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Vini di Vignaioli
Vini di Vignaioli a Fornovo (PR),la passione si tinge di rosso… e di bianco. Domenica 2 e lunedì 3 novembre 2008 torna la manifestazione che coinvolge i produttori artigianali italiani e francesi in un trionfo di vini naturali.

Passione, natura, rispetto della terra e della diversità. Su questi principi si basa “Vini di Vignaioli – Vins de Vignerons”, che per il settimo anno promuove l’incontro tra i vignaioli italiani e i “cugini” d’Oltralpe proponendo un evento unico dove i protagonisti sono vini di altissima qualità. Perché per il vignaiolo produrre vino non è un semplice processo ma una vera arte, e la manifestazione che si svolge Fornovo Taro (PR) domenica 2 e lunedì 3 novembre 2008 consente di avvicinarsi al “nettare” e poterne apprezzare la qualità e il gusto. Perchè linea di ripartizione del vino, come del resto, non sono le frontiere ma i criteri di qualità e di autenticità. La prima virtù a fare affidamento su valli, colline, sole, vento e pioggia piuttosto che ai confini amministrativi. Mettere il Beaujolais accanto alla Sicilia, la regione dello Champagne accanto alla Toscana, l’Alsazia accanto alla Sardegna, il Rodano accanto al Friuli, la Loira accanto al Veneto, e molti altri ancora: è bello in sé, come una spartito per orchestra con i suoi colori, sfumature e tonalità miste.

Il salone “Vini dei vignaioli”, che ha debuttato nel 2001 si è arricchito nel tempo diventando oggi un vero e proprio punto di riferimento nel panorama vinicolo, e un baluardo a difesa dei vini naturali, che si trasformano seguendo la propria chimica, e che in questa caratteristica basilare si differenziano da quelli industriali. Proprio su quella via Francigena che un tempo permetteva scambi culturali, materiali e spirituali si incontrano oggi vignaioli e vignerons, in un continuo confronto di gusto e aroma. La convinzione che sta alla base di tutto è che la diversità e la molteplicità regalino gusto alla vita, e il buon bere ne è un aspetto. Una manifestazione unica, non omologata ad altre fiere di settore, che anno dopo anno ha costruito un percorso culturale sul tema delle produzioni naturali. Quest’anno saranno presenti oltre sessanta vignaioli, a testimoniare come la ricchezza dei differenti terreni, in Italia e in Francia, sia eccezionale.

L’incontro di quei vignaioli italiani e francesi che lavorano con vitigni autoctoni e propongono un’interpretazione personale del loro terreno, permetterà a un vasto pubblico di scoprire ed approfondire la conoscenza di questa ricchezza. Un’ampia proposta di vini prodotti nel rispetto del vitigno e del terreno, offrirà a tutti migliori conoscenze di una viticoltura che punta all’autenticità e a naturale e, nello stesso tempo,consentirà di apprezzare le qualità gustative, la digeribilità di questi vini. Capire la terra,la vigna e il vignaiolo significa capire il vino nella sua più autentica dimensione. Al Foro 2000, domenica 2 novembre dalle 10 alle 20 è prevista la degustazione e la vendita dei prodotti, e nel pomeriggio si svolgerà uno spettacolo teatrale. Lunedì 3 novembre dalle 9 alle 12 è in programma una tavola rotonda sul tema “I Lieviti”, mentre dalle 12 alle 19 si possono degustare ed acquistare i vini in esposizione.

- TAVOLA ROTONDA
Lunedì 3 novembre 2008 dalle 9 alle 12
Sul tema
« I LIEVITI... » / « LES LEVURES... »
“Vino, pane e pizza: il ruolo dei lieviti a confronto”
riflessione sull’uso dei lieviti, perché utilizzare lieviti indigeni?
coordinata da Samuel Cogliati, giornalista pubblicista, collaboratore di “Porthos”
Relatori:
Lieviti del vino con Michele Lorenzetti, enologo, specialista in biodinamica.
Lieviti del pane con Simone Padoan, pizzaiolo che da anni propone pizze senza lieviti chimici.
Con la partecipazione di Michel Grisard, vignaiolo in Savoia, (vedere CD che accompagna il libro « Vins, Vignobles et Vignerons » ed. Ellébore) e di François Morel, redattore della rivista “Le Rouge et le Blanc” .
E con la partecipazione di tutti vignaioli presenti. Avec la participation bien évidemment de tous les vignerons présents. La tavola rotonda si svolge in italiano e in francese.

Musique d’orchestre. Les temps de « crise » sont trop souvent le prétexte à des réflexes protectionnistes aux parfums de chauvinisme, quand ce n’est pas de pure sottise. Le vignoble français, pour n’en citer qu’un, ne manque pas d’anathèmes lancés contre les vins « étrangers »… La réalité, c’est que la ligne de partage dans le vin comme dans le reste, ce ne sont pas les frontières, mais les critères de qualité et d’authenticité. Disons, plus simplement, le choix entre le bon et le mauvais, sans manichéisme exagéré, mais en se référant au seul critère qui vaille, le travail du vigneron dans ses exigences pour traduire et interpréter le terroir qui est le sien : vins de vignerons, vini di vignaioli. Le caractère inimitable d’un vin au plus près de son terroir, c’est tout le sens de la notion d’appellation, dont la vertu première est de se fier aux vallées, aux coteaux, au soleil, au vent et à la pluie plutôt qu’aux limites administratives. Il est rare – et d’autant plus précieux – de voir coude à coude, bouteille à bouteille, dans la même dégustation, des vignerons et des vins de pays à la fois proches et différents. Mettez le Beaujolais à côté de la Sicile, la Champagne à côté de la Toscane, l’Alsace à côté de la Sardaigne, le Rhône à côté du Frioul, la Loire à côté de la Vénétie, et bien d’autres encore : c’est beau en soi, comme une partition d’orchestre avec ses couleurs et ses tonalités mêlées, et c’est enrichissant. Ceux qui font le vin et ceux qui aiment le déguster et le boire y gagnent une singulière intelligence des choses, bien loin des pauvres platitudes des fabricants de boissons alcoolisées. Merci à François Morel Redacteur en chef de la «revue « le Rouge & le Blanc ».

Musica d’orchestra, I tempi di "crisi" sono troppo spesso il pretesto di riflessi protezionistici con dei profumi di sciovinismo, se non di pura stupidità. La viticultura francese, solo per citarne una, non manca d’anatemi lanciati contro i vini "stranieri"… La realtà è che la linea di ripartizione del vino come nel resto, non sono le frontiere, ma i criteri di qualità e di autenticità. Diciamo così più semplicemente : la scelta tra il bene e il male, senza manicheismo esagerato, ma facendo riferimento solo al criterio valido : il lavoro del vignaiolo nelle sue esigenze di tradurre e interpretare il terreno che è suo : Vins de vignerons Vini di Vignaioli. Il carattere inimitabile di un vino più vicino al suo terroir è tutto il significato del concetto della denominazione, che è la prima virtù a fare affidamento su valli, colline, sole, vento e pioggia piuttosto che ai confini amministrativi. E 'raro - e ancora più prezioso - di vedere « coude à coude », bottiglia per bottiglia, nella stessa degustazione, dei vignaioli e dei vini di paesi cosi vicini e così diversi. Mettete il Beaujolais accanto alla Sicilia, la Champagne accanto alla Toscana, l’Alsazia accanto alla Sardegna, il Rodano accanto al Friuli, la Loira accanto al Veneto, e molti altri ancora: è bello in sé, come una spartito per orchestra con i suoi colori, sfumature e tonalità miste : è gratificante. Quelli che fanno il vino e quelli che amano degustarlo e berlo guadagnano una straordinaria comprensione delle cose, lontana dalle povere banalità dei fabbricante di bevande alcoliche. Grazie a François Morel redattore della rivista « Le Rouge & Le Blanc »


Per informazioni:
Ufficio I.A.T. Fornovo di Taro
Via XXIV Maggio 34
Tel. e Fax: 0525 2599
E-Mail: prolocofo@libero.it
Associazione « Vini dei Vignaioli -Vins des Vignerons »
Marie Christine Cogez
Tel: 0033 664985693
E-mail: info@vinidivignaioli.com
Web: www.vinidivignaioli.com