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Vini e pesticidi

Mi sono imbattuto in un articolo un po’ sconcertante sull’ultimo numero della Revue du Vin de France. Si parla di pesticidi nel vino e, in particolare, dei mitici Bordeaux. La rivista è di quelle di spessore e in Francia è molto rispettata e considerata per la sua attendibilità e serietà. Quindi già questo fatto mi ha invogliato ad approfondire l’argomento. Si afferma che sarà possibile nel futuro che l’Unione Europea possa far inserire nell’etichetta dei vini, oltre alla dizione “contiene solfiti” anche quella più tragica, a mio avviso, “contiene pesticidi”… Ora, vi immaginate a tavola, durante una cena galante, offrire del “veleno” con passione? Non credo sarebbe una serata riuscita o, comunque, un po’ di sensi di colpa li avrei. Tutto questo sembra sia nato da uno studio fatto da un’Associazione il cui nome è tutto un programma: MDRGF Movimento per i Diritti e il Rispetto delle Generazioni Future, in seno alla Pesticides Action Network Europe. Su 40 bottiglie analizzate in laboratorio, tutte provenienti da viticoltura convenzionale, si sono riscontrati residui di pesticidi. Quello che più spaventa è il fatto che si sono ritrovati a concentrazioni molto alte, in alcuni casi di migliaia di volte il tasso ammesso all’interno di un’acqua potabile. Solo i campioni provenienti da viticoltura biologica non hanno messo in evidenza tracce residuali significative. Logicamente non si sono fatti solo su vini francesi ma anche su vini di altri sette paesi produttori nel mondo, tra cui anche l’Italia.

Quello che emerge è inoltre un dato preoccupante su cui varrà la pena che il Comitato Interprofessionale dei vini di Bordeaux faccia chiarimenti o ulteriori analisi di comparazione. Sui vari campioni di Bordeaux analizzati si sono trovate tracce importanti di un antibotritico che ha potere cancerogeno. Lo hanno trovato su tutti i campioni bordolesi, anche sui cru classes! Per esempio su un cru classè di Saint Estephe il procymidone (classificato cancerogeno dall’Unione Europea) si è trovato ad una concentrazione 690 volte superiore a quella ammessa per l’acqua; su due Pessac-Leognan 58 e 86 volte superiore; su un Pomerol ancora 120 volte. Sono cifre senz’altro imbarazzanti che dovranno trovare conforto anche da altre analisi di controprova. Certamente sono dati che fanno pensare e soprattutto pongono in evidenza, se ancora ce ne fosse bisogno, il vizio di alcuni produttori di trattare sempre e comunque senza giudizio. Ce ne sono in tutto il mondo che non rispettano le dosi e i passaggi su vigneto ma che per sicurezza alla minima avvisaglia di presenza parassitaria sparano litri e litri di veleno.

Entro il 2018 la Francia ha adottato una legge che ridurrà di metà l’utilizzo di antiparassitari. Sarebbe bene anche che si cercasse di ridurre quelli che sono più difficilmente biodegradabili, ma soprattutto si eliminassero i principi attivi con desinenze cancerogene. In Italia la legislazione è da tempo più rigida e la diminuzione di trattamenti è già in vigore. Si potrebbe passare al biologico di massa per far stare tranquillo il consumatore? Si se il consumatore poi accettasse prodotti rincarati almeno del 10 – 20 % e non ne facesse solo una questione di prezzo com’è ora. Più facile quindi cercare nelle pieghe della ricerca scientifica principi attivi virtuosi che lasciano sempre di più indenne il territorio e il prodotto finale. A proposito una notizia del genere non dovrebbe far sussultare i francesi? Non dovrebbe scatenare un Velenitaly alla francese? Non dovrebbe mettere alla gogna i produttori transalpini?... Per rispondere a questa domanda basta leggere il titolo in copertina: Bordeaux adorables! Adorabili Bordeaux…con qualche riserva!


Per informazioni:
Bernardo Pasquali
E-mail: bpasquali@yahoo.it