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La coltivazione della vite in Abruzzo risale addirittura all'età del ferro ma fu con gli etruschi che si iniziò una coltivazione più massiccia proprio con l'introduzione della vite maritata, cioè appoggiata agli alberi. I vini abruzzesi vennero poi esportati sulle mense dei patrizi romani che li accolsero con molto entusiasmo. Poi, per molti anni non si seppe più nulla della viticoltura nella regione fino a quando ne parlò nuovamente padre Stefano Razzi nel 1574 indicandoli come "vini bruschi". Attorno al 1890 inizia a prendere piede il vitigno montepulciano grazie anche alle ottime vendite delle sue uve effettuate dai coltivatori della zona. Vennero poi istituite le due DOC Montepulciano d'Abruzzo nel 1968 e Trebbiano d'Abruzzo nel 1971. L'Abruzzo è per il 65% montuoso e per il 35% collinare; la costa ad est si affaccia sul mare Adriatico. Il terreno è costituito principalmente da arenarie, gesso e rocce provenienti da ceneri vulcaniche mentre le colline sono formate da arenarie e terreni argilloso-calcarei. Molti i fiumi, che scorrono tutti attraverso le valli e vanno a sfociare nel mare Adriatico. Il clima è mediterraneo nella zona prospiciente il mare mentre è continentale verso l'interno, con piogge scarse sulla costa e più abbondanti all'interno. In tutta la regione si coltiva il vitigno montepulciano, che occupa circa il 50% della vite impiantata nella regione. Altri vitigni coltivati sono trebbiano d'Abruzzo, sangiovese, trebbiano toscano, malvasia toscana, cococciola, passerina e biancame.

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