opinione di Rotondi e della preoccupazione del Presidente della Repubblica. Meno male che c'è chi pensa a noi...<br />
PS Non ho sentito, ma forse perchè distratto, il pensiero del Sindaco di Roma sull'accaduto. Se qualcuno ne avesse notizia lo prego di riferirmene, altrimenti arriverei a pensare che è tanto facile prendersela con i romeni... o i rumeni...</p>]]>
    </content>
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    <title>Le so tutte!!!</title>
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    <published>2007-08-21T16:20:42Z</published>
    <updated>2007-08-21T22:48:23Z</updated>
    
    <summary>Incursione sul sito www.leggonline.it, dove posso vedere le ultime agenzie Adnkronos. Sono le ore 18.10, e vengo fulminato da una serie di news... Seguitemi......</summary>
    <author>
        <name>Riccardo Modesti</name>
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    </author>
    
        <category term="L&apos;importanza di essere avanti" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/modest-proposal/">
        <![CDATA[<p>Incursione sul sito www.leggonline.it, dove posso vedere le ultime agenzie Adnkronos.<br />
Sono le ore 18.10, e vengo fulminato da una serie di news... Seguitemi...</p>]]>
        <![CDATA[<p>18.05: "CDL: Prodi, PDL in un solo giorno? C'è chi può...". Dice così perchè è invidioso, perchè c'è chi in quattro e quattr'otto si fa un partito senza dover passare le forche caudine di candidature, primarie, controprimarie, pantheon, ricorsi, Pannella, Di Pietro...<br />
18.00: "Partiti: Prodi, non andrò a nessuna festa". Il solito guastafeste rompiscatole un po' musone per giunta... Due esternazioni in cinque minuti... Niente male...<br />
17.51: "CDL: Bindi, per fare PDL Berlusconi va solo dal notaio". Meno male che non rogita una nuova villa... O forse sarebbe stato meglio...<br />
17.49: "Fisco: Ferrero, alzare tasse su rendite finanziarie compresi i BOT". Un gran genio, con la Borsa di questi giorni... peccato Ferrero non sia quello della Nutella e degli ovetti Kinder ma uno che non sa mai bene quello che dice...<br />
16.42: "CDL: Brambilla ha già registrato marchio Partito delle Libertà". E ora possiamo dormire sonni tranquilli, brava Brambillona, gran paracadutata, forse più dannosa perfino di Ferrero... Provare a leggere il Giornale delle Libertà per credere... Da ex elettore di centrodestra non posso che ritenermi soddisfatto della mia scelta, se queste sono le novità...<br />
16.41: "Fisco: Grandi, si può discutere sulle agevolazioni Chiesa, ma non è una priorità". E ci mancherebbe altro, prima o poi qualche elezione arriva, fa sempre comodo poter contare sul Partito di Maggioranza Assoluta... (Grandi Alfiero, Sottosegretario all'Economia)<br />
15.49: "PD: Gawronski, Prodi intervenga per confronto tra candidati". Ma lasciatelo in pace, tanto è uno che non interviene alle feste... figurati se interviene a un confronto tra candidati...<br />
15:23: "P.I.: Damiano, applicare contratto e incentivare produttività". Parole sante, un genio. Damiano è il mio preferito nel Governo, barba e capelli sempre impeccabili... <br />
15:22: "CDL: Storace, non seguiremo errori Berlusconi e Fini". Ma di chi sta parlando?? Noi chi??<br />
15:17: "Fisco: Bonanni, lo sciopero lo fanno già gli evasori". Aridatece Pezzotta.  <br />
15:16: "Welfare: Bonanni, ora patto su infrastrutture ed energia". Un tuttologo. Come sopra.  <br />
14:54: "Lavoro: Bonanni, si' a contromanifestazione solo se bipartisan". Sarò limitato, ma che significa?? Un capolavoro. Tre Bonanni in 23 minuti, peccato non abbia proseguito le sue ferie anche oggi, del resto con il brutto tempo ci si annoia...<br />
La morale: basta distrarsi per qualche ora e il Mondo va avanti anche senza di noi... avanti???<br />
PS Non ho resistito alla storia di Prodi e della festa, così ho aperto la notizia e l'ho letta. La festa alla quale Prodi non andrà non sarà una sola ma tutte le feste di partito, perché se andasse a una qualsiasi di queste ritiene di dovere poi essere obbligato ad andare a tutte. Sarà forse per questo che gli fanno il Partito Democratico?? Così va a una festa sola. A proposito, saranno già andati pure loro sia dal notaio che a depositare il marchio???</p>]]>
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    <title>Orrore!!!</title>
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    <published>2007-08-20T17:36:34Z</published>
    <updated>2007-08-20T18:03:17Z</updated>
    
    <summary>Vi ricordate Gigi Sabani quando faceva l&apos;imitazione di Enzo Tortora e all&apos;improvviso esclamava... &quot;Orrore!!!&quot;? L&apos;orrore della politica italiana sta raggiungendo vertici di disgusto assolutamente inimmaginabili, le pantomime sono ormai spettacoli inverecondi, si riesce perfino ad andare dietro con una convinzione...</summary>
    <author>
        <name>Riccardo Modesti</name>
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        <![CDATA[<p>Vi ricordate Gigi Sabani quando faceva l'imitazione di Enzo Tortora e all'improvviso esclamava... "Orrore!!!"?<br />
L'orrore della politica italiana sta raggiungendo vertici di disgusto assolutamente inimmaginabili, le pantomime sono ormai spettacoli inverecondi, si riesce perfino ad andare dietro con una convinzione quasi irridente all'ennesimo vaniloquio dell'ennesimo leader impagliato della nostra politica, il Senatur. Impagliato, sia ben chiaro, non rispetto al suo stato di salute, ma rispetto al fatto che i nostri cosiddetti leader politici sono sempre quelli e non cambiano mai. Ormai sembrano animali impagliati.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Prendiamo il Berlusca: ha uno score di due elezioni vinte e due perse, ce ne è abbastanza per ritirarsi a vita privata soddisfatto di quello che ha fatto (e misfatto), eppure insiste. Prendiamo Fini, che continua misteriosamente a rimanere in sella nonostante batoste e scissioni. Prendiamo pure anche il Bossi, che io votai quando emerse dal nulla (lo confesso, nessun problema), come un impavido cavaliere dei frustrati settentrionali: la Lega galleggia da anni, vivacchia, rompe ogni tanto, in vista delle elezioni qualcuno straparla per ricompattare la base, soprattutto un partito ormai che fa parte del folklore, ma che ci ha regalato personaggi indimenticabili come il Calderoli o il Castelli.<br />
La cosa che quindi più mi allibisce è lo spazio che si è guadagnato Bossi con l'ennesima sparata, questa volta su un delirante sciopero fiscale da attuare non si sa bene per fare cosa, forse per mandare a casa il Governo.<br />
Non credo che sia più tollerabile il fatto che minuti di telegiornale e pagine di giornali possano essere dedicate a cose di questo genere. Se i politici ne fanno di tutti i colori, cosa dire allora dei loro cantori? Cosa dire di chi amplifica messaggi di un leader politico che ormai perpetua e rappresenta se stesso e un'idea che, se mai c'è stata, è logora e consumata? E lasciamo perdere la storia dei coloni americani...<br />
Le tasse vanno pagate, giuste o sbagliate, è la prima cosa che tiene in piedi una nazione, il senso civico. Se non si è soddisfatti delle tasse si voti un altro... E se non c'è alternativa non si voti più... Io farò così...</p>]]>
    </content>
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    <title>Il bombarolo</title>
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    <published>2007-07-29T16:17:18Z</published>
    <updated>2007-07-29T16:32:40Z</updated>
    
    <summary>Oggi termina il Tour de France, il massimo per quanto riguarda gli appassionati di ciclismo, a pari livello con una corsa che si svolge per diversi chilometri sul pavè e che si chiama Parigi-Roubaix. Anche quest&apos;anno ho cercato di guardarmi...</summary>
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        <category term="L&apos;importanza di essere avanti" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/modest-proposal/">
        <![CDATA[<p>Oggi termina il Tour de France, il massimo per quanto riguarda gli appassionati di ciclismo, a pari livello con una corsa che si svolge per diversi chilometri sul pavè e che si chiama Parigi-Roubaix.<br />
Anche quest'anno ho cercato di guardarmi qualche tappa. Amo il ciclismo, perché quando qualche anno fa andavo in bicicletta con maggiore regolarità provavo delle sensazioni uniche. Ma quanta fatica.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Forse è per questo che quando posso e quando mi ricordo non mi perdo i tapponi alpini, dolomitici, pirenaici, le cotes, i muur e il pavè. Corro anch'io con loro, e mi piace. Fino all'immancabile notizia che arriva sempre, come la morte o le tasse, con assoluta certezza, sul tal campione o sul tal'altro corridore, sospettato, confesso, positivo, forse ha fatto... forse ha preso la bomba!!!<br />
Già, la bomba. Il ciclismo, ma lo sport in generale, sembra stia diventando una raffinatissima partita tra guardie e ladri, nella quale i ladri anzichè tirare le bombe le prendono. Il ciclismo è molto esposto al fenomeno. Ogni anno, da un po' di anni, mi fregano il ciclista da tifare. Ho sofferto con Ivan Basso per anni, al Tour, che perdeva sempre dal super sospettato Armstrong, che in quanto a sospetti si era messo dietro pure uno come Ullrich: poi, quando è venuto il suo momento era bombato anche lui.<br />
Ma lo sarà stato davvero? Lo sono poi tutti? Ma perché?<br />
Perchè bisogna fregare tutta quella gente che partecipa a queste giornate, che si macina chilometri, aspetta con trepidazione il passaggio, per vederli per pochi secondi, per poi scomparire dietro un tornante, una curva, o più semplicemente in fondo a un rettilineo, per ritrovarli il giorno dopo in prima pagina scoperti con le mani nella bomba?<br />
Questo Tour de France è stato esemplare: una specie di eroe nazionale francese, che però era ucraino, come Vinokourov, ha sputtanato sé stesso e la sua squadra, almeno fino a prova contraria, perché ci sono le analisi, e le controanalisi, i sospetti, e le cose... Poi la maglia gialla, vince una tappa andando in salita come una moto e il giorno dopo non lo fanno partire perché ha saltato i controlli antidoping... Perché uno l'ha visto in Italia mentre avrebbe dovuto essere in Messico...<br />
Vi odio tutti, maledetti bombaroli, fino alla prossima corsa, quando dimenticherò tutto e perdonerò tutto, per vedervi ancora arrampicarvi lungo le montagne e sperare che questa volta il mio campione non sarà colto con le mani nella bomba...</p>]]>
    </content>
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    <title>Assente giustificato</title>
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    <published>2007-07-11T10:50:08Z</published>
    <updated>2007-07-11T10:57:42Z</updated>
    
    <summary>Artemisia si è accorta della mia assenza (grazie, a proposito) e ha posto degli interrogativi riguardo a dove fossi sparito. Filippo ha risposto descrivendo ciò che è accaduto, cioè che ho perso da poco una persona molto cara e un...</summary>
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        <name>Riccardo Modesti</name>
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        <![CDATA[<p>Artemisia si è accorta della mia assenza (grazie, a proposito) e ha posto degli interrogativi riguardo a dove fossi sparito.<br />
Filippo ha risposto descrivendo ciò che è accaduto, cioè che ho perso da poco una persona molto cara e un essere vivente che non era una persona ma al quale ero molto legato.<br />
Il periodo è stato piuttosto difficile, e non è ancora passato, perchè quando un lutto ti colpisce in pieno improvvisamente la prospettiva delle cose muta, e ci si interroga incessantemente sul senso della vita, del mondo in cui vivi e di ciò che stai facendo. Nel frattempo devi anche trovare la forza per stare al passo, chi ha già vissuto tutto ciò sa che non è facile.<br />
Tornerò presto.<br />
Vi saluto, con un arrivederci a presto.<br />
</p>]]>
        
    </content>
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    <title>Una vita da Giovanni Masotti</title>
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    <published>2007-05-16T20:53:50Z</published>
    <updated>2007-05-16T21:07:11Z</updated>
    
    <summary>Non so se lo conoscete, ma si tratta di un autentico fenomeno. Attualmente imperversa da Londra con le sue corrispondenze trasmesse sui Tiggì nazionali, prevalentemente all&apos;ora di pranzo o giù di lì. La cosa impressionante è che le sue corrispondenze...</summary>
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        <category term="Una vita da..." />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/modest-proposal/">
        <![CDATA[<p>Non so se lo conoscete, ma si tratta di un autentico fenomeno.<br />
Attualmente imperversa da Londra con le sue corrispondenze trasmesse sui Tiggì nazionali, prevalentemente all'ora di pranzo o giù di lì.<br />
La cosa impressionante è che le sue corrispondenze sono quotidiane: altro che "Qui Londra, vi parla Sandro Paternostro"!!!</p>]]>
        <![CDATA[<p>E di cosa ci parla il nostro Masotti? Beh, per fare corrispondenze quotidiane da Londra bisogna davvero spremersi le meningi. Il più delle volte si tratta di notizie del tipo "chissenefrega": quella di ieri si trattava del blog del principino William bla bla bla bla.<br />
Del resto, le corde che il Masotti riesce a pizzicare meglio sono proprio queste: notizie di costume e di chissenefrega. Ogni tanto, ahilui, gli tocca parlare anche di cose serie, e lo vedi a disagio. Di tanto in tanto, poi, tanto per farsi bello con il nostro "establishment" si scatena contro Tony Blair, un genio prima di scendere in guerra in Iraq. Ora Blair fa sempre la figura dell'imbecille: stranezze della vita. Meno male che sta per lasciare Downing Street.<br />
La cosa che però mi ha deluso è che pensavo di essere stato io lo scopritore di questo grande talento: in realtà, se in google mettete "Giovanni Masotti", scoprirete che sono ormai anni che il nostro imperversa sull'etere e che sono già stati in molti a tesserne le lodi. Il mio consiglio è, se non lo conoscete, registrarvi un Tiggì qualsiasi della fascia dell'ora di pranzo: lo troverete di sicuro, con qualche notizia irrilevante.<br />
In fondo lo invidio: a me piace Londra, e potere vivere laggiù a spese del contribuente producendo contenuti informativi senza senso deve essere una gran pacchia. God save the Queen... and Giovanni Masotti, of course!!</p>]]>
    </content>
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    <title>Andate e moltiplicatevi</title>
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    <published>2007-05-11T00:08:59Z</published>
    <updated>2007-06-07T15:01:13Z</updated>
    
    <summary>Tranquilli, non intendo parlare sull&apos;ormai noiosissimo tema del &quot;Family day&quot; (chissà perchè in inglese, forse che &quot;Giorno della famiglia&quot; suonava da festa paesana?) e dell&apos;Orgoglio Laico, di chi va o non va in piazza, di quello che dicono Prodi (nulla),...</summary>
    <author>
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        <category term="L&apos;angolo del chissenefrega" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/modest-proposal/">
        <![CDATA[<p>Tranquilli, non intendo parlare sull'ormai noiosissimo tema del "Family day" (chissà perchè in inglese, forse che "Giorno della famiglia" suonava da festa paesana?) e dell'Orgoglio Laico, di chi va o non va in piazza, di quello che dicono Prodi (nulla), Bindi o Rutelli. E non intendo parlare nemmeno del viaggio del Pontefice in Brasile, con discutibile diretta tivvù durante "Porta a porta", ma non discutibile per il Pontefice in sé (trasmettiamo le manifestazioni contro Berlusconi, e che sarà mai far vedere il Papa via satellite), quanto per l'untuosa, patetica e melliflua cronaca del Vespa nazionale e del suo codazzo. Una tristezza.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Siamo una nazione strana, l'ho già detto tante volte. Ci piace moltiplicare tutto, decentrare tutto, per potere poi dividere tutto e non raccogliere nulla. Abbiamo ben tre imbarcazioni, quasi quattro, impegnate nella Louis Vuitton Cup: siamo grandi, più grandi degli altri, sempre e comunque con le pezze al xxxx e finirà che nessuna barca manco a disputare la Coppa America arriverà. Ma non era meglio unire le forze, forse?<br />
I corsi di viticoltura ed enologia a livello nazionale stanno proliferando come funghi: così ognuno si becca risorse per sé, sempre meno ma tutte per sé, con il risultato di dover contare gli euro per fare ricerca e sfornare centinaia di enologi all'anno. Toccherà emigrare, e fare come ha appena ricordato il presidente del Senato, Marini Franco (o Francesco?), "andare in giro a fare gli albanesi perché un tempo gli albanesi eravamo noi italiani".<br />
E' appena uscito il rapporto ISMEA sul Vigneto Italia: abbiamo 477 denominazioni registrate. Chi, dunque, tra gli appassionati di vino non avuto mai il piacere di degustare un Verbicaro, un Bianco Pisano di San Torpé, un Cellatica, un Lago di Corbara o un Colli Lanuvini? Il numero delle denominazioni, peraltro, è in continuo aumento. I francesi, che sono notoriamente stupidi e incapaci nel vendere vino, stanno lavorando per diminuirle di numero, noi invece le aumentiamo. Del resto, su uno scaffale di Londra, a che servirebbe una bella IGT Italia? Meglio rischiare di avere un Controguerra, chiaramente DOC, e che diamine.<br />
Sto mescolando troppe cose? Forse, ma l'elenco potrebbe continuare all'infinito. Siamo individualisti, è un fatto. E quindi moltiplichiamo, anziché cooperare, sperando di prevalere. In realtà aumentiamo l'entropia del sistema, il cui risultato tende verso lo zero assoluto.</p>]]>
    </content>
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    <title>Arti e mestieri</title>
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    <published>2007-05-05T17:37:53Z</published>
    <updated>2007-05-05T17:58:47Z</updated>
    
    <summary>Poiché mi occupo di vino ho spesso a che fare con dei sommelier. Il mio dizionario della lingua italiana, editore De Agostini, sostiene che un sommelier è &quot;dal provenzale saumelier - conducente delle bestie da soma e in seguito domestico...</summary>
    <author>
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        <category term="Strano... ma vero" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/modest-proposal/">
        <![CDATA[<p>Poiché mi occupo di vino ho spesso a che fare con dei sommelier.<br />
Il mio dizionario della lingua italiana, editore De Agostini, sostiene che un sommelier è "dal provenzale saumelier - conducente delle bestie da soma e in seguito domestico addetto alla tavola - chi, nei ristoranti e alberghi di lusso, è addetto all'approvvigionamento e alla cura delle cantine e assiste i clienti nella scelta dei vini; anche, assaggiatore professionista di vini".</p>]]>
        <![CDATA[<p>Se confrontiamo questa definizione, peraltro credibile e sensata, con la realtà dei fatti, poiché è ormai più facile trovare un sommelier - visto che nell'accezione comune per definirsi tale, ormai, basta aver frequentato i corsi AIS, non necessariamente tutti e tre e non necessariamente dopo aver superato l'esame - che un piastrellista, abbiamo un problema. E' come se uno si definisse "un ingegnere edile" per il fatto di conoscere bene le quattro operazioni, le tabelline, magari usare una calcolatrice e avere osservato con grande attenzione la costruzione di un edificio o di un ponte sin dalle sue fondamenta.<br />
Siamo tutti sommelier: dottori, medici, avvocati, programmatori di computer. Pochi però lo sono per davvero, e fanno cioè quel lavoro descritto dalla definizione del mio dizionario: per distinguerli occorre attaccare alla parola sommelier qualcosa tipo "professionista". Ma intanto, ora che hai sentito la parola "professionista", è andata come per il figlio di Troisi in "Ricomincio da tre", quello chiamato Massimiliano, che ora che l'hai chiamato ha già attraversato la strada e ha un futuro da scostumato.<br />
Nel frattempo, dottori, medici, avvocati e programmatori di computer, ammaliati dalla apparente e stordente magica semplicità di un universo fatto di intensità, caratteristiche organolettiche, famiglie di profumi e persistenze, girano liberi per il mondo definendosi sommelier. Io, se fossi uno che la professione la fa per davvero, penso che mi sentirei un po' defraudato. Per non parlare della seconda opzione, "assaggiatore professionista": chi è costui? Di quali titoli deve disporre? Cosa lo distingue dall'"assaggiatore dilettante/amatoriale"?<br />
Di fatto sommelier lo sono pure io, intendo dire quello finto, quello che paga per acculturarsi sul vino, quello che ha nell'armadio dei vestiti acconci all'associazione di cui fa parte e per la quale paga la quota, ma che non deve lottare con fornitori, portare una divisa, lavorare nei giorni e negli orari in cui gli altri si divertono.<br />
Devo sentirmi un mistificatore? Voi cosa ne pensate? Aiutatemi a capire...</p>]]>
    </content>
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    <title>A Modest Proposal</title>
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    <published>2007-04-30T21:57:52Z</published>
    <updated>2007-04-30T22:01:42Z</updated>
    
    <summary>Il destino del “Tesoretto” è stato deciso: il Presidente del Consiglio ha fatto il suo solito discorso borbottato, fumoso e ampolloso, dal quale si è capito con chiarezza che vi sarà un’equa spartizione di questo denaro in sovrappiù tra tutti...</summary>
    <author>
        <name>Riccardo Modesti</name>
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    </author>
    
        <category term="Il lillipuziano" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/modest-proposal/">
        <![CDATA[<p>Il destino del “Tesoretto” è stato deciso: il Presidente del Consiglio ha fatto il suo solito discorso borbottato, fumoso e ampolloso, dal quale si è capito con chiarezza che vi sarà un’equa spartizione di questo denaro in sovrappiù tra tutti i bisognosi su scala nazionale (senza peraltro ovviamente entrare nei dettagli, e così son capaci tutti). Eppure io un’idea alternativa l’avrei avuta per l’uso di questi soldini, un uso che sarebbe servito al Governo per attutire gli effetti più immediati di una misura che, nel breve periodo, potrebbe portare benefici a tutti secondo un meccanismo a cascata.</p>]]>
        <![CDATA[<p>La misura si chiama BENZINA A UN EURO. Pensateci bene: senza perdere tempo a fare tavoli, controtavoli, convocare parti sociali, ingenerare litigi, da domani, per Decreto Legge, BENZINA A UN EURO. Il costo dell’avviamento dell’operazione lo si ripiana con il Tesoretto. Se la benzina ora costa 1,30 euro, con BENZINA A UN EURO ci si ritroverebbe un litro e mezzo di benzina regalato ogni cinque fatti. In pratica un euro e mezzo risparmiato su cinque pagati. In pratica 30 euro su 100. In pratica, chi fa qualche migliaio di chilometri al mese si ritroverebbe un gruzzoletto in tasca niente male. E che farebbe con codesti soldini? Li spenderebbe, è chiaro. Spendendo soldi lo Stato incassa tramite le tasse indirette. Ed ecco il ritorno nel medio termine delle mancate entrate.<br />
BENZINA A UN EURO: non solo i privati automobilisti fanno benzina. Anche tutto il trasporto di merci basato sulla gomma (ce l'abbiamo, ce lo dobbiamo tenere, e chi riesce più a fare una ferrovia?) fa benzina, o gasolio che sia. E qui BENZINA A UN EURO abbasserebbe significativamente i costi di trasporto, trascinando dietro di sé un abbassamento del prezzo della merce trasportata. E anche il pensionato non auto munito è quindi sistemato, perché BENZINA A UN EURO genera benefici a cascata anche per lui in modo indiretto: le auto blu costerebbero meno, il carburante sprecato dalle auto di Polizia e Carabinieri per impressionare i cittadini comuni mortali con le loro sirene spiegate non inciderebbe così tanto sul budget dei corpi a difesa dello Stato. Si potrebbero così aumentare le pensioni a tutti, e chissenefrega degli scaloni.<br />
Il vantaggio sarebbe anche per le imprese, altro che cuneo fiscale, che poi cosa fosse non si è mai capito. Risparmio sugli spostamenti significa più soldi in tasca all’azienda, significa investimenti, magari significa anche aumento di stipendi. Significa che il padrone è più ricco, e un padrone più ricco è un padrone più contento e tratta meglio i suoi dipendenti.<br />
Sono dunque evidenti i vantaggi di BENZINA A UN EURO: non è che si farebbe molta più benzina, ma quella che già si fa costerebbe meno, creando tanti milioni di Tesoretti pronti a essere investiti proporzionalmente, secondo censo, in consumi o in risparmi, e lo Stato incassa sia da una parte che dall’altra.<br />
Quindi, per rimettere in moto l’economia senza troppi mal di testa, la risposta è una sola: BENZINA A UN EURO. Crea entrate di ritorno senza fibrillazioni nella maggioranza e senza necessità di voti di fiducia. E anche l’opposizione, una volta tanto, applaudirebbe, perchè è impossibile essere contro BENZINA A UN EURO.<br />
Per un Paese migliore, dunque, non c’è che una soluzione: BENZINA A UN EURO.<br />
</p>]]>
    </content>
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    <title>Finestre</title>
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    <published>2007-04-24T16:46:03Z</published>
    <updated>2007-04-24T17:12:18Z</updated>
    
    <summary>La vita è difficile, e lo sappiamo bene. Ogni giorno nasconde un&apos;insidia. Una delle più feroci si cela quotidianamente in uno degli elettrodomestici più diffusi: il Personal Computer. Lui, in sé, può rompersi e basta, come gli altri elettrodomestici. Il...</summary>
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        <name>Riccardo Modesti</name>
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        <category term="Scienza... non fantascienza" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/modest-proposal/">
        <![CDATA[<p>La vita è difficile, e lo sappiamo bene. Ogni giorno nasconde un'insidia. Una delle più feroci si cela quotidianamente in uno degli elettrodomestici più diffusi: il Personal Computer.<br />
Lui, in sé, può rompersi e basta, come gli altri elettrodomestici. Il pericolo viene invece dal programma che gli permette di vivere, e il pericolo è tanto più alto se, come quasi tutti noi, disponiamo di Windows.</p>]]>
        <![CDATA[<p>E' quasi un monopolio, quasi è un eufemismo, naturalmente. L'ultimo aversario da battere fu, una quindicina di anni fa, OS/2, la proposta IBM di allora, che però arrivò troppo tardi. Da allora è stato un crescendo Rossiniano, con 95, 98, ME, 2000, XP, e oggi Vista. Ogni nuova versione è sempre stata sempre più famelica di risorse: e allora si cambia il computer. E la sicurezza? Da morir dal ridere. Chi ha un computer possiede anche un accesso a internet: bello internet, e i virus? I malware? Gli spyware? E allora compriamo l'antivirus. Non averlo equivale a cercarsi guai. La sicurezza dovrebbe essere l'obiettivo numero uno di Microsoft, ma forse lo è solo a parole. A ogni nuova versione di Windows, Service Pack inclusi, spuntano una, dieci, cento, mille nuove falle. I virus anche sfruttano i programmi più diffusi: Word ed Excel, con le loro macro, sono da tenere d'occhio; Outlook è un bersaglio privilegiato; Internet Explorer un disastro. E' una lotta impari. Chi ha un po' di cultura informatica può venirne a capo, sebbene con difficoltà: per gli altri l'inferno è dietro l'angolo. E vogliamo poi parlare di prestazioni? In qualche mese un  computer nuovo, da fulmine di guerra diventa inesorabilmente lento. Poi scopri che, pronti via, quando cominci a lavorare hai già metà memoria piena di cose più o meno utili. Quando Windows comincia a pazziare è quasi impossibile capire il vero motivo: si può scegliere tra l'avventurarsi tra i vari forum e cercare qualche soluzione da chi ha avuto uno stesso problema, oppure rassegnarsi e subire. Chi lavora con un computer, alla fine, perde in produttività. E' un buco nero non facilmente misurabile. E' come avere una penna che scrive a intermittenza. Ormai siamo abituati a tutto, anche alle truffe. L'ultima che gira è basata su una mail, scritta in un italiano improbabile peraltro, con il logo di Poste Italiane, che invita a cliccare su un collegamento per verificare chissà quali dati. Solo uno sprovveduto può cascarci, ma è successo. La cosa irritante è che ne' il sito di Poste Italiane ne' quello della Polizia Postale, l'elite tecnologica della Polizia di Stato, riportano alcunché. Non possiamo fare altro che subire, quindi, oppure tentare un'alternativa molto poco pubblicizzata: si chiama Linux, è un sistema operativo gratuito scritto a tante mani da moltissimi "malati" di informatica sparsi per il mondo. E' più resistente ai virus di Windows, anche se non immune del tutto, ma una qualsiasi falla sfruttabile da un virus può essere riparata in tempi molto più rapidi. Un'opera benemerita che non ha voce da nessuna parte se non sulla stampa specializzata e su internet. E se in televisione si rinunciasse a parlare di Anna Maria Franzoni e di sabot, solo per una sera, e si concedesse un po' di spazio a questa discussione?</p>]]>
    </content>
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    <title>Strange days</title>
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    <published>2007-04-21T23:09:28Z</published>
    <updated>2007-04-21T23:48:59Z</updated>
    
    <summary>&quot;Viviamo strani giorni&quot;, come nella canzone di Battiato. Sarà il caldo fuori stagione. Secondo me è un punto di partenza non trascurabile per tentare di dare una spiegazione a tutte queste cose strane che stanno accadendo o che sono accadute...</summary>
    <author>
        <name>Riccardo Modesti</name>
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    </author>
    
        <category term="Strano... ma vero" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/modest-proposal/">
        <![CDATA[<p>"Viviamo strani giorni", come nella canzone di Battiato. Sarà il caldo fuori stagione. Secondo me è un punto di partenza non trascurabile per tentare di dare una spiegazione a tutte queste cose strane che stanno accadendo o che sono accadute negli ultimi giorni.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Vado a ruota libera: una barca che si chiama "Mascalzone Latino" (complimenti per la scelta!) mette sotto i neozelandesi alla Coppa America; Adriano viene squalificato per aver simulato una caduta in area di rigore, pere addirittura istigato dalla propria società, quella che fino ad alcuni mesi fa era un esempio di rettitudine sportiva e che gli altri erano tutti dei furbacchioni; Marco Tronchetti Provera è diventato uno degli uomini più odiati in Italia, dopo che un anno e mezzo fa era stato dipinto da tutti i mezzi di comunicazione - con alcune brillanti eccezioni - come un grande capitalista; il Cda Telecom, società indebitata, paga dividendi ed eroga stock option; il Limbo è stato abolito per decreto papale, non esiste più; il Cavaliere Nero va al congresso Ds senza scorta, non viene fischiato e ne esce vivo - ricordo che un importante dirigente di questo partito qualche anno fa auspicasse per Berlusconi un futuro da mendicante di strada -; Annamaria Franzoni, nonostante Vespa, sembra essere arrivata al capolinea; i partiti di Governo cambiano nome e, mentre alcuni si dividono, altri si riuniscono, parlando di Pantheon e cose ancora più stravaganti.<br />
Si potrebbe andare avanti, ma la notizia più strana di questi giorni riguarda la già citata Franzoni o, per essere più precisi, il suo processo. Infatti, durante il servizio trasmesso nel corso del Tg2 dell'ora di pranzo ho appreso che tra i vari intervenuti c'era stata nientemeno che una scolaresca portata in gita al Tribunale da una garrula insegnante che si è guadagnata pure una bella inquadratura.<br />
Sono proprio strani giorni: da studente ricordo di essere andato qualche volta a teatro, di aver visitato uno stabilimento di produzione della Coca Cola, di aver frequentato qualche museo. Nell'era dei Reality del resto - e la storia di Cogne è ormai da tempo un Reality, ma di quelli ormai in rapida decadenza -, la trovo una scelta normale: dal canto mio, sarebbe più normale che qualcuno nel Ministero che una volta si chiamava "della Pubblica Istruzione", prendere provvedimenti nei confronti di questa sventurata, trovandole senz'altro una collocazione più adeguata nella quale dare sfogo a questa genialità, lasciando la sua scolaresca nelle mani di persone magari più noiose ma sicuramente più adeguate al contesto che, ricordiamo, è pur sempre quello di una scuola, non di un Varietà.</p>]]>
    </content>
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    <title>L&apos;Inferno del Nord</title>
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    <id>tag:www.tigulliovino.it,2007:/modest-proposal//11.909</id>
    
    <published>2007-04-18T15:32:35Z</published>
    <updated>2007-04-18T16:12:52Z</updated>
    
    <summary>Domenica scorsa si è svolta la gara ciclistica che amo di più in assoluto: la Parigi-Roubaix. Perché amare una corsa assolutamente pianeggiante dove spesso è la fortuna - sotto la forma di minor numero di cadute o di minor numero...</summary>
    <author>
        <name>Riccardo Modesti</name>
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        <category term="L&apos;angolo del chissenefrega" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/modest-proposal/">
        <![CDATA[<p>Domenica scorsa si è svolta la gara ciclistica che amo di più in assoluto: la Parigi-Roubaix. Perché amare una corsa assolutamente pianeggiante dove spesso è la fortuna - sotto la forma di minor numero di cadute o di minor numero di forature - che determina il vincitore? Oggi, mentre circolavo per Milano a cavallo del mio scooter, ho forse compreso uno dei motivi: immedesimazione.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Chi circola a Milano su due ruote fa tutti i giorni una Parigi-Roubaix: anche a Milano, infatti, c’è il pavè, e ce ne è moltissimo. E’ infido e sconnesso e in alcuni punti, come nella centralissima via Manzoni, ce ne sarebbe per fare un esposto contro chi manutiene la sede stradale. In caso di pioggia diventa scivoloso come una lastra di ghiaccio. In più, molto spesso è associato all’altrettanto infido binario del tram. E come sulle strade francesi, anche nell’inferno del Nord di Milano occorre avere molta attenzione e un pizzico di fortuna per arrivare al traguardo. Ma quando il pavé finisce comincia un altro inferno: già, perché anche quando uno pensa di essere approdato al più sicuro asfalto si rilassa e comincia a prendere tombini e buche, buche e tombini. La schiena ringrazia. Spesso evitare il tombino è impossibile, perché spostarsi di mezzo metro a destra o a sinistra per scansarlo significa entrare in rotta di collisione con qualcun’altro, e allora lo incassi tentando di minimizzare l'effetto. Quando piove, poi, le buche aumentano in numero e profondità e si riempiono. In pratica il rischio raddoppia. Lo scorso anno nella corsia preferenziale che collega viale Zara alla Stazione Centrale, dove passano autobus, filobus, taxi, pullman, auto autorizzate e moto, a seguito di alcune piogge intense si aprirono un paio di buche profonde una spanna. Non vennero ovviamente chiuse immediatamente, e non vennero neppure altrettanto ovviamente segnalate con sollecitudine. Già, perché se lungo le strade tra Parigi e Roubaix il pavé è accuratamente segnalato, a Milano ci vogliono giorni prima che qualcuno si renda conto che ci si potrebbe fare del male. Dove ci sono lavori in corso poi, in particolare attorno a casa mia stanno scavando per i lavori della metropolitana, le strade sono tutte un gran rappezzo, e i giganteschi camion pieni di terra che vanno e vengono - di quelli che il filtro antiparticolato lo hanno visto solo in fotografia - marcano accuratamente il loro passaggio. Una gran goduria insomma, alla quale nessuna amministrazione comunale fa caso. In fondo provo invidia per i ciclisti che sull’inferno del Nord francese corrono solo una volta all’anno, mentre c’è chi deve cimentarsi quotidianamente con l’inferno del Nord milanese e non viene neppure premiato in caso di vittoria.<br />
PS I percorsi ciclabili, per chi le due ruote le spinge con le gambe, restano ovviamente un'utopia. Chissà se durante i viaggi nelle capitali europee, che periodicamente vengono fatti - a spese del contribuente si intende - per trarre ispirazione su come risolvere i problemi del traffico, qualcuno li ha mai notati. Milano=Congo, sperando che i congolesi non ne abbiano a male per il paragone...</p>]]>
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